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Prossima rivolta: Messico?

Lunedì 14 Febbraio 2011, 13:59 in Geopolitica, Scenari di

subcomandantemarcos.jpg

Se mi avessero chiesto, due mesi fa, di scommettere su Egitto o Messico non avrei avuto dubbi: il Messico era il candidato perfetto per la prima rivolta.

Ne parliamo da anni, e forse è il caso di rinfrescarsi la memoria. Per esempio, già nel 2009 si vociferava di "fine delle esportazioni" per il Paese che sta vivendo l'ineluttabile depletion di Cantarell, il terzo giacimento del mondo. In fin dei conti, i messicani sono già scesi in piazza almeno due volte per motivi petroliferi: nel 2008, quando il governo meditava di vendere la compagnia nazionale Pemex alle grandi compagnie private, e in precedenza quando è aumentato il prezzo delle tortillas a causa della distrazione della produzione di mais verso i biocarburanti.

Cominciate a intravedere le somiglianze con la situazione nordafricana, che avevamo analizzato qui?

Ritrovo anche un'analisi di Resource Insight, in cui si parlava di "immigrazione petrolifera", ovvero

Il peso messicano è sostenuto dal petrolio: se i guadagni scendono, scende il potere d'acquisto. E molti cittadini che già si trovano in condizioni precarie potrebbero decidersi a fare il salto e rischiare l'immigrazione illegale in USA.

Molto attuale anche questo tema, mentre i cittadini nordafricani fuggono dai Paesi in crisi ed in rivolta e vengono qui a cercare... lavoro (lo so, pare assurdo anche a me).

Su Seeking Alpha qualche giorno fa hanno ipotizzato proprio una prossima rivolta in Messico. Le condizioni ci sono tutte: l'aumento del prezzo del cibo, che con i disastri naturali di quest'anno vedrà i messicani arrivare a spendere il 50% del loro reddito solo per mangiare; le esportazioni petrolifere, come suggerisce l'Export Land Model, che si avvicinano allo zero a causa del consumo interno combinato alla depletion; e per finire, i signori della droga che daranno il loro fattivo contributo alla destabilizzazione del Paese. E c'è solo da immaginare quali potrebbero essere le conseguenze per l'economia statunitense, della quale il Messico è il terzo fornitore di petrolio.

Non resta che confidare nell'intervento del sup.

 

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25
25 commenti
25
16 Feb 2011
alle 12:55

Mario

@ Cataldo

Grazie per la lezione di lingua.
Sei sempre prezioso.

24
16 Feb 2011
alle 09:53

Hunter76Lima

errata corrige "il mondo non procede in modo lineare"

23
16 Feb 2011
alle 09:52

Hunter76Lima

Karagounis, il mondo non procede in modo non lineare, e non sono io a dirtelo e pure tu lo ben sai.

Nessuno qua ha la boccia di cristallo ma in base a dati e analisi ci rendiamo conto che i tempi con cui le cose evolvono stanno accelerando.

Ne vediamo la direzione ma non ne vediamo l'obbiettivo e le possibili conseguenze. Possiamo solo stimarle e fare congetture.

Il procedere degli eventi ci permette di fare un analisi puntuale e avere conferme/smentite sul nostro modello previsionale.

Sai bene quali sono i fatti alla base di tutto ciò, lo possiamo condensare nella parola peak-oil. L'orizzonte temporale del processo da esso innescato si svolge su anni che stanno sulle dita delle mani, non si parla di scenari di decenni o secoli.

E questo dovrebbe essere sufficientemente allarmante per far scattare il senso di emergenza, attenzione e consapevolezza.

Giusto per non farsi travolgere dall'incidere furente della storia.

22
16 Feb 2011
alle 08:07

Cataldo

@ karagounis78

Ma la realtà socio-politica è così complessa che nessuno di noi è in grado di fare alcuna previsione precisa. Abbiamo sempre una visione troppo parziale.

Da quando ho iniziato a leggere ogni giorno ho esteso i confini della mia ignoranza, per dirla con Socrate, il Maestro che elabora un metodo da opporre al relativismo dei sofisti: dal dialogo si costruisce un percorso di verità, almeno sul piano dell'etica, con strumenti come la confutazione razionale e la pulizia del linguaggio.

La parzialità della visione non esclude in automatico che si possano avere idee precise sull'evoluzione futura di elementi sostanziali del nostro stile di vita.

Le diverse parzialità, utilizzando il dialogo, possono contribuire enormemente in questa pratica, come è scritto negli archivi; va sempre specificato che il metodo di base, per essere eticamente fondato,  prevede l'utilizzo di elementi concreti e misurabili, come parametri e categorie di interpretazione dei fenomeni.

Ogni tanto si gioca a fare gli oracoli della mutua, per parte mia negli anni è stato sopratutto un test delle fonti e dei metodi di analisi, grazie agli stimoli di Debora e dei tanti interlocutori, spero di aver contribuito al dialogo.

Riattivando la modalità pedante socratica per chiudere questo sproloquio di metodo, l'altro strumento che è sempre stato utile in queste faccende, una volta che si ha una massa critica di elementi concreti e misurabili come  detto sopra,   è il rasoio di Occam.

 

 

 

 

21
16 Feb 2011
alle 07:27

Cataldo

@ Mario

I beduini non sono usi a manifestazioni di piazza, hanno altri sistemi per organizzare la loro rappresentanza politica, in Egitto come altrove; metodi efficaci se ancora le loro tribu esistono malgrado i vari tentativi di estirparli, storici ed attuali.

Penso che ci sia bisogno di una ripulitura del linguaggio, a partire dalle piccole cose, costruire antidoti al veleno del main-stream e della propaganda.

 

20
15 Feb 2011
alle 22:52

Miche1e

@19

Sull'Inghilterra posso essere d'accordo. Credo che anche paesi come Francia, Belgio, Olanda, che hanno un'elevata percentuale di immigrati poco integrati e molto coesi siano a rischio (vi ricordate le banlieu di pochi anni fa?). Ma la Svezia??

Gli scandinavi sono pochi, ben organizzati, con relativamente pochi immigrati. Hanno energia rinnovabile (acqua, vento, biomasse) e grandi spazi, sia pur poco ospitali. Come mai hai citato la Svezia?

Noi in Italia, incognite politiche a parte, non ce la passiamo così male: abbiamo ridotta necessità di riscaldamento, città relativamente piccole, immigrati non ancora troppo numerosi e soprattutto divisi in gruppi molto eterogenei. Credo che prima di arrivare alle rivolte debba passare ancora molto tempo, anche se il trend, se non viene invertito, va in quella direzione.

19
15 Feb 2011
alle 18:21

Mario

L'Italia e' uno degli ultimi paesi in cui mi aspetto una rivolta.

Le tensioni sono anche in luoghi che non vi immaginereste mai. Se dovessi scommettere sul primo pese europeo in cui si vedranno scene beduine, direi Inghilterra, seguita dalla Svezia.

Mi gioco un panino col crudo al bar della stazione Tiburtina.

18
15 Feb 2011
alle 18:06

francesco ganz

R commento 16 : io dico da più di 2 anni che L'Egitto è un obrobrio di sostenibilità...Quanto all'Italia, credo che vedremo moti di piazza entro 5 anni dalle prime rivolte serie in Uk.

17
15 Feb 2011
alle 15:51

AndrewtheBoss

@16.

Il fatto che ti rallegri che il petrolio stava "solo" a 84$ al barile è tutto dire.

Mi sarei rallegrato se fosse andato ben sotto i 50$...

Ma non temere, fra poco, causa rivolte e guerre tornerà a salire.

 

16
15 Feb 2011
alle 14:54

mario2

ragazzi stamattina il petrolio stava a 84!!!

ma che succede? fra poco benzina gratis a tutti!

preparate le taniche!!!!!!!

15
15 Feb 2011
alle 14:26

karagounis78

@9, non pretendo la data esatta ovviamente. In realtà il discorso ha due risvolti:

- se faccio una giusta previsione a breve termine, beh non sono proprio un veggente perché sul breve basta guardare i dati e fare due somme.

- viceversa una previsione a lungo termine potrebbe fare di me un veggente ma solo se ho descritto con buona approssimazione l'evolversi della situazione futura all'atto della previsione. Il che è molto difficile. Ditemi che due anni fa avreste scommesso su una rivolta in Egitto.

Concordo che esistano dei segnali, anche sulla basa di fatti storici similari, che possono farci propendere per una certa evoluzione. Ma la realtà socio-politica è così complessa che nessuno di noi è in grado di fare alcuna previsione precisa. Abbiamo sempre una visione troppo parziale. Voi dite che la prossima rivolta sarà in Italia. Io dico di no, perché gli italiani sono pigri e la maggioranza è ancora sufficientemente ricca. Riparliamone tra 40 anni magari.

Per assurdo è più facile fare previsioni sull'andamento macroeconomico dell'intero pianeta, perché si usano parametri matematici che esulano dalle  differenze di popolazione. LA crisi poteva essere prevista? Certo e qualche grande economista l'ha fatto, anche se sbagliando nelle proporzioni.

E la prossima crisi da cosa sarà scatenata? Scommettiamo su questo e vediamo chi avrà ragione. 

14
15 Feb 2011
alle 13:49

AndrewtheBoss

Ciao Debora.

Sto seguendo da un po' il tuo interessantissimo blog e di conseguenza lo sto segnalando un po' a tutti.

Mi piace molto il tuo metodo veloce, immediato, con dati, grafici e quant'altro, misto a una sottile ironia che non guasta mai.

Veramente un sacco di notizie interessanti.

Come purtroppo spesso accade in queste circostanze (come dice il mio conterraneo Benetazzo) di cambiamento epocale, la gente RIFIUTA di vedere cosa sta succedendo.

Ci hanno disabituato ai cambiamenti...maledetta TV spazzatura.

Per fortuna l'informazione e i numeri che fornisci almeno ad un po' di gente sta aprendo gli occhi. E' dal 2005 che dico a tutti...ragazzi, non può andare avanti così... preparatevi.

E come succede in questi casi ti danno del catastrofista portasfiga.

Come penso possa essere successo a te :)

Brava, grazie, continua così che sei forte...

13
15 Feb 2011
alle 11:01

Clanity184

Hanno chiuso Suez, ...risulta?

12
15 Feb 2011
alle 09:29

Cataldo

Per provare a capire la realtà messicana abbiamo una buona fonte qui. Il discorso di metodo sulle fonti è stato fatto molte volte, il fatto che Grimaldi sia schierato non ha tolto peso alle sue analisi nel corso degli anni.

OT Dollar index

Avevamo postato una carta giorni addietro, nella quale si sottolineava la possibilità di uno sfondamento del supporto del trend in salita, che vediamo agire dal minimo del 2008, ma non si è al momento verificato. Questa forza sospetta del supporto ci porta a verificare meglio lo stato dei tassi di interesse attuali sulle gradazioni di debito USA.

11
15 Feb 2011
alle 09:19

andreaX

Mi preoccupa molto di più quello che sta già succedendo a poche centinaia di chilometri da casa mia di quello che forse potrebbe succedere oltreoceano.

Ma poi perchè sbarcano a lampedusa?, essendo un isola è normale che poi li catturano, se io fossi al posto loro arriverei sino al continente.

10
15 Feb 2011
alle 08:56

Paolo B.

Medo, qualche dritta sulla differenza di prezzo light/brent? A parte la depletion dei giacimenti del mare del nord...

9
14 Feb 2011
alle 21:45

nickvan

@6 karagounonis; che vuoi la data esatta? 21.12.2012, qui si sera prevista la crisi dal 2008 con ben un anno di anticipo e nessuno ne parlava. Per come la vedo io in rete se ci sono buoni giornalisti ed analisti che ti sanno spiegare le loro previsioni con dati alla manon non ci si sbaglia di molto.

Più che il messico l'effetto domino sul mediterraneo potrebbe travolgere l'italia a breve. Scommettiamo?

8
14 Feb 2011
alle 21:34

francesco ganz

..Io invece dico Inghilterra : taasi d'interesse tenuto artificialmente bassi stanno spingendo l'inflazione ed un moderato rialzo porterebbe via 3000-4000 sterline annue alla famiglia media inglese : a differenza degli americani non hanno lo spirito pioneristico che li spingerebbe ad accamparsi in tenda per ricopminciare da capo,( e non hanno nemmeno gli spazi), il debiot privato è spaventoso, il debiot pubblico aumento di 10 punti l'hanno, è soprattutto fino ad adesso hanno goduto di un welfare molto migliore del nostro, per certi aspetti....Se una famigli è abituata a campare coi sussidi, e nell'inghilterra povera delle midlands,ad esempio ce ne sono parecchie, quando cominciano a tagliarli voglio vedere che succede....Inoltre fino adesso la polvere delle speculazioni finanaziarie è stata messa sotto il tappeto..Aggiungiamo che nel 2014 la bolletta energetica inglese sarà simile a quella italiana.....

7
14 Feb 2011
alle 20:25

mario2

ma perchè in messico esiste ancora lo stato? da quel che mi risulta il paese è in mano alle bande di narcotrafficanti. chi si ribella muore

6
14 Feb 2011
alle 18:44

Karagounis

"Ne parliamo da anni"

E questo non vi fa venire in mente nulla sulla bontà delle vostre previsioni? In fondo non ci attaccate molto. Siete il tipo "a pensar male ci si azzecca sempre", ma quel sempre è un generico lasso di tempo da qui all'eternità.

Concordo con chi dice che gli USA non permetterebbero grandi rivolte in Messico.  La situazione seppur simili è geopoliticamente e scoialmente cifferente, troppo pr poter pensare a dei paragoni. Forse qualche altro pase arabo, ma non ci giurerei troppo: gli altri paesi del Magreb mi sembrano già molto meno convinti ed attivi degli egiziani.

5
14 Feb 2011
alle 17:40

Thomas

intanto i primi articoli sulla differenza brent / light escono......."il petrolio in America costa meno" questi i titoli

4
14 Feb 2011
alle 17:39

Marco85

La pressione della pentola sale e se la valvola non sfoga più bene prima o poi scoppia.

3
14 Feb 2011
alle 16:45

Thomas

intanto  la differenza light / brent si avvicina ai 20 dollari!

2
14 Feb 2011
alle 16:32

andreaX

A quanto leggo dai notiziari invece Iran, io avrei detto libia o marocco.

Gli americani il messico se lo tengono buono, non possono permettersi che succeda quello che succede in nord africa.

1
14 Feb 2011
alle 16:26

Paolo B.

E Marcos che potrebbe fare? Tutti questi paesi in rivolta hanno in comune l'enorme popolazione residente, molto difficile, se non impossibile, da gestire in un contesto di depletion petrolifera; e l'emigrazione di massa nel XXI secolo non è più un'opzione disponibile per l'homo sapiens sapiens nell'ambito di un pianeta sovrasfruttato e globalizzato da 7 miliardi di esseri umani, un numero impressionante lasciatoci in eredità dall'era dell'abbondanza petrolifera.

Anche in gran parte dell'Europa mediterranea ed oltre matureranno le condizioni economico/sociali dei paesi in rivolta ed il guaio è che l'UE delle banche e della finanza angloamericana stanno facendo tutto il possibile affinchè si realizzino al più presto.

Stay tuned...

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