Uno sguardo dal picco
Mentre scrivo il barile è a 103$. Sono successe talmente tante cose negli ultimi giorni, che neppure abbiamo avuto il tempo di notarlo. Stiamo scrutando dall'orlo dell'abisso, è questa l'unica valutazione che mi sento di fare.
Vorrei invece proporvi un po' di dati nudi e crudi sul greggio libico. E' sempre utile guardare nomi e numeri per farsi un'idea dei fatti, talvolta meglio di qualsiasi complicata analisi. (Sempre che la blogger naturalmente non scriva i numeri sbagliati.)
Libia: 17° produttore di petrolio del mondo, il 3° in Africa, con le maggiori riserve del continente.
Produce 1,6 milioni di barili al giorno di ottimo light crude (migliore del petrolio saudita), con l'85% delle esportazioni in Europa. L'output è pari al 2% della produzione mondiale.
I principali giacimenti, 80% delle riserve, sono dislocati nel bacino della Sirte. Altre aree chiave sono i bacini di Ghadames e Cirenaica, oltre la giacimento isolato di Murzuq.
Libia è un net exporter, e il consumo domestico è pari a soli 270.000 barili al giorno (niente Export Land Model per la Libia!).
I clienti principali sono in Europa. Il maggior cliente è di gran lunga l'Italia, che acquista il 32% delle esportazioni libiche. Seguono la Germania con il 14%, la Cina e la Francia con il 10% e gli USA con il 5% (si, importano anche loro da Gheddafi).
Le principali compagnie petrolifere che operano in Libia sono: la NOC, compagnia statale libica, poi la BP, l'ENI, la Repsol, la ConocoPhillips.
Per quanto riguarda la raffinazione, la Libia raffina 378.000 barili al giorno per il consumo interno e l'esportazione, in cinque raffinerie.
Situazione attuale: la stima è impossibile, si va dai 100.000 barili ai 1,2 milioni. La valutazione media, fornita dall'ENI, è una produzione scesa a circa 600.000 barili. Le esportazioni continuano, al ritmo di un milione di barili al giorno: probabilmente si tratta di navi già cariche o greggio già stoccato. L'unico giacimento di cui si hanno notizie sicure è Murzuq, nel deserto del sud, che secondo notizie della spagnola Repsol continua a produrre.
xx
Mario però sul medioevo ha ragione, quando quell'orda di sub-umani ci invaderanno...
Eddaje medo, sei tanto in gamba ma sono tre anni che preannunci un ritorno al medioevo con il mondo messo ferro ignique.
Quello strano sei tu, non noialtri.
@36 medo
Se ci vedi una "mezza dichiarazione di guerra", chi sono i destinatari?
Mi basta un semplice elenco in ordine d'importanza dei primi 3 (se ce ne sono abbastanza o di più)
# 36
Medo, gli ottimisti non sono mai esistiti. Semplicemente esistono i realisti, coloro i quali non gridano alla catastrofe ad ogni notizia.
D'altronde sei tu il primo che diceva che la benzina sarebbe salita subito ai 2€ al litro, dunque tanto preciso nelle previsioni non sei stato...
intanto le mie riserve strategiche alimentari a lunghissima scadenza aumentano 2014/2015/2016, potrei anche utilizzarle come moneta di scambio per altri generi alimentari.....o forse.....solo preparmi al peggio.
Gli USA che utlizzano le riserve strategiche SPR per abbassare il prezzo dei carburanti non se lo aspettavano in tanti... E' una mezza dichiarazione di guerra, è una ammissione che la recessione non è finita ma che continua e si trasforma in depressione. L'Europa già paga 8 dollari al gallone di fatto, gli USA vanno rapidissimi verso i 4... Le "democrazie" occidentali non credo possano esistere come le conosciamo con questi numeri.
Si cammina o si saltella proprio su ghiaccio sottilissimo. Dove sono gli ottimisti? Che ci dicono stavolta?
(Reuters) - White House Chief of Staff Bill Daley said on Sunday the Obama administration is considering tapping into the U.S. strategic oil reserve as one way to help ease soaring oil prices.
http://www.reuters.com/article/2011/03/06/usa-energy-reserves-idUSN0626640920110306
si raschia il fondo ...
@15 Speculazione
Il prezzo del petrolio fino all'89 non è molto indicativo visto che c'erano ragioni politiche tali che era tutta un'altra "era" ed il controllo politico-militare faceva parte della Guerra Fredda.
Gli anni '90 sono stati poi, una fase di passaggio che ci ha portati a quanto vediamo e dove sono state realizzate le maggiori porcate in una sorta di euforia dei liberisti e lo strapotere illusorio della superpotenza rimanente.
Praticamente la Russia è stata per anni un cadavere da spolpare, fino all'avvento di Putin e per questo molto inviso.
Il prezzo del petrolio a quel tempo era basso per tutte queste motivazioni e per l'arretratezza forzata di molte economie che non fatte partecipare allo sviluppo teneva bassa la domanda "naturale" (in realtà altrove si abusava dei bassi prezzi).
I rapidi cambiamenti avvenuti soprattutto attorno agli anni 2000*oltre agli effetti dello spostamento di produzioni ha creato maggiore domanda.
Quindi le anomalie sono sicuramente stati i picchi ma era anomalo pure il prezzo troppo basso.
Non sono in grado di dire quanto sia il prezzo equo o quale fosse nelle varie epoche ma è probabile che oggi dovrebbe stare tra gli 80 ed i 100 dollari, cifra che diminuisce lo spreco libero, non affossa le economie in crescita e rende conveniente energie diverse. Tale cifra la ipotizzo in base all'eliminazione dei picchi troppo rapidi in entrambi i versi e soprattutto sembra la cifra che non ammazza nè i clienti nè i fornitori
*L'America Latina è diventata quasi tutta maturamente democratica a dispetto della tradizione che è diventata pure una definizione di "repubblica delle banane". Purtrpo fanno eccezione soprattutto gli Stati filoamericani (e non per caso)
@19 Mario
Ma infatti io parlavo dei picchi, quindi della speculazione.
E' chiaro a tutti che oggi la domanda è molto più forte che negli anni 90 o anche degli inizi degli anni 2000.
Mica dicevo ch il prezzo del petrolio, senza speculazione sarebbe quello di 20 dollari degli anni '80
Tra i dati Nudi e crudi metterei anche
il Great Manmade River
acqua dolce e autusufficenza alimentare ...
ho fatto un riepilogo sul Forum
#31
aggiungo che il taglio delle forniture potrebbe provocare interventi esterni punitivi decisivi.
L'importante è che il petrolio continui ad essere esportato, altrimenti sia Gheddafi che gli oppositori, non avrebbero le risorse per continuare le ostilità...
"Dopo questo periodo il calo nei paesi OECD si è fermato (la domanda non scende più e risale in maniera risibile)"
E' proprio questo risalire che per me non ha molto senso, nell'economia reale non vedo riscontro - soprattutto poi con le delocalizzazioni: poi la Cina consuma per produrre e produce in gran parte per esportare.
Ma è chiaro che siamo ben lontani dai livelli di tre anni fa, basta guardare il Baltic Dry Index appunto...quindi non guardo il mondo come fosse solo "l'occidente", posso sbagliarmi largamente perchè non ho un vero quadro della situazione nè dati completi su cui fare considerazioni.
Mi resta questa sensazione a pelle, istintiva, che qualcosa di fatto non coincida...a proposito: immagino che i livelli record si intendano calcolati in barili consumati, non in spesa in dollari per l'acquisto di petrolio, ovviamente...
X Cataldo,
secondo me se i paesi che esportano il petrolio in usa vogliono piu´soldi ,gli americani pretendono semplicemente piu´soldi per esportare la loro democrazia in cambio.Nulla vieta che si assumano milioni di americani per produrre democrazia da esportazione e siamo tutti felici e contenti.Quando pero´ siamo corti fisicamente di petrolio oggettivamente non si possono assumere tutti quegli americani.
@ Pirkoal
Non esiste una base migliore di un'altra, riferirsi a cose fungibilli e di utilità primaria è solo una prudenza di metodo.
La disoccupazione, a parte le considerazioni economiche sul suo significato nelle diverse condizioni di produzione, è un indicatore spurio, calcolato in modo difforme nel tempo, di difficile utilizzo per trarre informazioni sulla ragione di scambio di un bene.
x per Walong Lakas,
sai per caso come funziona esattamente il sistema usa?Nel senso che quelli che prendono i food stamp rientrano nei disoccupati?
@ Hiei
Il tuo dubbio ha un fondamento ma, si spiega facilmente.
Nel periodo più profondo della crisi, la domanda mondiale si era contratta per effetto del pesante calo nei paesi OECD. Nel resto del mondo c'era stato solo un rallentamento della crescita.
Dopo questo periodo il calo nei paesi OECD si è fermato (la domanda non scende più e risale in maniera risibile), nel resto del mondo invece ha ripreso a salire con forza, faccendo si che nel 2010 si sia stabilito un nuovo record superiore a quello precedente del 2007.
In sostanza il mondo non siamo solo noi ocidentali. Solo in Asia fra indiani e cinesi ci solo quasi 2,5 miliardi di persone che inevitabilmente spimgono la domanda.
Anche il discorso delle automobili che riporta bir nel suo commmento è corretto. I cali (anzi i crolli) nelle vendite di auto, riguardano sempre i paesi OECD. In ottica mondiale gli aumenti degli altri paesi stanno compensandi questi cali.
Ripeto il mondo non e rapresentato solo dai paesi OECD!
Guardando i dati della disoccupazione americana non dobbiamo dimenticare che in USA dopo un certo periodo di disoccupazione si perde il diritto alle sovvenzioni e quindi si esce dal novero dei disoccupati (per ingrossare il numero dei food stamp people).
E poi, come sempre, i dati ufficiali sono molto ottimisti, proprio per non incrementare le paure.
Ciao
X Cataldo,
secondo me i prezzi delle cose non sono un buon indicatore perche´alla fine sono merci e non dispongono di vita propria.Secondo me per avere un´idea vagamente precisa dell´apprezzamento reale del petrolio dovremmo fare un discorso relativo al tasso di disoccupazione.Nel senso che se il petrolio scarseggia ovviamente non si puo´garantire un salario goloso a tutti.
Fondamentali
Nel post di questo mese sul prezzo ho commentato al #30 tra le varie cose c'è il link ad un importante articolo con un grafico esplicativo del rapporto storico mediano tra oro e petrolio, nell'ordine dei 15 barili per oncia d'oro*.
Per capire le importanti implicazioni di questo dato**, ho fatto un calcolo di altissimo profilo econometrico, andando a verificare due periodi distanti nel tempo ma non troppo, nei quali il rapporto era fissato al numero magico di 15, come più o meno è anche oggi. La fortunata coincidenza ci offre il raffronto tra una generazione e l'altra, 25 anni
1985 - 2010
(media spannometrica quotazioni annuali, non ci interessano i decimalini)
1985 oro 350 barile 23
2010 oro 1300 barile 86,50
Per sondare il costo vero del petrolio ho verificato cosa si poteva comprare con questi valori, corrispondenti a 15 barili di petrolio, in una città USA nel 1985, ovviamente sono beni standard, ci serve una base.
700 hamburger
175 pacchi di biscotti oreus
160 Kellog's corn flakes standard
Inoltre una casa standard*** costava circa 230 oncie o 3430 barili.
Vediamo nel 2010
1300 hamburger
260 pacchi di biscotti oreus
216 Kellog's corn flakes standard
casa standard circa 124 oncie o 1850 barili.
Come vedete più o meno la ragione di scambio del petrolio è "solo" raddoppiata nello stesso periodo, mentre il monetario è addirittura quadruplicato.
A mio avviso questi dati ci dicono che c'è tanto spazio per l'ulteriore apprezzamento in termini reali del valore del petrolio sui mercati, indipendemente da monete, speculazioni, ed altri fattori non geologici.
La ragione di scambio, pur depurata dalle sovrastrutture monetarie, è comunque in un trend di continuo rafforzamento nel tempo, ci sono ulteriori implicazioni da considerare ma non c'è lo spazio.
Indirettamente questa considerazione spazza via le argomentazioni di chi vorrebbe il ritorno a valori nominali tipo 30 dollari o altre amenità del genere.
*Questo rapporto ci aiuta a vedere la ragione di scambio del petrolio in modo meno isterico di quanto accade misurando in moneta, visto che negli ultimi anni queste oscillano come metronomi impazziti.
**aiutato nel difficile compito dal privilegio di aver studiato Economia politica alla Sapienza :)
***1985 80.000 | 2010 160000
@16, OT earthquake.....un terremoto (non molto forte per fortuna) c´e´stato qualche tempo fa anche qui in germania, fenomeno del tutto nuovo visto che questa non e´una zona sismica......e guarda caso nella zona interessata era stato praticato il fracking;
@bir
Io ero rimasto al -20% di immatricolazioni nostrane...in prospettiva mondiale, sì, può essere - non cancella del tutto le mie perplessità ma è pertinente.
@17 http://www.borsainside.com/mercati_usa/marzo_2011/il-prezzo-del-petrolio-chiude-ai-massimi-da-settembre-2008-04-03-2011.shtm la disoccupazione USA è ai livelli più bassi dall'aprile 2009 e poi la Cina,nonostante la crisi, continua a crescere e a consumare sempre più petrolio
@ Surak, 14
Sul fatto dei picchi credo che tutti siano d'accordo con te. Quello che intendevo e' che, se smussiamo la curva dei prezzi, e' evidente che a partire dal 2000 circa, l'evoluzione e' stata a gradoni.
Si sale, quando si sale troppo si scende, ma non si torna mai sotto al livello precedente. Attualmente il gradone sembra essere quello dei 90 dollari al barile.
Non ho mai studiato l'economia, mi annoia. Ma mi sembra di capire che la speculazione sia la causa dei picchi estremi, se si piallano questi eccessi resta una curva piu' realistica e significativa.
Insomma, cose gia' dette.
@hiei
Guardati le statistiche di vendita di auto/camion dei principali mercati mondiali e poi capirai perchè si brucia così tanto petrolio!!! Se nessuno te lo ha ancora detto nel 2010 si sono battuti tutti i record storici in fatto di vendite di auto....70.000.000, si hai letto bene settantamilioni....e il 2011 promette di essere ancora migliore!
"Oggi, dopo una pausa di due anni, la domanda mondiale ha ripreso a correre (stabilendo un nuovo record assoluto nel 2010) "
E francamente, qui il dubbio viene che i conti non tornino: record assoluto? Per quale ragione?
L'economia non si è certo ripreso, salvo quella della produzione di inchiostro per stampanti (di banconote per chi non afferrasse al volo) e infatti la disoccupazione resta stellare, i consumi depressi e abbiamo visto come il Baltic Dry Index è schiantato di nuovo quindi il commercio ristagna, escluderei le compagniee aeree che vediamo pare abbiano l'acqua alla gola pure loro...chi diavolo lo sta consumando tutto 'sto petrolio?
Perchè a me suona piuttosto strana la cosa.
OT
Arkansas Suspends Drilling of Injection Wells after Earthquake Swarm
drilling technique known as “hydraulic fracturing” or “fracking.”
Basta uno sguardo allo storico del prezzo del greggio per avere un'idea abbastanza chiara.
Il petrolio per tutti gli anni 80 e 90 stava sui 25$ di media. A partire dal 2002 è iniziata una continua salita che ha portato prima ad un massimo di oltre 140$ nel 2008, poi una ridiscesa fino a 35$ e infine una ripartenza che nel giro di un anno ha riportato i prezzi sopra i 90$.
In questi movimenti è chiaro che c'è stata pure la speculazione (che badate bene funziona al rialzo come al ribasso), ma non si possono certo spiegare prezzi dopi e tripli solo con la speculazione. Sicuramente è stata speculazione lo spike a 147$ (probabilmente era più attinente con la realtà un prezzo di 120$, cosi come c'è stata speculazione al ribasso quando i prezzi sono ridiscesi a 35$ (in quel caso forse era più verosimile un prezo di 60$, considerando i prezzi medi di estrazione del greggio).
La speculazione agisce quando c'è comunque qualche problema. Amplifica un fenomeno che comunque ha motivo di esistere a prescindere.
E per capire qual'è il problema andate a guardare lo storico della produzione. Nel 2007 il gap fra domanda ed offerta aveva raggiunto un massimo di quasi 2 milioni di barili/giorno. Il rialzo dei prezzi fin sopra i 100$ era ampiamente giustificato dai fondamnetali. Poi, ripeto, la speculazione ha fatto la sua parte e ha creato lo spike fino a 147$.
Oggi, dopo una pausa di due anni, la domanda mondiale ha ripreso a correre (stabilendo un nuovo record assoluto nel 2010) e il gap con l'offerta ha ripreso ad allargarsi (siamo a circa 600.000 b/g).
Questi 600.000 b/g, sommati ad almeno 500.000 b/g che si stima (un numero preciso ancora non c'è) non arrivino più dalla Libia, fanno un gap di oltre 1 milione di barili/giorno.
Penso che parlare di prezzi del greggio alti a causa della speculazione mi sembra quantomeno fuorviante. La speculazione è un fenomeno sempre presente nel mondo finanziario. Si ripresenta ciclicamete, fa i sui danni e in poco tempo le cose ritornano in mano ai fondamnetali. Qua invece, siamo passati da due decenni di prezzi medi a 25$, ad un decennio con prezzi medi di 70$.
E poi comunque i gap fra domanda e offerta spiegano la cosa in maniera chiara.
@9 Mario
Nello specifico, direi proprio di sì proprio in ragione del fatto che la quota libica non è altissima ed addirittura sembra continui a produrre oltre al fatto che l'Arabia Saudita ha garantito che rimpiazzerà le mancanze libiche.
Se uno legge il perchè allora il prezzo sale, la "finanza" dice che è per timore che i casini si allarghino ad altri Paesi , insomma scuse per allarmare il parco buoi.
Tra l'altro, da notare, come la speculazione sulle materie prime porti ad uno strapotere della finanza (vedi gruppi bancari) che da una parte può strozzare l'economia guadagnandoci, poi investe nelle imprese in crisi (guadagnandoci), puoi può ristrozzare l'economia...il tutto uscendone prima con un semplice clic.
Insomma, va a pesca con le bombe
E aggiungo: la speculazione puó avere solo effetti positivi in termini di domanda, assumendo che al crescere del prezzo aumenti l'incentivo ad estrarre petrolio altrimenti troppo caro.
Il problema in sé non é neanche quello del 20%: il 20% di infinito é infinito, ma il 20% di troppo poco é, semplicemente, troppo poco. Quello a cui si guarda, picco o non picco, é se la produzione riesce a seguire la domanda.
Se non ci riesce, la speculazione non centra assolutamente niente, incide solamente sul prezzo. Se c'é carenza di raffinerie per il petrolio pesante e di light crude se ne trova sempre meno, i prezzi aumenteranno con o senza la speculazione.
Credo siano questi i fondamentali di cui parla medo.
un mio amico lavora all'eni , reparto informatico pertanto non massimo esperto,da quello che sente oggi da ogni pozzo preleviamo il 20%.... lui si sentiva sereno perchè diceva che nuove tecniche sono/saranno studiate nel futuro per aumentare quelle quote. Pertanto riaprendo i pozzi etcetc... Per me bo ha poco senso tutto questo anche perchè se non trovano un modo per aumentare il pescaggio?
Anche fosse, 1,50 €/l si dovran sempre pagare... Sembrano i dibattiti del 2007/2008. O tutto è speculazione o niente lo è. La speculazione c'è sempre nello stabilire una quota o un prezzo, perchè nessuno dei quotanti conosce esattamente l'offerta e la domanda a priori.
Ma ad esempio a posteriori sulla crisi del prezzo a 145 $, ora sappiamo che c'era tanta speculazione nello spike di prezzo, ma la causa dell'iperinflazione e dello spike non era la speculazione, ma la carenza di offerta (di certi buoni greggi ad esempio) rispetto ad una domanda in esplosione...
Ma quante volte bisogna ripetere i fondamentali? Che sia colpa di Greenspan, Bernanke, Gheddafi o di mia nonna di petrolio ne abbiamo X là sotto, possiamo estrarne 10, 20 o il 30% a seconda di quanto regoliamo (o no) i mercati, evolviamo la tecnologia, moderiamo (o no) i consumi degli stili di vita. Al momento siamo sulla strada per estrarre il 20%. Ne avremo delle chiare tabelle solo tra 20 anni. Punto e stop. Saluti e baci.
@ Surak
Secondo te il prezzo e' dovuto solo alla speculazione ?
E' questo il punto.
Anche secondo me è solo speculazione, girano i soldi che gli stati hanno dato alle banche per non fallire, e queste acquistano oro, generi alimentari e petrolio. Così i prezzi salgono. Quando decideranno di monetizzare questi guadagna il prezzo scenderà fin anche ai 30$ al barile che si ebbero subito dopo i 150. Questo per dire che possiamo guardare al futuro con ottimismo, che le crisi rientrano e i problemi si risolvomo (e si risolveranno anche questa volta)
@5 medo
Piantarla con la prosa da santone, forse avvanteggerebbe la tua chiarezza.
Io ho solo detto che alla speculazione basta una scusa (neanchè troppo buona) per far salire o scendere i prezzi dell'oggetto della speculazione stessa e tu parli di Ucraina.
E' una roba che ormai hanno visto pure i bimbi delle elementari*, ma che mi sono sentito in dovere di spiegare in questa sorta di asilo nido
*basta vedere che il prezzo era giunto a 150 dollari e non è calato perchè hanno scoperto chissà quali giacimenti
#4
Mi dispiace vedere ancora gente che si accampa in tali nicchie di non-pensiero. Sono, le tue, affermazioni in parte vere, in parte fuorvianti, in parte false perchè parziali mentre vorrebbero spiegare tutto il presente. IN parte fanno incavolare, in parte son sedative. La colpa è sempre di uno lontano, irraggiungibile, protetto. O id noi stessi, che siamo i primi speculatori visto che traiamo i nostri denari dal terziario, che produce spesa e consumo, migliorando ed affinando la produttività dei primi due settori (i quali DIPENDONO da limiti naturali, siano risorse organiche o peggio ancora fossili)?
Le miniere di carbone "esaurite" in Ucraine sono state chiuse perchè poco redditizie rispetto alle nuove profondità da raggiungere per estrarre una pari qualità calorifica di carbone, si è detto ai minatori licenziati che è stata la speculazione sui mercati internazionali, il carbone della Cina è meno costoso, bla bla.
Allora non hanno protestato contro i capi locali e dopo qualche anno sono loro stessi tornati abusivamente nella miniera per estrarre qualche sacco di carbone al giorno. Allora. Dove la causa, di chi la colpa?
Ad ognuno la sua versione della storia, fatto sta che qualcuno ha preso la videocamera ed è andato a ritrarre la verità, laggiù in fondo all'Ucraina :
link al documentario : ...liveleak.com/view?i=69d_1287610945
@1 Gianni Cormoretto
Il prezzo del petrolio è in mano a speculazione e finanza (ok, è un ripetizione) quindi c'entrano poco i fatti reali o meno
Visto che fabbrichette ed industriette han già chiuso come mosche negli anni scorsi, sotto la falce di pre-tassazione, competizione nuovi mercati, banche che non possono fallire ma fanno chiudere te, chi potrà chiudere con una nuova austerity?
Cioè. Ci restano solo i tabaccai, bar e ristoranti, qualche alberghetto, una caterva di idraulici e impresine edilizie, poi va beh tutto il resto è di fatto protetto da fallimenti: le banche, assicurazioni, la Fiat, Alitalia ed ENI, son tutte perdite che paghiamo con la volatilizzazione del nostro reddito.
Non ditelo in giro che è un segreto eh.
E sì, siamo messi bene come spare capacity. Non oso immaginare cosa succederebbe se solo si accendesse qualche focherello in Arabia.
O forse sì, se il focherello diventasse incendio e durasse un bel po'; magari l'austerity del '73 ma non limitata solo al fermo traffico della domenica, magari tutti i giorni della settimana, magari uffici e fabbriche che chiudono come mosche, aerei a terra, turismo inesistente, supermercati senza derrate, sommosse sociali, microcriminalità alle stelle, stati di polizia (e alla lunga, ci sarebbero i carburanti per mantenere gli apparati delle forze dell'ordine?).
Vabbè, è stata una mia divagazione mentale, ci sono troppe forze militari straniere che vigilano sulla "quiete" saudita...
(finto stupore on)
Quindi basta che la produzione mondiale venga decurtata dell'1% (assumendo una produzione residua dimezzata) e il prezzo schizza in alto del 20%?
E se un produttore taglia l'1% della produzione mondiale, gli altri 99% non riescono ad aumentare ciascuno la propria dell'1%?La spare capacity è così bassa?
(finto stupore off)
Ci aspettano tempi interessanti
alle 16:33
pierina laganà
cara debora, sei riuscita a farmi tornare il gusto per gli avvenimenti di geo politica io che non m'interessavo più alla geografia economca dai tempi dell'università( un secolo fa).Tutto questo perchè? Riesci a parlare di petrolio come se si facessero due chiacchiere davanti ad un caffelatte.Così mentre sono con preparativi imminenti per la preparazione della mia personale di pittura:"l'oca ritrovata" tu come calamita m'induci a notiziarmi.Pensavo...sarà mica che la LIbia, s'annoii con i suoi barili, barili, barili?E SE LI AVVICINASSIMO ALL'ARTE?Chissà magari riscoprendo il gusto per il bello, lascerebbero il nero petrolio.ciao.