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LA LIBIA, E LA GUERRA ALLE COMPAGNIE PETROLIFERE STATALI.

Giovedì 3 Marzo 2011, 10:07 in Current Affairs, Geopolitica di

noc-libya.gif

Interessante quel che scrive Mauro Meggiolaro su Il Fatto, parlando apertamente di "guerra per il petrolio" in Libia. Al momento, non si sa esattamente chi controlla cosa, quali giacimenti siano in mano ai ribelli e quali ancora sotto controllo del governo. En passant, ci informa anche che Gheddafi ha destinato all'acquisto di armi la percentuale del PIL più bassa di tutto il Medio Oriente, e quindi è poco e male armato. Piuttosto strano, per un minaccioso dittatore, il non comprare armi.

Comunque, l'articolo me ne ha fatto ricordare un altro uscito sul blog un bel po' di tempo fa, nel Maggio 2007. Parlava delle nazionalizzazioni petrolifere. Come forse sapete, l'80% delle risorse petrolifere mondiali è in mano a compagnie statali, alcune delle quali assai disponibili, altre molto meno. Come le compagnie venezuelana, boliviana, iraniana, russa, e ovviamente anche la NOC, quella libica. Così diceva il post, citando Newsweek:

I nazionalismi petroliferi in stile Chavez mettono a repentaglio la crescita economica mondiale.
La maggior parte delle compagnie statali ha standard operativi molto minori che multinazionali come quelle che stanno lasciando il Venezuela. Ciò è dovuto alle interferenze politiche. Le inefficienti burocrazie delle compagnie statali sono troppo lente e incompetenti per reinvestire i profitti nella modernizzazione.

E poi, riportando la risposta di Energy Bulletin:

Due cose preoccupano di questa analisi. Primo, non c'è menzione di limiti geologici alla produzione di petrolio. Secondo, si sta preparando un capro espiatorio per le scarsità prossime venture, ovvero le compagnie statali. Sono argomenti come questi che preparano la strada all'intervento negli affari interni dei Paesi produttori "per il bene di tutti".

Inquietante, vero, che osservazioni fatte quattro anni fa abbiano un simile sapore profetico. Ma perché si arriva a pensare che sia in atto una guerra ai Paesi produttori che controllano il petrolio direttamente? Solo perché "hanno standard operativi molto minori"? Oppure, come potremmo sospettare, perché l'avido capitalista vuol togliere al popolo il diritto ecc. ecc.? Beh, ci sono motivi molto più picchisti di questi. Tenetevi alla poltrona, perché sto per consigliarvi caldamente la lettura completa di un discorso nientemeno che... di Paolo Scaroni. Lo so, non riuscite a crederci.

Eppure, è un discorso assolutamente chiaro e illuminante, che approfondisce molto bene la situazione drammatica delle compagnie multinazionali (Ioc) rispetto alle compagnie statali (Noc). Dice il caro leader dell'ENI, nel Febbraio 2006:

(...) la sfida più importante a lungo termine che deve essere affrontata dalle Ioc: il rimpiazzo delle riserve, che si è rivelato essere il loro incubo nel corso degli ultimi anni. Per dare una dimensione di questo problema, è sufficiente pensare - per esempio - che ciascuna delle cosiddette SuperMajor (ExxonMobil, Shell e BP) deve trovare in media 1,5 miliardi circa (esatto, miliardi e non milioni) di barili di petrolio e gas naturale ogni anno per sostituire completamente ciò che produce durante lo stesso periodo. (...) Oggi le Ioc possono accedere al controllo di meno del 10 percento delle riserve petrolifere globali e di meno del 30 percento di quelle di gas. Le riserve a disposizione degli investimenti privati non solo sono limitate, ma sono anche sempre più costose e tecnicamente difficili, in particolare nelle nuove frontiere. (...) In tale situazione, la crescente forza di alcune Noc sembra rappresentare una minaccia importante alla sopravvivenza vera e propria di diverse Ioc. (...) il "nazionalismo delle risorse" delle Noc sta provocando un crescente coro di forti reazioni negative da parte dei paesi industriali che richiedono nuovi piani energetici, nuove forme di sicurezza degli approvvigionamenti e lo sviluppo di alternative energetiche al petrolio e al gas naturale.(...) In cambio di tale collaborazione per progetti all'avanguardia (e soltanto per questo) le Ioc devono possedere una quota di tali progetti, a partire dalle riserve e dalla produzione. Se le Noc riusciranno a liberarsi dai tabù del passato... Se saranno abbastanza sagaci da sfuggire alla trappola del nazionalismo delle risorse... Se le Ioc si asterranno dall'essere avide e talvolta arroganti...

Leggetelo tutto, è molto istruttivo. Scaroni, però, non menziona l'elefante nella stanza: ossia che oltre alla pacifica collaborazione esistono altre opzioni per convincere le Noc più riluttanti. La politica non è il suo mestiere, ma se guardiamo la mappa delle rivolte ci accorgiamo che molte di queste, e soprattutto quella in Libia, avvengono dove il petrolio è nazionalizzato. Cosa sarà del petrolio libico, allora? I ferventi patrioti ribelli non vedono l'ora di consegnare il proprio tesoro in mani straniere, oppure cercheranno di mantenerne il controllo? La NOC, proprio come Gheddafi, ha ormai le ore contate. Staremo a vedere se questa romantica sete di democrazia si risolverà invece in una corsa ad accaparrarsi le risorse finora marcate strette dallo Stato libico. Le compagnie internazionali hanno un disperato bisogno di iscrivere a bilancio nuove riserve, visto che in giro altre non ce n'è.

 

48
48 commenti
48
04 Mar 2011
alle 15:20

Cataldo

OT @ Hiei et Steu  -- Sui Social Network

Purtroppo non ci sono solo implicazioni di valore, nel fenomeno social network, cè l'elemento del controllo.

Aggiungere strati applicativi alla rete, con dbase centralizzato dei dati, è incompatibile con l'utilizzo razionale,almeno per chi vuole comunicare con indipendenza e libertà critica. Ci sarebbe molto da dire ...

 

 

47
04 Mar 2011
alle 12:57

francesco ganz

...Complimenti medo per post 42-44-45...Se posso metterci del mio segnalo che cassazione condanna medico a pagare danni morali a familiari di paziente deceduto per scompenso cardiaco il giorno dopo esser stato dimesso da ospedale romano, pur avendo il medico rispettato le linee guida...Sentenza gravissima, che causerà un terremoto non solo negli ospedali ma anche fra la magistratura, vedrete...( La medicina non è una scienza esatta, e linee guida appunto per grantire protocolli clinici basati sulla evidenza scientifica compatibili con la sussistenza economica delle strutture ospedaliere : bisogna fare per ciascun paziente ciò che è giusto, non si può chiedere di fare tutto il possibile per il singolo paziente a scapito degli altri...Anche gli ospedali hanno risorse umane, strumentali e d economiche finite e non infinite, un pò come il pianeta terra...Segnalo inoltre che la sentenza è in contrasto con la linea tenuta fin qui dalla giurisprudenza, e che nella motivizione della sentenza si parla di linee guida non chiare.....E per forza, hai studiato giurisprudenza, mica medicina ! ... A mio avviso il giudice andrebbe rimosso dalla sua funzione immediatamente )

46
04 Mar 2011
alle 12:05

medo

ot PREZZO CARBURANTI ITALIA

Si alzano i minimi della forbice di prezzi gasolio e benzina.

1,48 - 1,59 €/l benzina, media nazionale 1,51 €/l 

1,27 - 1,47 €/l gasolio, media 1,39 €/l

0,73 - 0,79 €/l GPL, media 0,77 €/l

Dopo aver toccato queste soglie, concausa della crisi 2008, in Italia si persero (almeno) 600 000 posti di lavoro, recuperati solo in minima parte in una recessione di circa due anni, mentre continua a diffondersi il degrado del precariato... Succederà ancora? Io dico che quella recessione era solo l'inizio della New Great Depression e che i posti di lavoro persi si conteranno con sei zeri da qui ai prossimi quattro-cinque anni.

45
04 Mar 2011
alle 11:31

medo

ot: BORSA IN ARABIA SAUDITA : PANICO E CADUTA

Dopo l'arresto di uno stimato sciita, panico alla borsa saudita che ora teme realmente un contagio delle rivolte negli altri paesi arabi. La borsa saudita ieri ha perso il 6,8% in una ondata di vendite dovute al panico.

Secondo me è solo che finalmente anche i capi Sauditi si accorgono dei segreti dei capi dei capi... E che Ghawar ha concluso la sua storia e non esista nessuna reale spare capacity. E se c'è è heavy and sour oil, che non si capisce perchè si stia tutti sempre pagando come dello sweet and light oil.

link : ...smh.com.au/business/oil-shakes-starting-to-unsettle-saudi-arabia-20110302-1bev1.html

44
04 Mar 2011
alle 10:47

mia


DA RUSSIA TODAY

 

Mahdi Darius Nazemroaya told RT foreign powers have already launcheda military campaign in Libya, mirroring events ...
www.youtube.com/watch?v=dkE0XgAFGKc

43
04 Mar 2011
alle 10:47

Hiei

[OT]

@steu

Odio i social network, come tutte le cose finte e i surrogati della realtà di terza categoria.

42
04 Mar 2011
alle 10:37

medo

ot: NORVEGIA

Dieci anni fa il governo norvegese annunciava 200 anni di riserve di gas (soprattutto) e petrolio. Ora stanno forando dappertutto per salvare il salvabile e il declino dell'export pare ufficialmente inesorabile. Inghilterra, Germania e Francia sono i maggiori importatori di gas norvegese, finito quello resta solo l'Olanda (anch'essa in stallo produttivo).

link: ...bloomberg.com/news/2011-03-03/norway-drillers-hit-worst-dry-spell-in-decades-as-reserves-wane.html

41
04 Mar 2011
alle 10:24

pirkoal

x Anacho,portati molta acqua , panini e cash :)

x Cataldo,analisi interessante

http://www.fns.usda.gov/pd/34SNAPmonthly.htm

 

40
04 Mar 2011
alle 10:02

Anacho

Vi saluto, me ne vado per un po' a Hassi Messaoud.

Se scoppiano casini in Algeria *non* è colpa mia, sia chiaro. :-)

39
04 Mar 2011
alle 08:29

Cataldo

Oltre al citato da mia al #17 su globalresearch c'è anche questo articolo che ha una sintesi interessante

38
04 Mar 2011
alle 08:01

Cataldo

Un interessante scritto di Evangelisti, qualcuno ancora ha presente coordinate per orientarsi.

37
03 Mar 2011
alle 22:54

steu

@Hiei

Solo per curiosità, perchè non apriresti un account su Facebook?

36
03 Mar 2011
alle 21:46

Hiei

P.S.: Comunque stiamo a vedere, sia mai questa triste farsa cominci a diventare un minimo interessante. Forse coinvolgente è più adatto...

35
03 Mar 2011
alle 21:43

Hiei

@iano

ti dirò che non-si-sa-bene-chi sembra che si-capisca-abbastanza-chi, a parte quello quella dell'undici marzo è stata più o meno riconosciuta dai media quindi quantomeno un minimo di pubblicità gli organizzatori se la sono fatta - o i promotori esteri hanno spinto i media a parlarne a seconda della versione preferita.

Cioè anch'io posso farmi un account Facebook (ma piuttosto mi faccio fucilare, per restare in tema) e indire per domani in Italia la giornata della topa o di quel cavolo che mi pare...non è che la cosa di per sè diventa rilevante...

34
03 Mar 2011
alle 21:37

iano

in Arabia Saudita c'è la giornata della collera (domani 3 marzo) e quella della rabbia (giorno 11), entrambe di venerdì, entrambe indette da non-si-sa-bene-chi attraverso facebook.

più o meno come avvenuto negli altri paesi arabi.

a domani per i risultati.

33
03 Mar 2011
alle 21:24

Hiei

Riassumendo: un perfetto sconosciuto dice a nome, apparentemente, di se stesso e nulla più invoca alla "giornata della collera" di esso stesso e secondo una pagina di un sito che non mi sembra particolarmente rinomato è stato fucilato, senza nessun accenno a fonti o circostanze nè prove.

Diciamo che se è tutto qui è un po' pochino...almeno finchè non c'è notizia che qualche movimento organizzato che conti qualcosa abbia proclamato iniziative per domani.

32
03 Mar 2011
alle 21:14

iano

nell'altra fonte che ho citato, se avessi cercato, avresti trovato il nome dell'autore dell'appello, Faisal Ahmed Abdul-Ahadwas, che a quanto pare sarebbe stato fucilato. Fonte:

http://www.infoaut.org/blog/prima-pagina/item/645-regimi-in-transizione-vs-contro-potere-in-divenire

31
03 Mar 2011
alle 21:06

steu

@19 Mike

Se domani, mentre mi reco al lavoro, mi fanno sparire (insieme al post), avevo ragione!  :D

Tra l'altro, pare che Fleming si sia ispirato ad un piano dei tedeschi per minare le riserve auree del Regno Unito, nella prima guerra mondiale, con lo scopo di farne collassare l'economia.

Cmq non credo ai complotti, troppo complicati da gestire e esiti imprevedibili su tempi lunghi!

30
03 Mar 2011
alle 21:06

Hiei

@iano

Non mia hai capito: non mi interessa affatto che PeaceReporter dia la notizia, io ho chiesto CHI e A NOME DI CHI ha fatto l'annuncio.

A meno che non organizzi tutto PeaceReport, che non mi pare..."qualcuno su FaceBook" (dice l'articolo) è un pochino vago, ti pare?

29
03 Mar 2011
alle 20:59
28
03 Mar 2011
alle 20:53

Hiei

@iano

"Domani la giornata della collera in Arabia Saudita."

Secondo tutti gli annunci che ho sentito finora sei sballato di una settimana: è venerdì 11/3, non domani mi pare. Da dove viene l'annuncio per domani?

27
03 Mar 2011
alle 20:45

zio tibia

"berlusconi come Mattei?" - Eugenio Benetazzo

http://www.youtube.com/watch?v=Eg5lIueb8eI

26
03 Mar 2011
alle 20:36

iano

Saudi Aramco è il nome della compagnia nazionale saudita di idrocarburi. Possiede la quasi totalità delle risorse di idrocarburi del reame e, dal punto di vista sia delle riserve che della produzione, è di gran lunga la prima compagnia petrolifera mondiale. (Wikipedia)

25
03 Mar 2011
alle 20:10

iano

1. Domani la giornata della collera in Arabia Saudita.

2. Pare sia stato fucilato oggi l'autore dell'appello.

Il sistema che gestisce i commenti non mi permette di postare i link con le fonti, che sono rispettivamente Peacereporter e Infoaut

24
03 Mar 2011
alle 19:24

Hiei

"i democratici avranno anche iniziato più guerre dei repubblicani, ma per tradizione NON in modo unilaterale."

Pensa che contenti quelli che ci sono stati ammazzati! E quelli che per inciso ci continuano a crepare o venire menomati: eh, saltare su una mina "multilaterale" è tutta un'altra cosa!

"rispetto a bush, obama non ha ancora iniziato guerre,"

Basta non chiamarle guerre e l'umanità per magilla è sempre stata in pace...

"bombardare a ripetizione una regione del Pakistan fuori dal controllo delle autorità pakistane in mano ai talebani è parte integrante della guerra in Afghanistan"

Certo, come no.

Basta urlare "là ci sono i talebani" e puoi bombardare chi cazzo ti pare fuori dalla tua frontiera senza chiamarla guerra, ma la smettiamo di trattar la gente da deficente completa?

Non tutti si sono rincretiniti davanti alla tv.

Ma chiudi pure il discorso, che ci guadagnamo tutti...

23
03 Mar 2011
alle 18:37

eco1

come sono i prezzi dei carburanti in USA?

22
03 Mar 2011
alle 17:46

pirkoal

Ma perche´gli yankees dovrebbero intervenire in libia,per garantire il petrolio ai bolsi europeidi?

21
03 Mar 2011
alle 17:19

listening

difficile prevedere se le compagnie estere entreranno nei processi di produzione del petrolio libico, senz'altro i libici le faranno entrare se in prospettiva e tra i desiderata vi è un miglioramento dei processi stessi e un aumento dell'output. quanto ad un intervento americano in Libia, anche io penso che questo non sarà mai unilaterale ...

 

20
03 Mar 2011
alle 17:08

iano

i democratici avranno anche iniziato più guerre dei repubblicani, ma per tradizione NON in modo unilaterale. rispetto a bush, obama non ha ancora iniziato guerre, per esempio. se lo farà, a mio avviso, non sarà unilaterale. per questo non hanno ancora attaccato, come pensava qualcuno.

"Quindi potevano metterci pure un fermacarte come presidente degli USA, tanto è tutto già stabilito dall'amministrazione precedente" (cit. Hiei).  Più o meno è così. Nel caso di guerre in corso, il presidente conta poco nell'immediato rispetto alle gerarchie militari. Le guerre non sono una cosa che si inizia o si finisce d'impulso. Da notare che tuttavia Obama rispetto al suo predecessore ha già iniziato a parlare di ritiro dall'Afghanistan.

bombardare a ripetizione una regione del Pakistan fuori dal controllo delle autorità pakistane in mano ai talebani è parte integrante della guerra in Afghanistan, non a caso si parla di AfPak per accomunare i due stati. Farlo con dei droni, poi, fa si che l'opinione pubblica americana a stento se ne accorga QUINDI non è una operazione clamorosa tale da smentire in prospettiva elettorale le promesse del 2008.

NB: sia chiaro che non sto difendendo in alcun modo Obama, di cui diffido fin da prima della sua elezione ed ancor più sapendo chi ha finanziato la sua campagna elettorale. in tal senso vanno lette le mie parole.

Ho risposto per chiarezza, questo commento insieme all'altro mio #16 esplicita il mio pensiero a sufficienza, quindi chiudo qui il dialogo con Hiei, che speravo fosse tornato ravveduto dopo la sdegnata uscita dell'altro giorno, ma evidentemente è il solito "pensatore libero" che si diverte a provocare anche con frasi poco rispettose degli altri.

19
03 Mar 2011
alle 17:00

Mike

Urca steu, siamo a livelli raffinatissimi di complottismo!

:D

18
03 Mar 2011
alle 16:46

Hiei

@iano

"la tradizione multilateralista della politica estera dei democratici"

Che hanno iniziato più guerre dei repubblicani storicamente se ben ricordo (necessita verifica).

"sia per il fatto che in campagna elettorale obama puntò tutto sulla sua immagine di discontinuità rispetto al predecessore"

Per poi sputtanare ogni singola affermazione fatta, dalla prima all'ultima - controlliamo le promesse elettorali di Obama e COSA EFFETTIVAMENTE ha fatto?

"e difficilmente sarà così poco furbo da smentirsi clamorosamente un anno e mezzo prima delle nuove elezioni presidenziali..."

Facendo finta che tutto il carrozzone non sia un patetico teatrino dove tutto è già deciso a priori, vedi due elezioni rubate dal primate di casa Bush.

"inoltre, le nefandezze che elenchi tu sono o logiche continuazioni quasi-inevitabili delle guerre di bush"

Quindi potevano metterci pure un fermacarte come presidente degli USA, tanto è tutto già stabilito dall'amministrazione precedente...ma ti vuoi almeno impegnare a raccontarmi favole?

Raccontane di belle, se proprio.

"o negli altri casi (vedi operazioni coperte in iran) cose non certo clamorose come una nuova guerra."

Perchè bombardare a ripetizione una intera regione del Pakistan a ripetizione basta non chiamarla guerra e la gente massacrata chiamarle "effetti collaterali" e come per magilla tutto scompare una nuvola di fumo.

E avanti verso nuovi orizzonti della michiata.

17
03 Mar 2011
alle 16:02

mia

Are events unfolding in Libya, Tunisia and Egypt more about petro-terrorism or about freedom and democracy?


http://www.globalresearch.ca/index.php? ... leId=23481

16
03 Mar 2011
alle 15:50

iano

bentornato hiei!

ad una precisa ipotesi su eventuali bombardamenti unilaterali americani sulla libia, rispondevo che mi lascia perplesso a causa sia della tradizione multilateralista della politica estera dei democratici, sia per il fatto che in campagna elettorale obama puntò tutto sulla sua immagine di discontinuità rispetto al predecessore, e difficilmente sarà così poco furbo da smentirsi clamorosamente un anno e mezzo prima delle nuove elezioni presidenziali... inoltre, le nefandezze che elenchi tu sono o logiche continuazioni quasi-inevitabili delle guerre di bush o negli altri casi (vedi operazioni coperte in iran) cose non certo clamorose come una nuova guerra.

15
03 Mar 2011
alle 15:46

Surak 2.0

 @11 mattia

2° guerra mondiale!!

Dovrei essere il primo, quindi spedisci l'orsacchiotto all'indirizzo :Pontassieve (fi) via dei matti n°0

@ 13 Hiei

Manca pure "l'appoggio al golpe in Honduras"

14
03 Mar 2011
alle 15:32

Cataldo

@ Hiei

concordo con il tuo al #13 . Le impressioni che ho scritto a caldo qui al #80 sono tutte in conferma.

13
03 Mar 2011
alle 15:18

Hiei

@iano

"dubito che l'amministrazione "change" e "hope" di obama agirà con la stessa sfrontatezza"

BWAHAHAHAHAH...

Finora "nobel per la pace" Obama ha fatto DI PEGGIO e ALLA GRANDE di Bush: Guantanamo e le altre prigioni sempre lì e si prospetta pure la detenzione a tempo indeterminato anche per i cittadini americani "terroristi", escalation delle operazioni militari in tutti i teatri, attacchi con droni sul Pakistan, oprazioni coperte in Iran, ora la Libia, estensione di tutte le leggi antiterrorismo e in più scanner e perquisizioni corporali per tutti negli aeroporti e adesso anche nelle stazioni.

Ma per favore!

(Ieri il Giornale, oggi il Fatto, Capretta che dice continuamente di guardare Al Jazeera: i blog s'erano fatti un nome perchè "fornivano informazioni indipendenti combattendo le balle con tutti i giornali e tv ci bombardano quotidianamente" e adesso ti dicono di informarti leggendo i giornali e guardando la tv. It's a wonderful world!).

12
03 Mar 2011
alle 14:04

Paolo B.

OT

Il petrolio veleggia sui 101 $/b ma intanto le borse continuano a salire.

Non c'è proprio più alcun collegamento tra economia reale e virtuale (ovvero tra il quotidiano della gente comune e la mafia della finanza), però per il crash delle borse non penso si debba aspettare ancora molto, perdurando i prezzi del barile oltre il centone...

11
03 Mar 2011
alle 13:39

Mattia

Trovatemi una guerra , dal 900 in poi, che non sia stata fatta per interessi...

Il primo che mi dice 2° guerra mondiale vince un orsacchiotto !

 

10
03 Mar 2011
alle 13:32

steu

@7

Non è invece che si vuole destabilizzare la produzione dei paesi dal petrolio facile per rendere, con prezzi crescenti, più redditizzia l'estrazione dell'heavy/deep oil? (uno scenario alla Goldfinger...)

9
03 Mar 2011
alle 12:40

Luigi Lucato

Allarme prezzi alimentari, nuovo record a febbraio

http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1090041

 

8
03 Mar 2011
alle 12:38

iano

@6: dubito che l'amministrazione "change" e "hope" di obama agirà con la stessa sfrontatezza di bush. è un classico della politica estera americana la differenza tra amministrazioni unilateraliste (rep.) e multilateraliste (dem.)

OT: simpaticherie dell'alfabeto arabo: quel ghirigoro blu al centro della foto, inclusi i punti sotto, significa libia.

7
03 Mar 2011
alle 12:09

Paolo Marani

Sono sicuro di aver capito bene ???

Stai sostenendo che saranno proprio le compagnie multinazionali a voler far guerra agli stati, per accaparrarsi le riserve "malgestite" dalle rivali compagnie nazionali ?

Se è come tu dici, allora le prossime rivolte dovranno sorgere proprio in quei paesi dove la domanda interna di prodotti petroliferi è in forte crescita, cioè rischiano di non esportare più..per rimpinguare le riserve altrui.

Staremo a vedere, ciò aprirebbe scenari davvero inquietanti, non ci voglio neppure pensare.

 

6
03 Mar 2011
alle 12:06

andreaX

Mi meraviglia persino tutta questa esitazione nei confronti della libia, a suo tempo Bush non si fece tanti scrupoli ad invadere l'Iraq.

Qui addirittura basterebbe bombardare le zone ancora sotto il controllo di Gheddafi per eliminarlo completamente.

5
03 Mar 2011
alle 12:05

paolo p.

Piuttosto, la correlazione interessante è un'altra. Il prezzo delle derrate alimentari è connesso all'andamento del petrolio e, in effetti, i Paesi del Medio Oriente che sono esportatori di petrolio sono anche importatori di derrate alimentari. Per cui l'equilibrio qui è tra i prezzi del petrolio (flussi in entrata ai paesi produttori del MO) e prezzi delle derrate alimentari (flussi in uscita dai paesi produttori del MO). L'importazione di derrate alimentari non è altro che importazione di acqua (quella che è servita per far crescere quelle coltivazioni). Quindi, in effetti, i paesi del MO vendono petrolio in cambio di acqua. La dinamica demografica è quello che sta mettendo sotto pressione il tutto --- la Cina il suo problema l'ha già affrontato: l'ultimo censimento parla di 1,335 miliardi di persone, con un picco previsto a 1,5 e poi si cala. Anche nel MO la fertilità va rapidamente calando, ma non abbastanza rapidamente.

Bisognerebbe controllare i dati, ma la frenata demografica in Europa, Giappone e Cina dovrebbe essere cominciata negli anni del primo shock petrolifero (anni '70 - in Cina attraverso una pianificazione politica). Incidentalmente, negli anni '70 è aumentata la ricchezza del MO a causa proprio degli introiti del petrolio e questo ha provocato una salita demografica che oggi pone problemi seri....

4
03 Mar 2011
alle 11:47

persenaro

Il petrolio libico, vale forse 3-4 mesi di consumi globali. Se lo prendano i soliti noti, attraverso i consueti strumenti "democratici", tanto non cambierà di un millimetro la rovinosa, inevitabile, caduta finale del folle sistema.

3
03 Mar 2011
alle 11:47

paolo p.

Vabbè, niente di nuovo, dall'inizio dell'era del petrolio che è così .... l'opzione militare è rischiosa, nel senso che il gioco non vale la candela ... quanto costa occupare un paese e tenerlo (vedi Iraq)? ... si può tentare di mettere al governo un regime che si comporti bene (venda gas e petrolio): ma in fondo Gheddafi che faceva?

Secondo me questa lettura è semplicistica. E' chiaro che, chiunque tu metta al governo di un paese produttore, tale governo, per rimanere saldo in sella, deve sussidiare in qualche maniera la sua gente con i proventi del petrolio....( e qui l'EXPORT LAND MODEL pone dei problemi)... altrimenti succede come in Nigeria: l'insicurezza totale delle infrastrutture. Certo, puoi militarizzare queste strutture, ma il costo diventa notevole (sorveglianza dei pozzi, degli oleodotti, delle navi petroliere etc.) . In un modo o nell'altro l'era degli idrocarburi va finendo.

2
03 Mar 2011
alle 11:37

pirkoal

Obama e´un pazzo e´non controlla piu´gli stati uniti.

1
03 Mar 2011
alle 11:31

Paolo B.

Infatti le navi militari di alcune potenze straniere (USA, Francia e UK) stanno arrivando per "gestire" in ottica a breve termine gli eventi libici. Per la Tunisia e l'Egitto (malgrado il rischio teorico di chiusura di Suez) non si è visto nulla del genere.

I tentativi di accaparramenti del petrolio altrui, tramite l'opzione militare, saranno una costante dell'era petrolifera terminale; il Venezuela di Chavez, malgrado la cattiva qualità del suo greggio, si starà sicuramente guardando le spalle dal suo ingombrante dirimpettaio a stelle e strisce. I sauditi sono egualmente a rischio, mentre la Russia penso sia fuori dalla portata di qualsiasi predone straniero. 

Una cosa mi sembra ormai probabile, il petrolio libico è affare ormai perso per l'italietta e la sua squallida classe politica...

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