Uno sguardo dal picco
Col Canale di Sicilia, ammesso che accettiamo il rischio delle trivelle, potremmo estinguere il 25% del debito pubblico italiano. Invece no, invece sempre cornuti e mazziati.
Lo scandalo non è tanto che piazzino piattaforme petrolifere nel Mediterraneo. Non è tanto che le piazzino, ad esempio
su una delle tante bocche vulcaniche di un massiccio complesso sottomarino: il regno di Empedocle, l'Etna marino, il gigante sommerso che fa ancora tremare i fondali.
Non è tanto che, malgrado le promesse sul Canale di Sicilia della pseudoministra Prestigiacomo,
sarebbero più di cento i permessi di ricerca di idrocarburi richiesti o vigenti nel Mediterraneo. Alcuni concessi a un tiro di schioppo da sabbie dorate e banchi corallini.
Quel che si legge in un articolo di La Repubblica Palermo (non meritava l'attenzione nazionale) lascia a bocca aperta per il dato nudo e crudo, e più volte sottolineato, delle irrisorie royalties che chiede lo Stato italiano a chi trivella nel nostro territorio. Roba che neanche i più affamati e oppressi staterelli dell'Africa nera: appena il 4%.
Uno dei motivi della guerra alla Libia, cosa su cui ho pochi dubbi, sono le royalties principesche che pretende lo Stato libico dalle compagnie straniere (qui il bi e il ba). L'85% non è poco, immaginate voi come piangono per la rapina. Ma anche Russia e Norvegia non scherzano, con l'80%, e il Canada con il 50. Ma si sa, "da noi è diverso", noi siamo destinati a stare ginocchioni col cappello in mano davanti a chiunque. Riporta ancora l'articolo:
A pagina 7 del rapporto annuale della Cygam (società petrolifera con interessi nell'Adriatico) si parla del nostro paese come il "migliore per l'estrazione di petrolio off-shore", sottolineando la totale "assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti".
Col Canale di Sicilia, ammesso che accettiamo il rischio delle trivelle, potremmo estinguere il 25% del debito pubblico italiano. Invece no, invece sempre cornuti e mazziati.
Ma forse è solo una saggia precauzione. Sia mai che, se osassimo chiedere di più, a qualcuno venga in mente di bombardarci. Anzi: potremmo bombardarci da soli, basta accendere i motori ad Aviano.
Mi meraviglio che appaia un post come questo, infarcito di castronerie degne di chi il mondo del petrolio non lo conosce proprio.
Le royalties al 4% sono il mezzo per attirare investitori stranieri, dato che la ricerca in Italia da raramente risultati, che i giacimenti italiani sono poco profittevoli e che ci sono un mucchio di tasse occulte che vanno comunque pagate. Ben diversa la posizione di paesi dove si scoprono giacimenti da decenni.
Quella sul debito pubblico ripianabile per un quarto dalle royalties poi è allucinante, il nostro debito è vicino a 2,000 miliardi di Euro, un quarto sono 500 miliardi, passando le royalties a 30 dollari al barile (considerando un prezzo di 130 USD/barrels) ed equiparando euro e dollaro ci vorrebbe una produzione di più di 15 miliardi di barili...
"Una volta tanto sono d'accordo con quello che scrive Hiei, lo stato dovrebbe controllare (e non farsi controllare) col pugno di ferro"
Ero LEGGERMENTE ironico, sai?
Ma perchè non vi trasferite tutti in Corea del Nord con queste idee, dove lo stato controlla proprio tutto? Dovrebbe essere il vostro paradiso!
Lo Stato concede i permessi, lo Stato chiede royalties ridicole, lo Stato manganella chi protesta contro queste iniziative, lo Stato sega le gambe a ogni alternativa eppure lo Stato dovrebbe essere la SOLUZIONE, mica che sia il PROBLEMA!
In morte della logica, come si diceva altrove.
Era ora che si procedesse.
Le nostre royalties sono si' troppo basse, ma e' anche vero che con tasse ai livelli dei grandi esportatori, dopo l'assegnazione di tutti i prospetti migliori alla squadra di casa (il glorioso cane a sei zampe), nessun attore serio del settore si sarebbe fatto avanti.
Meglio prendere meno tasse ma mettersi in buone mani, anche se abbiamo visto che gli inconvenienti possono capitare anche ai migliori, piuttosto che affidarsi a traballanti srl familiari. Almeno questo penso io.
Superfluo ribadire che la nostra produzione appare microscopica di fronte ai grandi giacimenti arabi o norvegesi dei bei tempi, assurdo solo pensare di coprire decentemente il nostro fabbisogno. Chi non capisce questo appartiene alla vasta fascia di popolazione a cui dovrebbe essere tolto il diritto di voto.
su reuters si parla del bilancio di saras
Saras ha importato nel 2010 dalla Libia il 35-40% del greggio totale da raffinare.
"Si tratta di una qualità che non si sostituisce facilmente e, inoltre, se lo si compra da altri Paesi costa di più perché ci sono costi logistici maggiori e poi quei paesi fanno prezzi più elevati".
http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE73R0HQ20110428
Grande, Debora. Mi spiace che i commenti non abbiano colto il nocciolo nè l'importanza del post ma siano partiti per la tangente (geometricamente e non pecuniariamente intesa). Chapeau
The European Union is preparing for a large-scale military operation
vi prego fatela. se volete vi mando pure i contributi. non vedo l'ora. l'europa se solo si azzarda a sbarcare in libia prenderà tante di quelle batoste che dovranno pregare gheddafi in ginocchio di non mazziarli più
quest'europa di merda pensa di poter dettar legge. ma la protezione americana è finita e per questo popolo di drogati e teledipendenti non c'è speranza. le conseguenze arriveranno e saranno pesanti (eheh a marrakesh chi sarà stato? e questo è solo l'inizio...)
@14
E chi è lo stato? Un'entità che dovrebbe fare gli interessi di tutti? Qualche esempio di tale sistema è mai esistito?
@11
Briciole di petrolio nei mari italiani, un nulla rispetto ai grandi giacimenti (in declino) del mondo, e del tutto insufficienti ad assicurarci l'indipendenza petrolifera. Ma tanto in tempi di picco conclamato si va a pescare ovunque, anche 4 gocce di greggio. Se poi le royalties sono ridicole, come nel caso italiano, il gioco vale la candela per le multinazionali.
@10
Una volta tanto sono d'accordo con quello che scrive Hiei, lo stato dovrebbe controllare (e non farsi controllare) col pugno di ferro quel libero mercato/finanza che vorrebbe (e ci sta riportando) indietro di decenni come diritti umani e dei lavoratori...
in sicilia qualcuno aveva rifiutato le pale eoliche perché deturpano il paesaggio...
A proposito di Libia...
"The European Union is preparing for a large-scale military operation if the United Nations authorizes the international coalition to scale up its military action in Libya. This comes in a 60-page document that has landed in the hands of reporters of Germany’s biggest daily publication, Das Bild.
According to the paper, all branches of arms are due to take part in the operation in question. The plan also enumerates the threats that the western force will come to face in Libya, specifically terrorist attacks, road and field mining and the drawing of the troops into inter-clan and inter-tribal conflicts.
A ground operation in Libya would thus prove a dangerous undertaking for Europe, the document says. According to the plan, the operation should last no more than four months."
http://english.ruvr.ru/2011/04/27/49514811.html
E a proposito di Russia, che da maggio dovrebbe bloccare le esportazioni di benzina:
"Le esportazioni del prodotto raffinato erano di 2,14 milioni di tonnellate nel primo trimestre, il 40% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Questa quantità aggiuntiva ha aiutato a controllare il prezzo qua da noi, visto che 600.000 tonnellate in più al trimestre per il mercato europeo si traduce in 813 milioni di litri.
Cosa succede al prezzo della benzina in Europa quando da un mese all’altro vanno a mancare (2,14 milioni di tonnellate / 3 mesi = ) 713.000 tonnellate di benzina?"
http://oronero.wordpress.com/2011/04/28/russia-inflazione-e-benzina/
Ma davvero se si scavasse nelle coste italiane ci si troverebbe del petrolio? e quanto? potremmo mai diventare autosufficienti? se si cosa ci fanno allora i nostri aerei in Libia?
Adesso sono ancora più convinto che lo Stato dovrebbe controllare tutto, ma tutto tutto tutto. Sissì.
8@Federico
Mi sa tanto che dobbiamo scendere dalle auto, tempo scaduto per noi, le guideranno, russi, indiani, cinesi etc. Nel frattempo se troveranno il petrolio nelle nostre coste, ci ripagheranno il disturbo con quella ricca percentuale. Guai ai vinti!
certo che la russia diventi un paese Export Land Model sarebbe una botta assurda per il mondo......ricordiamoci che la russia è praticamente uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo...... cmq leggendo vari siti leggo che stanno avendo un bel boom di macchine vendute.....
Chi si è ribellato è morto in cielo(Mattei) oppure in esilio (Craxi), o ha subito processi ingiusti per mafia (Andreotti) o gli hanno scatenato contro i giudici comunisti (i tanti martiri della prima repubblica).
Del resto abbiamo perso la guerra e qualcosa vorrà pur dire e il Giappone non se la passa meglio di noi. Forse la Germania è meno verme dell'Italia in politica internazionale, certo essere i servi sciocchi di una famiglia oscura (per le origini non statunitensi di lui, almeno per qualcuno, non per la pelle...) come quella di Obama e della Clinton isterica è da impazzire, peggio del cane di Pavlov, non sai mai quando scodinzolare e quando abbaiare, povero Frattini che brutto lavoro ti sei scelto.
Scusate, vi metto il link
Intanto, tra il lusco ed il brusco, Mosca stabilisce il BLOCCO delle esportazioni di raffinati da maggio (tra due giorni !), causa penuria interna.
Mica male.
Sul "Sole" danno la colpa alla calmierazione dei prezzi interni che ha stimolato l'export.
See, certo, come no. Si vede, infatti, il surplus di esportazioni Russe ha calmierato i nostri di prezzi, non si vede?
Come? Non li ha calmierati?
Ma daaai!
Export Land Model, questo sconosciuto. Ora lo conosceremo un po' meglio.
Il debito pubblico comunque non vale assolutamente il rischio ecologico legato alle trivellazioni off-shore. Ma tanto il problema delle ridicole royalties nostrane non si pone, con questa classe politica ultra funzionale agli interessi delle varie lobby e di oltreoceano e con un popolo bue e passivo come il nostro (privo soprattutto di una guida autorevole in grado di coalizzarlo contro il potere) possiamo solo limitarci a leggere i cosiddetti siti della controinformazione (come questo e per chi li legge).
Ed a deprimerci e/o incazzarci sempre più dietro il PC...
abbiamo proprio dei governanti di merda e li abbiamo sempre avuti
http://it.wikipedia.org/wiki/Aviano_AFB
La base aerea di Aviano (in inglese Aviano Air Base o semplicemente Aviano AB) è un aeroporto militare utilizzato dall'USAF. Si trova nel comune di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, nell'Italia nord orientale, ai piedi delle Prealpi Carniche, circa 15 chilometri a nord di Pordenone. Nella base ha sede il 31st Fighter Wing, dell'aeronautica militare statunitense
ma cosa c'entra aviano adesso??
alle 16:42
Mario
@ Anacho 21
Non dovresti meravigliarti piu' ormai, purtroppo