Uno sguardo dal picco
Mi segnalano (grazie Claudio) un'audizione dell'AD di ENI Scaroni alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. Risale a tre mesi fa, ma quando si parla di piani di ampio respiro qualche settimana è niente. La trovo interessante per due motivi: il primo, è che viene delineata chiaramente la posizione ENI; il secondo, è che si conferma il fatto che le principali informazioni sull'energia i nostri politici le ottengono dal cane a sei zampe e basta. Al loro posto, mettereste in discussione quanto vi viene detto? Sventolereste in faccia a Scaroni che so, il Piano Energetico Nazionale redatto dagli esperti Aspo?
Scaroni esordisce parlando di gas, e di come il nostro Paese abbia negli ultimi anni investito decine di miliardi per convertirsi "a gas". Il gas è, almeno per i prossimi anni, ancora abbondante; è molto più sicuro e meno inquinante di altre fonti energetiche; è di facile approvvigionamento, visto che ne sono ricchi Paesi limitrofi come il Nord Africa, la Russia e la Norvegia. Devo dire che sono assolutamente d'accordo.
Poi passa ai rigassificatori. Definisce anch'essi "sicuri", portando a riprova il fatto che i 24 rigassificatori giapponesi non hanno subìto danni dal terremoto. Sarebbe interessante sapere dove sono ubicati, però. Inoltre, bisognerebbe ricordare a Scaroni che l'ostilità verso i rigassificatori non nasce soltanto dalle sciocche paure dell'italiano medio, ma anche da obiettive valutazioni sulla facilità di approvvigionamento via navi gasiere e la necessità di impianti di liquefazione a monte che non dipendono dalla nostra volontà.
Sul nucleare Scaroni non si sbilancia, visto che non lo riguarda (saranno le audizioni ENEL ad informare imparzialmente, presumo). Ma sono le rinnovabili a godere della parte più lunga del suo intervento: anzitutto, ne sottolinea l'inaffidabilità a causa del problema intermittenza. Problema bypassabile col risparmio energetico, con l'adeguamento delle nostre abitudini e con la modulazione con l'energia tradizionale, ma questo non spetta certo a lui suggerirlo. Poi, i costi "ancora elevatissimi": perdoniamolo, perché tre mesi fa non era ancora uscito lo studio che dimostra come la grid parity verrà raggiunta nel giro di due o tre anni. In compenso, si gratifica l'uditorio assicurando che l'ENI incoraggia la ricerca sulle rinnovabili, una ricerca che arriverà a meta insieme a quelle relative alla cura del cancro e dell'AIDS, ovvero mai.
Purtroppo Scaroni annuncia poi anche un gaudium magnum, ovvero l'entrata di ENI nel business dello shale gas.
Non vorrei aprire un nuovo capitolo ampio e non so se la parola shale gas significhi qualcosa per voi (...) Noi siamo impegnati, dopo aver comprato una società americana che svolge questo mestiere, quindi avendo imparato le tecnologie, a portare tali tecnologie in Europa e in Asia.
Per loro la parola non significa nulla, ma per noi sì. Tali mirabolanti promesse di sol dell'avvenir per il gas sono foriere di problemi ambientali e di salute che ci toccherà affrontare in futuro, se questa follia del gas di scisti non verrà fermata.
Ma l'illustre ospite non manca neppure di far sapere cosa pensa di noi e delle nostre paranoie:
la serietà che un tema di questo tipo richiede, soprattutto in un Paese come il nostro, fortemente antropizzato e popolato, dove la gente ha paura di tutto.
Il nostro, infatti, è un Paese in cui non si riesce a stendere una linea elettrica, perché la gente è terrorizzata. Siamo un Paese di ipocondriaci. Abbiamo paura di tutto, figuriamoci di una centrale nucleare. Finché svolgiamo un dibattito salottiero, va benissimo, teniamo grandi chiacchiere, ma, quando cominciamo a individuare un sito, scoppia l'inferno.
Eccoci sistemati.
Scusate il doppio post.
Mi sembra importante sottolineare (per chi non ha voglia/tempo di leggersi il rapporto stenografico delle audizioni intere) che sia Scaroni che Conti sono fortemente convinti che il futuro delle energie non può che essere nelle rinnovabili, addirittura esplicitandolo nelle premesse dei loro speech. Non mi pare un fatto da poco.
Ma con altrettanta forza entrambi hanno sottolineato che il futuro non può essere in queste rinnovabili, con limiti troppo oggettivi per non essere presi in considerazione dal legislatore. E questo, ognuno dei frequentatori di questo blog ormai di successo che abbia un po' più che una semplice infarinatura in tema energetico, nel suo profondo lo sa bene.
Domanda: Gli AD sia di ENEL che di ENI affermano di essere molto impegnati nella ricerca sulle rinnovabili. I fatti confermerebbero. Ma Fulvio Conti, la conosce la posizione di ENEL nei confronti del Kitegen?
Utile a capire il contesto decisionale in tema di energia e sviluppo economico anche l'audizione di Fulvio Conti di ENEL sempre alla Commissione di Bilancio, qualche giorno in anticipo rispetto a quella di Scaroni.
La sensazione che ho ricevuto leggendole è che la gravità della situazione degli approvvigionamenti energetici è confermata dalla qualità del materiale e dello speech in cui si sono voluti impegnare Scaroni e soprattutto Conti.
Tabacci si conferma parlamentare molto informato in temi di energia.
Il problema della fornitura di gas, cosi come esposto da Scaroni, risiede nella incapacità di far fronte ad un ulteriore sottrazione. In generale sta a significare uno stop ad ogni intervento sulle linee con la Russia, ed alla necessità di far fronte in modo strutturale alla mancata fornitura libica. Visto lo stato marcerescente della politica italiana mi sembrano anche considerazioni di un certo peso.
OT
SI segnala la continua eversione costituzionale dei più alti poteri dello stato, comprese audizioni più o meno coatte di minestri da parte del Presidente della Repubblica. Continuano quindi gli inediti nella macelleria costituzionale, operata per "prassi" che si costituiscono sul campo.
@ Defcon1970
Hai ragione, nel link citato non ci sono queste dichiarazioni, che comunque sono state rese in quella sede, ho linkato quella fonte perchè era la sola che faceva capire dove avesse parlato lo Scar(raf)oni, con tanto di foto del palco, sembrava che avesse parlato affacciandosi alla finestra di casa, e mi sembrava utile contestualizzare. Sarebbe stato meglio precisarlo.
@24 Cataldo
"Sulla Libia ha detto che i miliardi di metri cubi in meno ci mettono a rischio di fornitura continua, e che per il gas da shale non vede possibilità operative di rilievo, non solo in Italia"
Io non leggo questo senso nel link citato; il senso è che la capacità di estrazione e quella dei gasdotti esistenti che servono il mercato italiano hanno retto alla mancata produzione dagli impianti libici ma ciò non potrebbe avvenire SE anche un solo altro Paese fornitore ci costringesse a interrompere.
Zero riferimenti ai gas di scisti, invece.
Sicuro di aver postato il link giusto?
Scaroni ha parlato anche qui sui due punti del post.
Sulla Libia ha detto che i miliardi di metri cubi in meno ci mettono a rischio di fornitura continua, e che per il gas da shale non vede possibilità operative di rilievo, non solo in Italia.
Un ulteriore approfondimento è necessario su quanto accade in Germania sul fronte del gas, dopo l'annuncio sulla chiusura delle centrali nucleari. Vista con gli occhiali di stratfor, qui in italiano www.loccidentale.it/node/106375, sembrerebbe l'anteposizione di un interesse interno, ad uno geostrategico, l'aumento della dipendenza dalla Russia.
In realtà a mio avviso le mosse tedesche sono il frutto delle decisioni USA sulla Libia, sono scelte di politica interna che discendono da quelle di collocazione strategica.
@medo
"Crepa."
Ehi, cosa sono questi toni da troll? Occhi, eh?
Ultimamente mi sa che frequenti troppe brutte compagnie che ti sono di cattivo esempio, come il sottoscritto, per dire... :'D
Se proprio si deve, lascia fare ai professionisti.
@karagounis
Ascolta la voce della natura:
http://chzichcafterdark.files.wordpress.com/2011/05/funny-pictures-cat-says-to-go-die.jpg
(Trolling is an art. Do it in a proper manner.)
ot: PSA PEUGEOT-CITROËN PIANIFICA CHIUSURA IMPIANTI ANTICIPATA
A seguito della/e crisi dal 2007 in poi, Peugeot anticiperebbe di mesi/anni la chiusura di almeno due impianti, uno ad Aulnay-sous-Bois (3 600 dipendenti, 280 000 veicoli/anno in gran parte Citroën) e l'altro a Sevel (4 000 dipendenti, dove vengono/venivano assemblati oltre alle Peugeot e le Citroën, anche auto Lancia e Fiat secondo un accordo rotto unilateralmente da Fiat il 12 maggio 2011; meon di 100 000 veicoli/anno).
Fine rapida del petrolitico e dell'automobile. Fatevene una ragione, cambiate vita prima che i manganelli e i proiettili ammazzino operai e sindacalisti prima, gente che protesta davanti ai palaztti del potere o alle pompe di benzina, poi.
Alla 'Ndrangheta che comanda in Piemonte piace proprio l'idea che per iniziare i lavori TAV gli amici abbiano chiamato l'esercito. Karagounis ma lo sai che 3 su 4 treni che esistevano negli anni '80 sono stati soppressi tra Italia e Francia perchè non c'erano più passeggeri? E pure il traffico merci è dimezzato e pure su gomma cala costantemente?
Io ci passo ogni due mesi. E' il deserto. Ma un colata di cemento ti fa sempre piacere, soprattutto a te che non ci passerai mai di là e che non te ne frega niente del quadro naturale stupendo che ancora resta nella piana della Val di Susa, quando ne resta... Crepa.
Be', che siamo un Paese di ipocondriaci (più in generale, di complessati) è assolutamente vero. A prescindere dalla natura e dall'entità dei nostri problemi.
(Ecco perché dico sempre che non bisognerebbe mai ascoltare un italiano che parla dell'Italia. Perché quando parli con un depresso, non riesci mai a distinguere tra i problemi che ha davvero e quelli che esistono solo nella sua testa)
"C'è sempre qualcuno che dice NO e si mette di mezzo."
La democrazia piace solo quando si fa come dici tu, ovviamente... :'D
Che miserie, sempre.
NON fate sapere a Scaroni che i ribelli libici vendono il suo petrolio agli USA, come predetto dal sottoscritto e da un'altra decina di catastrofisti l'Italia non vedrà più una goccia di quella roba là...
Libia: a Usa primo petrolio ribelli Circa 1,2 milioni di barili a ditta Tesoro, carico alle Hawaai 09 giugno, 10:06
1 di 1 (ANSA)-ROMA, 9 GIU- I ribelli libici hanno concluso la vendita di 1,2 milioni di barili di petrolio a una ditta statunitense, la Tesoro.Lo scrive la Cnn citando un comunicato del dipartimento di Stato statunitense, che non precisa il valore economico dell'accordo. Il carico sarebbe già arrivato ieri a destinazione, a bordo della MT Equator, in un porto delle Hawaii. "Il sostegno Usa per ulteriori vendite da parte del Cnt continuerà per sostenere maggiori introiti per il popolo libico", si legge nel comunicato. (ANSA).NON fate sapere a Scaroni che i ribelli libici vendono il suo petrolio agli USA Libia: a Usa primo petrolio ribelli Circa 1,2 milioni di barili a ditta Tesoro, carico alle Hawaai 09 giugno, 10:06
Guarda la fotoFinchè circolano idee come quelle di Karagounis o altri poveri disinformati, illusi ad esempio che la TAV si faccia per altre ragioni che della lurida speculazione mafiosa, l'Italia non potrà che restare un paese di m3rda.
La Regione Piemonte e Torino sono in mano agli interessi di qualche cosca calabrese da decenni, quando da quelle parti si va a votare, che sia PD o PDL la musica non cambierà per molti anni ancora. E man mano che la FIAT scomparirà, questione di un biennio, diventerà terra di nessuno...
In un paese realmente democratico, dove la maggioranza politica è eletta da tutti i cittadini-elettori, chiunque dovrebbe avere il diritto di fare audizioni presso i vari organi di governo, quindi anche quei "menagramo" di Aspo.
Purtroppo questo in Italia è un'utopia e quei papaveri dell'insulsa classe politica continuano a bersi le bufale di personaggi alla Scaroni e simili (oltre che a prendere corposissime bustarelle dalle lobby che infestano il parlamento)
E' proprio il caso di dirlo, che Dio ci protegga dalla follia dello shale gas e da tutte le potenziali future catastrofi ecologiche da fine impero...
L'ultima frase dell'intervento è quanto mai vera: siamo un paese di gente a cui piace tanto parlare ma che non vuole saperne di decidere e per questo blocca sempre tutto.
E questo vale che si parli di centrale nucleare, rigassificatore, centrale solare o pale eoliche. C'è sempre qualcuno che dice NO e si mette di mezzo.
x ganz
no finchè c'è berlusconi dovremmo stare tranquilli
..Scommettete che a settembre, invece di operare i primi pesanti tagli verticali alla spesa pubblica invocati anche da Napolitano, ( per evitare il default italiota nel 2013), il capitale pubblcio dell' ENi sarà offeto ai privati ?
#9
Ehm... Non possono guadagnarci e vogliono guadagnarci pesante!
E la situazione OPEC è in questi termini dal 2005, quando anche i sassi hanno capito che passato il picco dell'export ed il picco del light sweet crude, si entrava nel breve plateau produttivo globale e poi era l'inizio della fine. Che in questi mesi si accelera fino al collasso dell'offerta, sotto la forma sconvolgente delle "rivolte arabe 2011".
http://money.cnn.com/2011/06/08/markets/opec_oil_production/index.htm?hpt=hp_t1
niente accordo...o non possono aumentare oppure vogliono guadagnarci pesante
Alla riunione OPEC a Vienna sembra abbiano litigato, e hanno chiuso la riunione senza prendere decisioni.
Il prezzo del petrolio (WTI) è salito di 2$ in pochi minuti. Ora è quasi a 101
#5
Ovvio che le misurazioni al suolo sono 50 volte maggiori! C'è accumulo di particolato radioattivo, mentre in aria c'è solo il passaggio di eventuale particolato radioattivo. Ed è per questo che molti dei valori misurati in Giappone in appartementi al quarto piano, su tetti di palazzi e grattacieli non hanno grande valore. La gente non vive a livello del suolo, ok, ma tutto quel che è agricoltura e allevamento o semplicemente il fatto che le suole delle scarpe raccolgono polveri giorno dopo giorno che uno si porta in casa... Lo scrissi tempo fa sul mio blog e quello di "giappopazzie", nessuno se ne è curato. Pazienza.
OT: Radiazioni a Tokio: per terra sembrano 50 volte maggiori che ad altezza d'uomo!
A meno che non sia un trucco, e non abbiano messo qualcosa dove appoggiano il misuratore...
Un paio di precisazioni di carattere tecnico che mi preme fare.
Dei 24 rigassificatori giapponesi, 4 sono stati colpiti in pieno (Futsu, Higashi Ogishima, Sodegaura e Sendai) e solo quello di Sendai e' rimasto offline per un paio di mesi per riparazioni. Ora funziona di nuovo a pieno regime.
Lo studio sulla grid parity del solare e' smentito da altri studi tenuti da gente un filo piu' autorevole; non prenderei per oro colato quello che viene sostenuto.
ENI è un munifico baraccone che dipende dalla benevolenza, ben unta come si deve, di quattro dittatori
beh sai com'è visto che il resto del mondo è in mani americane... e che gli americani si vogliono magnare anche i quattro "cattivoni" rimasti... suppongo che quando l'eni resterà fuori da tutto tu farai salti di gioia... (insieme ai democratici e umanitari eroi della bp)
la gente che la pensa così se fosse coerente dovrebbe chiedere la cittadinanza americana o di qualche paese europeo. l'italia fa troppo schifo per voi, voi state troppo in alto, all'estero mi raccomando non dite di essere italiani... io al posto vostro mi sentirei in imbarazzo...
I soliti proclami "vuoti", intanto l'ENI ha già perso la produzione in Libia (per sempre) e sta per perdere anche la Nigeria:
http://www.lettera43.it/attualita/18040/nigeria-minacce-di-attacchi-all-eni.htm
Non restano che gli amici russi, gente solida ed affidabile governata da un presidente, Putin, che si compiaceva con un politico israeliano inquisito per stupro. Russi che in queste settimane razionano le benzine nel loro paese per esportare "medium oil". Fino a quando durerà?
ENI è un munifico baraccone che dipende dalla benevolenza, ben unta come si deve, di quattro dittatori. Dureranno ancora ed ancora, ma quanto bene ci fa tutto questo?
Verrà anche per lui il momento in cui troverà l'equivalente dei notav valsusini. A quel punto dovrà fare ben altro che slacciarsi la cravatta, povero ometto succube/paladino delle lobbies
alle 17:38
rbarba
@Debora
Secondo te la relazione di Scaroni non l'ha scritta lui?
Una fonte che non posso citare mi ha detto una cosa. Non so se sia vero ma io gli credo.
Secondo te Scaroni può avere in una delle sue case l'impianto per il solare termico e anche la stufa a legna?
Secondo la mia fonte le ha.
Ti invito a fare una ricerchina giornalistica.
Ciao