Uno sguardo dal picco
Ma che Twitter censuri a monte è non solo una novità, visto come ci hanno assillato con "le rivolte di Twitter", è anche una cosa che dà molto da pensare: se Twitter obbedisce ai governi censurando le tag scomode, come mai altre tag che in apparenza erano molto scomode a governi oggetto di rivolte non sono state invece censurate?
Non uso Twitter. Non sento il bisogno di un mezzo dove si comunica con linguaggio sms. Ma lo guardo molto saltuariamente quando c'è un avvenimento da seguire "in diretta": come ad esempio le rivolte in Egitto, in Tunisia eccetera.
Così, lo sto seguendo anche per gli aggiornamenti dalla Valsusa, con la tag #notav. Nel frattempo, ho scoperto che Twitter segnala agli utenti quali sono le tag di tendenza, in una lista sempre aggiornata. Ebbene: malgrado la tag #notav sia oggi in assoluto la più usata in Italia, con decine di updates ogni minuto, tale tag non compare nella lista. La cosa è talmente sfacciata che i partecipanti stanno usando anche la tag #saldi (con "nervi saldi") per cercare di diffondere ugualmente la diretta su Twitter.
Che Repubblica e il Corriere, attraverso foto di giovinotti vestiti di nero e odiosi titoli come "i cittadini applaudono i blac bloc", stiano facendo una marcata disinformazione non mi stupisce per niente. In fin dei conti, devono obbedire a determinati interessi che li mantengono in vita e quindi non possono che contribuire a fornire una ed una sola immagine degli eventi. Anche se mi dicono che ci sono decine di fotografi e telecamere di tutte le Reti nazionali, quindi esistono ore ed ore di girato che non saranno mai mandate in onda e non vedremo mai.
Ma che Twitter censuri a monte è non solo una novità, visto come ci hanno assillato con "le rivolte di Twitter", è anche una cosa che dà molto da pensare: se Twitter obbedisce ai governi censurando le tag scomode, come mai altre tag che in apparenza erano molto scomode a governi oggetto di rivolte non sono state invece censurate?
Forse che esistono governi che vengono volentieri aiutati, ed altri a cui le rivolte via Twitter vengono invece inflitte senza pietà? Sono certa che resterà un mistero.
Update. Secondo Twirus, che monitora i Twitter trends con un sistema proprio, #notav è il trend n°1 in Italia con una frequenza più che tripla rispetto al tag al secondo posto. Sostiene lo sviluppatore che Twitter "rigetta" alcuni tag, che invece vengono regolarmente monitorati da Twirus.
Appuntamento in piazza domani...
In rete il controllo e la manipolazione sono ovviamente la norma; comunque non esistono leviatani invincibili. Provare a controllare ogni comunicazione è il sogno di ogni politico; riuscirci è una faccenda diversa. Credo che la lotta tra chi impone controllo e chi cerca di liberarsene durerà fin quando esisteranno almeno due esseri umani sulla faccia della terra.
Anche facebook non fa accedere, subito dopo aver postato argomenti notav.
@21 ....erroneamente....:-)
Censura? Mancano due giorni....gira la petizione da firmare...
@ Mia #20
Se è per questo il mio fascicolo era di svariate pagine già prima che finissi il Liceo, la scoperta avvenne in modo plateale quando erroneamente fui dichiarato "renitente alla leva" per un problema di trascrizione di cambio di residenza, vi erano diverse foto, tra cui una davanti alla mia scuola, varie scartoffie, e quelle che sembravano dichiarazioni firmate, di una riuscii a vedere che era firmata dal preside del mio Liceo con tanto di timbro del suo ufficio, il maresciallo non si curò di nascondere il faldoncino quando fui chiamato da CC, all'"Ufficio Accertamento Dati di Fatto" ; è da allora ho sviluppato una certa attenzione a questi problemi, se per uno studentello politicizzato si prendevano questa briga ... Mi piacerebbe sapere lo stato del fascicolo oggi, l'unica cosa che mi sorprenderebbe è saperlo cancellato dagli archivi :)
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Grazi Cataldo, molto interessante il tuo approfondimento. In aggiunta consiglio la lettura di quest'articolo di Burghardt (segnalato prima) , caso mai via traduttore.
La storia di Twitter stessa apre, almeno per come intuisco, una finestra su uno degli aspetti della rete rastrellata. La creatività e originalità di chi ci lascia i dati viene colta, strutturata ed usata. Attenzione Cataldo. Sei nel mirino ;-)
Ma ancora non è chiaro che le notizie sono tute ben orchestrate da un unico direttore d'orchestra?
Ma l'autrice del pezzo ancora crede all'afganistan, all'iraq, al kosovo.... MA NON VEDI CHE TUTTE SONO STATE SCATENATE CON LO STESSO MOTIVO
e questo non ti fa pensare a niente o non riesci a mettere in collegamento le cose?
forse non eri nata ma il crollo dell'europa dell'est ha avuto la stessa propagazione e motivazioni dei paesi arabi. Ma tu credi veramente che gli arabi vogliono la democrazia?
@ Mia et Alex
La problematica è molto complessa, ci vorrebbe una esposizione fatta da più qualificati del sottoscritto, comunque provo a delineare quello che penso essere il nucleo del problema.
Gli enti governativi e intergovernativi hanno accesso, ovviamente, alle informazioni prodotte da e per ogni singolo cittadino, alla fonte.
Oltre a questo hanno accesso alle comunicazioni che alterano nel tempo questi dati, dall'avvento della digitalizzazione abbiamo visto crescere senza sosta gli obblighi di censimento delle nostre attività, le spinte ad usare denaro elettronico, ad esempio, o la marchiatura ad ogni viaggio internazionale*, etc.
Quale pericolo specifico è contenuto nelle varie forme di "social network" sotto il profilo del controllo politico ?
Il pericolo è dato dalla facilitazione inferenziale che le informazioni estratte dai social network producono sulla base di dati sottostante.
Le ricerche tradizionali legate alle tecnologie dei motori di ricerca, ad esempio, non sono facilmente adattabili all'uso preventivo delle informazioni di natura politica, estratte dal mare magnum della rete, anche se questo è uno dei settori dove le tecnologie "militari" sono meno conosciute e discusse.
Facebook et similari forniscono delle chiavi di inferenza che semplificano il lavoro di tracciamento ed individuano dei nodi, siano essi di tipo logistico, personale, dottrinario, o di qualsiasi altra natura.
In questo modo si applica alla massa delle informazioni un qualcosa che evidenzia i fatti "interessanti" in una frazione del tempo che sarebbe necessario senza questi strumenti**.
Si puo obiettare a questo dicendo che tanto, prima o poi, usando le comunicazioni digitali, una certa informazione Y sul soggetto X verrebbe fuori, ma questo "prima o poi" comprende una vasta alea, per chi deve ottenere il risultato, se si incrementa la conoscenza delle relazioni stabili tra gli Y e gli X, ad esempio pescando da un database di contatti incrociati su un socialnetwork, questa alea si restringe e tende ad annullarsi con il tempo, oltre a creare anche un presupposto per lavorare in previsione, oltre che a consuntivo.
Da qui discende il caveat sull'utilizzo di protocolli aggiuntivi alle comunicazioni, se a questo aggiungiamo quanto è noto sulla storia di queste applicazioni il quadro risulta più completo.
Oltre a questi elementi ve ne sono altri, che intervengono nella problematica, ad iniziare da una serie di discrasie generate dalla tendenziale immortalità delle fonti digitali, ad esempio rispetto la natura estemporanea della sua creazione, o la natura contingente della situazione politica. Sono aspetti importanti che richiederebbero una trattazione seria, oltre la portata di un mini-papiello come questo.
*In effetti non solo internazionali, a breve vedremo estendersi l'uso delle varie telecard per gli spostamenti interni, oltre agli obblighi più o meno espliciti di localizzazione dei cellulari.
**Per analogia pensate ai tempi pionieristici della biologia moderna, quando si cominciò ad utilizzare i coloranti per individuare i batteri nelle colture, prima c'erano comunque altri metodi per farlo, ma dopo questa pratica il tutto prese velocità.
Una pubblicazione di Wikileaks.....non trovo tracce italiano.
La nostra anima digitale...
http://tech.fanpage.it/evan-williams-il-significato-della-nostra-identita-online/
Cataldo ma quello che accenni vale per la rete nel suo insieme o no?
A chi interessa....la fondazione di Twitter ...versione non ufficiale.
http://www.businessinsider.com/how-twitter-was-founded-2011-4
@Cataldo
Stiamo dando in mano a dei privati che vogliono fare profitto la gestione della verità. È di questo che parli? Parli del rischio di come questi privati possano essere soggiogati dal sistema e manipola, censurare l'informazione? Forse hai ragione, è un problema reale ma con evidenze piuttosto limitate, l'utilizzo che centinaia di milioni di persone ne fanno dimostra che funzionano piuttosto bene, meglio dei tradizionali mezzi di informazione e mentre con facebook rimango anche io un po dubbioso sulla sua effettiva neutralità (in quanto i contenuti possono essere eliminati manualmente da personale addetto) di twitter mi fido un po di più visto che non ci sono ancora stati episodi di censura clamorosi.
Giusto per ribadire il concetto, la settimana scorsa #notav era un TT, perché non l'hanno cancellato subito se era così sovversivo agli occhi di twitter?
Saluti.
@ Alex
Carissimo Alex
Ti rispondo io che mastico informatica e conosco le dinamiche della rete. Ho usato tutto ciò che è noto per comunicare in digitale, dall'accopiatore telefonico ai ricevitori satellitari. Ti posso dire una cosa con assoluta certezza, anche senza approfondire il fatto specifico che è solo contingente, ogni protocollo applicativo aggiunto alla comunicazione aggiunge un rischio di manipolazione, nel caso di facebook e twitter il rischio è molto serio, specie nel primo caso dove abbiamo già dimostrazioni "storiche" ed il rischio è ormai una certezza operativa dell'"intelligence". Affidarsi a questi sistemi per organizzare la critica attiva alle politiche dominanti è semplicemente ridicolo, e presto diventerà una evidenza per tutti.
La possibilità di accedere formalmente ed informalmente a questi social netowork ha cambiato le politiche stesse dell'impero, se non ve ne siete ancora accorti.
Oopss...a quanto pare non dovevo svelare il segreto editoriale della BBBBilli
Er segreto de' puccinella!
la verità arriva dai giornalisti delle testate estere
la stampa riporta quasi 200 agenti feriti... calabresi dovrebbe sputarsi in faccia da solo, è vomitevole. I feriti sono stati solo dalla parte dei manifestanti, sparavano lacrimogeni ad altezza uomo. E tiravano le pietre. Raccoglievano quelle che arrivavano da quei 19 o 20 stronzi che chissà come mai spaccano sempre tutto e le ritiravano alla persone. Questo è quanto
no tav
sicuramente la situazione in valsusa è più incombente e alcuni vicentini oggi sono lì per dare la propria solidarietà, ma domani festa dell'indipendenza dall'america, pensate anche a noi vicentini che cominciamo a vivere una situazione di stato di guerra , con posti di blocco , militari usa liberi di far quello che vogliono senza nessuna repressione ( rimpiango la militar police degli anni 70-80 che gli dava certe manganellate nello stomaco, ora purtroppo i manganelli hanno cambiato bersaglio) ....che tristezza.
VIDEO
1° luglio 2011
Maddalena di Chiomonte
MESSAGGIO ALLE FORZE DELL'ORDINE
di una piccola grande DONNA della Val di Susa !
Semplicemente commovente (per chi ha ancora un'anima).
Solidarietà con IL GRANDE POPOLO NO-TAV della Val di Susa !!
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Per la questione Twitter c'è un approfondimento QUI.
In effetti la questione è controversa ed è in fase di approfondimento...
Twitter toglie i tt ogni due giorni per evitare che sian sempre gli stessi. E comunque è TT #valsusa (alla faccia della censura)
Ma tutto questo che centra col petrolio?
Sono stupito di essere definito troll, scusa se ho utilizzato toni un po accesi ma quello che avevi scritto nel post era un po troppo naive. Quindi cercherò di mantenere la calma e di spiegare il mio punto di vista in maniera più pacata possibile.
Facciamo chiarezza:
Twirus monitora il trend dei tweet e quindi giustamente segnala #notav come il più utilizzato.
Twitter invece consiglia dei trend. Il consiglio non si basa esclusivamente sulla classifica degli hash tag ma su più fattori. Per esempio sulla freschezza dell' hash tag. #notav è presente da alcuni giorni quindi twitter non lo consiglia più. Questo evita che hash tag tipo #ladygaga non vengano promossi e consigliati continuamente perché ci sono decine e a volte centinaia di tweet al minuto su un certo argomento.
Quindi non ci vedo nessuna mano censoria nei risultati di twitter. Poi voglio dire, twitter offre uno strumento davvero potente e gratuito a tutte le manifestazioni di democrazia e di voglia di libertà in tutto il mondo e anche al movimento notav. Grazie a twitter oggi tutti noi abbiamo potuto assistere in tempo reale allo svolgimento degli eventi liberamente senza la tanto sbandierata censura. Spero che questo commento faccia riflettere un minimo chi ha scritto il post.
Saluti.
i comunicati di Osama ... passavano ...
comunque nessun problema dopo il 6 tutto legale.
Caro Alex, troll, di questo e altri blog: leggiti l'update del post. Che #notav sia censurato è cosa certa, dato che altre trend list danno la tag largamente al primo posto. Leggi, leggi.
Scusa me il titolo è ridicolo, la tesi non ha fondamenta logico scientifiche e nemmeno tu ti presenti come il guru informatico che conosce come funziona twitter e come esso possa essere influenzato per "nascondere" i trends del momento. Quindi, come può essere preso sul serio questo articolo che sta allarmando tutti quanti?
Se volevi attirare l'attenzione ci sei riuscita, ma non credere che queste tue parole possano essere prese sul serio da chi mastica informatica e conosce le dinamiche della rete.
Saluti.
Cara Debora
Buon Giorno!
alle 19:50
Hiei
"ci censureranno anche l'aria."
Sulla base delle emissioni del CO2, ovviamente: procedura già in corso! :'D