Uno sguardo dal picco
Recentemente ho letto un bel post sul blog di Leonardo, "Perché ho scelto scienze inutili". E' una replica, ironica ed amara, all'accusa continua e rancorosa che viene rivolta ai laureati in materie umanistiche cho osano lamentarsi per la disoccupazione. Ve la siete cercata, è roba che non serve a niente, perché non vi laureate tutti e 60 milioni quanti siete in Ingegneria? Forse perché poi avremmo comunque un sacco di ingegneri disoccupati, e nessun musicista, poeta, scultore, scrittore ed altri inutili che rendono distinguibile una civiltà umana da una fabbrica meccanizzata.
Vabbè, basta con le polemiche. Anzi no: uno sbalorditivo articoletto sul Corriere ci fa capire che c'è una certa richiesta di know-how filologico a Trenitalia. L'azienda si è infatti rivolta al Dipartimento di Studi Filologici, Linguistici e Letterari dell'Università La Sapienza, allo scopo di redigere con tutti i crismi il manuale per gli annunci nelle stazioni, e poi quelli per gli annunci sui treni con particolare riguardo alle linee TAV. Soldi buttati? Neanche per sogno: si tratta di tradurre con competenza dall'italiano alla neolingua. Ad esempio: "guasto" si traduce con "controllo tecnico sulla linea", "treno deragliato" con "problema elettrico", un albero di trasmissione che crolla sui binari si esprime con la parola "ingombro", mentre un incendio diventa un semplice "intervento dei pompieri" (per scopi sconosciuti, forse un'esercitazione).
Questa roba è presa molto sul serio. Una capotreno si è beccata un richiamo ed una multa per aver annunciato ai viaggiatori che c'era un guasto anziché un "controllo tecnico". Immagino che all'assunzione, e al pensionamento, ai ferrovieri si faccia giurare col sangue di non rivelare ad anima viva i segreti linguistici di cui sono depositari. E immagino che ci siano altre misteriose locuzioni per significare "pulci nei sedili" ("problema di tappezzerie"?) o aria condizionata rotta ("controllo atmosferico"?).
In ogni caso, se volete trovare lavoro specializzatevi in neolingua. A quel che sembra ce ne sarà sempre più bisogno, man mano che tutto si sfascia.
Beh, se ne era scritto, su italiani e raccolte di pomodori:
@15
pardon, avevo letto in fretta... 10€ al giorno è un'altra cosa sì.
@15
se per raccogliere pomodori pagassero 10€ l'ora ci sarebbe la fila pure di italiani! il problema è che pagano molto meno... ma c'è un motivo chiaramente e si chiama mercato globale delle merci.
@15
Che le aziende non vogliano laureati, proprio non mi convince. Che ci siano aziende che non ne vogliano si, certo: il laureato per un'azienda rischia di avere troppe pretese per quello che sa fare, e ovviamente di lavorare 8 ore e stop.
Ma ci sono una moltitudine di aziende (si, in Italia) che non trovano personale specializzato: parlo di alta tecnologia nei settori energia, tanto per restare nel tema del blog. Aziende che devono per forza andare a pescare all'estero. E pagano, eccome se pagano!
@15 giovanni:
provaci tu a far quadrare i conti di un'azienda in Italia, aumentando pure gli stipendi, poi ne riparliamo.
nel mio settore la manodopera incide per il 70% sul costo finale...devo aggiungere altro?
troppo facile fare il gay col culo degli altri eh...
@ Giovanni #15
Sottoscrivo.
A me risulta che gli ingegneri esperti in informatica e gli informatici manchino, eccome. In Sardegna dove lavoro (quindi non nel ricco Nord) non si riescono a trovare, a meno che non siano proprio "scarpe". Potrei assumere 2-3 persone subito, e sono mesi che li cerco.
Credo che le lauree umanistiche siano anch'esse molto importanti, ma effettivamente il paese non ha bisogno di tutti quei laureati in sociologia, psicologia, scienze della formazione, scienze politiche e simili.
scusa Debora, ma se dici che la filologia serve a fregare la gente, dai un ulteriore pretesto a chi dice che le lauree umanistiche sono inutili. Adesso chi fa quella critica potrà aggiungere "sono peggio che inutili, sono dannose". E laurearsi in lettere NON vuol dire essere scrittore o artista.
"la scuola italiana non prepara al mondo del lavoro, a nessun livello."
se le aziende italiane NON VOGLIONO laureati (parlo per esperienza personale, molti miei amici hanno mandato alle STESSE aziende un curriculum con la laurea, poi lo stesso, togliendo il titolo di studio, e la seconda volta li hanno chiamati) il problema non è della scuola, è degli "imprenditori" italiani che sono per la maggior parte degli schiavisti analfabeti e hanno il terrore che qualcuno con un minimo di competenza possa fare loro ombra. Se fosse la scuola il problema, i laureati italiani non troverebbero lavoro neanche all'estero, e invece quando ci provano trovano quasi sempre un lavoro confacente alla laurea, e pure ben pagato.
"immigrati fatti entrare, perchè fanno i lavori che noi rifiutiamo"
frase incompleta. "fanno i lavori che noi rifiutiamo non in assoluto, ma con la paga da schiavi che pretendono di dare i padroni". Insomma, a raccogliere pomodori a 10 euro al giorno non troverai mai nessun italiano, ma la colpa non è degli italiani, è degli schiavisti (e di chi non li mette in galera).
"mostruosa pletora degli occupati nelle università."
tra professori e ricercatori sono circa 50000, per un numero di studenti che è 30 volte maggiore. Parlare di mostruosa pletora è quanto meno fuori luogo.
Anomalia è il Termine. Errore, guasto o problema possono portare al licenziamento, all'insulto collettivo, all'isolamento in queste società di merda per le quali vendiamo il culo ogni giorno.
Gli ingegneri sono anche chiamati a progettarle, le rinnovabili. E lo fanno; alcuni di essi progettano il futuro. Comunque in Italia abbiamo soppresso per legge il lavoro decente, tassandolo a morte. Demenziale. Tutto il resto viene a cascata.
L'altro giorno ero in una bella antica piazzetta italiana con una fontana. Ad un certo punto un bambino chiede alla madre se è possibile bere quell'acqua. Lei dice: "se non c'è scritto acqua non potabile allora puoi berla". Allora il bambino guarda, non vede scritte e beve.
Poco dopo insospettito dalla scena torno verso la fontana, subito accanto c'è, a terra, un cartellino caduto a terra con su scritto "acqua non potabile". Sarà morto? Non è dato sapere. In ogni caso era un bambino bellissimo, speranzoso e gentile.
A questo è ridotto homo sapiens sapiens. L'uomo che sa di sapere, la sua vita e sopravvivenza, dipende da una istruzione una sola istruzione non capita, dimenticata, una frase tra mille altre che non si sente, una parola non vista...
Quanti aerei caduti perchè il tale o il tal altro non ha eseguito la procedura o perchè il caso ha "scollato" l'etichetta giusta?
Che miseria.
La neolingua ha cominciato a prendere piede pesantemente dal 2001, quando fu dichiarata la "guerra di pace" USA in iraq
Non che non fosse presente prima, ma da allora e' diventata una pestilenza del linguaggio, costruita per svuotare di senso le parole e annullarne il significato.
Da allora non ci si e' piu' fermati, a rotta di collo verso l'assenza di significato di qualsiasi cosa.
IN effetti per uccidere qualcosa prima ne devi uccidere il nome, o significato.
Per quanto riguarda gli ingegneri, io ho fatto studi di ingegneria E di fisica , il problema degli ingegneri e' che sono selezionati per affrontare schematicamente un problema, sezionarlo e farlo a pezzi.
Quindi difettano di visione organica, olistica. Non per nulla si occupano di macchine, costruzioni e circuiti, oppure di gestione, tutti ambiti che vengono sistematicamente fatti a pezzi , linearizzati e risolti. Per le non linearita', ci sono i margini di tolleranza.
Purtroppo sono li per risolvere i problemi, mica per farsi interrogatori esistenziali attorno ad un problema. E i problemi dopotutto li hanno risolti fino ad adesso, piu' o meno. Finche' la combinazine di tantissime nonlinearita' non mettera' in crisi dura i tutto.
E che dire del contributo di solidarietà ? Non era più normale chiamarlo tipo, assunzione di responsabilità o altro meno patetico. La neolingua è realtà da tempo.
PS
I bombardamenti NATO in Libia sono in modalità soluzione finale, senza un minimo residuo di informazione, ci sono gli estremi per la denuncia almeno della direzione RAI per abbandono di pubblico servizio, le stragi sono quotidiane e sempre più pesanti. Ogni giorno di questa distruzione verrà pagato anche dai noi in futuro, abbiamo appena iniziato.
I traditori del paese che ci hanno portato alla guerra verranno smascherati, per adesso godono delle omertà più fantastiche, nei fumi della crisi.
probabilmente gli ingegneri che scrivono qua sono diversi - lo spero - ma gli ingegneri con cui ho a che fare quotidianamente in ufficio sono una manica di rincoglioniti.
Il nucleare è l'unica soluzione, i rifiuti vanno bruciati, il petrolio doveva finire già 40 anni fa e il fotovoltaico è una truffa. Un breve sunto per spiegare di che pasta sono (quasi) tutti gli ingegneri che ho conosciuto. Meno male che non sono andato al politecnico...
andreaX
Lauree e diplomi erano utilissimi per trovare un buon lavoro fino agli anni 80, ma nel contesto di una economia ancora in espansione. Finita questa ci si adatta a svolgere quello che si trova, naturalmente in competizione e al ribasso, con i milioni di immigrati fatti entrare, perchè fanno i lavori che noi rifiutiamo, perchè ci pagano le pensioni, perché se non ci fossero le fabbriche chiuderebbero i battenti, e via delirando.
ecchisenefrega se sei "dottore in ing", per me sono più autorevoli i laureati in filosofia. gli ingegneri sono ignoranti come zucche.
@mike
sono dottore in ing e non ho 12 anni, era sarcastico
Io dico solo una cosa: sono laureato in ingegneria elettronica e dopo la laurea sono stato due anni disoccupato, poi ho trovato lavoro come programmatore.
Questa bella favoletta delle lauree tecniche che ti danno subito accesso al lavoro deve finire, la scuola italiana non prepara al mondo del lavoro, a nessun livello.
Su Trenitalia evito di commentare (ma che tristezza!).
Debora poi scrive: "Forse perché poi avremmo comunque un sacco di ingegneri disoccupati, e nessun musicista, poeta, scultore, scrittore ed altri inutili che rendono distinguibile una civiltà umana da una fabbrica meccanizzata."
Nella mia personale esperienza (fatta anche di parenti ed amici musicisti) non ho mai conosciuto alcuno che, grazie agli studi universitari, abbia acquisito un bagaglio tecnico e culturale tale da aprirgli la strada ad una delle Arti suddette. Ho sempre visto il cammino in senso contrario, ovvero giovani artisti già formati, che talvolta scelgono di acquisire un titolo universitario col fine di spenderlo in eventuali concorsi pubblici o sul mercato privato del lavoro (aziendale, non artistico). In questo contesto la laurea viene scelta come una forma di assicurazione nel caso la carriera artistica vada male, e mai, dico mai, per affinare la propria Arte (chi vuole affinare, in genere si rivolge a stage di perfezionamento, come quelli offerti ad esempio dall'Accademia Chigiana di Siena per la musica classica).
L'artista si forma da solo o, al più, in accademia/conservatorio dove gli insegnamenti sono molto pratici e poco teorici. I corsi universitari umanistici (filosofia, lettere, beni culturali, ecc.), più teorici, tendono a formare figure professionali diverse: insegnanti, giornalisti, ricercatori. E di queste ultime categorie, a mio sommesso avviso, c'è bisogno nella società solo nella misura in cui vi sia una domanda di mercato sufficiente ad assorbirli.
Ideuzza : se lo stato smettesse di finanziare le facoltà/professori che producono laureati dis/sottocupati ?...lAureatevi in quello che vi pare, ma coi soldi vostri e senza dar da managiare alla mostruosa pletora degli occupati nelle università.
Urca che genio eco1. Hai capito proprio tutto del post. Quanti anni hai, 12??? Hahaaaa
ah della serie: se cercano un filosofo invitiamo tutti i neodiplomati a iscriversi a filosofia la prossima volta
alle 17:07
Surak 2.0
@9 zio tibia
Immagino tu la conosca quella del matto in autostrada, vero?
@10 Cataldo
In effetti avrebbero dovuto chiamarla "tassa sui benestanti" poichè di quello si tratta mentre di "solidarietà" non c'è nulla anche tenuto conto del ridicolo piagnisteo che hanno messo su per non pagare quattro spicci.
Quanto riguarda la guerra in Libia, a settembre scade il mandato NATO truffato all'ONU ed è improbabile che sarebbe rinnovato (la Russia non si fa fare fessa un'altra volta) quindi stanno facendo di tutto per chiudere la questione come stiamo vedendo in queste ore (probabile che insieme agli insorti ci siano pure truppe esterne)
@18 Federico Carocci
Quale é il tuo settore?