Uno sguardo dal picco
Grafico storico del prezzo del barile, dal Marzo 2002 al Marzo 2011. Cliccate per vederlo ingrandito. Che ne dite, vedremo i 110 entro Aprile? E i 120?
xx
@ Stefano
Più che microeconomia è un problema di composizione dei consumi. Nel quadro del reddito medio USA, ad esempio, la spesa per il cibo è una percentuale minima, da noi e piccola, cosi come le altre spese dei consumi di base.
Al diminuire del reddito le scelte si fanno meno ampie, e si comincia ad incidere sulla "cinetica" delle proprie possibilità, per usare il gergo recente dei militari; devi scegliere, e non solo tra andare al mare o passeggiare ai giardini.
Il passaggio nelle economie sviluppate di grandi percentuali di popolazione a fasce ed aspettative di reddito inferiori, dove i consumi di base incidono sulla carne viva della società, è insito nel modello presente; man mano questa consapevolezza si diffonde, in modo inversamente proporzionale al prosciugamento dello stock di risparmio delle famiglie.
I dati sul fronte della elasticità della domanda, hanno in qualche modo contradetto le analisi che prevedevano una maggiore "anelasticità" verso il basso, segno che il processo di cui sopra è molto accellerato.
OT Link
Un lancio sintetico dai commenti in rete Maybe the Turks are thinking the Israelis will be holding the spare keys.
L'importanza di questo contratto è del tutto evidente, ed è uno dei sismografi della situazione inetrnazionale.
@ ti piace come nick Orione, il cacciatore, o almeno uno senza accenti ? # 27 et Mia.
Non sorprende affatto l'ordine di "battaglia" in corso, viste le premesse operative. Il land attacck non è certo cosa facile, su un territorio di quella estensione e con basi relativamente lontane. Il ruolo di Francesi ed Inglesi si era capito, meno chiare sono le mosse di Obama, che si inseriscono nel quadro variegato delle posizioni USA, comunque convergenti verso scenari di guerra, a diversa intensità certo.
Il comando NATO è quello che è sempre stato, con evoluzioni relative nel tempo. Nel frangente della risoluzione ONU applicata questo comando prevede una minima burocrazia sugli assetti, di conseguenza qualche controllo politico possibile dell'azione militare a chi li fornisce.
Una precisazione semmai sullo specifico si deve fare sul ruolo di "vetrina"* delle distruzioni libiche per progetti che hanno avuto un gran peso nei dibattiti congressuali USA, come la trasformazione dei sommergibili strategici all'attacco convenzionale, che in qualche modo deve ripagare gli enormi sforzi di budget. Su Petrolio si poteva leggere con ampio anticipo che vedere vicini veterani e nuove leve delle sassate imperiali non prometteva bene per i libici.
Un piccolo sfogo
A posteriori sarà leggibile a tutti il ruolo extracostituzionale esercitato dalla presidenza di N. che ha agito fuori dalle sue prerogative, assumendo in via diretta una funzione di indirizzo politico del tutto inedita, negli annali della repubblica.
Il fatto che B si sia rivelato inadeguato fino al delirio rispetto la situazione internazionale, e che sia circondato da figure meschine ed irresponsabili, non toglie nulla al peso delle responsabilità assunte da N. e dall'"opposizione".
La cosa fa ancora più tristezza, per i libici e per noi, considerando che rispetto ad anni passati l'Italia aveva ed ha, sul teatro operativo, gli assetti di base, su tutto lo spettro della situazione, a partire dai moltelici livelli di analisi satellitare, passando per la rete sul territorio, il controllo dei porti etc.
Non consola che la guerra libica, la sua nocività generale per vicini e lontani, si ritorcerà contro i suoi padri e padrini.
*Alcune partecipazioni sanno di vergognoso, ora arriva anche il gripen, visto che serve attacco al suolo, è un salone della difesa con sangue vero, come quando si liberano i fagiani :(
Per #27
se tutto fosse lineare e senza scossoni la tua previsione potrebbe essere anche plausibile
Ma mi sembra di poter dire che in tempi di non linearità come quelli attuali la spare capacity OPEC a cui fai affidamento potrà svanire con un colpo di vento ...
"SIAMO NELLA MERDA"
QUALCUNO NO...
http://uk.reuters.com/article/2011/04/04/uk-libya-arms-idUKTRE7331OW20110404
E a Fukushima offrono 5000 all'ora, lavoro anche poco qualificato...
siamo nella merda
Oggi siamo arrivati a 120$
@24
secondo link
http://petrolitico.blogspot.com/2011/04/giappone-peggio-del-peggio.html
Per ora sarcofago in vista non c'è inoltre un sarcofago che regge a terremoti ed al calore che emanano i reattori la vedo una cosa difficile
@24
Primo link
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2011/04/fukushima-il-fallout-radioattivo-e-come-chernobyl.html
SEMPRE NATO- UNA CITAZIONE:
….la NATO ha subito una trasformazione davvero radicale dopo la Guerra Fredda, e in pochissimi anni. Ma indipendentemente da ciò che il Ban Ki Moon ha dichiarato, la gente si chiede quale sia la funzione della NATO oggi. Sempre più persone si rendono conto che la NATO è diventata uno strumento per la lotta globale per l’energia. In Afghanistan, i contratti sono stati firmati per la costruzione di un gasdotto dal Mar Caspio per l’Oceano Indiano attraverso il Turkmenistan, l’Afghanistan e il Pakistan. Quindi, credo davvero che la guerra in Afghanistan sia una guerra petrolifera. I talebani si erano recati negli Stati Uniti negli anni novanta per discutere la costruzione di gasdotti e oleodotti con la compagnia Unocal, ma non riuscirono a raggiungere un accordo. Poi è arrivato l’11 settembre e improvvisamente, la cosa più importante al mondo è stata la cattura di Osama bin Laden.
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La NATO è uno strumento in grado di dominare l’Europa, perché gli Stati Uniti in quanto unica superpotenza la controllano completamente. Se osservate tutti i tentativi degli ultimi 15 anni da parte dei paesi dell’Unione europea di istituire una politica di difesa dell’UE, che fosse indipendente dalla NATO e dagli Stati Uniti, vedrete che Washington ha protestato ogni volta e si è opposta: una struttura di difesa europea non è qualcosa che il Pentagono desideri.
DA UN INTERVISTA CON DANIELE GANSER
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=25560
GIUSTO UNA COSINA:
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@UN PO DE COSE...…..non trovi interessante l'ordine di battaglia della NATO in Libia? Più o meno tutti sono convinti che il grosso delle forze sia francese e britannico, con gli ami impegnati marginalmente. La verità invece è che più o meno i 2/3 delle sortite giornaliere sono "made in USA"....... Gli USA sembrano fare il possibile e l'impossibile per non apparire!!!
IL CAPOCOMMANDANTE della NATO è SEMPRE AMERICANO......SEMPRESEMPRE...
X Cataldo
1. Cataldo, non trovi interessante l'ordine di battaglia della NATO in Libia? Più o meno tutti sono convinti che il grosso delle forze sia francese e britannico, con gli ami impegnati marginalmente. La verità invece è che più o meno i 2/3 delle sortite giornaliere sono "made in USA" e che il 95% del "land-attack" (leggi cruise) dalle unità navali è arrivato dalla USNavy. Gli USA sembrano fare il possibile e l'impossibile per non apparire!!!
2. Sugli F-35 turchi, apprendo la news da te. Su quelli israeliani ancora fino al mese scorso, sembrava che la diatriba si fosse conclusa, con il via libera per l'industria israeliana (quindi con accesso in qualche modo ai codici sorgente) all'integrazione di avionica e armamenti israeliani. Era stato anche formalizzato il contratto per l'acquisto del primo lotto di velivoli!
IN TOPIC
3. La domanda mondiale di greggio nel 2010 si è attestata a 86,689 milioni di b/g, stabilendo il nuovo record assoluto. Siamo "già" ad Aprile e salvo una brusca virata in negativo immediata dell'economia mondiale, è difficile pensare che la domanda non si spinga ben al di sopra degli 87 milioni di b/g.
4. L'OPEC è probabile che abbia ancora una certa spare capacity, sufficiente a compensare il calo produttivo della Libia almeno per tutto l'anno in corso e forse anche qualcosa in più.
5. Il prezzo di riferimento del greggio, dovrebbe essere il paniere dei greggi OPEC.
6. Un prezzo superiore ai 110$ non credo che nel corso del 2011 posa trovare una giustificazione nei fondamentali. Il gap fra domanda e offerta stà ancora all'interno dei 500.000 b/g. Ai tempi dei 147$ tale gap era ben più consistente. Nel 2012-13, invece, tale gap potrebbe ampliarsi considerevolmente, giustificando prezzi ben più alti.
credo che ormai la variabile petrolio sia molto molto relativa..almeno nelle microeconomie..
anche se il prezzo si alzasse a volori record o (ancor meglio) sprofondasse per un solo mese per distruzione della domanda, le famiglie continueranno a fare la vita di sempre non rinunciando certo all'acquisto dell'auto o all'utilizzo della stessa..(bene primario è considerata -l'auto- e bene primario rimane, come il pane).
identico discorso per il riscaldamento e per il sicuro aumento di gas e energia elettrica..
ormai non viviamo più in tempi di 'economia integrata' dove ad un evento segue un effetto, ma ogni settore cerca il proprio disperato equilibrio o comunque collassa piano piano..con apparente dolcezza.
mi viene in mente il mattone..ancora (incredibilmente), considerato un investimento quando attualmente il numero degli appartamenti vuoti dice si aggiri intorno a qualche decina di migliaia di unità..è come se si continuasse a fare auto senza benzina disponibile e quindi senza persone che si possano permettere di comprare un oggetto che mai useranno..
certo che così quando crollerà tutto, le varie 'economie' saranno sotterrate tutte contemporaenamente..
OT Armi e politica.
Con un annuncio ufficiale del ministro della difesa, seguito da un opportuno comunicato altrettanto ufficiale via ambasciata a Washington, la Turchia rinuncia a tempo indefinito ad acquistare il caccia multiruolo F35, pilastro della politica di difesa USA per il futuro. La decisione è stata motivata, e qui arriva la politica, dal fatto che ad oggi gli USA hanno negato la formitura dei codici sorgenti, indispensabili per lo sviluppo autonomo dell'aereo, e porta aperta, di conseguenza alla possibilità che l'aereo, completamente net centrico, sia sotto l'alea di un intervento esterno al compratore da parte degli USA.
Questo fatto avrà enormi conseguenze politiche, e rappresenta una importante occasione anche per l'Italia per fare chiarezza. Ad oggi i codici sono stati rifiutati, ufficialmente, anche agli Israeliani, tanto per dire.
OT: da RAINEWS24
Tokyo, 03-04-2011
La prima domenica di 'sakura', dei ciliegi in fiore ben visibili e gia' ammirati da centinaia di migliaia di persone a Tokyo al tempio Yasukuni e al giardino di Ueno, non e' stata di buon auspicio e non ha sortito gli effetti desiderati alla centrale nucleare di Fukushima, dove i primi tentativi per tappare la falla, da cui l'acqua contaminata si riversa direttamente nell'oceano, sono andati a vuoto. I tecnici della Tepco, gestore dell'impianto, hanno versato 8 kg di polimeri, 60 kg di segatura e addirittura tre sacchi di giornali sminuzzati nel pozzo di sfogo collegato all'edificio delle turbine del reattore n.2, dopo l'utilizzo inefficace di calcestruzzo, pur di chiudere la crepa di 20 centimetri e limitare il disastro ambientale.
Certo che c'è da stare tranquilli con la tecnologia Japponese; il prossimo tentativo lo fanno con la cerbottana rotante!
Qualcuno sa fare il conteggio di quanta radioattività è stata rilasciata finora? VS Chernob
Questi della tepco devono aver chiesto il parere della BP per fare il top-kill di quel pozzo, visti i risultati.
Ora non resta che fare un relief well.
Ovviamente sto scherzando, per non mettermi a piangere.
Sotto i 100$, oggi, i Sauditi smettono di esportare all'istante. Ne hanno ancora per tutti, a 200 $. Ma non è lo stesso tutti quantitativamente.
Il giochino è sempre in queste due frasi sopra.
Leggetevi qualsiasi grafico che confronta prezzi e petrolio saudita sul mercato.
Siamo agli ultimi mesi dell'abbondanza.
Su questo possiamo mettere tutti il cuore e le cervella in pace ormai. A presto.
OT:da IlSole24Ore
"La Tepco, la società che gestisce la centrale di Fukushima, progetta di riversare in mare 11.500 tonnellate di acqua «lievemente radioattiva» cioè con una concentrazione di radiazioni stimata in circa 100 volte il limite legale. L'operazione servirebbe a liberare gli spazi di stoccaggio dell'impianto per utilizzarli per altre quantità di acqua che presentano maggiori livelli di pericolosità. «Non abbiamo altra scelta che riversare l'acqua radioattiva nell'oceano come misura di sicurezza», ha confermato il portavoce durante una confernza stampa. L'eccessivo accumulo di acqua, presente in diverse parti dell'impianto, comprese quelle vicino a reattori e turbine, sta ostacolando i lavori della messa in sicurezza. Lo scarico in mare, ad ogni modo, è un piano estremo in quanto la Tepco non riesce a trovare spazi sufficientemente grandi nei quali poterla trasferire.
La decisione è stata presa dopo il fallimento di due tentativi di bloccare la fuoriuscita di acqua altamente inquinata da una crepa di 20 centimetri del reattore numero 2 . I tecnici giapponesi hanno tentato di immettere del cemento nella fessurazione per otturare la falla dalla quale il liquido continua a riversarsi direttamente nell'oceano. Per valutare ulteriori fonti di fuga dell'acqua radioattiva è stato anche iniettato un colorante bianco sulle bolle d'acqua risalenti dal basso."
18@ davide
Bella questa, i biocarburanti per far volare i jet che esportano democrazia. Poveracci, sono proprio alla frutta e non ne vogliono sapere di cambiare la strada che porta alla rovina il mondo intero.
Per noi europei sarebbe più corretto usare come riferimento il prezzo del Brent.
Al di là di questo, fare previsioni di ogni tipo mi pare all'oggi un'azzardo, ma il mio centesimo lo punterei su di un'impennata per poi calare bruscamente, sullo schema del 2008.
scusate l'OT ma questa e' troppo bella
"http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/11_aprile_03/Biocarburanti-presto-anche-sui-jet-in-azione-in-Libia_7d43a4ee-5de4-11e0-9108-70e5ca927ebb.shtml"
Tagliare le virgolette ...
Per chiudere sul prezzo in $, la quotazione si arrotonda verso l'alto con la perdita di valore di questa moneta, ed a velocità diverse, un po di tutto il cartaceo circolante.
La soglia di prezzo tollerata dal sistema potrebbe cambiare in modo corrispondente.
Su questo punto è fondamentale il discorso delle medie annue*, che cambia radicalmente se la volatilità verso il basso è compressa da fattori contingenti.
* ricordato da Hunter76 recentemente
@ Paolo B.
Purtroppo assistiamo allo sfoggio di una bella guerra neocoloniale, con tanto di mandato ONU farlocco. E' una buona notizia per la salute imperiale, che si appoggia sempre più al bastone militare per reggersi, aprire un nuovo fronte dove dispiegarne l'utilizzo.
Le missioni sono circa duecento, al giorno.
Non ci sono spazi per un ritorno della piena produzione libica a breve, e se arrivano anche i B1 direttamente dagli USA nel pacchetto delle circa decento missioni al giorno, il danno alle infrastrutture aumenta.
Sembra che difficilmente i Sauditi potranno tirare il coniglio dal cilindro a meno di 85, stante che il dollar index rimanga nel canale dove scorre lento verso il basso, perchè potrebbe anche uscire, più verso il basso, sembra, visto il protrasi degli equilibrismi sui tassi USA. Anche lo stato delle scorte e lo status della domanda influenzano, ma la crisi in atto non favorisce la volatilità, ostacolandone l'azione verso il basso. Per ipotizzare grandi cambiamenti ci vorrebbe una grossa crisi della domanda ben assestata nel tempo.
Secondo me dipende da quanto dura la guerra in libia, anche se ufficialmente dicono il contrario l'arabia saudita non è in grado di compensare la mancata produzione libica, pertanto il prezzo del petrolio aumenta.
Concordo in pieno con Paolo #3 e con Francesco #5
In fondo dite la stessa cosa e io condivido.
Per Eco1, sei proprio sicuro?
@10
Sembra. Ma la natura di questa serie di crisi è strutturale perchè scarseggiano sempre più le risorse per alimentare questo paradigma.
Ogni crisi sarà sempre un po' peggio della precedente, fino al crollo finale del sistema. Gli imperi non crollano dall'oggi al domani, ma al crollo finale non è che manchi poi molto...
Sembra la ripetizione amplificata del ciclo precedente.
Commercial video of the Fukushima plant in 1985
[ il link precedente e' la parte 1]
Parte 2
http://www.youtube.com/watch?v=cTshYXmN1AY&feature=player_embedded
OT: da RAINEWS24
Tokyo, 03-04-2011
La prima domenica di 'sakura', dei ciliegi in fiore ben visibili e gia' ammirati da centinaia di migliaia di persone a Tokyo al tempio Yasukuni e al giardino di Ueno, non e' stata di buon auspicio e non ha sortito gli effetti desiderati alla centrale nucleare di Fukushima, dove i primi tentativi per tappare la falla, da cui l'acqua contaminata si riversa direttamente nell'oceano, sono andati a vuoto. I tecnici della Tepco, gestore dell'impianto, hanno versato 8 kg di polimeri, 60 kg di segatura e addirittura tre sacchi di giornali sminuzzati nel pozzo di sfogo collegato all'edificio delle turbine del reattore n.2, dopo l'utilizzo inefficace di calcestruzzo, pur di chiudere la crepa di 20 centimetri e limitare il disastro ambientale.
Certo che c'è da stare tranquilli con la tecnologia Japponese; il prossimo tentativo lo fanno con la cerbottana rotante!
Qualcuno sa fare il conteggio di quanta radioattività è stata rilasciata finora? VS Chernobyl ?
Drive season drive season, aspettate che arrivi l'estate e minimo vedremo i 130....in fondo c'è già chi ci ha scommesso.
Invece per me sotto i 70 a fine anno per demand destruction.
Siamo saliti al gradino di sopra
Scommettiamo per il 2011 un altro tonfo con annessa crisi economica globale ? Ci abitueremo anche a questo fino a non farci più caso ?
potremmo rivedere uno scenario stile 2008, fuga parabolica alimentata da guerre inflazioni e speculazioni, seguita da un altro tracollo verticale da recessione....
la storia ci insegna che l'uomo non impara nulla dalla storia :o)
fermi tra i 100 e 110 per un bel po', sotto non si torna mi sa
alle 11:06
Simone
Se eliminiamo picchi come quello del 2008 (che si innestano su una tendenza generale ma sono evidentemente il prodotto di momenti particolarmente caldi di speculazione finanziaria) il trend generale pare comunque una crescita esponenziale. Per metà 2012 a occhio potrebbe toccare i livelli del 2008 - e stavolta senza speranza di tornare giù.