Uno sguardo dal picco
Beh, ci siamo lamentati per tanto tempo che l'Italia non esprimesse un leader del movimento contadino e della nostrana via Campesina, come il francese José Bové.
Bastava aver fiducia, ed ecco che salta fuori. Si chiama Felice Floris, ed è il portavoce del Movimento Pastori Sardi. Ascoltate il suo intervento di ieri sera alla trasmissione di Santoro. Una sapienza ed una cultura antica, unite ad un'analisi della realtà anni luce avanti agli altri.
Infatti, è sardo. Son sempre loro, alla fine, a far partire il futuro.
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è indiscreto chiedere al signore di presentare il 740 suo e dei colleghi, prima di salire sul palco a concionare?
Chi glielo dice a questo cialtrone che in Italia la distribuzione è praticamente in mano alla Coop e non c'è nessuna multinazionale che gli impone cosa comprare o meno?
L'industria in Sardegna è in "ritirata"? Per forza...
I fondi UE per l'agricoltura vanno eliminati, e questo invece ne vuole altri.
Così son buoni tutti
Commovente l'appello...
Purtroppo non solo in Sardegna i piccoli allevatori sono ridotti male
La gente a corto di soldi risparmia sulla qualita' del cibo
Le sovvenzioni vanno ai grossi allevatori
Questo è un vero leader per il futuro.
OT
Spazio aero chiuso e poche informazioni, a parte quelle voci che dicono....
http://www.ketv.com/missouri-river-flooding-extended-coverage/28281114/detail.html
"...Purtroppo leggevo che i costi di produzione del latte di pecora da cui si servono( ivano ?) i caseifici della zona sono elevati, intorno ad 1 euro al litro : potrebbero tornare competitivi quando, fra qualche lustro, anche il latte vaccino sarà acquistato dai caseifici non a 35-40 centesimi ma a prezzi equivalenti"
Discorso da sporco capitalista nonchè malvagio privato, sai?
"Non basta denunciare la Monsanto, e non nego certo il ruolo devastante a livello globale, quello che succede in Sardegna per mano anche di altri è gravisso."
Ma gli "altri" sono lo Stato che è per definizione bbuono, quindi...
Un articolo...per illustrare.
http://www.libreidee.org/2011/01/sardegna-nucleare-la-verita-sul-poligono-della-morte/
Non basta denunciare la Monsanto, e non nego certo il ruolo devastante a livello globale, quello che succede in Sardegna per mano anche di altri è gravisso. La Sardegna è diventanto un poligono, in alto come in basso.
mi spiace per i pastori sardi ma condizione imprescindibile per tenere in piedi la baracca è che i prezzi degli alimentari restino agli attuali ridicoli livelli. se dovessimo pagare i prezzi giusti per i pastori e gli agricoltori nostrani quasi tutto il reddito se ne andrebbe per il cibo e per tutto il resto sarebbe la fine. tolti i sussidi dallo stato possono aspettarsi soltanto manganellate. o mangiano loro o mangiamo noi
Non conosco bene josè bovè, ma mi pare di non esser totalmente d'accordo con il suo pensiero, quindi non so se sperare che lo sia.
Ma ha fatto un bel discorso, semplice conciso e ha spiegato bene i loro problemi evitando subito eventuali critiche(fondi all'agricoltura).
Spero bene per loro, però mi pare di vedere negli ultimi anni una tendenza al km 0, alla roba genuina, pure negli usa. Speriamo che piano piano migliorino le cose.
...Purtroppo leggevo che i costi di produzione del latte di pecora da cui si servono( ivano ?) i caseifici della zona sono elevati, intorno ad 1 euro al litro : potrebbero tornare competitivi quando, fra qualche lustro, anche il latte vaccino sarà acquistato dai caseifici non a 35-40 centesimi ma a prezzi equivalenti; questo senza entrare nelle speculazioni e negli espropri delle banche : c'è un doppio problema, anzi triplo visto la sardegna, a quanto si legge, è una area di deindustrializzazione forzata : una riduzione deele risorse procapite è più aspra che nella penisola; fra le altre cose,le amministrazioni pubbliche regionali dovrebbero essere forzate a versare dei contribuiti di solidarietà alla pastorizia sarda.
alle 11:43
leonardo tamberi
il problema dei problemi è l'attuale organizzazione del consumo basata sulla grande distribuzione. Faccio parte di un G.A.S., forse non è la soluzione ma ristabilire un contatto tra chi produce e chi consuma mi sembra il minimo. Bisogna capire quanta Politica c'è nell'atto dell'acquisto, e comportarsi di conseguenza.