Uno sguardo dal picco

Adesso parliamo due minutini della Libia. La prima volta che accadde, su Petrolio, fu in questo post che diceva semplicemente:
L'Italia è il primo partner commerciale della Libia.
Attraverso il gasdotto Greenstream, il più lungo del Mediterraneo (520 km. da Mellitah a Gela), inaugurato da Berlusconi e Gheddafi il 7 ottobre 2004, arrivano dalla Libia in Italia circa 8 miliardi di metri cubi di gas l'anno.
Il gasdotto fornisce un decimo del nostro fabbisogno nazionale di gas.
Il gas viene estratto dai giacimenti di Wafa, nel deserto del sud, in compartecipazione al 50% tra l'ENI (presente nel Paese dal 1959) e la compagnia libica NOC.
La Libia fornisce il 38% del fabbisogno nazionale italiano di petrolio. E ho detto tutto.
Dice tutto anche oggi, pare a me.
La situazione libica è per noi molto più oscura rispetto all'Egitto. Anzitutto, la diffusione di Internet è talmente limitata da impedire l'uscita di informazioni dirette ed in tempo reale come accadeva al Cairo. Poi, la presenza stessa di Al Jazeera e di altre televisioni è al momento piuttosto ristretta. Infine la repressione in atto, assai più drammatica rispetto a quella soft attuata dal pur vituperato Mubarak, rende tutto più difficile. La sensazione è anche quella che i Paesi occidentali stiano ancora cercando di capire cosa diamine avviene: è una rivolta eterodiretta da qualcuno, per scalzare infine l'arcinemico Gheddafi approfittando dell'epidemia rivoluzionaria che colpisce il nordafrica? Oppure è una rivolta spontanea, ma che si configura comunque come un'occasione da non perdere per riprendersi il Paese e soprattutto i suoi ricchi giacimenti, e il solito qualcuno sta frettolosamente pianificando il dopo-Gheddafi? Sicuramente non è da escludere.
Occorre anche fare i conti con un elemento importante di questa anomala rivolta, ovvero le divisioni etniche in seno alla Jamahiria. Cirenaica, Fezzan, Tripolitania sono regioni diverse unite dalle insensatezze del colonialismo, che stanno cogliendo l'occasione per rinfocolare vecchie ruggini.
Insomma, fare valutazioni sulla situazione interna libica è alquanto arduo. Possiamo quindi per il momento riporre le bandiere rosse, il sol dell'avvenir, e il buonismo dilagante sui media per soffermarci sui fatti nostri.
Come sottolineato all'inizio, la Libia non è un Paese povero e privo di risorse, e soprattutto contribuisce a tenerci al caldo, a fornirci energia elettrica e a far camminare le nostre automobili. Se dovesse restare in una condizione di tumulto permanente potremmo averne pesanti conseguenze. Se invece Gheddafi dovesse cadere, chiunque lo sostituirà come prima cosa metterà le mani sui giacimenti e rivedrà tutti gli accordi in essere. Posto che si tratterà di un anti-Gheddafi, sia se espressione della volontà popolare rivoluzionaria che in alternativa come espressione dell'occidente, il risultato è che saranno cavoli amarissimi: il nostro governo è pappa e ciccia con Gheddafi da sempre, non saremo certo i primi della lista a godere delle nuove concessioni. C'è una fila lunga chilometri che attende da anni, e che noi abbiamo spernacchiato per troppo tempo. Non resta che confidare nella diplomazia ENI che dovrà fare i salti mortali.
In alternativa, toccherà andare a spezzare le reni alla Libia. Pronti a partire?
(Nell'immagine: le esportazioni di petrolio dalla Libia. Bello il freccione, eh?)
@58 Hunter76Lima
Come se io avessi scritto che non sia cambiato nulla negli esempi che facevo, neh!
Al contrario i cambiamenti ci sono stati ed alcune malagestioni hanno creato problemi, solo che siamo ancora tutti qua..per ora!
@64 Anacho
Veramente si stanno rivoltando zone in cui vi è stato recentemente un pesante calo dei tassi di nascita e questo era un segnale sia del cambiamento di mentalità locale (abituati a sperare nella provvidenza come fa chi sforna figli a raffica pur facendo la fame) sia motivo delle rivolte poichè chi è abituato meglio è meno disposto ad accontentarsi di poco e i figli unici si sa che sono "viziati"
Ovviamente finché la popolazione continua a crescere qualcosa, alla fine, verrà a mancare, la crisi del mondo arabo è dovuta principalmente all'aumento della popolazione.
Rammento un saggio di Isaac Asimov, scritto circa 40 anni fa, dove si immaginava che la crescita della popolazione potesse continuare in modo indefinito, ed era una cosa spaventosa. Nonostante tutto credo che finiremo per trovare un equilibrio, nonostante le difficoltà che ci stanno di fronte siano enormi.
@Anacho
capisco il tuo punto di vista, ottimistico, ma secondo le previsioni alla crisi da esaurimento delle risorse ne seguirebbero altre, laddove la si evitasse per via tecnologica, e trovo che sarebbero tutte peggiori.
Ok. Magari non sara' un giacimento arrivato in superficie (sai pero' che pacchia andare a riempire i fusti di petrolio con il secchio invece di usare i costosissimi impianti di Anacho :D ) ma sono comunque affioramenti di petrolio...!
Ad ogni modo sono certo al 100% che lo sfruttamento del petrolio libico e' molto basso in confronto a tutto il resto del mondo. Questo ha permesso a Gheddafi di avere un'asso nella manica... fino ad oggi almeno!
:)
Ma ora i problemi sono altri: cosa accadra' all'Europa senza il gas e il petrolio libici?
@59:
«Giove rende pazzi coloro che vuole afferrare» (Euripide) :-(
@ Hunter
Sono sostanzialmente d'accordo, la debole ripresa (peraltro popatissima da quantitative easing vari) rischia di soffocare sul nascere, dello stesso parere anche Merril Lynch http://pragcap.com/april-crude-oil-opens-at-98 che mette il "breaking point" a 120 $ al barile.
Tutto si gioca su quello che succederà in Arabia Saudita, da quelle parti stanno cercando disperatamente di portare la produzione a 12 milioni di barili al giorno, ho qualche dubbio che ci riusciranno, ma se la situazione resta stabile la crisi del mondo arabo potrebbe essere riassorbita, se le turbolenze si estenderanno anche da quelle parti allora saranno davvero volatili senza zucchero per tutti.
Ovviamente il superamento del petrolio, quando si leggono certe notizie: http://tinyurl.com/6atd46w sembra in effetti davvero lontano.
Trovo vergognoso scrivere "le eventuali ripercussioni sull’ economia ittica e il rischio sismico", i pesci dalle installazioni offshore hanno solo da guadagnare, dato che il campo boe diventa area protetta, il rischio sismico... mi viene di dire una volgarità, per cui taccio e basta.
Mi chiedo se davvero siamo convinti che per avere energia elettrica basti fare tre buchini per terra e infilare la spina.
Balzo del WTI a 94$ (+9%).
In un colpo solo la speculazione shortista (sponsorizzata FED) si è ritirata di fronte alla crisi libica.
Intanto si riduce la forbice rispetto al basket OPEC (appena sotto la soglia dei 100), il Brent invece non fa più testo ormai completamente fuori dai binari di una quotazione ragionevole non speculativa.
Intanto la media 3-mesi del basket OPEC ha superato abbondantemente i 90$ (zona di allarme arancio, sopra i 100$ andiamo in allarme rosso)
Confermato quindi l'inizio del count-down della morte annunciata di questa finta ripresa. La Libia e tutto il nord-Africa sta facendo accelerare i tempi e in caso di blocco del petrolio libico già a giugno-luglio ci ritroveremmo a terra.
Nel caso prospettato da qualcun'altro di estensione della crisi all'Arabia Saudita è certo il ritorno all'austerity stile anni 70 (scenario meno turbolento) per un periodo abbastanza prolungato (almeno un anno)
Preparate le biciclette, ragazzi, e armatevi di pazienza.
I cambiamenti sono stressanti (per Surak e soci, per favore, non nascondetevi dietro la solita solfa del "E' come le altre volte, non cambierà niente"; sapete bene che non è cosi)
@ Iano
Io sono per la terza via, il superamento dell'era petrolifera non per esaurimento delle risorse o per cambiamenti climatici ma per via tecnologica.
In questo senso la crisi dei paesi arabi avrà un effetto positivo, chi non ha ancora capito quanto siamo vulnerabili adesso lo dovrà capire per forza.
A proposito, avete fatto il pieno?
@ Pirkoal
Ben Ali e Mubarak non erano certo amiconi di Gheddafi ;)
Debora, non ci sono prove che Mattei abbia mai fatto questo, anche se è vero che nel punto di incontro dei confini libico, tunisino ed algerino ci sia un grosso giacimento.
Mai ci saremmo permessi di fare un tale sgarbo ai cuginetti francesi.
segnalazioni (da prendere con le molle):
http://www.indiadaily.com/editorial/22282.asp
("The source claims the Italian mafia is also assisting the regime of Libyan leader Moammar Gadhafi and that boats operated by Italians have attacked demonstrators in Benghazi and Tripoli")http://www.technicoblog.com/aerei-italiani-bombardano-tripoli-navi-italiane-porto.htm
(ne parla al-jazeera)
Anacho, io sapevo che era Mattei a perforare di sguincio dalla Libia per fregare il petrolio algerino ai franzosi.
Questa storia è uno dei miei miti fondanti, quindi qualora dovesse trattarsi di leggenda urbana ti prego di non dirmelo... non lo voglio sapere!
:D
@Anacho
Medioevo significa età di mezzo ed ho usato quel termine innanzitutto con quel significato, intervallo petrolifero che inizia nel XX secolo e finisce probabilmente entro questo, un periodo breve per i tempi storici.
Per quanto riguarda il senso spregiativo dell'espressione medioevo, mi spiego. L'era petrolifera finirà, prima o poi, poichè si arriverà ad un collasso a causa dell'esaurimento delle risorse. Nel caso di risorse sorprendentemente abbondanti, i Limiti dello sviluppo si troverebbero sul lato ambientale, a causa dell'eccessivo inquinamento prodotto. Quindi, preferisco di gran lunga un superamento del medioevo petrolifero piuttosto che un collasso ambientale. Oltretutto, il petrolio oggi sostiene una struttura economica, materiale ed ideologica, antiquata, medievale: perchè inquinante, sia nello svolgimento routinario che negli incidenti, magari in mare (ultimamente si moltiplicano); perchè lanciata verso previsioni e speranze di ulteriore crescita e di ulteriori consumi, ormai evidentemente medievali, degne del XX secolo non del XXI.
Alla fine, Anacho, i nostri nipoti si ritroveranno a dover fare i conti con i disastri che il medioevo petrolifero avrà prodotto nell'ambiente e la zappa in mano, e non credo che farà crescere la loro stima verso di noi se gli spieghiamo che grazie al petrolio ho potuto rispondere a un troll su un blog.
PS: mio nonno coltivava le sue poche terre, mio padre ha resistito nel bel mezzo del medioevo petrolifero coltivando le sue poche terre, io sto iniziando ad occuparmene e sarà un'onore condurre quelle poche terre sane e salve fuori dal medioevo petrolifero.
@42 Mattia
Purtroppo molti dibventano catastrofisti perchè non hanno il senso dell'ironia ed altri perchè si annoiano e sperano che un cambiamento totale della situazione gli crei gli stimoli che gli mancano.
Peccato che non si accontentino di farsi un paio di settimane di vacanze stile "survivor" e non stiano lì a gufare come barbagianni in crisi d'identità.
Io ironizzavo soprattutto sul fatto della previsione trentennale su fatti sicuramente particolari ma non così eccezionali nelle giuste proporzioni.
20 anni fa sono crollate quasi tutte le dittature del Patto di Varsavia, negli scorsi 10 anni sono crollate quasi tutte le dittature latinoamericane, ora stanno cedendo quelle nordafricane, quindi la cosa in se non è nuova.
Certo è indubbio che bisogna che la politica mondiale riprenda il controllo sugli eventi e riesca a portare un nuovo equilibrio mediando dove necessario altrimenti i rischi di catastrofi ci sono, come ci sono da un pezzo ma anche per evitare il ripetersi di piccole "catastrofi" personali di molti come è stato il crollo del muro di Berlino con la conseguente fuga di aziende e lavoro verso quei luoghi e la pesante emigrazione da una parte e immigrazione dall'altra, troppo rapida e magari pure troppo eccessiva.
Che si debba andare verso la catastrofe o la vita bucolica invece non è ancora scritto da nessuna parte.
Non so se hai presente i camion enormi che si usano per far propagare le onde sismiche nel terreno. Schlumberger. Erano bei tempi, spensierati.
Si, voi della sismica avete uno strano concetto del divertimento.... ma in fondo anche noi perforatori. :-)
@ Anacho
Arrivi in ritardo stavolta, gli ho gia' spiegato come funziona. Vediamo se di te si fida.
Comunque Bernardo, in Libia ci sono stato. Non so se hai presente i camion enormi che si usano per far propagare le onde sismiche nel terreno. Schlumberger. Erano bei tempi, spensierati.
@Bernardo
Un giacimento petrolifero non può perdere, per definizione ha una roccia di copertura impermeabile, dieci metri di argille sigillano qualsiasi giacimento, in Libia ci sono centinaia di metri di argille (pure difficili da perforare), per cui i giacimenti sono a perfetta tenuta.
Se il petrolio arriva in superficie allora non c'è un giacimento, è un fenomeno ben documentato sin dai tempi di Alessandro Magno, anche in Italia ci sono stati questi affioramenti, per esempio nelle Marche, e per dire questo stemma comunale: http://www.comuni-italiani.it/034/032/stemma.html ha un suo perché.
Quanto alla leggenda che gli Algerini ciucciassero i giacimenti sul confine è appunto una leggenda, mi pare che sul confine ci sia un campo di dimensioni modestissime, niente in confronto a Buatifel o al Bouri, dove sono stato io.
La Libia è stata cartografata con la sismica 3D per l'ottanta percento della sua superficie, ancora non si sa quanti giacimenti ci sono, ma è ancora lontana dal suo picco.
Gli oleodotti sono normalmente interrati, ecco come vengono posati:
@ Iano
Quello che tu chiami "medioevo petrolifero" è quello che ti permette di stare dietro a un computer invece che attaccato a una zappa... perché quelli che rimpiangono il medioevo, quei tempi felici, naturali eccetera mica si immaginano che avrebbero fatto i contadini, spesso si vedono meglio nei panni dell'imperatore... o almeno del Papa.
Solo i combustibili fossili ci hanno permesso di sviluppare una civiltà tecnologica, adesso sta a noi superarli e cercare alternative meno dannose per clima e ambiente, non è detto che ci si riesca, ma se arriva il medioevo vero molti rimpiangeranno il petrolio.
Io credo che, se l'esercito non prende in mano la situazione al più presto (ma è in grado di farlo l'esercito libico?) la guerra civile in Libia continuerà per un pezzo, la sua produzione di petrolio e gas andrà a zero, e la benzina in 1-2 mesi supererà i 2 euro/litro. Speriamo di no, ma vedremo presto.
Interessante anche quello che sta succedendo nel canale di Suez. Le due famose navi iraniane, di cui una secondo Israele carica di missili per Hamas (improbabile) e Hezbollah (possibile), sono state "circondate" nei Laghi Amari dalla squadra della portaerei Enterprise e bloccate. Evidentemente gli USA non vogliono che ad abbordare le navi sia la marina israeliana. Nella zona ci sono altre tre portaerei USA: la Lincoln, la Vinson e la Washington, oltre alla portaelicotteri Kearsarge (e forse un'altra). Quattro portaerei in Medio Oriente non si vedevano dai tempi della guerra in Iraq.
@Mario,
sei mai stato in Libia?
Hai mai attraversato un tratto di deserto libico?
io l'ho fatto. Li' non c'erano oleodotti e non c'erano pozzi petroliferi.
Eppure la sabbia era marrone scuro, c'erano pozzanghere di petrolio in superficie e l'odore era insopportabile.
Perche' ci fosse tutto quello non lo so. Mi venne spiegato come ho riportato. Tu mi dici che non e' cosi'. Ok. Ma io quelle cose le ho viste. Tu quasi sicuramente no!
@ Bernardo
Non sai di cosa parli.
Non e' un'offesa.
@Mario,
ho solo riportato cio' che mi venne spiegato. E mi venne spiegato anche molto bene, da persone molto informate sui fatti LIBICI e non sui fatti in genere.... Spiegando, con esempi e quant'altro, che la natura stessa del TERRENO (la geologia per intenderci) libico era tale che l'Algeria "usava" perforare in diagonale per andare a "succhiare" il petrolio sotto il territorio della Libia. Inoltre qui si parla comunque di quantita' limitate... e di migrazioni del petrolio in decine di anni.
Insomma... l'Algeria pompa milioni di litri di acqua salata nei propri giacimenti... che non sono affatto a tenuta stagna come potresti pensare... qualcosa sta spingendo il petrolio altrove. E questo altrove e' la Libia. E le rocce in quella zona non sono stagne ma porose.
Ad ogni modo... per la cronaca, in Libia è stata seppellita una quantita' mostruosa di fanghi e cose varie.... e solo di recente, con la possibilita' di estrarvi petrolio (tipo i progetti dell'Alberta) la Libia ha iniziato a ritirare fuori quei "rifiuti speciali".
Ma ripeto... non sono un esperto in tal senso.
@Mattia,
ho come l'impressione che sopravvaluti pesantemente le possibilita' dell'Italia e dell'Europa. Qualche giorno fa parlando con delle persone del mio paese, uno di questi (laureato) se ne e' uscito affermando che comunque in italia potremmo continuare a mangiare e a bene ancora per migliaia di anni. Ebbene... l'Europa e' fortemente dipendente dal resto del mondo. Tolti i paesi "arabi", Libia in primis, all'Europa resterebbe solo la Russia per i rifornimenti di petrolio e gas. E questo significa che i 3/4 della popolazione dell'europa il prossimo inverno potrebbe non avere corrente elettrica, gas per cucinare e riscaldarsi. Oltre ovviamente alla mancanza di energia e petrolio per i trasporti e tutto il resto.
Ma poi... quanti milioni di clandestini potremmo "sopportare" in italia?
In Libia nel 2007 vivevano 2 milioni di libici e 5 milioni di extracomunitari piu' o meno clandestini. Pensi forse che quella gente se ne possa restare li' dov'e' a farsi ammazzare, in un paese dove ci sono 5 popoli sempre in lotta tra di loro?
Non credo.
@tutti gli altri...
le mie fonti nel pomeriggio mi hanno comunicato che una colonna di mezzi pesanti scortati da alcuni elicotteri, erano entrati nella zona del Murzuk salendo da sud. Non so altro, ma forse e' l'ennesima colonna di mercenari che sta imperversando in lungo e in largo in centro africa portando alla guerra civile i vari paesi.
Vi ricordo che nel mondo ci sono diverse societa' paramilitari molto ben organizzate e potenti.... che hanno a disposizione sia F16 che armi e mezzi piu' potenti.
Evitiamo quindi di cadere nelle trappole...
@ 40
Mi dispiace che chiunque vada contro il "catastrofismo totale" venga etichettato come troll. Io non dico che queste rivolte non si riperquoteranno sul nostro sistema economico, ma non si può certo pensare che si arriverà al collasso della nostra società.
@ Bernardo Mattiucci
Le tue teorie sul petrolio che migra in superficie sono un' accozzaglia di cazzate senza ne' capo ne' coda. Se il petrolio avesse potuto migrare in superficie lo avrebbe fatto migliaia di anni fa, e oggi in quelle zone non ci sarebbe alcun giacimento.
Per esempio, e' quello che e' accaduto in molti prospetti nel Mare di Barents, per sfortuna dellEni, o nel fantasmagorico prospetto Dalsnuten che doveva convincere la Shell che il Mare del Nord non fosse alla frutta.
Di solito le tua analisi si innalzano un pochino sopra la infima qualita' media dei commenti che si leggono qui, ma attieniti alle cose che conosci.
I wont feed any troll;
Ma secondo me queste "rivoluzioni" arabe, si spegneranno come un fuoco di paglia, e a giugno ricominceremo a parlare dei vip sotto gli ombrelloni...
@34 louise
" che tutto cio´che e´stato predetto continuamente da almeno 30 anni si sta avverando: catastrofi ambientali, fame e guerre civili, tutto conseguenza inevitabile di un sistema socio-economico insostenibile"
30 anni? Perchè no almeno 2000 ? ;-)
come è la situazione in Arabia Saudita?
perchè se sono preoccupanti gli avvenimenti in egitto e libia, seconod me il punto di riferimento va posto al regno saudita
una crisi lavvia, e quel paese è una polveriera pazzesca visto il livello di corruzione mostruoso, allora il prezzo del petrolio impazzisce.
il fatto è che l'attuale fase di recupero economico è fragile, costruita su un aumento del debito pubblico tremendo e dopo aver usato tutti i mezzi noti.
con una crisi petrolifera di origine saudita salta tutto.
Come si diceva in www.collapsus.com, senza corrente si possono fare due cose: leggere un libro alla luce di candela o fare sesso.
Noi siamo bravi in questo, no?
@Medo: hai una fonte da farci verificare per la tua ultima affermazione (prod. ferma)
@Bernardo: :-D
tesi catastrofiste? a me sembra semplicemente che tutto cio´che e´stato predetto continuamente da almeno 30 anni si sta avverando: catastrofi ambientali, fame e guerre civili, tutto conseguenza inevitabile di un sistema socio-economico insostenibile. finora tutti gli avvertimenti sono stati ignorati o bollati come complottismi eco-anarco-comunisti, ed ora eccoci qui. buon divertimento
ATTENZIONE: ALLARME DI LIVELLO ALTO IN ITALIA. AEREI ED ELICOTTERI IN FASE DI TRASFERIMENTO IMMEDIATO AL SUD ITALIA
Ma qualcuno vi paga per alimentare queste tensioni ? No perchè ognuno sta citando la propria tesi catastrofistica senza neanche l'ombra di una prova.
#30
Ne riparliamo tra una settimana, di quel che sta avvenendo alla produzione. Ho notizie si produzione ufficialmente ferma.
Crisi carburanti in Italia all'orizzonte dei 30 giorni se continua in questo modo.
@Medo "- tutte le imprese straniere stanno interrompendo le attività, comprese le circa quaranta società di tutto il mondo che estraggono e distribuiscono petrolio e gas libico all'esterno del paese
- l'export petrolifero della Libia sta cadendo a zero"
Al momento è stata bloccata la produzione di 50mila barili (circa il 2% della produzione libica) http://www.focusmo.it/petrolio/8422-libia-interrotta-produzione-petrolifera-.html.
x Cataldo,
puo´darsi,ma adesso il beduino puzzone non puo chiedere aiuto a ben ali o mubarak ...su dai che lo hanno inc.lato bene bene.
Ammassando le news in 5 lingue diverse, la situazione "ufficiale" della Libia alle h. 18,10 di oggi 21 febbraio 2011 è la seguente:
- Gheddafi è volato all'estero, non si sa dove di preciso
- all'aeroporto di Tripoli è il caos, chiunque sia di nazionalità straniera sta tentanto di partire ma non ci sono abbastanza voli
- tutti i diplomatici di paesi UE sono già partiti o stanno partendo
- il governo libico non controlla più effettivamente il territorio
- una parte dell'esercito libico spara sui manifestanti, altri soldati si sono uniti ai poliziotti ormai dediti a saccheggi
- tutte le imprese straniere stanno interrompendo le attività, comprese le circa quaranta società di tutto il mondo che estraggono e distribuiscono petrolio e gas libico all'esterno del paese
- l'export petrolifero della Libia sta cadendo a zero
@25
Manda un esercito straniero e ti metti di sicuro in un guaio afghaniforme: sabotaggi e attentati continui assicurati.
Non ci sono elementi concreti che al momento giustificano chi parla di rivoluzioni eterodirette.
Sembra che addirittura aerei stiano sparando sui manifestanti, sono notizie abnormi che fanno intravedere un caos totale, un bagno di sangue che apre la strada ad una guerra civile, lo scenario peggiore in assoluto. In queste condizioni è evidente che il problema della fornitura diventa pressante, non solo per le quantità, se si dovesse arrivare al blocco, ma anche per la qualità delle importazioni Italiane dalla Libia.
Non esiste popolo se pur motivato e coeso che abbia la capacità di vincere contro un esercito che usa armi, carri armati, elicotteri, e sopprattutto la complicità dei governi e l'opinione pubblica.
Se domani non arrivà più il petrolio voglio vedere se i popoli europei non protesteranno contro i propi governi che non si danno da fare a mandare contingenti per sopprimere le proteste e riportare la situazione alla normalità?!
Per la serie: protestate finchè volete ma il petrolio lo vogliamo, altrimenti vi mandiamo i nostri eserciti a calmarvi!
x Bernardo e Anacho,
ma i tubi per caso sono occultati sotto la sabbia(non vedo dove altro::))) oppure sono in bella vista?
ENI, Finmeccanica, Impregilo, Astaldi, Unicredit, FIAT... Tutti questi gruppi, ovvero LA borsa italiana, hanno miliardi di investimento in Libia e legati alla abbondanza energetica libica. Vera E presunta.
Quella presunta sta svanendo poco a poco, quella reale dipende da "rubinetti" che si stanno chiudendo a causa della guerra civile. Ad oggi, intere bande di poliziotti e militari controllano in anarchia totale decine di villaggi e quartieri, pronti a bloccare questo o quel rifornimento.
Oggi è l'Italia che è appesa ad un filo. Un governo italiano vero avrebbe già inviato le proprie forze in Libia per salvare il salvabile, salvare uno stile di vita energivoro e fondato sull'importazione energetica primaria con la forza bruta, invece l'Italia non puo' che stare a guardare. Purtroppo non pare che ci siano burattinai, sono solo i popoli che risvegliano e purtroppo come al solito chi ha un'arma in mano detterà legge per qualche tempo.
@21
Scusate l'ingenuità ma non mi è chiaro chi vorrebbe accerchiare l'Europa. Sempre che la teoria delle rivoluzioni pilotate sia esatta si sta cercando di creare un califfato islamico o cosa? Non è che il vero detonatore siano stati i social network, youtube, messaggi istantanei, tv satellitari (difficilmente controllabili a meno di non impiantare un sistema cinese di controllo) che annullano la propaganda e rivelano i regimi per quello che sono?
Rispondo solo ora ad alcuni commenti e riporto anche ulteriori delucidazioni su quel magnifico paese che tanto stupidamente lasciammo ai tempi del colonialismo.
@Mike
La Libia fino ad oggi ha dato tutto sommato poche concessioni rispetto all'algeria o agli altri paesi produttori. Questo è stato possibile per tutta una serie di motivazioni, tra le quali non mancano le difficoltà di accesso alle aree petrolifere.
@Anacho
Diciamo che mi sono occupato di eventi sportivi. Ho girato la Libia sahariana per un totale di 3 mesi... e ho potuto parlare con la gente del posto.
Le perdite ci sono, certo, ma non è molto saggio pensare che in moltissime zone della Libia vi sono sempre e solo perdite.
Se sei stato qualche volta in Libia, sai bene che i pozzi petroliferi non sono sparsi su tutto il territorio in modo uniforme. E sai bene che non tutto il territorio libico è stato "setacciato".
Ad esempio nel 2007 hanno fatto dei rilevamenti nella zona dei laghi salati e circa 1 anno prima, se non erro, in una zona adiacente ma piu' a sud... verso il Murzuk.
Il maggior numero dei pozzi petroliferi li ho visti su entrambi i lati della lunghissima strada che da Sebha conduce a Gath. Ma sempre a pochi chilometri da quella statale.
E sinceramente... in una zona dove non vi sono pozzi per migliaia di chilometri, con la frontiera del l'Algeria a pochi chilometri e dove quasi sicuramente non vi è alcun oleodotto in quanto non vi sono, a sud di quella zona, campi petroliferi, beh... non mi sembra logico parlare di perdite.
La Libia ha effettuato sondaggi solo su una ristrettissima porzione del suo territorio. E di questa porzione, solo una parte è stata effettivamente sfruttata.
Parlando con degli ingegneri impegnati in alcuni campi, mi venne spiegato che in Algeria sfruttavano da anni i loro pozzi... e visto che in Libia questo non accadeva, il petrolio "filtrava" attraverso il terreno.
http://sepmstrata.org/Libya-Hassan/Libyan-Figures/Fig11.gif
Questa è una mappa con le pipeline. Se ne conosci una più dettagliata postala.... Le zone dove ho personalmente visto le fuoriuscite di petrolio si trovano a Nord di Sebha e tra Ubari e il confine con l'Algeria.
Poi beh...
tu sei del campo. Io no! :)
Per quanto riguarda le motivazioni, il tutto è spiegabile in modo estremamente semplice: chi sta pilotando queste rivolte sta semplicemente "accerchiando" l'Europa... cosi' da "costringerla" alla resa totale e incondizionata. Vedrete che il tutto si spieghera' piu' facilmente tra qualche mese!
Secondo il Business Week, al momento attuale solo le piccole compagnie petrolifere stanno lavorando "normalmente" in Libia. Ma tutti i grandi hanno già evacuato la totalità del personale amministrativo, ENI, BP, Statoil (Norvegia), OMV, etc. ed una parte del personale tecnico sta prendendo il volo in questi momenti.
L'output petrolifero potrebbe stopparsi in una settimana, arrivando a zero. Anche un eventuale intervento militare coordinato "occidentale" non potrebbe restaurare la gittata di prodotto che in qualche mese. Per l'Italia sarebbe una botta immensa, pari solo al collasso degli anni '70 ed i razionamenti dell'"austherity".
fonte: ....businessweek.com/news/2011-02-21/eni-declines-as-libya-unrest-worsens-bp-stops-exploration.html
:-) adesso finalmente capisco il significato di Pollution di Battiato:
http://www.youtube.com/watch?v=kaB0tAoIFr4
Quando canta che "a regime permanente la portata è costante attraverso una sezione del condotto"
Scusate l'empietà ma gioisco sempre un po' quando vedo avvicinarsi di un passetto la fine del medioevo petrolifero.
Uhm, adesso tutti i bloggherrree...che non eran pochi...che si sperticavano dell'astuzia del nano ad andar con Gheddafi...vederli in ginocchio sui ceci si potrebbe mica, grazie? :'D
Qualcuno (a stelle e strisce) ha deciso di fare un pò di casino in nordafrica... magari per poi fare come sempre i "poliziotti del mondo" e con stà scusa andarsi a spillare un bel pò di oil... Comunque vada, noi (anche grazie al Nano, e al suo smarcamento continuo antiatlantico) lo prendiamo in qul posto :-(
38% delle esportazioni destinate all'Italia.
Libia 1° fornitore di petrolio all'Italia, 23% del fabbisogno.
Bernardo, che lavoro fai?
Immagino non il tecnico petrolifero, perché quello che hai scritto è privo di senso. Il petrolio in Libia è stato sfruttato come negli altri paesi, ce n'è ancora molto ma se si trova in superficie è perché le tubature perdono, e conoscendo i libici se le gestiscono loro non mi meraviglierebbe più di tanto.
Quanto all'ENI credo che abbia ragione Scaroni, le cose non cambieranno più di tanto, SE la situazione si risolve o con Gheddafi al potere o con una altra forza politica che prende il controllo.
Se dovesse veramente scoppiare una guerra civile allora le cose potrebbero farsi complicate, anche se dubito che la Libia senza esportare petrolio durerebbe più di sei/sette mesi prima di essere alla fame.
Quanto al colonialismo che ha lasciato una situazione difficilmente gestibile questo è vero, gli ottomani hanno unito qualcosa che non era certo una entità unica, e noi abbiamo continuato l'errore, ma un governante illuminato avrebbe potuto smorzare i contrasti, cosa che non è avvenuta.
Un chiarimento: La Libia fornisce il 38% del fabbisogno nazionale italiano di petrolio o il 38% delle esportazioni di petrolio della Libia sono destinate all'Italia? Oppure i due valori coincidono?
cmq assurdo che tutto il nord africa insieme scoppia....
ci rimane solo putin per il petrolio :S
"rivolta eteroguidata".....forse dai cinesi? sai com´e´, la loro domanda di energia continua a crescere.........
@8
Ma non era il "lungimirante" Scaroni che testualmente diceva " per noi non cambia nulla se in Libia scoppia la rivoluzione"?
Speriamo bene che crolli tutto, che prima ci caviamo il dente , prima guariamo...
Ci sono 40 società dell'industria petrolifera in Libia, ma al momento stanno tutti rientrando (BP sta chiudendo i pozzi in queste ore ed ha già rimpatriato tutti gli ingegneri) visto che quasi tutti i poliziotti e parte dell'esercito si sta dando a saccheggi vari. L'output libico di prodotto petrolifero potrebbe essere un ricordo ed i carburanti in Italia schizzerebbero in poche settimane oltre i 2 €.
Ci faceva comodo la dittatura militare laggiù, ma non è che in eterno uno (i libici) lo prende nel sedere per far godere terze persone (gli italiani). Stessa sorte per Arabia Saudita durante l'anno.
Siamo nello scenario peggiore del post-picco, quello che diceva che le riserve stimate sono 10 volte superiori al reale e che al 2029 ci ritroveremo con -90% di prodotto petrolifero rispetto al 2009.
Saluti.
Scusa Bernardo, ma in Libia non c'è l'ENI? Perché lo sfruttamento dei pozzi è così arretrato e schifido?
Invadere militarmente la Libia? L'italietta? Prepariamoci al volto più crudo dell'austerità, il futuro prossimo più probabile che ci attende...
Bel post ; la situazione non è chiara, e nemmeno c'è da esser socuri che nel medio termine l' ENI non abbia da guadagnarci....
La Libia la conosco, ci sono stato... e penso non sara' facile. I confini sono semplicemente immensi e devi veri e propri "colabrodo". Si può accedere senza essere visti... se non per puro caso.
Quanto alla popolazione... la situazione e' semplicemente drammatica.... ci sono più extracomunitari (piu' o meno clandestini) che cittadini libici... e le eterne tensioni tra le 5 razze differenti di persone che vi abitano da secoli, non si sono mai sopite... ma represse con forza da un Dittatore che, nel bene e nel male, ha fatto tanto per quella terra. A modo suo!
Ma la ricchezza petrolifera della Libia sta principalmente nel non aver sfruttato intensamente i propri giacimenti, come invece hanno fatto Algeria ed Egitto.
Questo ha provocato una "risalita" dell'oro nero fino ad affiorare in superficie (quando viene pompata acqua salata nei giacimenti algerini, il petrolio in parte esce fuori dal pozzo ed in parte permea nel terreno "migrando" nei territori limitrofi. Ed ecco che in Libia, in varie parti, c'e' petrolio in superficie!
Ad ogni modo la situazione la vedo molto critica...
....e resto dell'idea che se salta anche la Libia, di fatto l'Europa e' accerchiata...
L'unico altro fornitore di gas e petrolio e' la Russia. E non e' sicuro che la situazione in quel versante si mantenga stabile in eterno!
Fra petrolio e immigrati stiamo nella merda fino al collo, altro che buonismo e "poverini" e "cattivaccio gheddafi"......
L'UNITà PARLA DI PARLAMENTO IN FIAMME.. IO OGG FACCIO IL PIENO AL PANDINO, NO SI SA MAI
Addirittura il 38% del petrolio in italia viene dalla libia?, stiamo messi maluccio allora.
Non pensavo ci fossero in gioco queste percentuali, se la libia interompe le forniture sono cavoli amari.
alle 00:27
Anacho
Il calo demografico è recente, la generazione tra i 15 e i 20 anni è numerosa, e incazzosa.