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...è finita?

Domenica 28 Agosto 2011, 23:32 in Geopolitica di

libiasangue.jpg

11
11 commenti
11
29 Ago 2011
alle 20:53

Surak 2.0

Dunque abbiamo un CNT militarmente del tutto insignificante e diviso in vari gruppi.
Una cosa abbastanza certa è che concordino sul  mettere la Sharia come base della Costituzione, quindi aspettiamoci democratiche lapidazioni.
Il numero due di Al Qaida ucciso era libico (forse per questo hanno aspettato sei a dirlo?), e qualche anno fa bastò la maglietta di Calderoli a causare una mezza rivoluzione (la stessa, ma l'altra volta si ringraziò che Ghedafi l'abbia soppressa, questa volta per motivi elettorali e coloniali si è appoggiata).
Mmmmh, bisognerà vedere molte cose, ma è altamente probabile che avremo un paese tendenzialmente fondamentalista a breve che potrà facilemnte giostrarsi al meglio tra l'Europa e la Cina, qualora facciano qualcosa che non ci piace. Non è escluso manco che gli immigrati ce li mandino come ai bei tempi, sia perchè più islamici ci sono qua meglio è secondo una logica fondamentalista sia perchè hanno già dimostrato un certo razzismo e i "neri" non ce li vogliono.
Tutto quel che dicono o decidono inq uesto momento conta zero, visto che necessitano ancora della NATO (la tribù di Gheddafi è la più popolosa ed organizzata) quindi è solo funzionale al permettergli di raggiungere una situazione per cui Gheddafi (o chi per lui) non riprenda il paese in breve oppure perchè i referenti "traditori" ma non islamici, non siano sopraffatti dagli "shabab"

10
29 Ago 2011
alle 17:25

Alby

In Italia il 30% ce lo sognamo: per la Basilicata è il 7%, per la Sicilia mi sembra il 4,5%.

9
29 Ago 2011
alle 15:35

Miche1e

Con Gheddafi, la Libia si teneva l'80% dei profitti petroliferi. Se anche l'ENI dovesse dimezzare la produzione (cosa improbabile), ma con percentuali che scendono al valore più "normale" del 60%, il profitto sarebbe invariato. Giusto per dire che i calcoli non sono così semplici.
Tra l'altro, ho sentito dire che in Italia la quota pubblica dei profitti petroliferi varia dal 5% al 30% circa, a seconda delle regioni. Non stupisce che ci sia la coda a chiedere i permessi di trivellare...

Tornando alla Libia, adesso il problema vero è quando si potrà tornare a una situazione tale da poter ripartire con l'estrazione e l'invio del petrolio e del gas.

8
29 Ago 2011
alle 15:05

M.Persico

La piccola rezione di borsa e' dovuta ala previsione di stabilizzazione geografica e riprese delle estrazioni. ENI non sara' tagliata fuori, come del restol'italia collegata da un gasdotto, nel medio periodo sara' ancora scielta per l'esperienza su suolo libico, e per le infrastrutture costruite, che non potranno essere sostituite cosi' in fretta. Di certo nuovi accordi saranno presi e la guerra delle compagnie e' aperta. La Cina ci provera' sicuramente, finanziariamente puo'. Quanto la corruzione del nuovo governo spostera' la bilancia non ci e' dato saperlo, in un ottica di poteri non ancora definiti.

7
29 Ago 2011
alle 14:48

Phitio

Il fatto che il titolo Eni festeggi puo' significare anche che gli azionisti non abbiano una beata idea di quello che puo' succedere.

6
29 Ago 2011
alle 14:18

fausto

A giudicare da come il titolo Eni festeggiava in borsa l'avanzata dei "ribelli", sospetto che l'azienda italiana non sia stata tagliata fuori dalla festa. Siamo saltati da un carro all'altro con la disinvoltura di sempre. Mattei sarebbe fiero di noi. Comunque questo non risolverà nessino dei nostri problemi strutturali.

5
29 Ago 2011
alle 12:22

Phitio

E ora arriveranno i contratti "per la ricostruzione" (dell'esportazione di greggio) marca Halliburton, Gazdefrance e BP , a  Eni un calcio nel culo.

Salutatemi gli esportatori di democrazia ed importatori di petrolio, gente.

4
29 Ago 2011
alle 10:37

stormfury

Cosa centra con la Libia?

L' uragano l' aveva spazzata via dall' attenzione pubblica.

Comunque il commento doveva apparire su Crisis. Sorry.

3
29 Ago 2011
alle 10:31

stormfury

Siamo nel 2011.Qualche progresso sarà stato fatto.Una riflessione seria dovrebbere tenere conto di questa realtà.

http://en.wikipedia.org/wiki/National_Hurricane_Research_Project

http://www.aoml.noaa.gov/hrd/tcfaq/C4.html

2
29 Ago 2011
alle 10:10

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->

Sempre più riconosciuto, almeno a livello internazionale, il Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) deve invece fare i conti con problemi legati alle ristrettezze economiche.Sblocco da parte dell’Onu di fondi per 1,5 miliardi dollari appartenenti a banche e aziende libiche e congelati dalle Nazioni Unite quando Gheddafi era al potere. Soldi necessari per le emergenze umanitarie e per iniziare la ricostruzione.

La somma di 1,5 miliardi si aggiunge ai fondi che altri Paesi hanno sbloccato nei mesi scorsi e che sono serviti per le spese di base - come cibo e i medicinali - nelle città travolte dalla guerra.

L CNT CHIEDE 5 MILIARDI. Cinque miliardi di dollari che serviranno a malapena per gli aiuti umanitari e per far ripartire i servizi minimi, come la scuola e gli ospedali, per pagare gli stipendi, riaprire le strade, per la bonifica dalle mine e dalle munizioni inesplose.

 

http://www.lettera43.it/attualita/24351/le-finanze-dei-ribelli.htm

 

 

Che nausea …..

 

1
29 Ago 2011
alle 08:54

Hiei

O è appena cominciata?

Potresti farti una foto su una portaerei con lo striscione "Mission Accomplished" e vedere se porta bene come l'altra volta...

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