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Nestlé propone la "borsa dell'acqua".

Giovedì 2 Giugno 2011, 19:13 in Risorse di

hot-water-bottle-bag.jpg

Istituire una Borsa dell'acqua. È questa l'ultima uscita della multinazionale Nestlé. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters il presidente Peter Brabeck, sottolineando che una scelta di questo tipo «così come per altre materie prime, contribuirebbe a regolare il problema della carenza di questo bene prezioso».

Ma che andasse affa, la fabbrica di formaggini.

 

.

27
27 commenti
27
07 Giu 2011
alle 21:24

nik

Bel blog... un altro bel blog di informazione alternativa è http://limpopolare.blogspot.com/ . Se avete tempo e voglia, vi consiglio di farci un giro! Ne vale la pena!!!

26
06 Giu 2011
alle 08:11

Cataldo

OT 2, perdonate il voluminoso papiello.

Il degrado della qualità dell'informazione main stream, a livello globale, tra gli altri elementi di fondo, rende la rete uno strumento centrale della rielaborazione culturale e politica, può contribuire a determinarne i riferimenti, a colmare le lacune, come la comprensione del quadro internazionale degli avvenimenti locali.
La rete può anche essere utile a coinvolgere direttamente i cittadini e avvicinarli alle istituzioni, per vie differenti da quelle tradizionali, che è una promessa di cambiamenti. E' uno strumento dei tanti, e va utilizzato nel suo campo senza pretese di surrogare gli altri.

Per chiudere, la qualità del blog, mi ha portato ad andare oltre la ricerca di uno sfogo, e devo dire sempre grazie a Debora ed a tutti i partecipanti per l'utilità delle riflessioni e delle verifiche.

25
06 Giu 2011
alle 07:59

Cataldo

OT - Dei criceti

@ GordianKnot

Spesso si è portati a sminuire le limitazioni dello strumento che si usa, accade facilmente in ambienti come Internet, dove c'è una mutilazione in partenza dei portatori di significato, utili ad ogni discussione ragionevole.

Condivido la tua valutazione sull'eloquio, a discolpa la pedanteria della prosa spesso risente della mancata limatura, in quanto si preferisce dedicare i momenti liberi alle fonti, indispensabili per verificare i quanta delle discussioni.

Premesso che la discussione è libera da reciprocità pedagogiche :) e che scrivo da qualche anno ospite di Debora su questo blog perchè lo ritengo portatore di informazione di buona qualità, e di discussioni utili.

Sugli slogan e sui mantra non saprei cosa rispondere cosi genericamente, se andiamo nel merito li vediamo.

Un primo punto della tua critica, è quello dell'autocensura.
L'autocensura è indispensabile, e deve tener conto del media utilizzato, lo ha insegnato Pasolini, profetico come tutti i veri artisti.
Nel caso ha anche una utilità pratica*, visto il dinamismo della scena interna ed internazionale. In questo rientra anche la serie infinita di caveat su strumenti che aggiungono protocolli applicativi alle comunicazioni, come facebook.

Veniamo adesso al criceto. Condivido la tua preoccupazione sul quadro normativo esplicito ed implicito, pensi che non ci si interroghi sul senso di restare in questo ambito ? Pensi che io, ed i tanti come me, siamo dei babbioni castrati ed incanutiti ?
Purtroppo abbiamo di fronte un compito immane, e bisognerà partire dal basso, da operazioni di cultura di base, prima ancora che politica, ci vorrà tempo, l'agibilità del campo è sempre in discussione, ma ci sono elementi di speranza su più fronti.

Dalla veemenza degli scritti suppongo che sei più giovane di me, comunque lo sono  tanti che leggono, il che mi porta ad evadere parzialmente dalla premessa.
Una notevole precocità mi ha condotto a sperimentare sul campo cosa significhi agire fuori dalle istituzioni nella rappresentanza di una politica, in un periodo storico  diverso da quello attuale più di quanto si possa pensare;  per fortuna questa esperienza angosciosa è stata breve,  successivamente, crescendo, ho incanalato nella politica istituzionale l'impegno, fino al 1994, quando ho smesso di fare politica in modo diretto in conseguenza della ammissibilità alle cariche elettive del concessionario televisivo  B.
All'epoca il mio giudizio erà chiaro, in quanto non ci voleva la zingara, come direbbe il Principe, a capire che la politica sarebbe stata sequestrata nel nostro paese.
A volte, dopo la consultazione dei vari quadranti di informazione, lo sconforto assale, da questa sensazione è partito il mio primo post, per reagire.

 





* Un criceto capace non si deve comunque far vedere mentre rosica la gabbia

 

24
06 Giu 2011
alle 07:10

Cataldo

@ Hiei

Il commento  al 21, sinceramente, non lo capisco . Non è stato certo uno dei post dalla prosa riuscita, ma il senso della farse mi sembra chiaro, c'è da lavorare in profondità sulla politica e riappropiarsi del significato delle parole, responsabilità, produttività, redistribuzione, etc etc ; senza questa operazione di base diventa impossibile ogni azione concreta.

Sul rapporto con le istituzioni scrivo a GordianKnot.

23
04 Giu 2011
alle 15:24

Gordianknot

@ Cataldo

Come già scritto in passato, sai che apprezzo i tuoi interventi (forse un po' troppo dottorali nella forma) ma a proposito di:
           
"L'unica strada per ricomporre il quadro è un profondo rinnovamento della cultura politica in grado di avviare una critica costruttiva del quadro esistente e di opporre una resistenza alle elite sovranazionali che parassitano le nostre economie, a partire da un riassorbimento del gap informativo."

mi sento di intervenire per una puntualizzazione che ritengo doverosa.

La tua affermazione è chiarissima e apparentemente ineccepibile (apparentemente) ma Hiei nel criticarla ha perfettamente ragione in quanto ne ha colto l'essenza fuorviante e politicamente embedded. Non saprei come altro definirla sinteticamente altrimenti.

Sai certamente benissimo che all'interno di un quadro istituzionale e normativo disegnato appositamente per "incaprettarci" a tutti i livelli [detto diversamente in politichese: ...con il quale hanno ridotto progressivamente i margini di manovra democratica al di sotto del limite minimo di operatività che consenta di migliorare seppur di poco le distorsioni dell'esistente... etc. etc.]  "avviare una critica costruttiva" rimanendo all'interno di regole scritte apposta per negarla nella sostanza è come pretendere di vincere a poker con i migliori bari sulla piazza mondiale.

Tenuto conto poi, che come nella migliore tradizione dei film western, se li becchi a barare e ti metti "seriamente" di traverso pretendendo che venga rispettato il Diritto (Nazionale o Internazionale poco importa) i predetti ti fanno un buco in fronte senza tanti complimenti. La tragedia degli anni di piombo, delle tante stragi impunite e dei nostri migliori magistrati massacrati ne sono uno dei tanti esempi localistici (idem nel mondo civilizzato e non).

Quanto sopra, come sai, è tanto più vero in quanto tu stesso riconosci di applicare ai tuoi ragionamenti una sorta di autocensura quando concludi:

"...se dovessimo agire fuori dalle istituzioni per cambiare le cose faremmo molto male a scriverlo su un blog".

A questo punto mi interrogo seriamente sull'utilità ultima di alcune tue riflessioni che, per quanto genericamente condivisibili, ripropongono nella sostanza, seppur molto ben paludati, slogan e mantra tanto cari ai nostri "aguzzini". Sottolineare i "mali" e perorare pratiche di cui già si sa già in partenza l'inefficacia cui prodest?

Detto in altri termini, la strada da percorrere, almeno sul piano puramente dialettico, che non dovrebbe eccessivamente preoccupare se espressa in un blog, mi pare ben sintetizzata nella seguente nota affermazione:

"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta."
Richard Buckminster Fuller

Fino ad ora mi pare si discuta spesso replicando la frenetica attività dei criceti nella loro bella ruota girevole. Questa attività nevrotica non può portare da nessuna parte se non in qualche asettico centro di igiene mentale.
Della qual cosa ne vediamo gli effetti nella cronaca che ci sbattono in faccia quotidianamente.

Uscire dalla gabbia è la soluzione.
No tentare inutilmente di "riformarla" secondo le cosiddette "regole" che ne definiscono la sua struttura.
IMHO

p.s. ovviamente al referendum prossimo bisogna andare di corsa e fare una croce sui 4 SI senza indugi. Poi, con altrettanto realismo, fare anche una bella croce sulla granitica convinzione che del risultato (se positivo) non ne facciano il solito uso a mo' di carta igienica. Ma questa, come sappiamo, è tutta un'altra storia. Vedi sopra... ;D



[O.T.]

@ Hiei (urgente)

Ma possibile che stai sempre lì a cavillare riportando anche i più riottosi alla logica e alla realtà senza un attimo di sosta?! ;D
Ora ti metti a fare le pulci pure all'ottimo Cataldo, costringendomi anche stavolta a darti ragione e pure ad intervenire?!
Niente vacanze quest'anno? Che so, una pausetta agostana. Così, tanto per sapere quando posso leggermi in santa pace un po' di caxxate qua e là facendo finta di crederci con seguito di un paio di risate in santa pace... ;D

22
03 Giu 2011
alle 16:45

daniele.spagli

Sappiamo tutti che il sistema non è perfetto, ma non è perfetto tanto più perché gli italiani se ne sono disinteressati per decenni.

Discutere come migliorarlo non è fare un'imposizione, è tentare di crescere, anche se possiamo sembrare i pensionati di vergaio di benignana memoria.

E ora non chiedetemi di cosa parlo perché mi fate arrabbiare. :-)

21
03 Giu 2011
alle 15:18

Hiei

@Cataldo

Sì, per conlcudere con questa assurdità:

"L'unica strada per ricomporre il quadro è un profondo rinnovamento della cultura politica in grado di avviare una critica costruttiva del quadro esistente e di opporre una resistenza alle elite sovranazionali che parassitano le nostre economie, a partire da un riassorbimento del gap informativo."

In pratica, l'unico modo secondo te perchè i ladri smettano di rubare è un profondo rinnovamento nella cultura del furto in grado di avviare una critica costruttiva per cui sgherri e tirapiedi oppongano resistenza ai propri boss mafiosi da cui ricevono tutti i loro vasti privilegi.

Proprio quel che ho detto io, uguale.

20
03 Giu 2011
alle 15:03

Cataldo

@ Hiei

Se leggessi i commenti per bene, senza farti mangiare dallo spirito polemico, vedresti che ho detto le stesse cose del tuo al 18. Non sono d'accordo invece con l'inutilità del referendum o delle scelte di voto, anche perchè se dovessimo agire fuori dalle istituzioni per cambiare le cose faremmo molto male a scriverlo su un blog.

19
03 Giu 2011
alle 14:40

Hiei

P.S.: Sembra che in Yemen si stiano proprio divertendo, mi pare ci siano un paio di milioncini di barili in gioco anche da quelle parti o sbaglio?

18
03 Giu 2011
alle 14:37

Hiei

"L'idea che la vendita di acqua, di orgine pubblica*,  in plastica e non in vetro o con altre modalità meno invasive sia legata alla "liberta di mercato" è semplicemente ridicola."

E capire che non esiste nessun "pubblico" e nessun "privato" realmente nell'ordinamento attuale, ma una oligarchia di parassiti che si danno il cambio - quando non siedono contemporaneamente - sulle poltrone di Parlamento e CdA vari di grandi imprese e sistema bancario che di fatto non consente da un lato alcun libero mercato nè alcuna tutela politica del "bene pubblico" perchè semplicemente, è sempre la stessa cricca che sfrutta gli altri o fregandoti con il "mercato" controllato da loro stessi o con le tasse e il monopolio "pubblico" dei servizi sarebbe un passo avanti.

Quindi ovviamente non succedrà, al bar sport fisico o virtuale si continuerà a berciare tra "privatizzazioni" e "servizio pubblico" che esistono solo nelle fantasie e a imbrattare di crocette schede elettorali e referendarie che cambiaranno al più cambiaeranno frasi in politichese in qualche libro polveroso e nulla più.

"Come oggi ci sono leggi che permettono a questi signori di arricchirsi inquinando con la plastica, senza farsi carico dello smaltimento in alcun modo, si possono fare leggi che regolamentino questo scempio."

Possiamo riparlarne quando avranno risolto il problema rifiuti a Napoli e dintorni tanto per ridere?

17
03 Giu 2011
alle 14:10

Cataldo

L'idea che la vendita di acqua, di orgine pubblica*,  in plastica e non in vetro o con altre modalità meno invasive sia legata alla "liberta di mercato" è semplicemente ridicola.

Come oggi ci sono leggi che permettono a questi signori di arricchirsi inquinando con la plastica, senza farsi carico dello smaltimento in alcun modo, si possono fare leggi che regolamentino questo scempio.

Il fatto che si pensi di avere una libertà in più rientrando nelle logiche di sfruttamento del bene pubblico come consumatore è un risultato dell'indrottinamento che ci hanno propinato per anni, e dal quale è difficile uscire.

* le acque minerali sono estratte su concessione nel nostro ordinamento.

 

16
03 Giu 2011
alle 13:43

Hiei

"Beh Hiei, anche impedirti di prendere a sprangate il primo che passa perché ti sta antipatico è un'imposizione di un modo di vivere... vedi un po tu."

Curioso, basta aprire la pagina di un qualsiasi quotidiano locale per vedere come NESSUNO si prenda la briga di impedirlo, invece...

"La libertà è una gran bella cosa, ma bisogna meritarsela... per tutto il resto c'è la legge."

...di solito sono proprio i tutori della legge quelli che prendono a sprangate chi cazzo gli pare impunemente, chiedilo un po' ai ragazzini ammazzati di botte, ai festosi ospiti di Bolzaneto, ai Valsusini, ecc. ecc. ecc.

"Tutto questo indipendentemente dal fatto che siano ben fatte o meno."

Anche perchè di solito sono fatte di merda da ladri, mafiosi e puttanieri i quali POI, non si ritengono tenuti a rispettarle anzi, non è proprio previsto dal sistema, che è funzionale solo a tutelare una ristretta elite e incularsi tutti gli altri.

Nessuno sano di mente potrebbe concepire un sistema come quello attuale, a partire dal fatto che nessuno la legge la conosce. Pochi cazzo NESSUNO sa cosa dice la legge, anche per il fatto che è francamente impossibile.

E questo lo sancisce il sistema stesso, dato che per dire di "conoscere la legge" devi essere laurato e probabilmente essere iscritto all'albo, mi risparmio i dettagli, e contemporaneamente lo stesso sistema che sancisce che il comune individuo non può conoscere la legge ne punisce l'ignoranza.

Ora, a chiunque abbia due neuroni collegati sarebbe evidente che questa è una truffa, ma naturalmente bisognerebbe guardare davvero al mondo reale, non nascondersi dietro i luoghi comuni del cazzo che si spacciano per far andare avanti l'allevamento come sempre, sotto l'egida del "sei sempre a rischio di essere punito per quel che fai che magari stai violando qualche regola scritta da qualche parte quindi se non vuoi avere grane, fai tutto quel che ti viene detto e non fare domande".

Cosa dici, ci divertiamo un po' a ragionare sul serio sul mondo reale e vediamo che sorpresine vengono fuori? Di solito mi attendo al sarcasmo cinico per motivi di sintesi, ma a fare eccezioni c'è sempre margine.

15
03 Giu 2011
alle 13:11

daniele.spagli

Beh Hiei, anche impedirti di prendere a sprangate il primo che passa perché ti sta antipatico è un'imposizione di un modo di vivere... vedi un po tu.

La libertà è una gran bella cosa, ma bisogna meritarsela... per tutto il resto c'è la legge.

Tutto questo indipendentemente dal fatto che siano ben fatte o meno.

Benvenuto nel mondo reale.

14
03 Giu 2011
alle 13:06

Hiei

"Questo non è interventismo statale contro il mercato... questa si chiama semplicemente politica."

Tradotto: costringere la gente a vivere secondo le tue idee più o meno dementi con la violenza...persino se le idee sono buone, è proprio il principio ad essere totalmente errato.

"Le persone spesso vanno semplicemente aiutate a cambiare le loro abitudini di vita..."

Dove per "aiutate" si intende, come da democratica tradizione degli "aiuti umanitari", costretta con la pistola alla tempia.

"pensate ad un'accisa sui carburanti da destinare al trasporto collettivo ad esempio..."

Cambio di paradigma, come sempre, si traduce in dittatura e ulteriori rapine della casta ai danni della popolazione: trovare i soldi eliminando le missioni di guerra all'estero, cosa che ho il vaghissimo sospetto aiuterebbe l'ambiente ben di più di tante altre scemenze, notiamo come MAI venga suggerito.

"o ad un accesso ad internet a tariffe agevolatissime, detassazioni sul telelavoro, ecc. ecc."

O eliminare proprio le tasse e spedire i politici drogati, puttanieri e nullafacenti a trovarsi un lavoro vero...

"La politica potrebbe avere validi strumenti per agevolare questo necessario cambio di paradigma..."

Come no. Ruby, per dirne uno di questi strumenti. Ma tanto siamo qui a snocciolare la solita, fetida propaganda ripetendo le stesse vaccate ancora, ancora, ancora, ancora e ancora e ancora e poi ancora e ancora...

Goebbels would be proud.

13
03 Giu 2011
alle 13:06

Paolo B.

Eh, queste multinazionali! Ben sapendo che tra non molto non potranno più fare profitto sul superfluo, cosa c'è di meglio che farlo sui bisogni primari delle popolazioni? Cibo, acqua ed energia.

Per quanto riguarda il primo è già una realtà, con la seconda stanno premendo sull'acceleratore per impadronirsene, anche se credo che dai paesi sviluppati dovranno ritirarsi con la coda fra le gambe, con la terza non c'è mai stata storia, almeno fino a quando non prenderanno piede le rinnovabili che, ovviamente, sono infinite e soprattutto 'gratis'. Giusto la loro distribuzione darebbe profitto (se poi arrivasse la fusione fredda generata capillarmente negli stessi edifici, addio anche al guadagno con la distribuzione).

Per ora c'è solo da augurarsi che il popolo bue vada in massa al referendum a votare solo e soltanto SI' a tutti i quesiti.

Dopo, speriamo che non arrivi un altra maggioranza servile ai soliti poteri che, con i soliti decreti, calpesti la volontà popolare. Se poi si andasse verso la deriva totalitaria, ed in tempi di crisi delle risorse galoppante non è un'ipotesi tanto campata in aria, rimarrebbe ben poco delle libertà dei popoli... 

 

12
03 Giu 2011
alle 12:12

daniele.spagli

L'acqua minerale la si potrebbe distribuire ai supermercati utilizzando bottiglie riciclate: costo molto inferiore e stessi guadagni, se non maggiori. Un bel divieto secondo me non ci starebbe neppure malaccio, insieme allo stesso divieto esteso ai detersivi ecc.

Le dosi mono porzione si potrebbero vendere in plastica con seri limiti al peso delle confezioni oppure obbligare l'uso del vetro e re-istituire il vecchio contributo per il vuoto reso.

Questo non è interventismo statale contro il mercato... questa si chiama semplicemente politica.

Le persone spesso vanno semplicemente aiutate a cambiare le loro abitudini di vita... pensate ad un'accisa sui carburanti da destinare al trasporto collettivo ad esempio... o ad un accesso ad internet a tariffe agevolatissime, detassazioni sul telelavoro, ecc. ecc.

La politica potrebbe avere validi strumenti per agevolare questo necessario cambio di paradigma... ci vuole solo una visione e un paio di attributi per farlo. Oltre ad un minimo di intelligenza per cercare di non pestare troppi piedi ma far diventare il cambiamento un'opportunità.

UGO... QUANDO LO FATE VOI DI ASPO STO THINK TANK?

11
03 Giu 2011
alle 08:19

Cataldo

Chi frequenta il blog da tempo mi scusi la ripetizione, ma forse è utile nel contesto.
Il "libero mercato" è un entità mitologica, cje non è mai esistita nella realtà, se non forse nei tempi antichi prima della crisi del 1200 B.C.
Il mercato nella concezione classica, tutt'ora vigente, per essere libero presuppone una parità di informazioni disponibili ai partecipanti; la parità, o almeno  la comparabilità,  delle informazioni di partenza è un necessario corollario logico, alla base delle considerazioni che seguono sulle virtù magnifiche e progressive della "mano invisibile" che opera attraverso e nel mercato, che può dispiegare i suoi effetti solo se la condizione di cui sopra è rispettata.

Appare evidente come con l'andare del tempo, mentre si pretendeva che la libertà del mercato fosse compiuta e universalmente vigente, in realtà la disparità di informazioni di partenza tra gli attori è enormente cresciuta.

La rivoluzione industriale indotta dalla digitalizzazione delle informazioni, coniugata alla metastasi finanziaria dell'economia, ha generato un enorme potere di concetrazione delle informazioni,  di conseguenza abbiamo assistito alla distorsione totale del "libero mercato" ormai confinato in sacche minimali dell'economia.

Oggi parlare di "libero mercato" contrapposto all'interventismo statale ha poco senso, in quanto gli stati stessi hanno perso o delegato il loro potere di intervento, e sono diventati cinghia di trasmissione degli interessi delle elite finanziarie-informative. Gli stessi organismi sovranazionali che sono emersi dalla seconda metà del secolo scorso, hanno preso questa strada e non hanno l'autonomia necessaria ad un "intervento" serio, anzi, hanno introdotto poteri cogenti sui popoli con meccanismi istituzionali che non prevedono responsabilità politica del loro operato.
L'unica strada per ricomporre il quadro è un profondo rinnovamento della cultura politica in grado di avviare una critica costruttiva del quadro esistente e di opporre una resistenza alle elite sovranazionali che parassitano le nostre economie, a partire da un riassorbimento del gap informativo.

10
02 Giu 2011
alle 23:16

Alby

«così come per altre materie prime, contribuirebbe a regolare il problema della carenza di questo bene prezioso».

Il bene prezioso sarebbe? Il dividendo per gli azionisti, i suppose.

Non sono un fan dei boicottaggi, ma devo dire che l'idea comincia a stuzzicarmi.

9
02 Giu 2011
alle 23:10

Alby

Boh... io l'acqua l'ho presa e la prendo ancora alla fonte pubblica, delle minerali me ne catafotto.

8
02 Giu 2011
alle 22:37

Hiei

"Hiei, che ti piaccia o non ti piaccia delle acque in bottiglia si farà a meno molto presto"

Ma io dell'acqua in bottiglia ho SEMPRE fatto a meno. Eh, i demoni nella testa...

"si può decidere se lasciar carta bianca al mercato o regolare il processo"

Ma se il risultato è indifferente, non si capisce perchè invocare "l'interferenza dello Stato nell'economia" a meno di non avere tutt'altre mire ed essere in malafede.

"non mi sembra così difficile da capire, ma evidentemente il light crude ha spacciato come diritti capra e cavoli per tutti..."

Se qualcuno trova un barlume di senso in questi vaneggiamenti, sono aperto alle segnalazioni.

"Sei un schiavo del light crude, intendo in senso morale e come capacità di giudizio, e fin qui niente di peculiare"

Mi sa che nella tua acqua di casa - da quel che ho piacere di leggere ultimamente  spesso - è meglio se verifichi le concentrazioni di mercurio, arsenico ecc. perchè a questo punto di cosa tu stia parlando è chiaro solo ai fantasmi nella tua mente.

"di peculiare hai che frequenti questo blog e mostri cattiva educazione"

Oltre al fatto di riuscire a scrivere frasi di senso compiuto, ragionamenti coerenti e soprattutto a iniziare e finire un discorso senza contraddirmi n volte, tutte cose a cui dovresti ambire...

"per quello che si può mostrare in internet, poi magari di persona sarai sicuramente molto gentile tenendo a freno le tue pulsioni...."

Vedrò di metterle in bottiglia, così puoi chiedere allo Stato di proibirle...a proposito, domandina al volo: con l'acqua in bottiglia DI VETRO che si fa? E il latte nel tetrapack è malvagio oppure no? Aspetto la tua enciclica sul Tavernello, mi raccomando! :'D

7
02 Giu 2011
alle 22:24

mia

O.T.

E ora gira questa in rete.......????????Giragira....

REFERENDUM BUFALA: NON CAMBIERA' UN GRANCHE' <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

 

http://infotricksblog.blogspot.com/2011/05/referendum-bufala-ci-prendono-in-giro-e.html

 

6
02 Giu 2011
alle 21:57

francesco ganz

Hiei, che ti piaccia o non ti piaccia delle acque in bottiglia si farà a meno molto presto ; si può decidere se lasciar carta bianca al mercato o regolare il processo: non mi sembra così difficile da capire, ma evidentemente il light crude ha spacciato come diritti capra e cavoli per tutti...Sei un schiavo del light crude, intendo in senso morale e come capacità di giudizio, e fin qui niente di peculiare : di peculiare hai che frequenti questo blog e mostri cattiva educazione, per quello che si può mostrare in internet, poi magari di persona sarai sicuramente molto gentile tenendo a freno le tue pulsioni....

5
02 Giu 2011
alle 20:57

Hiei

"a volte l'intervento dello stato in economia ha un senso.."

Quando ti mette soldi rubati in tasca o usa la violenza per imporre agli altri quello che piace te (sensato o no che sia - e di solito, non molto), sempre con ottimi risultati come vediamo su scala mondiale.

"Perchè, dopo aver vietato le buste di plastica, non vietare la commercializzazione dell'acqua in bottiglia?"

La Coca-Cola invece va bene?

"...Eh eh, tanto il settore delle acque minerali è spacciato"

Ma allora perchè vietarlo se si estinguerà da solo?

Stai dicendo che il mercato funziona, ma invochi il proibizionismo, sempre grandi perle...

"basta poi però che qualcuno qui non venga a far sfoggio dei soliti piagnistei per i posti di lavoro persi.."

Tanto possiamo assumerli tutti come statali, no?

"Erano posti di lavoro insostenibili e malvagi per l'ambiente..."

Malvagi per l'ambiente...i posti di lavoro malvagi...mi torna la voglia di ubriacarmi prima che venga vietato anche questo perchè "malvagio per l'ambiente"...intanto continuiamo a mettere miliardi delle tasse a fondo perso nella FIAT che quella invece...per non parlare delle missioni militari, che sono "umanitarie" e anche "benevole per l'ambiente", immaginiamo...

4
02 Giu 2011
alle 20:27

persenaro

Il problema dell'acqua in bottiglia, io l'ho risolto con un impianto a carboni attivi e osmosi inversa. Mi trovo benissimo.

 

 

3
02 Giu 2011
alle 19:49

francesco ganz

...A volte....

2
02 Giu 2011
alle 19:49

francesco ganz

Ha volte l'intervento dello stato in economia ha un senso..Perchè, dopo aver vietato le buste di plastica, non vietare la commercializzazione dell'acqua in bottiglia ?...Eh eh, tanto il settore delle acque minerali è spacciato, basta poi però che qualcuno qui non venga a far sfoggio dei soliti piagnistei per i posti di lavoro persi..Erano posti di lavoro insostenibili e malvagi per l'ambiente...

1
02 Giu 2011
alle 19:21

stracquadagno

sembra difficile, ma la nestlè si può boicottare... andassero a fanculo tutti i suoi marchi di acqua in bottiglia, che sono tanti e tutti gli altri prodotti che fanno

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