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Crisi finanziaria e realtà energetica dell'UK.

Venerdì 22 Luglio 2011, 15:29 in Current Affairs di

Vi segnalo il mio articolo appena uscito su "Il Fatto Quotidiano", che racconta della tragica situazione energetica del Regno Unito e soprattutto dell'incapacità dei suoi governanti di prenderne atto, come analizzato da un bel post su TOD che riporto.

Lo segnalo anche qui perché al momento Facebook blocca tutti i links a tutti gli articoli de Il Fatto.

Ringrazio Blogosfere per la libertà di parola e di diffusione che, da sempre, mi consente. Anche più di Facebook, evidentemente.

18
18 commenti
18
28 Lug 2011
alle 21:38

pilotaDD

si Medo, Holomodor, così lo chiamano in Ucraina. Dopo averne letto in tavole affisse in una delle piazze centrali di Kiev ho cercato un po' su internet e ho scoperto che la cosa è effettivamente assodata storicamente ma che gli storici si accapigliano sul numero di morti, da "soli" tre milioni fino a 10.

per quanto riguarda lo studio della storia a scuola, ahimè, quando io andavo a scuola c'era ancora l'URSS e di queste cose il Villari di moda all'epoca proprio non parlava!

Comunque ne ho scritto qui non per motivi politici ma solo per la mia riflessione su come è facile finire morti di inedia per le strade a milioni, anche nella nostra Europa, se qualcosa va storto. In irlanda nell'ottocento fu una malattie delle patate, in Ucraina nel novecento una politica folle e assassina, spero nel XXI secolo non sia un collasso della civiltà tecnologica da post picco...

17
27 Lug 2011
alle 10:37

medo

#16

L'Holomodor, come è stato chiamato questo tragico evento, è un fatto storico abbastanza conosciuto (almeno per chi ha studiato storia "da solo", visto che alle scuole medie e superiori italiane non si arriva praticamente MAI a fare il Novecento). Se vuoi sapere di più su Stalin, cercati i libri di Oleg Chlevnjukk a riguardo. Il tutto fa parte di un certo tipo di politica degli imperi di tipo asiatico, dove l'individuo non ha alcun tipo di valore oltre quello numerico, per il fatto che l'unico individuo che conta è lo zar, l'imperatore, il condottiero di turno.

E' un po' come il formicaio, il termitaio, l'alveare. Con il difetto che non essendo noi insetti, noi crediamo che la vita del singolo sia preziosa e sacra. Questo difetto Stalin o Hitler non ce l'avevano.

Ma possiamo godere del Bello e della Vita, proprio per questo difetto... Certo non in eterno.

Solo la colonia e la prosecuzione della specie conta, anche a costo di errori madornali di interpretazione delle variabili sociali ed economiche, come genocidi e terrorismi di ogni ordine e grado.

16
25 Lug 2011
alle 18:12

pilotaDD

non so se questo e' il posto giusto per scriverlo ma ho appena avuto una conferma di piu' che il nostro benessere di opulenti occidentali non e' necessariamente eterno...

sono per lavoro in Ucraina...  e ho scoperto che qua tra il 1931 e il 1932 Stalin affamo', sembra proprio volutamente, a morte circa dieci milioni di persone. Dieci milioni. Credo si tratti di un terzo o un quarto della allora popolazione. In alcune regioni si supero' il 50 per cento!

Dei massacri staliniani sapevo ma non su questa scala. Vi assicuro che vedere le foto della gente morta a mucchi per la strada ridotta a quasi scheletri stile Mathausen mi ha fatto una certa impressione.  

Basto' per un anno requisire i raccolti agli odiati piccoli russi, che solo dieci anni prima avevano in maggioranza lottato contro i bolscevichi  e che resistevano alla collettivizzazione,  e voila' il gioco fu fatto. I vuoti furono riempiti con un bel po' di iimigrazione dalla Russia e i risultati dei censimenti furono opportunamente censurati per un po'. 

Un buon motivo per gli ucraini di oggi di diffidare dei vicini russi ma anche un monito per noi.  Basta poco, molto poco, per precipitare dalla nostra civilta' dei consumi al disastro totale, altro che crisi delle borse...

 

 

 

15
24 Lug 2011
alle 06:59

massimo

grazie korallo per averci rammentato la madre di tutti gli imbrogli

14
23 Lug 2011
alle 23:41

Korallo

x # 3 Un quarto del PIL inglese viene dalla borsa. La società che gestisce la borsa italiana è di proprietà della borsa londinese.

13
23 Lug 2011
alle 20:26

Tony

@Bulldog

eh tu si che sei uno scafato,si capisce subito.

come faremmo senza di te?

solo bevi meno,ok?

Tony

12
23 Lug 2011
alle 16:12

Sandro kensan

Interessante, credo anch'io che passare da paese produttore a paese dipendente sia un grosso passo indietro che espone sotto il profilo finanziario con il default.

Sul Fatto Quotidiano dico che non dovrebbe basarsi sui link che vengono da Facebook. Ho letto l'articolo del FQ sul blocco dei link e prima di tutto devo dire che non è serio buttare fango su FB. Sicuramente FB è da evitare e poi chiedere maggiore tutele per loro solo perché sono un giornale mi sembra presuntuoso.

Se vogliono uno scambio equo con un sito in cui non ci siano blocchi non si devono certo rivolgere a FB. Un po' l'errore che ha fatto Wikileaks a basarsi su Mastercard e paypal per ricevere donazioni. Secondo me quel che arriva di lettori da FB deve essere ben accetto sapendo che è a loro discrezione bloccare ogni collegamento appena c'è una controversia.

11
23 Lug 2011
alle 14:36

Bulldog

Per Tony(o) sempronio

"Pietro Cambi ,sull'altro blog di Debora -crisis- e' cento volte meglio ma non lo caga nessuno."

Bravo Tony(o), bel tentativo. Ti sei giocato la cartariella del dividi e domina.
Qui, salvo qualche pirlotto, siamo tutti piuttosto smaliziati quindi dei tuoi strali d'accatto ce ne facciamo beffe.

O suvvia ritenta, sarai più (s)fortunato. :D

10
23 Lug 2011
alle 12:37

Tony

la cosa fantastica sono i commenti agli articoli di Debora sullo (s)fatto quotidiano.

la sagra dell'arroganza ignorante e io si che so tutto,ma chi e' sta Debora?

Ho smesso di leggere sto giornale inutile e invito tutti a fare altrettanto.

E, NO,Travaglio NON E' quel gran figo che sembra.Manco per niente.

Pietro Cambi ,sull'altro blog di Debora -crisis- e' cento volte meglio ma non lo caga nessuno.

Paese del c----

Tony

9
23 Lug 2011
alle 12:08

fabio1979

Faranno come gli Irlandesi dopo la crisi economica emigreranno in Australia e Nuova Zelanda. Con meno risorse diminuire la popolazione aiuterà di sicuro.

C'è anche il Canada che ha un sacco di risorse e parlano tutti inglese non avranno grossi problemi ad integrarsi

8
23 Lug 2011
alle 11:22

fausto

Hugh Sharman, estensore dell'articolo su Tod, chiude le sue considerazioni scagliandosi contro l'eolico "che non va quando non soffia il vento". La soluzione che propone è l'atomo; ma l'atomo senza l'uranio funziona? Gli inglesi non ne hanno più.

In realtà, nonostante le apparenze, anche Sharman fatica a vedere il problema: è finita l'era delle grandi opere. Adesso le iniziamo, ma siamo destinati a lasciarle li. La centrali atomiche Usa abbandonate a fine anni '70 testimoniano nel silenzio.

7
23 Lug 2011
alle 08:32

Cataldo

Il tipo di problemi che riscontra il fatto su facebook è solo una spia che si accende, cosi come gli interventi "mirati" su alcune fonti sono di poco momento, in questo contesto.
Ricordiamo sempre che gli interventi su un protocollo di comunicazione sono pericolosi quando non vengono percepiti dai comunicanti, questo per definizione.
I caveat che abbiamo lanciato pedantemente più volte su facebook riguardano una tipologia ben diversa di situazioni.
La stessa cronaca riporta alcune di queste, come la sostanziale eternità di quanto inserito e la sua eterna disponibilità alle agenzie governative e sovragovernative attuali e future. per limitarci ad un punto di principio importante, perchè non è detto che nel futuro le pur labili garanzie legali e burocratiche attuali sopravvivano, cosi come non è certo che gli "amici" dei prossimi anni siano quelli di oggi.
Alcune di queste problematiche sono comuni alla comunicazione digitale nel suo insieme, altre peculiari di facebook, tra queste la sua possibilità di essere chiave di inferenza per il mare magnum dei dati ricavati, ad esempio, da un ECHELON.

6
23 Lug 2011
alle 08:05

Cataldo

La grama situazione in UK è stata oggetto di analisi negli anni passati, quindi non sorprende, anche le convulsioni degli apparati mediatici sono un sintomo, la situazione finanziaria verrà messa a prova anche dalla sostanziale tenuta dell'euro alla prima ondata di attacchi dei "bankster".
L'euro non è fottuto, come avevo scritto già l'8 luglio in piena "bocciatura" dei mercati e nel delirio di commenti trafelati per tutto il main stream, per la semplice considerazione che l'indebitamento complessivo è di ordini di grandezza minore di quello angloamericano, e tende a diminuire sensibilmente nel tempo.

I negromanti di wall street, anche attraverso i loro attachè nei governi europei, continueranno a fare di tutto per sfruttare la popolazione europea al massimo, ma ci sono dei limiti, ed il primo limite, come ben sappiamo, è il dollaro: è abbastanza ridicolo che si parli di fine dell'euro se ci vogliono tre dollari per comprare due euro, sono cose elementari, ma sembra non interessino i commentatori economici.

5
23 Lug 2011
alle 02:34

stefano

qualcosa inventeranno... i mezzi non gli mancano

4
23 Lug 2011
alle 02:18

stefano

qualcosa inventeranno... amen

3
22 Lug 2011
alle 22:25

Filippo Zuliani

il parole povere i britannici sono con le pezze energetiche al culo. Confesso che ancora non vedo il nesso con la crisi del titoli di stato italiani.

2
22 Lug 2011
alle 22:12

pilotaDD

mi dispiace per i britannici se se ne staranno al freddo, basta che non vengano a dare fastidio a noi, già nel 1940-43 ci siamo fatti terribilmente male a vicenda.

Ma mi impressiona vedere il grafico sulla loro produzione di carbone, coincide con le loro vicende geopolitiche nel XIX e XX secolo! Sembra una conferma che dietro buona parte delle vicende storiche c'è sempre una questione di EROEI.

 

E un complimento a Debora, incredibile la tua capacità di trovare ogni giorno materiale interessante.

1
22 Lug 2011
alle 21:22

francesco ganz

TOD ne riparla qui  http://www.theoildrum.com/node/8146

...Per sommi capi, sono almeno 2 anni che su TOD leggo che nel 2013, cioè fra 1 anno e mezzo, la bolletta energetica britannica sarà pari o peggiore di quella italiota...Pe rcome la vedo io diminuire del 30 % i consumi di gas per riscaldamento domestico in Italia è fattibilissimo, in UK un pò meno...

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