Uno sguardo dal picco
Qualcuno dubitava ancora? Lo vado scrivendo da anni. L'ENI è destinata ad uscire dalle mani dello Stato Italiano. Stato che, a quanto pare, non esiste più: ormai siamo un Paese in amministrazione controllata, come confermano i diktat del nuovo governo Trichet-Draghi, l'uomo che a sinistra considerano tutti persona taanto seria e affidabile. Probabilmente lo è, ma non certo per gli interessi italiani, altrimenti avrebbe chiesto di tagliare anche i costi della politica oltre che le pensioni e il lavoro precario.
Lo scippo di ENI, ENEL, Poste e Finmeccanica servirà a ridurre di un centinaio di miliardi il debito pubblico (un 5%?), poi in teoria per coprire anche tutto il resto dovremmo venderci la Sardegna, Venezia e la Fontana di Trevi. Ma probabilmente non servirà, una volta che i Paesi nostri amici avranno avuto ciò a cui puntavano fin dall'inizio. Inutile dire che svendere ENI e le altre aziende produttive ci porterà ad un ulteriore impoverimento, rendendo di fatto ancora più difficile una ripresa del Paese in tempi non geologici. Ma è così che funziona: gli affari arrivano da chi è in difficoltà, e gli avvoltoi spolpano i cadaveri.
Il nonno di mio figlio, trent'anni fa, era nei deserti libici e in quelli sauditi a trivellare per il cane a sei zampe. E' tutta roba nostra, pur con i mille difetti che ben conosciamo. Roba nostra, dei nostri genitori, dei nostri nonni. Io me la lego al dito, stavolta.
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Ripeto, se mi parli di signoraggio bancario, l'Italia ne era un esempio prima del 92 in cui abbiamo avuto periodi di inflazione a doppia cifra (il che significa una tassa implicita di almeno il 10% all'anno).
Se ci si affidasse ai fatti, ai numeri e alla logica invece che affidarsi ai link del messia di turno magari le cose inizierebbero perlomeno a non peggiorare.
Visto che parli di raddoppio in termini assoluti, fatti due calcoli su quanti anni ci metti a raddoppiare le patate che hai in cascina se le aumenti a un tasso, diciamo, del 3,5% all'anno.
Governo Andreotti debito pubblico 2 milioni di miliardi di vecchie lire cercati le interviste si vantava che era tutto in mano agli italiani.
Dopo 20 anni il debito è circa il doppio 1900 miliardi di euro
e ci sono state le svendite di beni pubblici a cominciare dal 92
ci sono alcune inasattezze ma riporta pure le cifre assolute in lire
Ah e' la cifra assoluta che conta?
Dunque:
caso 1: vendo la macchina per 15mila euro ed investo in una casa da 200.000 euro da pagare col mutuo e guadagno, mettiamo 30mila euro all'anno e mi sposto coi mezzi pubblici.
Caso 2: ho un debito da 80mila euro perche' senza la BMW non vivo, guadagno 25mila euro al mese e pago l'affitto
Se non si tiene conto dei dettagli, il caso 2 e' meglio no (il montante totale dei miei debiti e' piu' basso)?
Sto solo seguendo la tua logica....
@34
Guarda la cifra assoluta e vedi che raddoppia
svendere i gioielli non serve ad un tubo
@Lif1
Se vogliamo sparare numeri a caso ed opinioni strettamente personali facciamo pure. I numeri reali pero' sono i seguenti:
http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano
Questo me la lego al dito anch'io e non credo che saremo in pochi
@30 Alberto Chirieleison
Senza contare tutti gli altri "rientri" che l'italianità dell'azienda fornisce o senza contare che magari si può ammodernizzare riducendo spese.
Invece il debito o lo paghi o lo paghi.
Perchè poi tutti siano fissati con il "lesso" quando abbiamo tanti "ossi" da vendere, non è chiaro (chiudi 5 mila comuni, hai 5 mila municipi da vendere ed 1 milione di euro di media li varranno? Sono 5 miliardi+ più tutti gli annessi e connessi).
L'Italia poi ha 100 miliardi (110 secondo l'ultimo calcolo) in oro presso la Banca d'Italia. Alcuni dicono che non si può vendere, peccato che altri paesi lo abbiano fatto. Non dico tutto, ma usare 50 miliardi per calmare il tasso dei BTP come fa al posto nostro la Germania, significa moltiplicarli.
Ma a quanto pare non è questo lo scopo della "manovra"
@ Lorenzo # 26
Ripeto la domanda partendo dal tuo commento: dici che il grosso del debito è stato fatto sino al '92, per le ragioni che esponi. Ma basta prendere i dati e nel 92 c'era un debito di circa 850 miliardi di euro, mentre nel 2001 il debito è di 1350 miliardi e nel 2007 a quasi 1600 miliardi. Certo, la crescita repentina è tra il 1975 e il 1991, ma quel debito ha avuto anche degli scopi. Qualcuno mi spiega invece perchè con le privatizzazioni dal '92 il debito non viene limitato, ma cresce ulteriormente e raddoppia? O, per essere più chiari, perché si debba continuare con questa manfrina del debito (che hanno altri paesi) senza rimarcare ciò che conta, ossia che il debito scandaloso è quello degli ultimi 20 anni, in particolare quello seguente al '92 e che lo scandalo risiede nel legame svendita industriale-debito ulteriore, senza che ciò abbia prodotto una reale indignazione nell'opinione pubblica?!
La vendita di ENI ed Enel, fa incassare allo stato italiano una cifra x che riduce il debito pubblico, permettendo di ridurre della stessa cifra l'emissione di Bond, e quindi si risparmia di pagare di y per gli interessi di quei bond.
Il dividendo che portano allo Stato queste stesse aziende ogni anno è superiore a quell'ipotetico risparmio di y. Fatevi i conti.
Abbiamo già svenduto ai capitalisti di una certa cordata e agli stranieri molti nostri gioielli di famiglia; per favore fermiamoli, CON TUTTI I MEZZI !!!
dopo tutto il lusso svenduto ai francesi, perchè invece di fare gioco paese ci scorniamo tra micro regioni....a breve gli saremo pure energia.
Non dimenticatevi che abbiamo perso pure quasi tutte le tlc....e telecomitalia metà è degli spagnoli di telefonica.
certo abbiamo tante altre aziende ,sopratutto medie,ma quelle che creano ricchezza (stipendi alti)ricerca e sviluppo sono le multinazionali grandi.....
Ma personalmente non mi aspetto nulla,ci siamo fatti fregare i contratti in libia nel silenzio più assoluto dopo che gli abbiamo dato miliardi di euro....
AH già, dimenticavo il MEND... sigla che deriva dalla parola mendicanti, basta pagarli e si levano dai coglioni.
Credo che alla fine la nostra industria energetica se la prenderà la Francia, ovviamente lasceremo sul campo migliaia di posti di lavoro e un'azienda che guadagna miliardi ogni anno passerà in mani straniere, ma del resto credo che sia quello che meritiamo.
Panda, guarda che il grosso del debito pubblico e' stato creato proprio quando la Banca d'Italia dipendeva dal governo ed era costretta a monetizzare i BOT vari emessi dallo stato (rigorosamente con la s minuscola), ovvero fino al 1992. Ergo inflazione, ergo devito pubblico in salita continua.
Poi se vogliamo continuare a fare scuse facciamo pure, resta il punto che semplicemente non abbiamo piu' margini di manovra per continuare a fare le cose all'italiana. Io la vedo come una cosa ottima, sarebbe ora di diventare grandi alla tenera eta' di 150 anni.
@21 Cataldo
High frequency trading... arma di distruzione finanziaria di massa. Speculazione-manipolazione. FLASH-CRASH.
Vantaggio di 30 millisecondi basta per analizzare e comprare.... di fronte al trader "umano" ....Se ne parla davvero poco.
Qui un post in tema ....
L’ENI è stata il vero motore economico dell’Italia. Poi uccisero Mattei e tutto cambiò. Ora forse vorrebbero svendere l’ENI con la solita stupidissima scusa del debito.
Il debito? Ridurre il debito? Incredibile che una cosa tanto facile da fare sia spacciata per tremendamente complessa?! Non occorre certo svendere i gioielli di famiglia come l’ENI, né occorrono manovre lacrime-e-sangue. Sacrifici, riduzione dello stato sociale, contrazione della spesa pubblica… Per carità! E’ mooooolto più semplice: statalizziamo subito tutte le banche centrali (tanto per cominciare). Perché pagare un tasso di interesse ad un ente privato per ottenere quello che si potrebbe avere pressoché gratuitamente dallo Stato? La BCE e la FED, sono creditori senza fornire nessunissima utilità pubblica. E la Tobin Tax ce la siamo scordati? Perché la speculazione selvaggia, oltre ad essere completamente libera di devastare quel che vuole, deve pure essere gratuita? E perché un obeso o un fumatore che si rifiuti di cambiare stile di vita dovrebbe pagare per la sanità pubblica come chi obeso o fumatore non è? E perché, invece del solito Scudo Fiscale, non fare (una volta tanto) una bella Spada Fiscale (stile se non paghi le tasse ti spiezzo)? O una bella legge anti-nepotismo? Perché non prevedere leggi di recupero e prevenzione industriale (stile se te ne vai via i tuoi capannoni e macchinari restano e diventano di proprietà dei lavoratori che hai licenziato)? E la negoziabilità dei derivati? E la possibilità di cartolarizzare? E i beni delle mafie? E il lavoro nero? Ecc…
Ridurre il debito è complicato ?! Vendere l'ENI ?! Vabbè, ma da chi ancora crede (o dice di credere) nella crescita economica infinita, cos’altro ci si può aspettare?
Un saluto a tutti
Eccoci dunque arrivati: prezzi del greggio in picchiata, come nel 2008.
La bella fiaba: il petrolio non è più un problema, e lo lasciamo dov'è perché non ci interessa.
La fiaba meno bella: abbiamo cercato di cavare roba che si configurava come una perdita di energia netta, e siamo andati in bancarotta.
E adesso? Il plateau continua o finisce? E se continua, l'energia netta disponibile per l'utente finale si conserva o cala? E a che velocità? Avessimo una sfera di cristallo...
Condivido i buon aprte il poste dil commento 15 : ricordo solo che il Governo Prodi, 5 ani fà, si vantava di aver tagliato il debito pubblico di uno 0,5 all'anno con un pil in crescita del 1,6...Oggi dovremo tagliarlo di almeno il 3, se basta, con un pil a più 0,5...
In questi giorni di isteria, alimentata consciamente e non, da tutte le direzioni, viene di porsi come un Diogene alle vicende.
L'andamento dei volumi, la tempistica, offrono varie possibilità di individuare specificità ricorrenti, come ieri per gli USA, nei risultati del "mercato".
La velocità coordinata dei ribassi, nelle specificità regionali, porta ad estrema attualità capire cosa sia il mercato finanziario nel 2011, al solito l'urgenza non aiuta quando si prova a padroneggiare oggetti complessi.
Partendo dalla collocazione spazio-temporale di questi scambi, questa volta mi soffermo sul problema della velocità, perchè tra i meno noti al pubblico più ampio, non solo sul piano della tecnica mobiliare, ma sulle conseguenze che genera nel ciclo economico.
Intanto che si controllano ulteriormente alcuni dati, sono contento di segnalare questo documento una fonte in italiano, con tanto di note.
Il problema della amplificazione di volatilità, quello della creazione di una liquidità fittizia, sono di palmare evidenza, e non sembrano però interessare il dibattito più generale.
Ci sono anche implicazioni più profonde, oltre a quelle immediate, in questa tipologia di applicazioni ..., protoincubi senza una forma definita.
@18 Lorenzo
"Quanto guadagnanoi annualmente tutte queste aziende pubbliche in confronto agli interessi pagati sul debito pubblico? Se la risposta e' una frazione, qualcosa, bisogna vendere. No?"
Che vuol dire?
Se l'azienda vale 100 e guadagna netto 5,9 bisogna venderla perchè 100 in BTP ci costa 6?
E' un po' più complesso di così, nel caso.
Inoltre intanto vendi ciò che costa e non rende nulla, poi tagli quello che non serve, magari fai pure un appello a comprare i BTP per senso di "patria"... di certo non vendi a 50 quel che ne vale 100 perchè lo strozzino ti ha spaventato gli altri acquirenti.
In fondo, la Germania e la Francia hanno fatto tutta quella manfrina e il ricatto con la famosa lettera per soli 5 pidocchiosi miliardi di euro, al momento.
Pochi giorni fa solo ad un clan della camorra hanno sequestrato beni per 150 milioni di euro, se invece di farci la sede dell'associazione del cane albino, li vendessero farebbero cassa e se qualcuno dice "li compra la Mafia"...bene, vorrà dire che li ri-sequestreremo e vediamo chi si stanca prima.
Gli italiani spendono ogni anno per sigarette ed altre robe da tabagisti, 20 miliardi... metti 2 euro a pacchetto in più e forse i 5 miliardi saltano fuori.
Idem per gli alcolici.
E così via.
Mi tornano in mente il 92-94 ed anni seguenti... Qualcuno un po' esperto saprebbe spiegarmi, sinteticamente, perchè dopo quelle privatizzazioni (alias svendite) il debito pubblico italiano continuò a salire sempre, anno dopo anno? Così... a parole vostre... Perchè io ho una sensazione di deja-vu...
@Surak
Il tuo ragionamento non fa una piega ma grazie alla maestosa gestione del paese dagli anni 70 ad oggi, purtroppo, dobbiamo fare un solo calcolo:
Quanto guadagnanoi annualmente tutte queste aziende pubbliche in confronto agli interessi pagati sul debito pubblico? Se la risposta e' una frazione, qualcosa, bisogna vendere. No?
Le poste possono pure venderle (però pagano gli esuberi) visto che sono come i cinema (roba obsoleta), ma il resto no!
Non solo fanno soldi, ma venderle con le borse giù vuol dire solo svenderle.
Solo l'Eni fattura 90 miliardi (per dire, Google ne fattura un quarto) quindi non facciamo porcate.
Piuttosto mettano 5 euro sulle sigarette, e sugli alcolici, iniziano a ricordarsi che le case abusive possono confiscarle e non solo abbatterle, chiudano i comuni inutili... cioè tolgano la robaccia della soffitta prima di vendere quel che rende
Quanto al "livellamento verso il basso" nella lettera di Trichet, lo vedi solo tu.
Torno all'esempio irlandese. Per licenziare devi:
-dimostrare che non ti serve nessuno in quella posizione per i successivi due anni
-deve verificarsi un caso di "gross misconduct", ovvero di errore madornale che mostra chiaramente che sei stato negligente nello svolgimento del tuo lavoro
In tal caso, saluti e pedalare. Senza se ne ma, come mi pare giusto che sia. Il tutto regolamentato per legge e senza che ci siano reintegri sulla base di leggi eccessivamente tutelanti chi non se lo merita.
Simile discorso per le internship e i contratti a tempo determinato. Sono limitate a casi specifici e non rinnovabili all'infinito come da noi.
Il problema non e' l'Europa, anzi...Il problema siamo noi e la nostra quasi totale mancanza di fare affidamento alle responsabilita' individuali senza che ci sia il partito, la Chiesa o la famiglia a trovare scuse da accampare e a giustificare di tutto un po.
Maria, il problema tuo e di tanti italiani e' di generalizzare i mali italici all'intera Europa, quasi che provenissero addirittura dall'Europa stessa, quando invece e' addirittura il contrario in molti casi.
In Francia, in Germania e nella stessa Inghilterra le internships sono confinate a laureandi o freschi laureati e sono cmque pagate poco ma non la miseria con cui spesso vengono pagate in Italia (peraltro credo che l'Italia sia l'unico o uno dei pochissimi paesi che ammettono per legge di organizzare stage/internship non pagati).
A me pare che la lettera di Trichet che ho postato abbia senso:
-gli imprenditori hanno tutto da guadagnare dal poter incentivare i lavoratori piu' volenterosi e dal punire, anche col licenziamento, quelli meno, ehm, proattivi.
Se i sindacati italiani avessero questo a cuore certe leggi non sarebbero passate negli ultimi 20 anni in Italia. Questo non vuol dire che non ci voglia qualche forma di concertazione, ma dei sindacati italiani, onestamente, credo se ne potrebbe tranquillamente fare a meno.
@ Maria 13
"Adesso la soluzione non è pareggiare i diritti verso il basso (vedi lettera di Trichet) ma estenderli e uguagliarli verso l'alto. Finchè non lo capiremo noi, i sindacati (non mi parlare dei sindacati!) e tutti gli altri, l'avremo sempre in quel posto, e senza vaselina"
Tu del picco hai capito poco, mi pare.
Volevo inoltre aggiungere che nessuno ci ha imposto di fare i debiti.
A Lorenzo n. 9. La rovina tua, mia, dell'Italia, dell'Irlanda della Grecia ecc. è cominciata quando si è più o meno tacitamente ammesso che qualcuno aveva meno diritti degli altri: i lavoratori precari rispetto ai dipendenti (fu un giverno di centrosinistra, grazie!); gli italiani rispetto ai non-italiani (Squalo&Trota, ri-grazie); i giovani che andranno in pensione rispetto ai già pensionati (tutti i governi di centrosinistra e centrodestra, tri-grazie). Ecc ecc.
Adesso la soluzione non è pareggiare i diritti verso il basso (vedi lettera di Trichet) ma estenderli e uguagliarli verso l'alto. Finchè non lo capiremo noi, i sindacati (non mi parlare dei sindacati!) e tutti gli altri, l'avremo sempre in quel posto, e senza vaselina
Far finta di lavorare scaldando assiduamente una sedia NON è un diritto. Avere una retribuzione dignitosa senza temere che, se la pretendi, al tuo posto venga arruolato qualcun altro che farà lo stesso lavoro peggio, ma in cambio di meno, ebbene: questo SI' è un diritto.
L'Irlanda sarà una felice eccezione, ma solo nella misura in cui regge la dissuasione morale a proporre stage non retribuiti. Quanto regge la dissuasione morale? L'Irlanda sarà anche un altro pianeta rispetto alla scalcagnata Italia, ma fa pursempre parte del nostro stesso medesimo sistema solare... Lo stage dignitosamente retribuito non è un diritto neanche in Irlanda, deduco dalle tue parole.
La negazione dei diritti è una delle radici dell'attuale crisi. Pensare di curare la crisi irrobustendone una delle radici è roba da dementi. Anzi no: è LA soluzione per chi ingrassa nella crisi e cerca manodopera tipo schiavi onde più lautamente ingrassare
Mario2: quelli del picco stanno sempre qui, forse non hai ben chiaro il concetto del picco che prevede un "ondulating plateau" prima della discesa, se c'é recessione economica globale é chiaro che il prezzo del petrolio si abbassa dato che cala la domanda... se 83 dollari al barile ti sembrano pochi ti consiglio di andarti a vedere le serie storiche... fino a nemmeno 10 anni fa raramente aveva superato i 30 dollari. Se il prezzo triplicato ti sembra poco e ritieni che non abbia conseguenze sull'economia globale... fai pure... ma vedrai... NB se il prezzo scende sotto i 60-70 dollari la maggior parte dei giacimenti attuali si ferma... dato che non é piú conveniente a livello monetario tirarlo su e raffinarlo. Ci sarebbe anche un discorsino interessante sull'energia netta globale disponibile alla società, ma forse e' troppo...
petrolio a 83 dollari! dove sono finiti quelli del picco??? andrà a 20 e forse ancor più in basso!!!!
in quanto alle aziende pubbliche italiane, il pericolo è scampato, chi volete che si prenda le aziende fallite di uno stato stra-fallito??? queste hanno sempre vissuto spolpando una popolazione che ormai non ha più soldi... neanche regalate se le piglieranno più!!!
mi raccomando, via dalle banche e fate scorte
Rosario non e' l'Europa ad avere invaso la Libia (e sono d'accordo sul merito).
Sono Francia (forse sarebbe meglio dire Sarkozy), Regno Unito e Stati Uniti ad averlo fatto. I soliti, con l'aggiunta del parvenu che vuol farsi bello agli occhi di certi (il buon Sarko vale poco piu' del nostro Berlusca e sparira' presto cmque).
@Maria
C'e' molta disinformazione e preconcetto a mio parere su quello che l'Europa vuole. Io abito in Irlanda, nessun sindacato e garantisco che il mio rapporto coi capi che ho avuto e' incomparabile per rispetto e considerazione (nemmeno menziono il lato retributivo perche' peggio dell'Italia mi sa che c'e' solo la Grecia) rispetto alle mie esperienze italiane.
Non voglio buttarla su destra e sinistra perche' per me pari sono, ma faccio notare che gli stage non pagati non sono la norma qua, anzi....chi li propone e' visto a dir poco non di buon occhio (anzi, si comincia a parlare di direttive europee per vietare tali pratiche. Noi essendo piu' furbi certe leggile aggireremo ovviamente.)
Leggete bene questa frase tratta dall'articolo sopra, perche' dice tutto, ma proprio tutto:
"Ma stavolta Trichet ci entra e lo fa nei dettagli: meno rigidità nelle norme sui licenziamenti dei contratti a tempo indeterminato, interventi sul pubblico impiego, superamento del modello attuale imperniato sull'estrema flessibilità dei giovani e precari e sulla totale protezione degli altri, una contrattazione aziendale che incentivi la produttività."
Saluti e baci ai parassiti e a quelli che se la ridono sotto i baffi perche' basta essere furbi al punto giusto per vivere sulle spalle degli altri. E' finita la pacchia.
no caro lorenzo,
non è un diritto acquisito nel periodo fascista ma un diritto pattuito in guisa di scambio commerciale con la libia, nazione non più sovrana solo da quando quella bellissima europa che tu caldeggi ha deciso di bombardarla e imbottirla di uranio impoverito; distruggendoci così, si intende, l'intera politica di approvigionamento energetico che avevamo costruito con una controparte (il popolo sovrano libico) pattuente e contraente, a sua volta, impegni. Non smetterei mai di ribadire i termini "sovrano" e "patteggiante" tale è la mistificazione dei media dell'ultimo periodo.
obiettivo finale e togliere articolo 18.
Che in un economia vera e con leggi serie sarei anche d'accordo...ma tolto qui lasciando tutto così è un massacro.
Il problema non è l'Eni. Il problema è che d'ora in poi ci manderanno giù l'olio di ricino dicendo che lo vuole l'Europa. Come si può flessibilizzare ulteriormente un lavoro già genuflesso? Ma è lì che vogliono andare a parare, la lettera lo dice chiaro. Altro che le privatizzazioni!
Non ho capito.
Il petrolio libico sarebbe nostro per diritto acquisito durante il periodo coloniale fascista mentre il fatto che l'Europa ci costringa a mettere a posto il "nostro" modo clientelare di fare le cose che giova a pochi a discapito di molti e' sacrosanto?
il MEND e' l'ennesima emanazione della CIA, come i pirati Somali
Io lavoro a garbatella, la mattina quando vado al bar ci sono i baristi cinesi a servirmi.
All'angolo della stessa via ci sta il negozietto di cianfrusaglie, sempre cinese,aperto già alle 8.30.
Per quanto riguarda la borsa cosa vogliono fare?, conquistarci economicamente anzichè militarmente?.
Perché non ci sono i titoloni neanche sul fatto quotidiano di quello che sta accadendo in Niger???
http://africaexpress.corriere.it/2011/06/minacce_alleni_in_nigeria_dist.html
Perché non ci sono i titoloni neanche sul fatto quotidiano di quello che sta accadendo in Niger???
http://africaexpress.corriere.it/2011/06/minacce_alleni_in_nigeria_dist.html
alle 01:57
Lif1
@ Lorenzo #38
Ti faccio notare che l'inflazione dal 1985 è ad una cifra. Rimane il fatto che il debito pubblico è sempre salito. Sempre: anche negli anni '90. I dati che ho citato prima provengono da qua:
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31
Certo, se si considera il rapporto debito\PIL le cose sono un po' diverse, ma... chi si dovrebbe "ringraziare" per il PIL se il debito sale sempre? E... chi per il debito (crescente) se il PIL migliora? Quindi, vengo al punto: a me sembra che ci sia una economia se non sana comunque positiva (e con questa intendo la società civile: imprese private, ecc., ma anche aziende pubbliche funzionanti) e un mondo politico deficitario. Fin qui siamo al banale. Ma banale non è il ricordare che lo smantellamento dell'Italia pre-92 ha dei colpevoli (che vanno ben individuati e messi al pubblico ludibrio) e che quello smantellamento è una colpa (perché non è stato un evento realmente ponderato e comunque non è stata una decisione totalmente, inequivolcabilmente italiana e favorevole agli interessi nazionali). Questo è l'obiettivo che andrebbe perseguito, invece che continuare a parlare di debito pubblico o disorganizzazione dell'amministrazione pubblica attuale, che contano e molto, ma non sono il "peccato originale".