FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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Si inizia a vedere una lieve flessione nel prezzo del cibo, secondo il Food Price Index pubblicato mensilmente dalla FAO (il precedente qui, con tutte le spiegazioni). Olii e zucchero, seguiti dai cereali, scendono; carne e derivati del latte continuano invece ad aumentare.

Approfitto, a mò di significativo colpo d’occhio, per postare anche questo bel grafico offerto dal New York Times qualche giorno fa. Rappresenta il quantitativo di cereali spostati dal consumo umano alla produzione di biocarburanti a partire dal 2000. Molto inquietante. Cliccate sui grafici per ingrandire.

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  • nickname Commento numero 1 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Credo che l\'uso dei bio carburanti, sia accettabile solo in presenza di un paradigma economico che faccia uso solo di energie rinnovabili.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    a guardare sia questo grafico sia quello del petrolio sia gli indici si direbbe che siamo tornati proprio nel pre-lehman perciò allacciate la cintura, comincia la discesa!!! e questa volta ci sfracelliamo... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    @mariodue Non c\'è possibilità che in questo indice si ripeta la situazione del 2008. Nel 2008 il prezzo del petrolio è crollato per 4 mesi consecutivi, deprimendo all\'istante il prezzo dei cerali per bioetanolo e permettendo la discesa dell\'indice FAO anche in presenza di una produzione normale, senza surplus particolari*. Oggi la situazione è completamente diversa. Il petrolio non ha modo di scendere sotto il supporto a 80 dollari, anche nel caso di una domanda collassata nei paesi \"avanzati\", il dollaro, che nel 2008 ha aumentato  in pochi mesi un quinto del suo valore, è oggi in un confermato trend verso abissi ignoti. Non aspettiamoci quindi molto da questa discesa dei prezzi agricoli. *I dati sulla produzione agricola sono contrastanti, ma difficilmente si pensa ad un recupero delle negatività 2009-2010, se non per lo zucchero e parzialmente per gli oli. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    OT - Sfracelli futuriLa decisione della FED ha sgombrato il campo da alcuni potenziali frainteindimenti su cosa vogliono le elite di governo per il loro e nostro futuro. Tenere fermi i tassi, continuare fino all\'ultimo dollaro il QE2, lasciando intravedere potenziali QEN :  la scelta che hanno fatto per conservare la loro posizione relativa  è la distruzione del dollaro, l\'inflazione totale. Anche alcuni dei deflazionisti più accaniti sono sgomenti di fronte ai fatti recenti, in particolare cominciano a vedere alcuni punti fondanti della necessità dell\'iperinflazione per le elite, e sulla natura politica di questo processo di trasferimento della ricchezza oltre la crisi, ci sono anche abiure tra i maggiori sostenitori del campo deflazionista. Su questo punto ci sarebbe da approfondire, intanto consiglio ai secchioni, in particolare ad Hunter76Lima* che sicuramente fa parte della categoria, la lettura di questo fondamentale minisaggio sull\'argomento.Sono anche andato più a fondo sulle vicende del moltiplicatore monetario e della velocità, purtroppo la sintesi è impossibile, nello spazio di un commento, e non voglio esagerare con l\'OT. *Hunter76Lima, in estrema sintesi, ritiene che InFlazilla sta alzando la testa ma ritornerà in sommersione prima di arrivare ad esprimere la sua potenza, io credo invece che la stiano tenendo al guinzaglio per meglio ingrassarla e rafforzarla ...e poi farci sbranare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Intanto l\'inverno australe gia comincia a farsi sentire. http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1122153 Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    x cataldo tu ti fidi del trend in corso ma ad un certo punto bisognerà pur ricoprirsi...  possono stampare quanto vogliono ma in un\'economia fallita il valore degli assets è ZERO. la gravità è una forza inesorabile :) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Non tutti gli assetti valgono zero, anche dopo il fallimento, certo quelli che sono fatti di carta si, ma altri no. Una portaerei continuerà ad avere valore, cosi come un Krugerrand ;)   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Cataldo, purtroppo non ho tempo (o forse voglia) di leggere l\'articolo linkato. Ad ogni modo lo scenario che prevedo io (deleveraging massiccio sullo stile 2008) nella teoria si differenzia totalmente da quello da te previsto (iperinflazione o inflazione selvaggia). Nella pratica portano più o meno agli stessi risultati. Nel primo caso (deflazione), crisi sistemica, bailout generalizzati di banche e stati (con coperture nazionali e sovranazionali), tagli forsennnati alla spesa, privatizzazioni massicce, emorraggia continua di posti di lavoro ma anche ammoritizzatori sociali, finchè ce n\'è. Risultato: disoccupazione diffusa, riduzione dei salari, riduzione dei servizi al cittadino, riduzione dell\'accessibilità a beni e servizi che diventano di lusso (vacanze, viaggi, gioielli, vestiti, carburante) uguale a riduzione del potere d\'acquisto e austerity diffusa. Nel secondo caso (iperinflazione) si ottiene una progressiva riduzione del potere d\'acquisto dei salari che non stanno al passo con il CPI, quindi meno accessibilità a generi e servizi. Il risultato finale è impoverimento generale sempre più spinto, nessuna sovvenzione per i disoccupati (il lavoro non manca ma paga molto poco rispetto a ciò che serve, vedi Weimar) e depressione generalizzata. In questo scenario il risultato è un inselvaggimento delle relazioni economiche con nascita di mercati neri e, in generale, tendenze anarchiche contro il caro prezzi. Dubito che se i governanti potessero scegliere adotterebbero questa strategia. Più probabile la prima che in ogni caso garantisce maggior controllo e dirigismo. Ad ogni modo penso che Von Mises abbia ragione: prima o poi vi deve essere una resa dei conti della bolla dei debiti, e  più tardi è peggio sarà per il sistema economico tutto.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Come dice Kunstler, non mi faccio troppo riscaldare dalla fede nella deflazione o inflazione, dopotutto il risultato e\' identico, cioe\' si va in bancarotta. A questo punto detenere asset tangibili (terreno agricolo in primis) diventa fondamentale per avere una qualche vaga speranza per il futuro. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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     Una portaerei continuerà ad avere valore ahia! hai idea di quanto costa mantenere una portaerei? gli usa ne hanno già smantellate parecchie, e le altre gli costano un occhio...  intanto il colonnello gheddafi entra in tunisia e si prepara a guidare la rivolta panaraba contro gli imperialisti! per l\'italia si mette veramente male... forza colonnello!  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Per una volta quoto un commento di Mario/MarioDue: ogni portaerei nucleare americana costa 5 miliardi di dollari solo per costruirla, poi ci sono gli stipendi dei 5000 uomini che compongono l\'equipaggio per ogni turno di navigazione, il costo dell\'uranio per farla navigare e quello dei carburanti per far volare gli aerei. E di supercarrier classe Nimitz gli USA ne hanno una decina in linea, i conti li lascio fare a voi. Il sistema lo si puo\' regolare in due modi: lneaer, seguendo la tendenza o a strattoni, con sovraelongazioni positive e negative... siamo alla seconda sovraelongazione (bolla) dal 2001 in avanti, bè, allacciate le cinture. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    P.S. una portaerei senza equipaggio nè uomini vale semplicemente il valore in ferro del proprio dislocamento: 105.000 tonnellate per 100€/tonnellata, cioè 10,5 milioni di € , vale a dire meno dell\'1% del costo per costruirla. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Continuate a ragionare in $$$$$$, cosi non si riesce a vedere che la superficie delle cose, non la sostanza, lo abbiamo visto tante volte in questi anni ragionando sul petrolio. Il commento sulla portaerei e sul krugerrand è a precisazione di quello che dice mariodue sulla devalutazione degli assetti, questa arriva a zero (in un collasso deflazionistico che è lungi dall\'essere in moto)   solo se si parla  di assetti puramente monetari, come un CDS, o un mutuo finanziario o altri simili. Ho scelto questi due beni non a caso, in quanto rappresentano due volti fondamentali del passaggio. 1) la preservazione dello strumento militare USA e NATO per garantire il processo e continuare la spoliazione dei competitors sul piano internazionale 2) L\'inflazione totale *,  per completare la spoliazione delle classi medie e incamerare lo stock di capitale accumulato dalla generazione precedente.La discussione è di capitale importanza, per quanto parzialmente OT, e richiede la digestione di diversi concetti fortemente controintuitivi, a partire dalla mancanza di una qualsiasi  \"necessità di ricoprirsi\" di cui parla giustamente mariodue. *per cui oggi un krugerrand vale più di 1000 euro, uno stipendiuccio sano sano, cose impensabili solo pochi mesi addietro. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    @ Hunter76Lima Il poderoso articolo citato affronta proprio il nodo della gestione politica dell\'economia, finalmente ci si applica su un punto di vista che sia al livello dei decisori finali, l\'autore parla di giganti e formiche per sottolineare questo cambiamento di prospettiva. In seguito si dedica a smantellare la classica dicotomia di classe, ed invece parla di debitori e creditori, nel processo si fanno scoperte interessanti su chi sta da una parte e chi dall\'altra. Dopo questa operazione si affronta il discorso del \"cui bono\" rispetto le scelte politiche, ed è in questo quadro che risalta la scelta inflazionistica come unico mezzo possibile per traghettare oltre la crisi contingente il potere accumulato negli ultimi lustri dalle elite internazionali, ovvero angloamericane e pochi altri cooptati, per dirla bene.Su questo quadro si innestano bene anche le valutazioni sulla velocità della moneta e sul mistero inglorioso del moltiplicatore monetario in discesa, che ho portato avanti nelle ultime settimane.Sembrano discussioni rarefatte per \"esperti\", ma vi assicuro che sono cose terra terra che toccano tutti noi, più ne riusciamo a capire e meglio sarà per tutti.Ad ogni buon conto vedo di preparare una sintesi da sottoporre alla vostra attenzione in un contesto non OT.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    \" Il governo di Mosca chiude i rubinetti della benzina: da maggio stop all\'export. Produttori spiazzati \" http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-28/russia-benzina-export-122728.shtml?uuid=Aa68waSD Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Frederick Kaufman, autore di un libro che sembra essere molto interessante, \"A short history of the american stomach\"*,  ha scritto un ottimo articolo, purtroppo in inglese speriamo di vederlo tradotto su Don Chisciotte o simili, nel quale affronta il nodo della \"speculazione\" sul mercato alimentare,  inserendo nel quadro storico gli eventi che hanno portato alla esplosione del mercato dei futures, a partire dalla deregulation del 1999, descrive bene la genesi dello strumento GSCI, che trasforma la contrattazione dei futures in qualcosa di simile ad una azione o altro titolo di accumulo. Questa trasformazione  rappresenta certamente una alterazione fondamentale del \"nercato\" nel momento in cui siamo 4 ad 1 nel rapporto tra investitori speculativi ed i tradizionali stackeholders dell\'alimentare, per non parlare della causazione circolare con le altre commodities a partire dal petrolio.Questo strumento è uno dei grandi motori inflazionistici** in moto per garantire i processi di cui sommariamente accennavo nei commenti precedenti.L\'unica critica sul piano storico che si puo fare allo scritto è la mancanza di ogni accenno ai sussidi agricoli, che sono un altro pilastro dell\'iniquo sistema alimentare mondiale, le cui dinamiche ne sono fortemente condizionate, come abbiamo visto più volte, parlando ad esempio dell\'africa.Tornando al punto, come agisce sull\'indice tutto questo ? La crisi strutturale della \"rivoluzione verde\" e del paradigma produttivo imperante è il motore della struttura dei prezzi, il circuito o meglio il circo finanziario, reagisce in modo più che proporzionale ad ogni momento di frizione tra domanda ed offerta, mentre reagisce poco o nulla quando i flussi si equilibrano temporaneamente. In questo quadro gli elementi deflattivi razionali possibili sono rari e poco duraturi per forza di cose, e spesso preparati ed utilizzati ad arte***, per agevolare cambi di mano e regolamento di conti tra i pochi impresari del circo, ma la tendenza generale parla di una estrazione di valore continua ed impropria che viene pagata solo dagli ultimi anelli della catena alimentare. Uscire da questo circuito è estremamente difficile, oggi si inizia a percepire anche un elemento ulteriore di preoccupazione, il debasement progressivo delle monete cartacee, che non alimenta certo considerazione virtuose per gli operatori dell\'inner circle finanziario. *non è quindi uno del giro degli analisti economici in senso stretto**La semplice dimensione a-temporale del contratto trasformato in azione è di suo un elemento che carica nel sistema le aspettative inflazionistiche.***basta vedere cosa è accaduto nell\'oro nei mesi passati con le famose fasi di \"scuotitura del tappeto\" Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su FAO Food Price Index, Aprile 2011.

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    Cataldo, a parte le fluttuazioni di potere d\'acquisto del dollaro (in ribasso prevalentemente) che provocano forte rumore di fondo sulle quotazioni, qual\'è secondo te il profilo atteso sulle quotazioni del grano (wheat) nel medio termine? Mi sarei aspetatto un andamento crescente e costante in linea con il petrolio ma ultimamente è caratterizzato da andamenti altalenanti nella fascia 700-800$ per 100 bushels. Spiegabile solo con movimenti di capitale legati a speculazione e GSCI? Scritto il Date —