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Giappone: datece le rinnovabili!

Mercoledì 18 Maggio 2011, 12:31 in Energia di

10_25_v_s.jpg E' proprio un terribile vizio umano, aspettare di sbatterci il muso prima di fare scelte sagge. Un vizio che coltiviamo amorosamente fin da bambini, giocando coi fiammiferi, e poi riscopriamo in tutta la sua magnificenza quando fanno bum le centrali nucleari con cui ci siamo ostinati a giocare malgrado tutti gli avvertimenti di mammà.

Così, ecco il governo giapponese che sospende ogni nuovo investimento in centrali nucleari e chiede a gran voce che si persegua convintamente la strada delle rinnovabili.

Il Ministro dell'Ambiente Ryu Matsumoto ha detto alla stampa che (...) è stato istruito dal primo ministro di promuovere l'uso di energie rinnovabili. Ha sostenuto che dato che la costa nordest del Giappone è molto adatta alla generazione solare ed eolica, il governo spera di incorporare tali sistemi nelle nuove case per i sopravvissuti allo tsunami.

Il Ministro stima che il massimo ammontare di elettricità possibile dalla generazione eolica nel nordest può persino superare la produzione oggi generata dagli impianti nucleari.

Ma guarda un po', l'hanno scoperto ora. Quando lo diceva mammà non gli dava retta nessuno.

Naturalmente, questo processo vale solo per chi si è scottato direttamente. Tutti gli altri insistono a giocare coi fiammiferi. E' triste pensare che servirà un incidente nucleare per ciascuno, per aprire gli occhi al mondo.

Update: Grazie ad uno dei (sempre utilissimi) troll che vanto, ho scoperto che il governo giapponese ha già fatto un rapidissimo e spaventatissimo dietrofront. Colpa mia: non dovevo dare per buona una decisione governativa di ben 8 giorni fa. C'era da giurarci, che nel frattempo qualcuno li avesse tempestivamente indotti a riaffermare il contrario.

58
58 commenti
58
23 Mag 2011
alle 11:13

Defcon1970

@Simone

quindi, per scelta o per necessità, stai già facendo molto per tener bassa la tua carbon footprint. Mi sa che devi solo preoccuparti di non aumentarla troppo quando affronterai la tua vita da "adulto". Mi pare pure che sei sulla rotta giusta, quindi tutto OK, no?

57
22 Mag 2011
alle 17:50

Simone

@Defcon: vivo in una stanza di quattro metri per due in un collegio universitario, non ho l'auto e mi muovo solo con la bici ed i mezzi, non ho condizionatore, frigorifero, televisione o scaldabagno (c'è un riscaldamento a gas comune). Uso la lavatrice una volta alla settimana. Devo ammettere che fosse per me al collegio farei fare un impianto di riscaldamento solare - ma visto che qui non spendono soldi nemmeno per montarci le quattro misere zanzariere che abbiamo chiesto, direi che non ci sono speranze. La pura e semplice necessità al momento mi impone di vivere con un consumo energetico inferiore probabilmente a quello di chiunque altro qui. Quando sarà il mio turno di 'fare', farò, al momento più di così torno davvero all'economia di sussistenza.

56
22 Mag 2011
alle 15:27

Defcon1970

@ Simone @Paolo Marani

Ho una casa in classe A+, un'auto ibrida che uso per solo metà del percorso verso il lavoro usando il treno e uno scooter elettrico per l'altra metà.

Fare.

55
20 Mag 2011
alle 23:20

Claudio B

Nel frattempo la dirompente crescita del fv fà volare stracci all' interno delle associazioni elettriche.

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/energietradizionali/2011/05/20/visualizza_new.html_867220448.html

54
20 Mag 2011
alle 18:47

Paolo Marani

@Defcon1970  Forse ti sbagli, io sapevo che attorno al 40% erano le "perdite di pompaggio", sono perdite, quindi il rendimento è del 60% circa.

Il "rendimento", non è un parametro poi tanto indicativo per il successo e l'uso di un dispositivo che consuma energia.

Hai mai fatto caso che il rendimento della tua auto endotermica è di circa il 30% ??? Praticamente giri con una stufa di ferro.. eppure non ce ne preoccupiamo troppo ODDIO CHE RENDIMENTO!!!! (Fino a che non passiamo dal benzinaio).

Il rendimento di un auto elettrica, già oggi, è ALMENO TRIPLO, e il costo di conseguenza (vedi post di MondoElettrico per calcoli spannometrici ma molto indicativi).

Quant'è il "rendimento dello spreco" ? Possiamo dire che è 0% ??

Quindi, poche seghe mentali con i rendimenti e la copertura totale dei consumi odierni. Anche bassi rendimenti possono essere MOLTO utili, se costano poco. Anche un solare al 15% è UTILISSIMO se utilizzato bene. Fosse del 30% raggiungeremmo solo la grid parity un po prima, senza poi eclatanti differenze.

 

53
20 Mag 2011
alle 17:26

Simone

@Defcon: ok, d'accordo che poi le discussioni degenerino e finiscano un po' per essere inutili. Però scusa, quello che dicevo io non era che dobbiamo tornare a un'economia di sussistenza (che probabilmente siamo *ancora* in grado di scongiurare), nè che dobbiamo fare i neoluddisti, ma che probabilmente sarà necessario fare una cernita tra utile e superfluo e rinunciare al secondo per poter mantenere il primo, e così facendo aiutare le FER con il risparmio. Un esempio banale è il trasporto: la stessa automobile è in una certa misura un concetto sostanzialmente velleitario - in un mondo in cui più ricchezza complessiva fosse investita in una rete di trasporti pubblici, in cui le vie fossero ottimizzate a tale scopo etc. si potrebbe farne a meno con disagi minimi, migliorando l'efficienza totale del sistema. Portare in giro una tonnellata di motore e carrozzeria per trasportare una singola persona che pesa sì e no 70 kg non è il metodo più razionale di gestire il trasporto - e questo senza invocare un ritorno al passato, anzi, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione sarebbero indispensabili per coordinare bene una simile rete. Questo, si intende, è solo un modello. Non pretendo di vaticinare quali saranno le soluzioni effettivamente adottate nella pratica per affrontare alcuni problemi. Quello che intendo è che dovremmo però liberarci dal pregiudizio che ci porta a vedere tutto ciò che possediamo e di cui usufruiamo al momento come un indispensabile elemento di civiltà. Alcuni oggetti (e l'automobile è uno di essi) travalicano ormai per noi i limiti della loro utilità e acquisiscono un'importanza intrinseca che secondo me offusca il nostro giudizio. Tutto qua.

Poi, soluzioni adesso a problemi che abbiamo adesso? Il problema che abbiamo adesso è nucleare sì / nucleare no. La mia soluzione è: nucleare no, problema risolto. Investiamo la stessa cifra sostituendo lampioni e semafori con luci a LED, incentivando gli elettrodomestici a basso consumo e mettendo fuori legge quelli troppo 'spreconi', isoliamo termicamente gli edifici pubblici, promuoviamo i semplicissimi pannelli termici per l'acqua calda, le pompe di calore al posto dei condizionatori. E via dicendo. Probabilmente possiamo far rientrare i consumi nella nostra produzione senza spendere nemmeno un centesimo in nuovi impianti o centrali.

52
20 Mag 2011
alle 16:29

Defcon1970

@Simone

"... mi pare inutile e improduttivo".

Dobbiamo trovare adesso soluzioni a problemi energetici che abbiamo adesso. I distinguo puntigliosi servono solo a riempire le pagine dei blog. Che mi fanno pure perdere le staffe se si riempiono le pagine con concetti inesatti.

Ognuno deve fare la propria parte: chi ha conoscenza, sensibilità e soldi da investire in miglioramento delle prestazioni termotecniche della casa che abita, in solare termico, in impianti di riscaldamento e raffrescamento più efficienti, in FV, in autoveicoli che limitino i consumi, ecc. lo faccia. Sono stati messi in campo tutti gli strumenti di incentivazione che servono e da anni.

Chi non ce l'ha, che si trasformi pure in neo-luddista, si faccia l'orto, si sposti a piedi o a cavallo, sogni di tornare a una economia della sussistenza, ma che non esiga che lo facciano anche gli altri.

Forse non ci rimane che l'E-Cat...

51
20 Mag 2011
alle 15:54

Simone

@Defcon: l'energia elettrica può anche essere immagazzinata come tale, con apparecchi capacitivi. 

http://en.wikipedia.org/wiki/Electric_double-layer_capacitor

L'uso di capacitori per immagazzinare energia è una delle strade studiate al momento parallelamente a batterie e celle a combustibile. Ovviamente nemmeno in questo caso il rendimento è 1, ma almeno si evitano clamorose inefficienze di origine meccanica come quelle implicate dall'immagazzinamento nei bacini idroelettrici. Ancora una volta, comunque, di fronte a un fosso da saltare, limitarsi ad obiettare "è troppo grande e non possiamo farcela" mi pare inutile e improduttivo.

50
20 Mag 2011
alle 15:37

Defcon1970

@43 Paolo Marani

L'energia elettrica non è immagazzinabile. Nei bacini iìdroelettrici si accumula energia potenziale, nelle batterie si accumula energia elettrochimica, nell'H2 si accumula energia chimica e via andare.

Cioè, ci sono sempre almeno due trasformazioni energetiche con cui fare i conti nel momento in cui hai un eccesso di energia elettrica all'istante 0 e lo vuoi "metter da parte" per riutilizzarla all'istante 0+n ore/giorni.

Ogni trasformazione energetica incide con il suo rendimento, quindi non sempre è vantaggiosa da vari punti di vista; ad esempio, il pompaggio idroelettrico nel suo complesso ha un rendimento del 40%, cioè compriamo dal nucleare francese 100kWh di energia elettrica da mezzanotte alle sei della mattina e ci ritroviamo a poter produrre solo 40KWh di energia elettrica dalle 14.00 alle 16.00 del giorno successivo.

Più chiaro adesso?

49
20 Mag 2011
alle 15:01

Surak 2.0

@38 mia

?

Traduci in italiano quel che hai scritto, abbandonando lo stile da hippy!

@45 Paolo Marani

Sì, vabbè..qualunque discorso che non tenga conto dei "conti" è solo un modo per non spiegare nulla.
Comunque se mi vuoi pagare 8 mq di pannelli, manda pure l'assegno

 

 

48
20 Mag 2011
alle 14:29

Simone

@Andrea: il punto dell'ultimo post di Paolo è che questo avviene non perchè le rinnovabili abbiano densità energetica troppo scarsa, ma perché sono i consumi ad essere scellerati. Efficienza e risparmio sono comunque il modo migliore di 'produrre' energia, migliore anche delle fonti rinnovabili.

47
20 Mag 2011
alle 13:32

andrea caternolo

in realtà il fotovoltaico non potrebbe sostenere il fabbisogno energetico di un paese come l'Italia, a meno di una vera propria moltiplicazione nel rendimento dei pannelli: c'è un problema di scarsa densità energetica per superficie occupata e di alta densità di popolazione. Credo però che il futuro comunque sia in una generazione diffusa - il passaggio chiave è comunque dotarsi di una infrastruttura di distribuzione avanzata, una smart grid. Anche utilizzata per generare elettricità da fonti tradizionali, in particolare gas, consentirebbe un vero balzo in avanti termini di efficienza, e dunque verso la sostenibilità, grazie alla cogenerazione. La produzione decentrata è in sè molto più efficiente, se i surplus non vanno perduti ma possono essere immessi in rete attraverso una infrastruttura a intelligenza diffusa, l'unica in grado di gestire il complesso traffico di energia che sortirebbe da questo modello. Poi naturalmente un'altra fonte decentrata su cui puntare decisamente è il geotermico di nuova generazione.

 

46
20 Mag 2011
alle 12:50

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

C'è ancora tanta ignoranza sulle rinnovabili

Penso che sia tecnologia in forte evoluzione......

Bisogna vedere dove e come impiantare … ci vorrà fantasia.

Eccone una...

Bosch Solar Energy AG ha raggiunto un nuovo record di efficienza grazie alle celle solari monocristalline PERC (Passivated Emitter and Rear Cell)....

http://www.megamodo.com/201197385-bosch-solar-energy-celle-solari-da-record/

45
20 Mag 2011
alle 12:37

Paolo Marani

C'è ancora tanta ignoranza sulle rinnovabili. Certuni continuano in malafede a sostenere che "la loro densità energetica è insufficiente" e che "non sono in grado di sostenere il fabbisogno energetico se non con un incremento notevole del rendimento".

Vorrei ricordare a questi "espertoni" della fisica alcune nozioni fondamentali:

1- Il rendimento della fotosintesi è inferiore all'1%, eppure trilioni di piante e miliardi di animali vivono eugualmente bene in questo pianeta

2- I bio-carburanti, unica pallida sostituzione del petrolio, hanno in soldoni lo stesso rendimento energetico di cui sopra

3- Oggi servono 8metri quadri per fare 1Kw di energia elettrica, che equivalgono a circa 1200KWh in un anno, cioè quanto OGGI si consuma a persona. Se a ogni persona diamo 8mq di tetto esposto a sud, abbiamo risolto il problema (ovviamente è un esercizio concettuale).

In realtà, quello che si vuole dire, è che le fonti rinnovabili fanno fatica a stare dietro al CONSUMO COMPLESSIVO italiano, che non è solo quello residenziale, ma soprattutto quello INDUSTRIALE (che conta 4 a 1 rispetto a quello domestico).

Quindi, con le rinnovabili, potremo probabilmente continuare a tenere lo "standby" acceso, ma forse non riusciremo più ad andare a far la spesa all'ipermercato, con temperature a -20° d'estate al reparto frigo (aperto), e riscaldamento a manetta d'inverno.

Oppure non potremo più consumare alluminio senza che sia prodotto con il riciclo spinto.

Re rinnovabili sono in SURPLUS rispetto a quanto ci serve per vivere, ma in deficit rispetto a quanto ci vorrebbero far consumare.

Paolo Marani
MIZ Cesena

 

 

44
20 Mag 2011
alle 12:27
43
20 Mag 2011
alle 10:42

Paolo Marani

Perchè si continua a sostenere che l'energia elettrica non è immagazzinabile ?

Questo è essenzialmente INESATTO.

Quello che è esatto è il concetto che la erogazione DEVE essere uguale al consumo, per puri motivi fisici (avete presente il principio di conservazione dell'energia?), ma questo ha ben poco a che fare con l'immagazzinamento in se. Esistono infiniti modi per farlo.

1- Pompaggio su bacini idroelettrici

2- Stoccaggio in batterie

3- Accumulazione capacitiva, inerziale, induttiva

4- Immagazzinamento chimico (idrogeno, composti chimici esotermici)

5- Immagazzinamento come calore (energia meno pregiata, ma utile)

Inoltre, le FER hanno un picco di produzione di giorno proprio quando servono!

Forse non riusciranno a sostenere QUESTO modello di sviluppo energivoro, ma a vederci bene non è nemmeno indispensabile, poichè desideriamo un ALTRO modello di sviluppo, in cui l'energia è utilizzata, quando c'è, per cose utili, e non per sostenere la domanda di prodotti di consumo, essenzialmente inutili per la nostra felice sopravvivenza.

Paolo Marani

MIZ Cesena

 

42
19 Mag 2011
alle 20:27

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

l'obiettivo 'finale' del nostro sistema sociale-economico non è produrre di più o aumentare la ricchezza; è migliorare il benessere delle persone. …

Importante questo. Quanta ricchezza non lo è a guardare bene, e si rivela ingannatrice ed effimera, richiede piuttosto nell' acquisizione di sacrificare ricchezza ( per esempio il tempo di vita) senza contribuire appunto al benessere ma al contrario.

Cos'è crescita, cos'è ricchezza? Chi definisce i valori?

Altro mondo e mondo migliore è possibile. Il mondo che conosciamo ha tante falle, tanti inconvenienti ed è tappezzato di errori che richiedono soluzioni e trasformazione in ogni direzione. Il passaggio mi sembra simile a quello che ci insegna lo sviluppo degli esseri umano.

Il bambino che si scopre adolescente e poi adulto e anche vecchio,cresce sì, ,ma non in senso di prolungare ed eccedere le forme di una stagione, cambia, e cambia anche radicalmente.

E cambia ad ogni livello.

Sento l'umanità in una fase del genere, tra due stagioni. Una crescita sopratutto di coscienza  sarà linfa  per questa transizione.

41
19 Mag 2011
alle 19:09

Simone

@Defcon: dunque, che la centralizzazione sia un'esigenza economica è vero - nel senso che ovviamente distribuire ad esempio i servers di rete è un'ovvia necessità di economia di scala, oltre a contribuire al risparmio energetico (perché, ad esempio, una concentrazione di server giustifica l'uso di maggiori studi volti all'efficienza, l'uso di sistemi di raffreddamento più potenti o addirittura la loro collocazione in aree climatiche più favorevoli, come sta avvenendo di recente in Islanda). Non credo che la produzione energetica possa essere totalmente diffusa - e se anche lo fosse, non lo sarebbe lo stoccaggio. Però è intrinsecamente più facile da delocalizzare. Pare tra l'altro che la dimensione 'economica' migliore di una piantagione solare sia quella media. Allacciare tutta la rete elettrica mondiale ad un'unica piantagione solare che copre l'intera estensione del Sahara sarebbe demenziale perché ci metterebbe nella stessa trappola in cui siamo ora - costringendoci a dipendere da un ristretto numero di territori strategici chiave e a scendere a patti con i vari psicopatici che eventualmente governano quei territori - senza che ce ne fosse nemmeno effettivamente bisogno. Non sono un nostalgico dell'autarchia, ma se l'Italia potesse essere relativamente indipendentemente dal punto di vista dell'energia sarei più tranquillo.

Ritengo comunque che la piccola produzione sia una componente necessaria del futuro. Non esiste solo il silicio. Celle a polimeri e DSSC potrebbero essere installate in modo diffuso e dare un contributo almeno ai consumi privati, se non a quelli industriali. Differenziazione e decentralizzazione sono a mio parere delle ottime strategie per garantire la robustezza complessiva di una rete. Alla fin fine, questo è esattamente il principio su cui si fonda internet: se un server cede, i siti che se ne servono come host si spengono, ma la 'rete' complessivamente sopravvive. La sua struttura dipende da molti nodi a connettività medio-bassa, non da pochi nodi a connettività altissima - da ciò consegue la sua solidità.

Sul nucleare come energia di transizione ho tutta una serie di obiezioni di merito. Trovo che come forma di energia lasci delle eredità fin troppo ingombranti per poter essere considerata 'di transizione'. Se parlassimo del Rubbiatron al torio, potrei negoziare. La cara vecchia fissione però ha ampiamente dimostrato quanti problemi si porti dietro. Possiamo anche dire che Fukushima ha avuto principalmente un 'impatto emotivo' (e non sono d'accordo, credo che Fukushima abbia invece evidenziato alcune ovvie magagne dell'idea stessa di sicurezza nell'industria nucleare), ma la verità è che una infinità di crisi economiche e fenomeni sociali globali dipendono dalle emozioni umane. Le emozioni non possono essere schedate semplicemente come qualcosa di trascurabile - se consideriamo il sistema complesso 'umanità' esse sono una delle variabili da tenere in considerazione, e portano con sè dei costi. Oltre tutto, credo che dovremmo sempre marciare tenendo presente che l'obiettivo 'finale' del nostro sistema sociale-economico non è produrre di più o aumentare la ricchezza; è migliorare il benessere delle persone. Produzione e ricchezza sono solo strumenti necessari per conseguire questo obiettivo. Se un incremento di ricchezza è accompagnato da un aumento della paura o dell'angoscia diffuse, non è detto che, al netto, il benessere aumenti, anzi. Di conseguenza il nucleare è per me un'insensatezza, e chi lo insegue lo fa o per interessi personali o perché così accecato dal proprio punto di vista che non riesce ad accettare che molti altri - magari per ignoranza della fisica atomica, che è pur tuttavia un diritto sacrosanto di ciascuno di noi, anche se io non lo esercito - lo vedano, magari ingenuamente, come un terrificante mostro con cui non vogliono convivere.

40
19 Mag 2011
alle 18:14

Defcon1970

@ Simone

Bene, mi fa molto piacere che tu ne sia consapevole, ma non credere di essere nella maggioranza...; noi siamo nella minoranza di quelli che sanno che:

  1. La disponibilità di energia ad alto EROEI è premessa per lo sviluppo, energia da FER è sviluppo sostenibile; noi facciamo il tifo per lo sviluppo sostenibile, che è prima di tutto miglioramento della condizione umana
  2. Affinché ci sia la crescita auspicabile delle FER elettriche è necessario che i consumi continuino a crescere per qualche lustro ancora; questi consumi faranno da volano economico agli investimenti incentivati alle FER; in Italia, per le FER elettriche, ciò avviene tramite la componente A3 e con analoghi meccanismi in altri paesi europei, ossia con tassazione sui consumi.
  3. Solo successivamente si potrà pensare al risparmio energetico, o meglio si sosterrà lo sviluppo con una maggiore efficienza energetica dei consumi soprattutto, piuttosto che con un aumento dei consumi
  4. In questo panorama, la produzione centralizzata dai grandi impianti a combustibili fossili o nucleari, con un incremento sempre maggiore di quelli a maggiore modulabilità dato dai cicli combinati, è condizione necessaria per molti decenni ancora per lo sviluppo delle FER
  5. L'unico storage sostenibile economicamente nel breve-medio periodo continua a essere centralizzato (l'idroelettrico a doppio bacino), lo sviluppo tecnologico ci dirà se nel medio periodo ci saranno nuove opportunità in scala minore.

A mio avviso la terza (o quarta, la terza non era la società dell'informazione...?) rivoluzione industriale a cui accennavi, dovrà essere la elettrificazione spinta dei consumi energetici: l'energia elettrica è pregiata (la più nobile forma di energia utilizzata dalla civiltà umana), è (può essere) pulita, più facilmente trasportabile, facilmente efficientabile, ecc. Ma, purtroppo, non immagazzinalbile.

Molto del resto che si legge è invece un pourparler tanto più fastidioso quanto più distaccato dalla realtà. Che ognuno, singolarmente e all'interno delle comunità che abita, faccia il possibile concreto

A tal proposito, l'esempio validissimo è sempre quello che si legge ogni tanto: anche nel piccolo (?) della comunità dei blogger e suoi seguaci, i server che utilizziamo per scambiarci questi messaggi WEB 2.0 devono stare rigorosamente in Datacenter che necessitano per funzionare di centinaia di MWh all'anno, nonostante i nuovi server ogni anno siano sempre meno esigenti energeticamente. E il ragionamento è facilmente espandibile a tutta la Internet in genere.

Crediamo davvero sia facile e soprattutto giusto rinunciarvi?

39
19 Mag 2011
alle 17:26

medo

FUKUSHIMA: EVACUATI ANCHE CANI E GATTI RANDAGI

Mentre si pensa che il corium fuso di un reattore stia per esplodere tra poche decine di ore a contatto con la falda sottostante l'impianto, sono iniziate le operazioni per recuperare ed evacuare gli animali domestici ancora vivi nella "zona vietata" a nord-est della centrale nucleare Fukushima Dai-ichi...

http://www.20minutes.fr/article/725318/animaux-evacues-tour-fukushima-

38
19 Mag 2011
alle 17:13

mia

@Surak

"centralizzare" in realtà si chiama "risparmio di scala"

Bellina questa, quindi dal basso verso l'alto( o viceversa)  si vola o si cade, qualcosa mi torna in questa definizione. Basti guardarsi la discesa del Giappone.

La libertà li vale i calli sulle mani e la schiena rotta, no?

 

Be' più o meno! Sei un veggente?

Aiuto gradito.

37
19 Mag 2011
alle 17:11

Simone

@Defcon: sono ben consapevole di quali siano i problemi legati all'immagazzinamento. E' per questo che c'è gente, compresi alcuni miei amici, che studia cose come storage dell'idrogeno, celle a combustibile, supercapacitori e simili diavolerie. Chi sostiene le energie rinnovabili lo fa perché convinto che esse siano l'unica alternativa fattibile a un mondo altrimenti sempre più inquinato, riscaldato, povero di risorse e destinato a un collasso globale ecologico, sociale ed economico. In tutta risposta, chi le avversa lo fa con la ridicola motivazione che esse non sarebbero in grado di sostenere il nostro attuale stile di vita.

Sarò esplicito.

So benissimo che è POSSIBILE che esse non siano in grado di sostenerlo. Che nonostante tutti gli sforzi che possiamo fare non esistano soluzioni tecniche alla nostra portata che ci consentano di mantenere gli attuali livelli di produzione energetica. E non importa se noi non VOGLIAMO che le cose stiano così - perché stanno così e basta. Dal mio punto di vista è una questione di sopravvivenza. E trovo di gran lunga preferibile rinunciare gradualmente a qualcosa a partire da oggi anzichè vedermi mancare tutto dall'oggi al domani in un futuro più o meno prossimo. Quando da bambino facevo i capricci, mi sentivo spesso ripetere quella vecchia massima che recita che "l'erba Voglio non cresce neanche nel giardino del Re". Ecco, l'umanità in questo momento è un mucchio di sette miliardi di bambini che frignano e fanno i capricci e 'vogliono' qualcosa che non possono proprio avere: risorse illimitate. Possiamo rimboccarci le mani e cercare di spremere il più possibile quelle forme di energia su cui sappiamo che potremo contare sempre (al di là della loro discontinuità e simili banalità. Esistono mappe di insolazione media delle diverse aree, è possibile stimare la produzione di energia annuale di un impianto solare. L'accumulo può essere pianificato, e l'innovazione tecnologica potrebbe riservarci delle sorprese al riguardo. Inoltre, la grid parity è anche puramente una conseguenza delle economie di scala sulla produzione di impianti solari in combinazione con l'aumento del prezzo del petrolio). Possiamo riuscirci, totalmente o parzialmente, o fallire. Ma la logica dice che l'unico modo che abbiamo per sopravvivere in modo indefinito e relativamente equilibrato sul pianeta è integrarci col sistema complesso che esso costituisce, adeguandoci ai suoi bilanci naturali di input/output energetico. Le situazioni di non equilibrio, quale la nostra attuale è, sono per definizione destinate al collasso. Se non lo si vuole vedere, che sia per menefreghismo o per deliberata rimozione, a mio parere si commette un errore gravissimo.

36
19 Mag 2011
alle 17:04

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->

"Energia facile da produrre in modo diffuso".??

Basti pensare al passaggio dell' agricoltura tradizionale a quella che minaccia di diventare ( monomegalattico – veda l''USA) .

Qui esiste ancora l'orto di casa, l'azienda piccola ( magari associate tra di loro via cooperative ) e quelle grandi. Ed ogni forma ha un suo senso senza intralciare l'altra.Possono essitere creando una rete ben funzionante.

Immagino che un insieme di forme intrecciate e coabitative possa esistere anche nella produzione energetica e senza problemi.

Non c'è mai una risposta per tutti e tutto come si tende a far' credere.Questa logica finisce per rivelarsi regolarmente stupro.

Impianti ampi per agglomeramenti complessi di vasta misura ( industrie – città) , locali invece ed adeguati alle condizioni del luogo, e localissime pensando a forme abitative isolate, località ( in Italia ce ne sono non poche).

Quindi multiforme in ogni senso.Ei strumenti ci sono. In  questi anni c'è stato un proliferare di proposte.

 

OT :

WikiLeaks Reveals US W a qudella che minnaccia di diventarented to Keep Russia out of Libyan Oil

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=O6NZNyQMq08&feature=player_embedded#at=81

 

35
19 Mag 2011
alle 16:44

Defcon1970

@Simone

Son costretto a contraddirti sull'ABC: l'energia elettrica non è immagazzinabile e le FER più promettenti sono intermittenti e per di più intermittenti poco predicibili. Questo bisogna che vi convinciate che è un fatto cruciale, non un dettaglio.

L'attuale meccanismo di incentivazione, che sia conto energia o scambio sul posto, si basa sul presupposto tecnico che l'eccesso di produzione del FV sul tetto di una abitazione possa essere assorbito nel mare magnum della produzione centralizzata e dei consumi distribuiti: cioè si può tecnicamente ritenere che la griglia si comporti come un enome accumulatore (mi si perdoni il parallelo non proprio ortodosso) di ciò che produci in eccesso quando c'è il sole e quello che consumi quando non c'è. La griglia si può permettere di "darti in prestito l'energia" (per un giorno nel caso del conto energia e per fino a tre anni nel caso di scambio sul posto) solo perché sei quantitativamente poco influente nei grandi numeri collettivi. Non cambia concettualmente il discorso per la produzione parzialmente decentralizzata: lo stesso concetto è riportato (in scala) sulla rete di distribuzione in media tensione invece che in quella in alta tensione. E' giusto quindi che questo meccanismo di incentivazione venga pagato da una componente tariffaria a comune, basata sui consumi, ossia l'A3.

La grid-parity implica solo che si è sfruttato talmente il meccanismo di cui sopra che i produttori di pannelli FV si sono arricchiti così tanto da potersi permettere di abbassarne il prezzo.

Quello che manca in tutti i ragionamenti sulle FER che si leggono più comunemente in rete è l'impatto tecnico-economico dell'accumulo di energia (storage) che renderebbe veramente autonoma la produzione da FER solare.

Attualmente l'unica soluzione di storage affrontabile a livello locale è quella delle batterie elettrochimiche (al Pb, NiMH o LiOn). A parte il maggiore costo iniziale (più 10.000€ di costo iniziale per avere lo storage di soli 10KWh, ad esempio, l'80% dei quali per le batterie), le stesse batterie devono esser viste più come materiale di consumo che solo come elemento dell'impianto: ogni 5 anni circa le devi sostituire e smaltire.

34
19 Mag 2011
alle 16:23

Surak 2.0

@23 Debora/Petrolio

Emh, non conosci le leggi fondamentali di questo universo, vedo!
Tra l'altro non ho detto che le fonti fossero sbagliate ma che l'hai fraintese (quindi dovevi ricontrollarle)

@27 Mia

Quel che tu chiami "centralizzare" in realtà si chiama "risparmio di scala", roba che pure la serva con i suoi conti conosce.
Quanto al "verde" Obama... in realtà sta rilanciando il nucleare, quindi secondo lo schema degli pseudo ecologisti dovrebbe essere totolo ogni riferimento ai brand erealtivi (verde, eco, green, e tutti gli altri marchi)

Se poi proprio proprio vuoi decentarlizzare e renderti autonoma, prendi un generatore a biomasse e vai a fare legna (o il fieno) dopo aver staccato i fili esterni.
La libertà li vale i calli sulle mani e la schiena rotta, no?

@31 Simone

Prendi l'accetta o la falce e dai mano a Mia

 

 

 

33
19 Mag 2011
alle 15:40

Simone

@Defcon: era un auspicio per il futuro... grid parity significherebbe proprio questo, che cioè a me convenga produrre da solo con i pannelli piuttosto che comprare energia dal gestore (o sia quantomeno indifferente). Poi per "diffusa" non intendo necessariamente produzione casa per casa, semplicemente più decentrata di quella che abbiamo ora.

Tra l'altro un buon sistema, ad esempio, sarebbe ritornare all'uso della corrente continua. La necessità di usare la corrente alternata nasce semplicemente dall'esigenza di accentrare la produzione e quindi doverla trasportare per lunghi tratti - in conseguenza della quale cosa, avere corrente trasformabile (che si possa cioè portare facilmente a tensioni molto più alte) è decisamente più conveniente. Questa esigenza sparirebbe con la produzione decentrata. I pannelli solari producono in modo naturale corrente CONTINUA, e un bel po' della spesa di un impianto serve a pagare l'inverter che la trasforma in alternata, perdendone tra l'altro un po' nel processo. Ma la maggior parte delle nostre utenze può o funzionare indifferentemente con corrente continua o alternata (lampadine, utenze termiche) o funziona esplicitamente con corrente continua (computer, TV) e ha un passaggio di raddrizzamento all'ingresso. Lavatrici e frigoriferi usano corrente alternata, ma possono essere modificati per lavorare anche in continua. Il rendimento complessivo salirebbe e il prezzo degli impianti solari diminuirebbe. 

Quello che intendevo col mio post era che il futuro 'rinnovabile' potrebbe comunque prendere due strade, quella delle rinnovabili diffuse e quella dei grandi impianti centralizzati, come le piantagioni solari nel Sahara, le stazioni spaziali o le turbine nel jet stream. Io tifo per la prima, le grandi compagnie premono per la seconda, ovviamente. Entrambe risolverebbero alcuni problemi, ma la prima costituirebbe un cambiamento più radicale, socioeconomico e di paradigma oltre che produttivo/energetico, che credo sarebbe benefico. Poi ognuno è libero di pensarla come gli pare, ma non capisco la ragione di commenti così aggressivi.

32
19 Mag 2011
alle 14:53

Defcon1970

@31 Simone

"Energia facile da produrre in modo diffuso".

Ci fai per cortesia degli esempi che ci fanno capire come, un cittadino o una piccola impresa, possa investire nei limiti del proprie possibilità per potersi affrancare dalla generazione elettrica centralizzata e i relativi elettrodotti? Per esser più chiaro: per potersi affrancare intendo che chiami il call-center dell'operatore del servizio elettrico che bimestralmente ti manda la fattura e gli dici di scollegare il tuo contatore perché da domani tu "produci in modo diffuso".

31
19 Mag 2011
alle 14:22

Simone

@mia: giustissimo. Che è esattamente la ragione per cui le rinnovabili fanno DAVVERO così tanta paura. E una di quelle per cui le desidererei comunque - se anche non ci fossero il Global Warming (come qualcuno sostiene) e il picco del petrolio (come praticamente tutti fanno finta di credere che sia). Energia facile da produrre in modo diffuso. Mah, di rivoluzioni culturali/economiche/sociali in passato ce ne è state. Le due rivoluzioni industriali sono di fatto questo. Spero che in questo momento si stiano innescando i meccanismi capaci di portare a questa terza rivoluzione. Poi continueranno a esserci ricchi e poveri, potenti e deboli, per carità, probabilmente come sempre. Ma almeno il divario si appianerà un pochino e soprattutto si scongiurerà la catastrofe. In fondo le vecchie classi dirigenti combattono con sempre maggior ferocia quando vedono minacciati i propri privilegi - il che non impedisce loro comunque di cadere, quando hanno fatto il loro tempo.

30
19 Mag 2011
alle 13:44

Hiei

@medo

Ma tu perchè continui a usare un computrer, mettendo così a rischio le vite di milioni di persone? :'D

(non è un invito a smettere - a parte queste derive di solito scrivi cose che mi interessano)

29
19 Mag 2011
alle 13:25
28
19 Mag 2011
alle 13:14

Alby

da NHK World:

"TEPCO releases photos of tsunami hitting plant

Tokyo Electric Power Company has released photos showing its Fukushima Daiichi nuclear power plant being swamped by the tsunami on March 11th.

TEPCO on Thursday showed 17 photographs that were taken from 2 locations within the plant.

Eleven of them were taken from the 4th floor of a waste processing facility near the Number 4 reactor over a 15 minute period from 3:42 PM, when the first wave reached the plant roughly one hour after the massive earthquake struck.

By 3:43 PM muddy seawater had engulfed a 4.3-meter tall fuel tank and washed away cars.
The water began receding after another minute.

At 3:57 PM, the fuel tank was visible again, but the only car still visible had been flipped upside down.

Other photos, taken from near the Number 5 reactor, capture the tsunami approaching 3 water and fuel tanks on the coast.

The photos show the tanks and around 7 cars disappear under water.

A photo taken after the waves had receded show the bottom part of a tank twisted and dented.

Thursday, May 19, 2011 12:58 +0900 (JST)"

27
19 Mag 2011
alle 12:25

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

@Simone,

infatti, non mi piace per niente l'ennesimo tentativo di centralizzare al massimo e renderci tutti appesi ai fili di chi controlla la fonte. Stesso tentativo di trasformare l'eolica in qualcosa del genere,

istallando una turbina nel jet-stream.

Ma è pare che il governo americano sia diventata green per così dire, puntando sulle soluzioni che permettono ai soliti di tenere il timone in mano.

Le soluzioni ci sono ,lontano da questa logica devastante, basti pensare anche al Kitegen.

Ma decentralizzare l'energia vuol' dire decentralizzare il potere.

Quindi...?

Il nodo sta qui.

Ognuno di noi ce l'ha dentro un concetto piramidale, come se fosse una organizzazione naturale. Decenni ( millenni) di formazione mentale, e il semplice pensiero di una energia “gratis” come il sole o il vento fa ballare i nostri sistemi di ragionamento e vanno in tilt.

 

MI ha sorpreso in questi giorni tra chi ragiona green e clean, di intravedere spesso uno pessimismo culturale identificandosi praticamente con i padroni del mondo.

 

Senza limiti vuol dire caos, abbondanza vuol dire eccesso. La natura ci insegna altro.

Abbondanza vuol' dire avere quello giusto per trovare la miglior espressione o crescita.

Un crescita non è mai infinita .lAnche qui si presenta un concetto trappola.

Crescita è secondo me da ampliare introducendo la dinamica di una trasformazione infinita.Allora il muro mentale si scioglie. Una porta si chiude un altra si apre.

 

@20

La dicotomia 60Hz - 50Hz ,mi chiedo se possa essere dovuta alla massiccia presenza al nord degli USA.

A favore della popolazione giapponese, sarà perché li frequento da tempo, è una è popolazione plasmata e raggirata come tutte le altre, con le sue peculiarità.

Da vinti si sono sottomessi, questione d'onore. La rivincita hanno trovato in una forma tutta loro. Tendono ad essere perfezionisti, a sviluppare ogni dettagliato con una cura massima. Non è semplicemente l'abbondanza energetica ad aver favorito lo sviluppo tecnologico del paese,anzi,direi quello ha favorito una crescita selvaggia come in tutto l'occidente.

 

26
19 Mag 2011
alle 11:28

medo

ot: AIRBUS, AIR FRANCE E DISASTRI

...Ma avete letto le prime analisi* delle scatole nere dell'Airbus A330 Rio de aneiro-Parigi schiantatosi due anni fa?

1. AIRBUS non aveva previsto che, per una ragione meccanica qualsiasi, l'aereo potesse "picchiare" all'improvviso

2. AIR FRANCE non ha formato i piloti a scenari catastrofici

Ehm..................... 

Quindi... Ancora una volta siamo innanzi alla contraddizione: sappiamo che il peggio del peggio potrà arrivare un giorno, ma non vogliamo prevederlo perchè altrimenti non potremmo "avanzare" tecnologicamente. Ergo: il progresso tecnologico non è garanzia di nessun progresso sociale, economico, culturale, se ogni volta si mettono a repentaglio le vite di 300, 300 000, 300 000 000 di umani... Mah.

 

*http://www.google.fr/search?hl=fr&safe=off&tbm=nws&q=Airbus+A330+Rio+Paris&aq=f&aqi=&aql=&oq=

25
19 Mag 2011
alle 11:19

Cataldo

OT - Glencore, core core ingraatoo

La più grande scuotitura di tappeto mai vista ;)
Una società sostanzialmente avvolta nell'ombra, dove cresce da perfetto saprofita, come mai ad un certo punto viene alla luce del sole ? Non è che si monetizza prima di un crollo per ricomprare tutto al bottom e ripartire con un ennesimo giro della giostra ormai  pericolante e sgarupata ?

24
19 Mag 2011
alle 10:51

Gio

Il terribile vizo umano è dare credito alle dichiarazioni opportunistiche del politico di turno. Già il fatto che la (fino a ieri) più nucleare dipendente nazione al mondo affermi in modo sensazionalistico che nel mare del nordest c'è un potenziale tale addirittura da permetter di incrementare in futuro i consumi elettrici...va bè smetto perchè ci siamo capiti.

23
19 Mag 2011
alle 10:09

Debora/Petrolio

Surak, non hai capito na mazza. La notizia è proprio che abbiano fatto l'annuncio delle rinnovabili che sostituiscono il nucleare, e poi se lo siano rimangiato. Le fonti sono tutte giuste. Ahhh che fatica...

22
19 Mag 2011
alle 10:07

Simone

@mia: lo space project... come rendere pericolosa anche l'energia solare. Se non c'è il rischio di distruzione di massa, non siamo contenti (questo perché si intende che il raggio di ritorno sarà probabilmente costituito da microonde o simili... e quindi meglio che cada esattamente dove deve. Un maser da 1 GW puntato su un'area densamente abitata non è proprio una bella cosa. Sperabilmente troveranno soluzioni più sostenibili...).

21
19 Mag 2011
alle 00:30

Defcon1970

@11 mia

veramente dalle mie parti (Comune sperduto nelle colline toscane) praticamente tutti i tetti degli edifici pubblici si sono popolati di solare termico e fotovoltaico negli ultimi 3 anni.

@ 21 eco1

Veramente da non credere! Non che avessi molta stima dei giapponesi... Cito Surak 2.0: non bisogna abolire il nucleare, bisogna abolire i giapponesi!

Dev'essere per questa dicotomia Nord-Sud che quando i tecnici della Tepco provarono a collegare la pompa a motore diesel che faticosamente avevano fatto arrivare a Fukushima per sostituire quelle elettriche del sistema di raffreddamento tristemente disalimentate, scoprirono al momento sul posto - quindi troppo tardi - che i raccordi lato pompa e lato impianto erano incompatibili...

20
18 Mag 2011
alle 21:40

eco1

leggevo che la rete a nord lavora a 60Hz come l'america e quella a sud a 50Hz come l'europa

praticamente hanno il paese spaccato in due reti elettriche che non possono lavorare insieme, da non credere

19
18 Mag 2011
alle 21:27

Giovanni Orrù

E' la famosa "pedagogia delle catastrofi" di cui parla Latouche ^_^

18
18 Mag 2011
alle 20:26

Alby

P.S. In ordine al punto 2 il tsto riportato da France Presse potrebbe essere stato scritto dall'intervista seguente:

"Kan suggests severing NISA from industry ministry

Japan's Prime Minister Naoto Kan says the country's nuclear regulatory agency must be independent from the industry ministry.

Kan told reporters in Tokyo on Wednesday evening that it is inappropriate for the Nuclear and Industrial Safety Agency to belong to a ministry promoting nuclear power generation.

He said drastic reform of the longstanding practice in nuclear administration will be discussed at an investigative committee to be launched soon.

Kan also said Chinese Premier Wen Jiabao and South Korean President Lee Myung Bak will visit areas devastated by the March 11th disaster to encourage survivors this weekend, when they visit Tokyo for top-level talks.

Wednesday, May 18, 2011 19:45 +0900 (JST)"

Se qualcuno vuole vedersi il video in inglesse e scriversi tutto cio' che ha dichiarato puo' essere che sia contenuta lì, la dichiarazione di dietrofront.

;-)

17
18 Mag 2011
alle 20:20

Alby

Bè, il Ministro dell'Ambiente ha dichiarato quanto riportato tramite NHK (Agenzia Giapponese), mentre le dichiarazioni attribuite al Primo Ministro Naoto Kan sono di terza mano: dell'Agenzia France Press riprese dal sito di channelnewsasia.com

La verifica delle fonti vorrebbe che, dal momento che Kan è giapponese, si risalisse fino alla news originale giapponese.

Con tutto il rispetto della francesissima ( come Areva, e quindi nuclearissima) Agenzia France Presse, provate ad andare sulla versione inglese di NHK world e inserite nella casella di ricerca "Japan will not abandon nuclear power"... risultato: una beneamata ed emerita CIPPA.

I casi sono 3:

1) La news di AFP è una bufala buttata nel macinone per propaganda pro-Areva e pro-nucleare e studiata per mettere in bocca a Naoto Kan cose false.

2) La News di AFP è vera, in questo caso puo' essere che quelli di NHK World non vogliano far sapere quel che Kan ha dichiarato ai cittadini giapponesi

3) La News di AFP è vera, ma quelli di NHK World hanno un webmaster idiota e che non sa fare il suo lavoro.

 

16
18 Mag 2011
alle 19:43

Surak 2.0

Ah beh! la prossima volta, invece di aspettare me, ricordati che per te vale la regola "se ti sembra giusto, allora é sbagliato" quindi ricontrolla le fonti ;-)

15
18 Mag 2011
alle 18:59

Hiei

Fukushima reactors a raging radioactive inferno

http://www.youtube.com/watch?v=Vz4I5rb3_BM

14
18 Mag 2011
alle 18:44

mia

piacerà anche questa, noo?

Terremoto Giappone: Sharp installa 250 impianti solari nelle zone colpite dal sisma

http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/4455-sharp

13
18 Mag 2011
alle 18:42

paolo p.

Elenco degli impianti di produzione elettrica Giapponesi chiusi o danneggiati a causa del terremoto e seguente tsunami.

Capacità totale 24,7 GW

 

...noir.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aGNiAWNwg2do

12
18 Mag 2011
alle 18:32

mia

Qui lo spaceproject -  bello nei film, come energia di casa mi piace meno.

http://inhabitat.com/japan-plans-21-billion-solar-space-post-to-power-294000-homes/

11
18 Mag 2011
alle 18:22

mia


Notizia di gennaio 2011 nonostante il calo...

KYOCERA Installa energia solare a più di 1.200 scuole giapponesi – da noi dove sono ?

I tedeschi sono diventati leader solo dopo il retromarcia giapponesi ( non più incentivati) E una realtà questa, ma non nota. Tra l'altro progettavano anche l'impianti in alto,  cose megalattiche, un beam solare concentrato from the sky.

http://global.kyocera.com/news/2011/0106_krhe.html

10
18 Mag 2011
alle 18:12

Paolo Marani

... prima o poi ... il siluro gira gira ritorna nel culo a chi lo tira

9
18 Mag 2011
alle 17:35

Alby

@Debora: "Naturalmente, questo processo vale solo per chi si è scottato direttamente. Tutti gli altri insistono a giocare coi fiammiferi. E' triste pensare che servirà un incidente nucleare per ciascuno, per aprire gli occhi al mondo."

Il cetriolone globale prima o poi arriva... oh se arriva...

8
18 Mag 2011
alle 17:25

Hiei

"Vi faccio notare che questo è l'unico blog del globo dove i trolls ricevono l'omaggio di venire menzionati nei post... :P"

Stavo per dire che probabilmente è perchè è un blog dove i "troll" dicono tendenzialmente cose più sensate dei gestori, poi ho visto Surak... :'D

7
18 Mag 2011
alle 17:02

Debora/Petrolio

Vi faccio notare che questo è l'unico blog del globo dove i trolls ricevono l'omaggio di venire menzionati nei post... :P

6
18 Mag 2011
alle 16:47

mia

Non l'hanno scoperto ora, sono stati Leader mondiali del fotovoltaico.

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

  Produzione di celle fotovoltaiche per area geografica. Anno 2003

Europa                   25,8%

Giappone                51,8%

Resto del mondo      10,8%

Stati Uniti                11,6%

Fonte: elaborazioni su dati EurObservER

 Leader mondiale nella produzione di celle fotovoltaiche è il Giappone con una quota di oltre il 50% sul totale mondiale: le due maggiori aziende del settore, la Sharp e la Kyocera, sono infatti giapponesi.

Ma sono stati pilotati fuori... misure governative.

http://www.incentivifotovoltaico.it/

5
18 Mag 2011
alle 16:17

Paolo B.

Probabilmente in Italia subiremo gli incidenti nucleari altrui (la Francia soprattutto), perchè ho la sensazione che il referendum di giugno seguirà le orme di quello sardo, rendendo l'italica terra, proibita all'atomo (e con acqua pubblica e vip politici processabili). Almeno spero.

Intanto gli USA, non contenti della devastazione petrolifera nel golfo del Messico e (soprattutto) su "pressioni" delle lobby petrolifere, hanno dichiarato l'Alaska "stato liberamente trivellabile", con buona pace dell'ambiente.

Siamo davvero sicuri che "sbattere il muso" serva a qualcosa? Io sono sempre più convinto che questa specie di scimmia nuda andrà avanti fin quasi all'estinzione...

4
18 Mag 2011
alle 15:52

Surak 2.0

"Che cavolo stai dicendo, *Billis*!?" (semi-cit)

Qui 

3
18 Mag 2011
alle 15:18

Simone

Speriamo solo sia un passo in più verso una diffusa grid parity. Il Giappone è un bel traino per l'industria elettronica e averlo più impegnato in ricerca e produzione di impianti solari non sarebbe una cattiva cosa. Anche se l'esempio non viene seguito *immediatamente*, se tra due-tre anni l'energia solare costerà in modo inequivocabile meno di quella nucleare (se contiamo i costi indiretti di scorie e incidenti probabilmente lo fa già, ma ignorare i costi indiretti fa parte dello struzzismo governativo generalizzato) ci sarà poco da dire in difesa dell'atomo.

2
18 Mag 2011
alle 14:39

Marco B.

...e il neurone in più rispetto a quello dei primati lo teniamo impegnatissimo a formulare teorie sulla nostra superiorità rispetto alle altre specie viventi :D

1
18 Mag 2011
alle 14:36

Marco B.

Pare davvero sia l'unico modo che abbia l'umanità per imparare (temporaneamente e localmente) una lezione.

Praticamente, presi non singolarmente ma come intera umanità, come un'unica intelligenza collettiva (...quella che dovrebbe conferire autorevolezza al potere delle democrazie...) abbiamo modalità di apprendimento ancora del tutto assimilabili a quelle dei primati!

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