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GRAFICO STORICO PREZZO DEL PETROLIO - FEBBRAIO 2011.

Mercoledì 2 Marzo 2011, 08:37 in Current Affairs di

storico02:11.jpg

Ecco il grafico del prezzo del barile (greggio NYMEX) aggiornato al 28 Febbraio, a partire dal 2002. Il mese scorso si commentava su come la risalita fosse costante ma lenta. Adesso sembra che non sia più neppure tanto lenta. Un azzardo: riuscirà a battere il record entro l'anno?

36
36 commenti
35
03 Mar 2011
alle 10:33

steu

@27

Tra l'altro a Ballarò è intervenuto Conti dell'Enel, noto esperto indipendente, e le soluzioni che ovviamente ha proposto sono il carbone "pulito" e il nucleare.

Tutti reclamano il contraddittorio sui coiti del premier ma sull'energia a nessuno importa?

34
03 Mar 2011
alle 10:22

Cataldo

Hunter76Lima "Ora il toccare il minimo a 60$ sarebbe possibile anche in virtù di un pullback in corrispondenza dell'imminente deleveraging dei mercati"

Il livello di ammosciamento del soufflè borsistico dovrebbe essere enorme, e coincidere con un sussulto notevolissimo del dollar index. La prima ipotesi è plausibilissima, la seconda comincia ad essere sempre più in dubbio, come iniziano a registrare molti analisti anche a partire dagli eventi recenti.

Questo senza considerare le implicazioni generali di un crollo della domanda della portata necessaria per sostenere il ribasso.

Il senso del post era comune concentrato sul tema della ragione di scambio, che è rimasta sostenuta ma stabile per il periodo considerato, indipendente da fattori esterni, vista nel corrispettivo aureo, un elemento da considerare senza farsi ipnotizzare dalle oscillazioni dei numerari.

33
03 Mar 2011
alle 09:38

Hunter76Lima

Ok, Cataldo, di analisi tecnica non me ne intendo molto però non credo tanto al doppio supporto degli 80$.

Sicuramente è valido nel trading daily e weekly ma su uno scenario pluri-mensile non mi sembra affidabile.

Tieni conto che le quotazioni nel 2008 sono sprofondate a 35$ al barile, addirittura al di sotto dei fondamentali.

Ora il toccare il minimo a 60$ sarebbe possibile anche in virtù di un pullback in corrispondenza dell'imminente deleveraging dei mercati.

Ovviamente la nuova base che verrà stabilitoadopo le turbolenze post crash potrebbe assestarsi tranquillamente sugli 80$ da te predetti, niente di più probabile.

In quel caso però avremo abbandonato definitivamente i discorsi sul picco anche in termini di Total Liquids perchè sarebbe definitivamente alle spalle.

Per quanto riguarda il Gold/Oil ratio è vero che è calato dal max di 25 di inizio 2009 ma è anche vero che quello fu un picco da fuga verso bene rifugio, pochi mesi prima del crash si trovava su valori inferiori alla decina.

Il valore attuale attorno ai 15 è destinato a subire 2 forze contrastanti, una verso il basso per inflazione petrolifera e una verso l'alto per fuga dai mercati.

E' probabile che nel breve prevalga la prima ma subito dopo andrà a ritoccare un picco in occasione della prossima ondata di default, dopodichè si riassesterà ad un valore più realistico (attorno ai 10)

La tendenza mediana anno su anno rimane ovviamente in calo (la MA200 sta toccando il picco)

32
03 Mar 2011
alle 08:56

Paolo B.

Medo, ho inserito tra i preferiti il tuo blog.

Seppur permeato da una bella dose di realismo pessimista :-) lo trovo decisamente illuminante.

E' un'ottima integrazione a petrolio e Crisis... 

31
03 Mar 2011
alle 08:47

Anacho

In effetti produrre da un campo giant a terra con pozzi perforati nel 1980 ha costi irrisori, ma se si va a sviluppare un piccolo giacimento in ultradeepwater i costi salgono esponenzialmente.

Il conto che si fa per decidere se un giacimento può essere sfruttato è molto semplice, barili estraibili x prezzo medio stimato deve essere superiore al costo per la produzione, altrimenti non conviene.

Va anche detto che i costi del personale stanno salendo, la gente capace di perforare è sempre meno e quelli buoni costao cifre notevoli, altro aggravio l'adeguamento delle attrezzature dopo il disastro del golfo del Messico, milioni di dollari per impianto, e sono migliaia.

30
03 Mar 2011
alle 08:40

Cataldo

remus .. In GOLD We Trust

Se isoliamo nel grafico gli ultimi 24 mesi, vediamo un sostanziale incremento del controvalore in dollari, per leggere in filigrana questo dato, e inferire sul futuro dell'indicatore, vediamo cosa è accaduto nello stesso periodo per il Gold/Oil ratio, 1 , impostare a weekly sui tre anni.
La carta mostra oscillazioni minime su una linea mediana piatta.

Un articolo, 2, di rara precisione e sintesi, di una signora che le cose le sa, viene in aiuto.

Non resta che dare un occhio al dollar index con la stessa prospettiva temporale, il weekly a tre anni, e si vede anche li un andamento della media piatto nel periodo degli ultimi due anni.

A quel punto mi si sono incrociati gli occhi sulle carte ed ho visto la cresta di InFlazilla che sciabordava nel tamigi.

1) //stockcharts.com/h-sc/ui?s=%24gold%3A%24wtic
2)//www.taipanpublishinggroup.com/tpg/smart-investing-daily/smart-investing-022411.html

PS
Ho letto Hunter76Lima che pensa  potrebbe essere addirittura rotto, pur con una serie di sospensive,  il supporto duplice intorno agli 80, non c'è spazio nell'analisi tecnica per questa ipotesi, meno che mai con tutto il ferro che circola nel mediterraneo.

Le implicazioni che potrebbero far crollare il numerario a 60 sono più dolorose, a ben vedere, degli anatemi del Savonarola.

29
03 Mar 2011
alle 01:24

poldo alias marco

@ medo

Complimenti Medo per il bel sito, dove tra le tante altre cose interessanti che scrivi mi confermi dell'enormità a cui è arrivato il prezzo della benzina a Napoli.

Spero che presto anche qui a roma e dintorni dove mi trovo la benzina ed il gasolio massacrino sempre più forte.

Maledetti, la benzina e la nafta è già più cara che nel 2008, se continuiamo così già nell'estate ci sarà il razionamento.

Mi aspetto una depressione terribile, il massacro!!!

28
02 Mar 2011
alle 22:56

medo

#27 

Solo un certo padronato da parrocchia ascolta radio24, purtroppo il peggiore padronato credo del mondo intero. Purtroppo credono a tutto l'oro colato e gestiscono il paese...

27
02 Mar 2011
alle 22:25

riccardo (con la minuscola)

che ci volete fare, se uno stimato giornalista del sole24ore ha detto in diretta radio 2 alla palombelli che se necessario l'arabia saudita potrebbe tranquillamente aumentare la produzione di 5 milioni di barili per compensare la mancata produzione dei paesi in rivolta....

 

non che ce ne fosse bisogno, ma è la riprova che quelli tosti in italia devono farsi un blog per raccontare le cose come stanno, i quaquaraqqà invece li invitano alla radio di stato per tranquillizzare l'opinione pubblica !

 

:(

26
02 Mar 2011
alle 21:50

Minimo 25$ al barile

@ Marco p.

non so quali siano le fonti di Nomisma Energia ma quella dei 3$ è sicuramente una legenda. Prima si parlava dei famosi 5$ al barile.....ora siamo scesi a 3$ ...mah!!

L'IEA, che notoriamente non crea allarmismo, parla di ben altre cifre.

Si parte dai 25$, in media, per i barili più facili (in sostanza tutta la produzione convenzionale). Poi si passa ai circa 60$ per tutte le produzione deep water e ultra deep water e si finisce con 85$ di media per i greggi non convenzionali (oil shale e gas to liquids).

I dati sono del 2008, quindi è lecito pensare che queste cifre sono da aggiornare.....verso l'alto naturalmente.

Poi è anche possibile che ci siano giacimenti facilissimi dove si estrae a meno di 10$ ma, ci sono anche certi oil shale che arrivano a 120$!!

E comunque se anche i 3$ valessero per tutta la produzione, a fare il prezzo è il rapporto fra domanda e offerta. L'estrazione può costare anche 1$ ma, se la produzione non basta per tutti, i prezzi salgano irrimediabilmente e oggi siamo nella stessa situazione del 2008, con la domanda che comincia a stare sensibilmente sopra l'offerta.

Se questi parlano ancora di 3$, continuerà a passare l'idea che i problemi del greggio sono solo finanziari. Quand'è che si inizierà a parlare di problemi geologici e si ragionerà sul fatto che il petrolio è una risorsa di tipo finito?

25
02 Mar 2011
alle 18:58

medo

(...POLDO scusa e scusate la propaganda, ma ho una profezia gratuita proprio sul mio inutile sitino se clicchi sul mio nick, su Napoli e Campania probabilmente zona a capo della vera, falsa, rapida, lenta rivolta italica che farebbe tanto comodo per togliere di mezzo i Geronzi e i Berlusconi, in cambio di nuovi non-peggiori...)

24
02 Mar 2011
alle 18:40

poldo alias marco

Debora il petrolio è importante ma ha fatto ancora poco rispetto al gasolio alla benzina ed al olio per il riscaldamento, che sono molto vicinissimi ai massimi del 2008 mentre il petrolio a 100 è ancora lontano dai 148 eccetera. Perchè? 

Forse perchè un barile di petrolio di oggi fa molto più schifo di un barile di petrolio del 2008?

Un barile di petrolio di oggi contiene meno benzina e gasolio ed è più difficilmente raffinabile di un barile di petrolio del 2008?

Questi stanno raschiando il fondo del barile e quello che trovano è acido e puzza e contiene acqua ma lo chiamano barile di petrolio per non farci contenti, ma a noi non la si fa.

La benzina a Napoli oggi è ai massimi di sempre, 1'63 (consigliata).

23
02 Mar 2011
alle 18:38

Gnurant

OT (ma non piú di tanto)

Riporto da InformazioneScorretta, nota alla traduzione del GEAB:

"(7) Abbiamo già testimoniato alcuni cambiamenti consistenti riguardo il petrolio, poiché gli Stati Uniti sono in procinto di abbandonare il loro indice WTI per passare all'indice europeo Brent, a cui l'Arabia Saudita si è già convertita nel 2009, abbandonando il WTI. La divergenza di prezzo tra i due indici è culminata con la crisi egiziana. Torneremo sulla questione del petrolio in un altro capitolo di questo GEAB. Fonte: Bloomberg, 2011/02/10."

Cosa comporta questo cambio di indice?

22
02 Mar 2011
alle 18:33

pirkoil

Il beduino vince,si mette d´accordo con gli yankees dopo forse una finta guerra e l´italia e l´eni tornano a contare esattamente come prima e cioe´un´emerita ma.z.a (come e´giusto che sia).

21
02 Mar 2011
alle 18:04

marco p.

Un articolo sul sito del sole24ore a proposito del prezzo della benzina scrive tra l' altro :

"In media - spiega Davide Tabarelli Presidente di Nomisma Energia - il greggio di buon livello, per esempio dell'Algeria, ha un costo industriale di estrazione di circa 3 dollari al barile. A questi, se ne devono aggiungere altri 2 per il trasporto verso la raffineria, la quale ne spenderà circa 3 nella realizzazione dei diversi derivati del barile. In totale siamo a 8 dollari al barile che, se calcolato in Platts, significa un prezzo di 3 centesimi al litro». Cioè, a livello puramente teorico, il prezzo del carburante sui mercati internazionali definito attraverso i soli costi industriali è a un livello infinitesimamente minori di quelli del Platts"

Io ricordo un post di Petrolio di un po' di tempo fa sui costi di estrazione; questi variavano molto dal M.O. (Arabia,Iraq,Iran) piu' o meno sui 2-4 dollari alla produzione piu' costosa almeno 30-35 dollari, con punte piu' alte. Qualcuno ha conoscenze sui costi di estrazione un po' piu' serie dei miei ricordi ?

20
02 Mar 2011
alle 18:03

nemo

Sarà per questo che gli americani "appoggiano" le rivolte (per cuccarsi il petrolio che non hanno più)?

http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201103021649-ene-rom0074-petrolio_scorte_settimanali_usa_calano_a_sorpresa

19
02 Mar 2011
alle 17:54

federico

molto interessante

 

http://www.iata.org/whatwedo/economics/fuel_monitor/Pages/index.aspx

 

New fuel price average for 2011

Impact on 2011 fuel bill

$116.0/b

+$42 billion

18
02 Mar 2011
alle 17:50

federico

le compagnie aeree il kerosene non lo pagano così tanto come si crede....se ricordo non pagano neanche tasse sui carburanti, credo che lo abbiano fatto per permettere alle compagnie di esistere altrimenti i biglietti costerebbero fanta miliardi... oppure tramite il giochetto delle società in paradisi fiscali..

 

a quanto sta il kerosene?

17
02 Mar 2011
alle 16:55

medo

ot: CONTICINI sulla crisi in corso... DISCORSI su Alitalia, Merdianafly, la fine dell'"Italia rapida"...

Con il barile attorno ai 100$, ad esempio, tentenna Meridianafly. Che è ad un passo dal fallimento. Con il barile a 150$ ipotizzo che resti solo Alitalia (ed a che costo per i poveri cittadini). Oltre 150$ per spostarsi all'interno del paese resteranno treni ed auto, qualche linea low cost.

Ora. Prendiamo "lo spostarsi" dal Nord-Est a Roma come unità di misura, tra prendere l'auto, andare all'aeroporto, prendere navette, oppure partire in auto o in treno, etc. Per due volte al mese per 12 mesi.

Ad oggi 2 marzo, a 100 $ al barile e carburanti ad una media di 1,50 €/l, tutto questo spostamento è più economico con l'aereo: con Meridianafly, nello specifico. Su base annua si spendono 2300 € di tutto (arrotondo!).

Un barile che si assesta a 125 $ e dei carburanti a 1,75 €/l, possono costruingere alla chiusura Meridianafly; Alitalia aumenterebbe i listini e verosimilmente quel "pendolare" dovrebbe sborsare 3400 € di tutto. Ma sempre potrebbe andare in aereo perchè risparmierebbe tempo...

Se e quando il barile passerà la barra dei 150$, sempre che Alitalia esista ancora, dovrà prenotare molto prima il suo volo per incapacità quantitativa della compagnia nel trasportare passeggeri, la quale avrà ancora ritoccato i listini ed ormai tra una cosa e l'altra sarà preferibile spostarsi meno e farlo in auto, magari mettendosi daccordo per condividere i posti con altri viaggiatori incontrati in rete. Ma il nuovo prezzo sarà, per spostarsi meno frequentemente attorno ai 4000 € comprendendo i costi di usura e burocratici del veicolo.

Allora, tutto questo sottintende che una compagnia come RyanAir o simili sia fortemente ridimensionata nel frattemo e che ci sia una sorta di rigidità nel volersi e doversi spostare. La mia non è una teoria, ma una visione futura, di una Italia, una Europa, un mondo che tornerà ad essere grandissimo e tutti i luoghi sempre più lontani, raggiungibili a spese di risorse, tempo e di denaro (non è tutto la stessa cosa?) tali da renderlo sconveniente e scomodo prima, insensato ed impossibile poi.

Questo per ragionarci un poco sopra... Ai numeri ed ai fatti di questi mesi che ci attendono volenti, nolenti, ottimisti o pessimisti. Che ne pensate?

16
02 Mar 2011
alle 16:17

medo

Hm, per la serie "in vino veritas" segnalo che Gheddafi tra un delirio e l'altro sta dicendo verità una dietro l'atra e evoca fatti che vedremo avverarsi probabilmente entro l'anno. Ad esempio queste parole di oggi passate dalle agenzie di stampa AP/Lapresse:

"Migliaia di libici moriranno se l'Occidente interverra' nel Paese... Le banche e le società occidentali ora operanti in Libia verranno rimpiazzate da altre cinesi, russe e brasiliane".

15
02 Mar 2011
alle 16:10

medo

Sarà sempre più dura, senza "sweet light crude oil" sul mercato tenere in debito cittadini ai quali non si riesce nemmeno a versare un minimo sussidio. Hanno voglia i governanti a mettere accise e accise, tenere i prezzi non troppo bassi ma non troppo alti. Non possono andare a pigliare, nemmeno con la forza bruta, un buon petrolio (che garantisce il banco finanziario), che non c'è.

Nei loro caveau c'è aria, acqua di mare, nella migliore delle ipotesi il vuoto o qualche firma su contratti debitori: gli dobbiamo milioni e milioni di milioni di denari. Gli conviene continuare a giocare con le dittature sulle quali abbiamo fondato le nostre democrazie repubblicane?

14
02 Mar 2011
alle 15:56

Anacho

Lui il petrolio lo darebbe a chiunque lo pagasse, infatti ho scritto che saremmo noi a non volerlo più.

O meglio, potremmo essere obbligati a non accettarlo più, perché noi abbiamo ancora meno scrupoli di Gheddafi.

13
02 Mar 2011
alle 15:26

andreaX

OT:

Come mai tutta questa differenza di quotazione tra il nymex ed il brent?.

12
02 Mar 2011
alle 15:17

Debora/Petrolio

E perché dovrebbe di punto in bianco non darci più petrolio, se riconquista la Cirenaica? Per dispetto?

(Magari i cinesi lo pagano meglio e allora fa benissimo... è il mercato, dopotutto! :D)

11
02 Mar 2011
alle 14:39

Anacho

Non credo che Ghaddafi possa riconquistare la Cirenaica, ma se gli lasciano abbastanza tempo potrebbe riprendersi tutta la Tripolitania.

A quel punto avrebbe un estremo bisogno di soldi, e sarebbe costretto a fare affari con chiunque, se gli occidentali gli girassero le spalle resta sempre la Cina.

Per noi resterebbe il petrolio cirenaioco, la maggior parte di quello prodotto dalla Libia proviene da lì, il green stream secondo me riaprirebbe (il gas non fa rumore), e cambierebbe poco o nulla.

Se il nostro riconquistasse la Cirenaica e non ci desse più petrolio pagheremmo la nostra fallimentare politica energetica prima del previsto.

10
02 Mar 2011
alle 14:20

steu

E se Gheddafi, dato per spacciato sulla base dei post su twitter, riconquistasse di nuovo tutti i territori? come si metterebbe per l'Italia? Profughi a noi e petrolio agli altri?

9
02 Mar 2011
alle 13:21

nino

@8

Italia moscia? Ma se siamo il paese del Bunga Bunga! :-D

8
02 Mar 2011
alle 13:08

Paolo Marani

In questa italia così moscia, c'è ancora qualcosa che si impenna ....

7
02 Mar 2011
alle 11:30

Paolo B.

@5

Qualche potenza straniera probabilmente ha interesse che dopo Gheddafi si instauri (o venga instaurato) un governo "amico" o meglio, fantoccio, per esportare il greggio verso di essa. E non è certo l'Italia.

Al che viene spontaneo chiedersi quanto popolare/indipendentistica(la Cirenaica) sia l'origine di questa guerra civile e in che misura sia stata provocata da quella qualche potenza straniera... 

6
02 Mar 2011
alle 11:26

pirkoal

Pare che il beduino si sia ripreso brega(voi giustamente direte chi se ne frega),pero´se conitnua cosi´la cirenaica cade in tre giorni.Quindi berlusca ha fatto il trattato di amicizia con gheddafi ,poi lo ha tradito pensando che gli americani sono piu´forti e adesso invece vince gheddafi.Mi ricorda tanto qualcuno......

5
02 Mar 2011
alle 11:18

Thomas

intanto navi da guerra si avvicinano, qualche ipotesi sul proseguo? visto anche la tenacia di Gheddafi con alcune riconquiste territoriali?

4
02 Mar 2011
alle 10:59

andreaX

Stamattina il WTI stava a 100 dollari al barile. Però quando a suo tempo arrivò a quasi 150 dollari al barile il prezzo della benzina era più o meno quello che è gia stato raggiunto adesso.

In altre parole nel 2008 l'aumento del prezzo dei carburanti alla pompa  era attenuato da un euro forte sul dollaro, stavolta invece non è così.

Cosa significa questo?, che per innescare una nuova crisi economica stavolta basterebbe una quotazione dell'oro nero molto inferiore alla precedente, come dice giustamente Paolo B. .

3
02 Mar 2011
alle 09:52

Paolo B.

Non batterà nessun record, l'economia virtuale crollerà nuovamente prima che il barile raggiunga almeno i 120 $ o anche meno. Tra l'altro una permanenza più o meno lunga intorno ai 100 $/b produrrebbe gli stessi effetti.

Diversamente se prendesse fuoco il regno saudita, ma ci sono troppi interessi stranieri (e un po' di forze militari di dissuasione sul posto) perchè questo avvenga, il barile schizzerebbe verso la stratosfera...

2
02 Mar 2011
alle 09:42
1
02 Mar 2011
alle 09:37

Fabio

ci riuscirà alla grande!

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