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BRR, CHE FREDDO! MENO MALE CHE IL GAS...

Martedì 8 Marzo 2011, 16:05 in Gas, Italia di

gazprombuilding.jpg

Visto che nessuno li racconta, tutti pudibondi come collegiali, allora un po' di segretucci ve li comunico qui.

La Gazprom ha aumentato il flusso di gas verso le affamate caldaie (e centrali elettriche) italiane, per supplire alla diminuzione di forniture dalla Libia. Ora la Gazprom ci fornisce circa 40 milioni di metri cubi al giorno, contro i precedenti 30. Dite grazie allo zio Vladi.

Ma non è che lo zio Vladi sia eterno, che sia chiaro. Non perché destinato anch'esso a cadere in seguito a una rivolta del popolo calpesto e oppresso, ma perché è il suo gas a non essere eterno. E soprattutto il suo petrolio, che è già in depletion. Se altri Paesi produttori dovessero avere problemi nelle prossime settimane, anche gli swing producers cominceranno a ritrovarsi in affanno.

A quale terribilissimissimo dittatore dovremo rivolgerci allora, pur di non morire di freddo? Sembra che non ce ne sia rimasto proprio nessuno.

 

25
25 commenti
25
10 Mar 2011
alle 09:53

Cataldo

@ Mattia

Il paragone Saddam Gheddafi è inutile come parametro per capire la situazione libica. Saddam ha progettato una resistenza che ha determinato nel tempo grandi cambiamenti geopolitici, Gheddafi per ora non ha mostrato questa profondità strategica, anche se l'approccio alla rivolta è stato sensato, fino ad oggi.

Fa piacere che Scaroni controlli  gli impianti, per noi e per loro...

24
09 Mar 2011
alle 19:25

Mattia

# 23 medo

Ti ricordo che l'Iraq di Saddam, in ben due occasioni riusci a fare esplodere vari pozzi petroliferi , con gli Americani alle spalle...

Se uno vuole, lo fa.

 

 

23
09 Mar 2011
alle 16:21

medo

#pirkoal

Il complesso di Ras Lanuf è molto ampio, controllato da milizie anti-governative, ma questi bombardamenti non significano molto. Cioè quel che c'è da temere è il "suicidio" petrolifero del potere centrale libico, che potrebbe danneggiare e far chiudere la produzione per mesi o anni, ma questi bombardamenti difficilmente possono produrre un danno enorme. Per danneggiare realmente, bisogna minare potentemente, operando al suolo, e con precisione avendo cura di aprire tutte le valvolone e valvoline. In una situazione di guerra civile è molto complesso un tale sabotaggio... Paradossalmente, solo le società petrolifere ed i loro contractors hanno l'organizzazione ed il materiale adatto per aiutare il potere centrale a far saltare tutto ma non ha alcuna logica in nessun tipo di sistema umano anche il più disumano.

22
09 Mar 2011
alle 16:16

medo

Eni: Scaroni, continueremo a produrre gas in Libia per popolo

Dowjones

ROMA (MF-DJ)--Alcuni impianti in Libia sono "sotto il controllo di nessuno". Cosi' l'a.d. di Eni Paolo Scaroni sottolinea al Financial Times alcune problematiche legate alla crisi libica. Nel paese scosso dalla guerra, l'Eni continua a collaborare con la National Oil Company per produrre greggio e gas. "E' per il popolo libico - sottolinea il numero uno del colosso italiano, Paolo Scaroni - penso che se possiamo produrre gas per il mercato domestico questo e' positivo". Tuttavia, aggiunge, "se la comunita' internazionale ci dicesse di non produrre in Libia noi fermeremmo le operazioni".

L'Eni produce oggi circa 100.000 barili al giorno di petrolio equivalente, precisa Scaroni, contro i 270.000 estratti prima della rivolta. Oltre la meta' della produzione del giacimento di Wafa, nella deserto a sud di Tripoli, e' data da gas che va a rifornire le stazioni di servizio. Alla domanda se l'impianto sia sotto il controllo delle forze del regime o dei rivoltosi, Scaroni precisa che si trova in una zona molto desertica, appunto, "sotto il controllo di nessuno". red/cat

(END) Dow Jones Newswires

March 09, 2011 03:09 ET (08:09 GMT)

Copyright (c) 2011 MF-Dow Jones News Srl.

21
09 Mar 2011
alle 15:45
20
09 Mar 2011
alle 14:59

Hunter76Lima

Karagounis,

stavolta hai sfidato gli estremi di Ottimo Massimo, al quale perlomeno va il beneficio d'inventario in quanto il suo potrebbe anche trattarsi di semplice sarcasmo all'ennesima potenza.

La storia ci dice che tutto si assesta, prima o poi, ma ti ricordo anche che tra l'estate del 1940 e quella del 1939 passò solo un anno ma in quell'anno il mondo subì tanti di quegli stravolgimenti che neanche nei 100 anni precedenti.

Attenzione alle soglie di attivazione, il mondo non è solo equilibrio dinamico e linearità, è anche variazioni repentine e strappi bruschi.

19
09 Mar 2011
alle 14:39

medo

"... è comunque una situazione momentanea finchè la situazione libica non si riassesta."

ahah ahah!

"E nel caso prima o poi i giappo troveranno il modo di estrarre gli idrati e allora... "

AHHAHAH ahahah ahhahah... !

18
09 Mar 2011
alle 13:51

Paolo B.

@17

Ma tu confidi veramente in un futuro agli idrati? Ti poni mai il problema di cosa significherebbe continuare per decenni e decenni con un'economia basata sui fossili + emissioni di CO2 in aumento continuo, per l'ambiente e la nostra sopravvivenza? E non ti chiedi quanto la nostra civiltà dello spreco sia basata oltre che sui fossili anche su tante altre risorse piccate o prossime al picco? 

Riflettici...

17
09 Mar 2011
alle 13:28

karagounis78

Ringraziamo Putin dunque. Nessuno avrebbe piacere nel stare al freddo. Ed è comunque una situazione momentanea finchè la situazione libica non si riassesta. E nel caso prima o poi i giapo troveranno il modo di estrarre gli idrati e allora...

In effetti la legna è un combustibile formidabile ed una risorsa che può essere gestita per evitare l'esaurimento.

 

16
09 Mar 2011
alle 08:51

Davide

@4

Oddio...mi sa che buttar giu' i vari Colonelli,Mubarak, etc  sia un conto...ma mettersi a giocare con Putin e con la Russia credo sia un "tantino" piu' impegnativo...

15
09 Mar 2011
alle 08:48

Paolo B.

Servilismo verso gli USA e stretti rapporti con la Russia per il gas, il gioco del piede in due scarpe che fa B.

Che non sarebbe male se non fosse che nel frattempo gli investimenti nelle rinnovabili languono colpevolmente per scelte discutibilissime di questa compagine mafiosa governativa.

La sete di energia ci porterà sempre verso chi potrà vendercela, che siano dittatori o paesi democratici ma, come dice Debora, oltre zio Putin l'orizzonte è piatto.

Senza reali politiche di autarchia energetica (le rinnovabili ovviamente) il futuro a breve termine di questo paese è decisamente fosco...

14
09 Mar 2011
alle 03:01

iano

ecco un link riguardo ai difensori degli alberi (non ho letto): http://andychowforum.forumcommunity.net/?t=2720113

@surak2.0: dei dettagli operativi non so molto, tranne che certamente non è così facile farli sloggiare perchè scelgono la zona della foresta più strategica (per causare il massimo disagio possibile all'attuazione del progetto) e resistono qualche settimana. Obiettivo dell'operazione è che provochi abbastanza casino da far sì che non vi siano alberi cadono senza far rumore. E' un lavoro disonesto per cui nessuno li paga ma molti li ringraziano. :-)

13
09 Mar 2011
alle 00:38

Surak 2.0

@10 iano

Ma senti te, cosa s'inventa la gente pur di non cercarsi un lavoro onesto.

Se vogliono davvero tirarli giù ci mettono un paio di giorni, altro che!

 

 

12
09 Mar 2011
alle 00:04

Debora/Petrolio

Caro Cataldo, pensa che ti ripensa non reperisco alcuna luminosa democrazia tra i Paesi produttori di petrolio.

Sarà per questo che, da chiunque tu lo compri, c'è sempre qualcun altro che prima o poi ti accusa di fare affari coi dittatori?

:D

11
09 Mar 2011
alle 00:02

idiotaitaliota

non serve tagliare alberi, ci scalderemo col bunga-bunga.

10
08 Mar 2011
alle 23:12

iano

un anno fa conobbi due australiani membri di un movimento che difendeva le foreste in pericolo di abbattimento occupando alcuni alberi e vivendoci sopra, costruendo ripari a tanti metri d'altezza e muovendosi tra essi attraverso delle funi di collegamento. molto difficili da sgomberare senza rischiare di ammazzare qualcuno. in europa avevano fatto operazioni in belgio ed in catalogna, non so se altrove nè se in italia. comunque li si giudichi, penso sia gente coi controcoyoooo

9
08 Mar 2011
alle 22:46

francesco ganz

R commento 5 : sarà allora arrivato il momento di difendere le poche foreste rimaste coi forconi...( Ovviamente le armi da fuoco sarebbero più appropriate)

8
08 Mar 2011
alle 21:27

massimo

lo zio vlad a mubarak e ben ali ha fatto tornare indietro le navi cariche di grano e s'è visto che fine hanno fatto. che l'abbia fatto per salvare il cu.. al suo amico italiano. In fondo tra amici ci si aiuta o almeno si dovrebbe.

7
08 Mar 2011
alle 20:41

iano

forse sfrondare non è il termine esatto, usare i rami è quello giusto. gli alberi crescono rapidi

6
08 Mar 2011
alle 20:38

iano

@5: se ci pensiamo in tempo avremo modo di piantarne quanti ne servono, perchè per avere la legna non è necessario tagliare tutto l'albero, basta sfrondarlo.

5
08 Mar 2011
alle 20:11

Keper

Se un giorno non troppo lontano, non ci sarà più gas da bruciare, ci scalderemo con la legna, desertificando l'Europa in pochissimo tempo.

4
08 Mar 2011
alle 19:48

complottista italiota

se e' vero-come si dice in giro-che dietro il caos in libia ci sono gli anglosassoni che vogliono fregare gli affari all'italia (...), puo'darsi che davvero il prossimo a cadere sia lo zio vladi.....o no?

3
08 Mar 2011
alle 18:32

francesco ganz

In Russia le temperature invernali rimangono sotto i -10 celsius per giorni e giorni, ed i loro  palazzoni a riscaldamento centralizzato non sono il massimo quanto a coibentazione....Scenari di attrito fra consumo interno, alquanto incomprimibile, ed esportazioni, vitali per l'economia russa, già di qui ai prossimi 5 anni ? Esami più approfonditi sono i benvenuti....

2
08 Mar 2011
alle 17:42

Cataldo

Cara Debora forse sarà ancora peggio, pensa se arriveremo a comprare gas e petrolio da paesi retti in modo più o meno democratico, allora si, che sarebbero dolori :)
PS
Hai letto il post di qualche giorno addietro sulla ragione di scambio del petrolio ? Sono rimasto sorpreso  dai dati mentre li maneggiavo... una prima (auto)revisione me li conferma.
In un amarcord di controllo ho riletto il minisaggio sul gigante USA ammalato di qualche annetto addietro, applicando la medesima teoria del gambero che applico alle altre fonti :)  confortato dal riscontro sto rimestando gli appunti per la seconda parte, mai pubblicata, sullo stato del potere hard dei fratelloni americani, puo essere che diventa molto in tune a breve riuscire a fare una sintesi leggibile.

1
08 Mar 2011
alle 17:16

daniele.spagli

Mah... dubito fortemente che moriremo di freddo.

Piuttosto consumeremo quello che presto sarà indispensabile ai russi stessi per non schiattare veramente.

P.S.

Mi è arrivata la bolletta del Gas... cero che zio Vlad ci sta succhiando ben bene.

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