Uno sguardo dal picco
Grafico storico del prezzo del barile, aggiornato al 30 Giugno 2011, a partire dallo stesso mese del 2002.
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Buona domenica, cara Debora!
ho trovato questo articolo, vorrei sapere cosa ne pensi!
http://mon-dart.blogspot.com/2011/07/verde-marcio-il-colore-dei-soldi.html#more
Grazie, ciao!
considerando tutto, l'unico sistema per far calare il prezzo del petrolio e' consumare meno (meno domanda). da noi in Spagna la benzina/il gasolio, costa 10 cent. circa in meno. il governo attuale ha abbassato il limite in autostrada di 10 km/h per diminuire la domanda.
comunque, anche noi cittadini possiamo far raffredare i prezzi consumando/risparmiando carburante. personalmente apprezzo le iniziative (come questo blog), comerisparmiarecarburante.blogspot.com, dove danno consigli utili per risparmiare benzina. più si risparmia, meno domanda e meno costa la benzina.
http://www.msnbc.msn.com/id/43619388/ns/us_news-environment/
il petrolio distrugge anche yellowstone...
R commento 6 Paolo B. : ovviamente concordo, dopotutto si tratta di decidere se tutte le cicale debbano morire l'ultimo giorno d'estate o provare, tardivamente, ad ispirarsi alle formichine od ai nostri trisavoli che hanno vissuto ina una economia di tipo stazionario.
@ 7 e 8 e 11
in Minnesota sono intelligenti: hanno scelto la seconda opzione.
no tav
Immagino che in Minnesota abbiano licenziato operai e non certo dirigenti; immagino anche che la nafta negata ai mezzi che puliscono le strade sia stata copiosamente elargita ai possessori di gipponi. Quello che fatico ad immaginare è il terribile rumore che sentiremo tra poco.
ot MESSICO : CONTINUA L'ESAURIMENTO DEL MAXI-GIACIMENTO "CANTARELL"
La PEMEX ha dichiarato che Cantarell "produrrà stabilmente attorno ai 440 000 barili" al giorno e che se occorrerà trivelleranno "nuovi pozzi per mantenere la gittata". Ovvero, tradotto dal linguaggio petrolitico, hanno dichiarato che la produzione continuerà il declino. In 6 anni la produzione di Cantarell è diminuita del 75% ed entro pochi mesi, senza ulteriori aiuti di stato che lo tengono in vita ora, il pozzo non sarà assolutamente più redditizio (e sarà chiuso, ma non lo dice nessuno che porta male e spaventa...).
link: ...://online.wsj.com/article/BT-CO-20110609-711801.html
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=439040&IDCategoria=12
dopo anni di promesse lo stato si degna di fare l'elemosina ai lucani
lode al grande stato misericordioso!
i pezzenti sentitamente ringraziano
e calmatevi, con tutto questo pessimismo.. Anche nei forum finanziari si vede questo. Accade da una decina d'anni a questa parte, nei periodi di bottom son tutti negativi, nei periodi di crescita son tutti euforici. Roba da pecore. Basta!
@7
ha chiuso anche nel 2005, per 8 giorni.
"Dopo che repubblicani e democratici non sono riusciti a trovare un accordo sulla finanziaria per il nuovo anno fiscale, la paralisi dei servizi forniti dallo stato del Minnesota è una realtà. Solo alcune attività considerate essenziali per garantire la sicurezza dei cittadini non verranno chiuse. Lo ha annunciato il governatore dello stato, Mark Dayton, in una conferenza stampa alle 22 di ieri notte (le 4 del mattino di venerdì in Italia), due ore prima dell'inizio del nuovo anno fiscale. Le agenzie che garantiscono i servizi sociali dello stato perderanno i loro finanziamenti, i parchi, gli zoo e le aree pubbliche gestite dallo stato saranno chiuse e 23.000 impiegati statali potrebbero essere licenziati. Solamente i servizi sanitari e di sicurezza di base sono garantiti."
fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1161207/usa-governo-minnesota-quot-chiude-quot-niente-accordo-su-finanziaria.aspx
ot COLLASSO U.S.A.: LO STATO DEL MINNESOTA "CHIUDE" (FALLISCE)
Per la serie "la crisi finirà quando saremo finiti tutti noi", smette di funzionare da oggi lo stato del Minnesota. Causa grave crisi politica, economica e finanziaria, lo stato chiuderà a tempo indeterminato tutti i servizi non indispensabili, forse per sempre. I licenziamenti del settore pubblico e la mancanza di salari trascineranno giù anche l'immobiliare e l'economia privata...
Tanto prima o poi capiterà a tutti di non poter garantire servizi: niente energia, niente industria, niente società industriale, niente società dei servizi... Meglio abituarsi prima del disastro. Buone vacanze eh.
Link: ...://rt.com/usa/news/minnesota-shut-state-dayton/
@4
Massicci investimenti nell'agricoltura (anche post petrolifera), nelle energie rinnovabili (contemporaneamente sul risparmio energetico) e soprattutto mettere un netto freno, a livello europeo, all'immigrazione. Un paese sovrappopolato alle prese con la crisi economico/energetico/alimentare conclamata è una bomba sociale.
Molti paesi europei hanno popolazioni sovradimensionate che sono la conseguenza del boom petrolifero. Il futuro è foschissimo, ma governi e industriali continuano a sparare la bufala che gli immigrati servono...
calma. è solo un prezzo che si muove
@3
mancanza di carburanti = collasso economia
crisi economia= riduzione consumo carburanti
Se tu comandassi qualcosa quale scelta avresti fatto?
Siete pronti per sperimentare la deflazione?? Comunque vada occorrerà aspettare molto per le code ai distributori, per i razionamenti in generale! Dapprima ci sarà il fallimento del paese che non riuscirà ad onorare i debiti, accelerazione della deindustrializzazione e conseguente impoverimento, fallimenti bancari, disoccupazione record, guerre civili ecc... Vedrete quello dei carburanti sarà l'ultimo dei nostri problemi!
Bah, difficile fare previsioni, specialmente sul futuro.
Di certo, le economie sviluppate stanno sperientando che non si puo' uscire da una crisi materiale (materie prime) con gli artifici contabili.
Io temo un brutto tracollo dele suddette economie nella seconda parte dell'anno.
è cominciata la valanga? ai posteri l'ardua sentenza...
alle 12:47
Michele
@17
Sono banalità... Il prezzo è deciso ormai nell'ultimo decennio dalle dinamiche di domanda ed offerta, se abbiamo una domanda che supera l'offerta il prezzo cresce, diversamente il prezzo diminuisce ok?. Ci sono fattori meno determinanti come il cambio euro-d'ollaro, eventi geo-politici internazionali e l'aumento delle scorte USA che influenzano brevemente il valore del barile.
Pensare di far diminuire i consumi di raffinati tramite il risparmio energetico è pura utopia e se vogliamo follia, non é mai successo a parte l'ultima crisi finanziaria del 2008 che un paese industrializzato diminuisse i propri consumi di petrolio mediante il risparmio energetico, ma piuttosto per raggiungimento dei massimi livelli fisici della popolazione del tal paese/nazione. L'Italia ne è la prova: Un paese che ha raggiunto il picco della nascite negli anni dei baby boomers e dà lì in poi ha declinato spaventosamente fino a ritrovarsi uno dei paesi col tasso di anzianità più alto e quindi col più alto debito pubblico al mondo non potrà più rappresentare il clichè di consumi e crescita che ha conosciuto negli anni di forsennata espansione economica, è la popolazione giovane che consuma risorse non gli anziani che invece gravano sul sistema sanitario e quindi sul debito.
I consumi di petrolio sono in netta discesa dal 2004 qui in Italia anno in cui, guarda caso, il prezzo del barile ha cominciato ad accentuare la propia ascesa.
Un prezzo medio intorno ai 60/70 $ riaccende la macchina finanziaria che ricomincia a stampare denaro dal nulla ed in ultimo nè giova anche l'industria, soprattutto quella orientale che deve continuare ad espandersi, meno invece quella occidentale che ha conosciuto espansione economica con prezzi energetici molto inferiori ed ha creato la propria infrastruttura socio-industriale su tali prezzi.
In ultimo la globalizzazione è stata creata e pensata apposta per creare le condizioni in paesi arretrati dal punto di vista industriale, affinché anche tali popolazioni possano assorbire e consumare risorse facendo così crescere ulteriormente le solite lobby dello zio Frank.
Or ora la globalizzazione sta consumando risorse minerarie ed energetiche ad un ritmo turbo alimentato ad una velocità impressionante ecco perchè pensare di poter abbassare il prezzo del barile con semplice risparmio è follia, se ad un certo punto l'intero Paese Italia non dovesse consumare più un solo barile ecco che immediatamente partirebbe una turbo crescita in altri paesi con conseguente indebolimento dei costi energetici che farebbero da volano ai consumi e produzione industriale.
Il problema è il sistema che deve sempre e comunque crescere ad ogni costo tutto qua!