Uno sguardo dal picco
Grafico dedicato a tutti i numerosi che arrivano qui cercando "prezzi benzina", "aumenti benzina" "puozz'murì, accise" eccetera. Insomma, a tutti coloro che cercano info sugli aumenti della benzina, e possibilmente qualche rassicurazione sui futuri pieni al distributore.
Non si rassicura nessuno ahinoi. Ma almeno si può provare a sfatare un immarcescibile mito: che la benzina costi tanto solo qua. O meglio, che l'abbiano aumentata solo i benzinai italiani con la complicità dei politici cattivi che odiano gli automobilisti. Non funziona esattamente così.
Come potete vedere dall'immagine appunto, in USA sta succedendo esattamente la stessa cosa: si è raggiunto un top intorno ai 4 dollari al gallone proprio nelle scorse settimane. Poi si accenna una discesa, e questo è dovuto al fatto che negli Stati Uniti il prezzo alla pompa è molto più legato al prezzo corrente del barile, e ne subisce le oscillazioni quasi in tempo reale. Ma anche laggiù il costo è praticamente uguale a quello dell'inizio 2008, quando il barile raggiunse i 150 dollari. E sì, gli automobilisti sono furiosi anche là.
Per quanto riguarda le accise, il famoso discorso della "guerra d'Abissinia" è divertente ma privo di alcun fondamento. Ogni volta che un governo le aumenta, ci sbatte lì una scusa qualsiasi tanto per farcele digerire. Sarebbe invece interessante proporre un resoconto pubblico annuale sull'uso delle accise: sono andate davvero ai ricercatori dell'Alta val Badìa? Alle vedove della terza Crociata? Un po' come si fa per le associazioni NoProfit, che resocontano ogni euro. Accise come donazioni a Emergency.
Invece, si tratta di soldi che finiscono nel calderone delle finanziarie per fare numero. Mica è per forza sbagliato, dato che l'accisa sui carburanti è l'unica tassa un po' equa, ma almeno che ce lo dicano.
Allora hai accennato che l'America sta seguendo i passi dell'uropa noncredo proprio che sai quello che dici sono 25 anni che abito qui i dati sono questi abbiamo risorse per i prossimi 50 di petrolio in Alaska per emergenza e poi il prezzo piu alto in USA e' $ 3.65 al gallone ossia ogni 4 litri che sono .91 centesimi al litro uguale in euro .69 al litro contro euro 1820 al litro che sono $ 9.58 a gallone in Italia sono dei pazzi invece il prezzo piu bassi sono di $ 3.15 che sono .59 euro al litro questi sono i veri dati e te ne dico anche un,altra lavoro per una compagnia petrolifera il prezzo per barile vero e di $ 70 dollari il resto sono tasse in italia le tasse sulla benzina e del 75% in poche parole gli idioti che stanno al governo anno il cervello di una capra fanno sempre tutto al contrario saluti
Franco Braggion
Puoi dire quello che vuoi ma qui il prezzo della benzina e di .80 centesimi al litro in Italia e di euro 1800
Saluti
L'imposta sui consumi è l'unica possibilità di contrastare i consumi.
@20
no, è corretto: ammortamento del mezzo, manutenzione, costi assicurativi, consumi e pedaggi
i calcoli di medo sul costo giornaliero per 72 chilometri a diesel benzina mi sembrano sbagliati, che ne dite? non è troppo?
Grazie Medo; l'hai scritta così bene che non mi vengono in mente aggiunte.
Chissà piuttosto se alla fine è meglio scendere dalla giostra per primi o per ultimi....
Mah, che vi devo dire? Io sono un datore di lavoro, con 2 dipendenti, operai.
Hanno entrambi l macchina più grossa ed energivora della mia, consumano a più non posso (entrambe 16v a benzina) e, a quanto pare, continueranno così. Io vado a matano con un furgoncino, e la macchina privata (che usa mia moglie, sempre a metano) ha 10 anni.
Quando arriviamo su un cantiere nuovo i alcuni clienti si sbagliano e chiedono a loro se sono i titolari.
Vi posso garantire che ne conosco parecchi di casi simili. Questa cosa del datore di lavoro che dite sarà anche vera, ma quanti operai vivono come gli imprenditori?
Guardando bene il grafico del numerario del petrolio, per quello che serve, si sta formando una "reverse head and shoulders" in soldoni se lunedi riapre intorno ai 100 e conferma la figura, è destinato intorno ai 110 in breve.
Sì ma non guardate solo il costo al litro del carburante. C'è il costo vivo dell'auto, il consumo, il tipo di auto, il tragitto, etc.
Facciamo i conti della serva, visto che stiamo RIscoprendo in questi mesi di essere tutti più o meno servi di qualcun'altro. Almeno facciamolo, sempre e per bene.
Prendiamo due, un ricco con guadagno da 5000 € al mese ed uno povero da 1000 € al mese, che vanno per lavoro da Segrate a Corsico, che devono attraversare Milano Est e Sud in pratica. E che prendono l'auto, da soli senza essersi mai organizzati con qualcuno che fa la stessa strada, alle ore di punta o poco prima. USIAMO le tabelle dell'ACI sui costi complessivi di esercizio aggiornato a marzo 2011, cosi non si scappa...
Con una utilitaria a benzina, il POVERO per i suoi 72 km giornalieri spende ogni giorno 30,24 € per totale andata e ritorno. Considerando 25000 km l'anno e tutte le spese compreso il costo dell'auto.
Con un SUV a gasolio, il RICCO sempre per i soliti 72 km giornalieri spende ogni giorno 48,24 €.
Purtroppo il RICCO vince perchè mentre il POVERO su un guadagno di 1000 € al mese ne spende reali 604 € per "pendolare" ovvero il 60%, il ricco spende 1447 € ovvero il 29%.
L'aumento delle accise colpisce entrambi, ma è ovviamente il POVERO che ne subisce il danno maggiore perchè deve togliersi letteralmente il pane di bocca non potendo fare economie sul pendolarismo. A meno di non organizzarsi entrambi, il Ricco ed il Povero, usando una volta l'auto dell'uno ed una volta l'auto dell'altro, ma viaggiando insieme se devono fare la stessa strada (e magari uno è il capo dell'altro nella stessa azienda e son cose che capitano spessissimo!)...
Non so se c'era bisogno di dimostrarlo, ma ogni tassazione sui consumi aumenta il divario di stile di vita tra chi può e non può. Ed il "povero" è davanti alla competizione tra cibo ed acquisto carburanti o gas da riscaldamento già dal 2007 con l'inflazione materie prime. Mentre per i ricchi (per ora) i problemi di scelta drastica tra una coscia di prosciutto crudo di Norcia e un pieno di gasolio, non sussistono. Per ora. Ma si sa che il capitalismo di ricchi ne vuol sempre di meno, sempre più ricchi: quindi si ammazzeranno tra di loro pure loro, magari più tardi, ma la coperta è unica anche per i piani altri dell'economia, tirar di qua e di là è un gioco che dura poche generazioni, fino alla resa dei conti a coltelli e bastoni.
@Panda: Grande intervento!
ci sono troppi "si presume" a fronte di una certezza PURA, le accise aumentano in egual maniera per tutti. Ricchi e meno ricchi... poi non è detto che il riccone debba usare il SUV, anzi è proprio qui la beffa, un'operaio per economicità sceglie una utilitaria, il riccone e spilorcio (in abbondanza in italia) scieglie l'utilitaria proprio perchè spilorcio e vuole risparmiare. Quindi a conti fatti non è equo per niente e poi anche se usasse il SUV, il riccone spilorcio, pagherebbe sempre la benzina come il poveretto operaio! 1,60 al litro è sempre € 1,60 al litro... ricco, bello, brutto o povero che sia. Per quello che riguarda l'autobus idem, se aumenta la benzina aumenta anche il biglietto dell'autobus! chi ci rimette è sempre il poveretto!
Saluti
Grazie debbie, la questione del costo alla pompa dei carburanti in italia e all'estero è cruciale.
Oltre un certo limite tutta l'economia va a rotoli: se la benzina costasse 10 euro al litro nessuno andrebbe più al lavoro in macchina perchè costerebbe più dello stipendio stesso, però se la macchina fosse l'unico modo per raggiungere il posto di lavoro come la mettiamo?, non è il caso mio per fortuna.
Se aumenta la benzina aumentano gli alimentari, le bollette, tutto insomma, è inevitabile.
Vediamo un po: l'operaio va al lavoro in macchina ma anche coi mezzi pubblici, il riccone sempre e comunque in macchina.
L'operaio va al lavoro su un utilitaria, che si presume consumi meno del SUV del riccone, quindi ragionando in questi termini è più equo l'aumento delle accise che non la manovra finanziaria che il governo si accinge a varare.
accise sui carburanti tassa equa?? mahhh!! quindi un'operaio paga (tra l'altro subito) la stessa tassa quanto un'industriale??
Sarà come dici tu ma di equo vedo ben poco!
Saluti
In effetti nella situazione in cui si trova il Governo di Tripoli, con tutti gli oleodotti e gasdotti che vanno verso l'Europa e i porti bloccati voglio vedere chi glielo compra il petrolio di cui dispone se non chi controlla l'altro capo di tali infrastrutture ...
LOL !
"puozz'murì, accise" come chiave di ricerca fa schiantare! :D
Datevi una calmata, intanto bisogna vedere chi controlla pozzi, tubi e porti; la Libia è divisa in due e buona parte delle infrastrutture le gestisce per giunta l'ENI.
Il colonnello può dire quel che vuole, così come quegli altri, ma al momento si tratta di ipotesi su un futuro che non conosce nessuno.
L'ITALIA DIMENTICHI IL NOSTRO PETROLIO
grande colonnello! l'italia eterna traditrice ha quello che si merita... spero che, una volta sistemati i ribelli e ripresa bengasi, gheddafi volga le sue armate al di qua del mediterraneo per dare una sonora legnata, oltre che alla feccia che popola i palazzi romani, agli inglesi e soprattutto ai francesi
R commento 1 Cataldo, concordo maè altrettanto importante a che uso sono destinate le risorse così raccolte, per cui dissento fortemente dal commento 6 ed il picchismo credo dovrebbe sensibilizzare a destinare più investimenti alla sostenibilità e sicurezza dei suoli ed energetica e meno ai servizi: settembre si avvicina ma le cicale cantano fortissimo in questi giorni.
Concordo con Cataldo, le accise sui carburanti sono intrinsecamente anti-proporzionali al reddito. Inoltre il costante aumento della tassazione sul consumo (come l’IVA e le accise sui combustibili appunto) rispetto a quella sul reddito (come l’IRPEF) e l’aumento delle entrate statali da gioco d’azzardo rispetto alla tassazione in generale sono fenomeni molto inquietanti. Denotano infatti un sistema che non ce la fa più a mantenere i privilegi della sua classe dominante (iper-ricchi ed imprese). Per meglio dire, l’incapacità sistemica di creare ricchezza reale, innescata dal picco del petrolio e dai cambiamenti climatici, si è già ora tradotta in una società più iniqua. Il motivo è che man mano che la società si impoverisce, i poveri divengono sempre più numerosi e ricattabili, innescando una gara al ribasso che arricchisce sempre meno persone in modo sempre più sproporzionato. La speculazione forsennata, le mega-truffe finanziarie, le difficoltà dei paesi ricchi di mantenere conflitti su vasta scala all’esterno e la crisi dello stato sociale al loro interno non sono solo sintomi dell’incapacità di auto-moderarsi delle classi dominanti. Sono anche sintomi dell’incapacità crescente della società nel suo complesso di creare ricchezza reale. E’ l’economia PIL-centrica che si autodivora. Chi detiene il potere di invertire istantaneamente le macro-politiche che aggravano il picco e i cambiamenti climatici, non ha nessun interesse immediato a farlo. Non avendo tempo a disposizione, temo quindi che le cose possano solo peggiorare, a meno che la base popolare non si rivolti massicciamente ed in modo organizzato contro l’attuale sistema politico/industriale. Questa rivolta non-violenta per quanto improbabile (assenza di consapevolezza, risolutezza e organizzazione delle masse popolari) è indispensabile e dovrebbe avvenire ora, finché gli stati occidentali sono ancora in grado di reggere dei regimi democratici. Se si aspetta troppo, l’anemia di ricchezza reale finirà col far degenerare le attuali democrazie in dittature che stroncheranno ogni possibile cambiamento pacifico. Continuando su questa strada al collasso energetico si accompagnerà un collasso tributario (già in atto) che stroncherà definitivamente lo stato sociale ed accentuerà ancor più drasticamente il divario tra ricchi e poveri. Il malcontento derivante favorirà l’instaurazione di dittature e queste a loro volta le sperequazioni sociali. E’ un ciclo a discesa: o si spezza il ciclo oppure si viene trascinati tutti verso il fondo. Dicendo “tutti”, intendo anche i ricchi. Oltrepassato un certo limite, infatti, ogni regola si frantumerà. Oltre un certo punto, in questa discesa agli inferi, persino le dittature saranno sistemi troppo complessi e dispendiosi per auto-conservarsi. Se si giungerà a quel punto, l’anarchia violenta, il collasso sistemico e il caos più assoluto, travolgeranno tutto e tutti. Se credete che sia un pessimista, pensate alle rivolte del Nord Africa e al Messico. I paesi più poveri ed esposti agli effetti del picco già ora manifestano in latenza questa instabilità.
Bisogna agire culturalmente (ora e con forza) per far capire all’uomo della strada che se continua a poltrire culturalmente e politicamente come ha fatto finora potrà dare il bacio dell’addio allo stato di grazia in cui si trova. La povertà come la conosciamo oggi, per quanto orribile, sembrerà l’opulenza in persona, se non reagiremo. La suscettibilità sulle accise dei carburanti sono un ottimo aggancio per catturare l’attenzione ed il consenso delle folle. Sensibilizzare le folle è difficile, ma possibile. Il prezzo della benzina potrebbe essere la chiave mediatica per appiccare un incendio culturale senza precedenti che dia luce e calore ad un mondo nuovo, profondamente diverso da quello che noi tutti conosciamo.
Buon futuro a tutti dal Panda
Sull'articolo del Sole24ore, si parla di mano tesa verso Francia e USA. Sarò un ingenuo e scusate la volgarità, ma questa è proprio un'inculata! Ce lo ricordiamo, no, chi ha fatto le pressioni maggiori per l'intervento?
COME ANNUNCIATO DA POCHI PESSIMISTI, ABBIAMO PER SEMPRE PERSO LA LIBIA
STRACCIATI TUTTI ACCORDI CON ITALIA, SOPRATTUTTO CON ENI
"L'ITALIA DIMENTICHI IL NOSTRO PETROLIO"
(LaPresse/AP) - "Il Governo italiano deve dimenticarsi del petrolio libico e non considerare alcun accordo firmato in passato. Eni dovrà guardare altrove per il suo business". Così il premier del governo di Tripoli, Al-Baghdadi Al-Mahmoudi, spiegando che la collaborazione con il Cane a sei zampe è stata bloccata per il ruolo dell'Italia negli attacchi aerei della Nato contro le truppe fedeli a Muammar Gheddafi.
"Se Silvio Berlusconi - aggiunge il premier di Tripoli - dice di essere stato messo sotto pressione dalla sua coalizione per attaccare la Libia, allora io rispondo che è stata la pressione arrivata dal popolo libico a indurmi a tagliare ogni rapporto economico con l'Italia".
Il premier fedele a Gheddafi precisa che "i Paesi che cia hanno attaccato non dovrebbero aspettarsi niente in futuro, soprattutto il petrolio" e conclude precisando che "per chi fa un passo verso di noi, noi ne facciamo due verso di lui, ma l'Italia è finita".
mi viene da dire: fanculo agli americani e ai loro gipponi.
Sono d'accordo con Cataldo, ma le accise fungono anche da strumento sostitutivo del razionamento dei consumi di carburante, cosa che si verificherà in un futuro non lontano. Rientreremo così in modo veloce, entro i limiti posti dalla disponibilità del prezioso liquido.
Veramente le accise non sono considerabili eque, in quanto sono scorrelate dal reddito e dal tipo di attività. Il puttaniere in tour con il macchinone paga in proporzione al consumo cosi come l'operaio costretto a pendolare in auto per vivere.
Il fatto che il sistema fiscale sia basato sempre più su prelievi indiretti è uno dei (tanti) fattori per cui divario tra ricchi e poveri aumenta in continuazione.
alle 14:48
Gianfranco
Vorrei fare una piccola obiezione: l'accisa sui carburanti è LA TASSA + INIQUA perchè chi, come me, è obbligato ad usare l'auto perchè non può in alcun modo raggiungere il posto di lavoro coi mezzi pubblici e 2 euro al litro (presto si andrà ben oltre) pesano come un macigno su uno stipendio di 1000 euro e un riccone che inquina a destra e a manca e usa l'auto per diletto con un guadagno di 10 milioni di euro all'anno paga sempre meno di me in propozione. Perchè per lui 200euro per un pieno (visto la piega ci arriveremo moolto presto) ad esempio corrisponderebbe alla mia spesa di mezzo centesimo. Quindi consiglio di riflettere a lungo prima di scrivere. Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.