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L'ENI sale... perché?

Lunedì 29 Agosto 2011, 18:11 in Geopolitica, Italia di

eni_libia.jpg

Qualcuno osserva come il titolo ENI stia mostrando ottime performances, deducendone che l'Italia è ancora in pole position per il petrolio libico.

Chissà, può essere. In fin dei conti abbiamo fatto i bravi e ci siamo messi come sempre dalla parte del più forte, qualche ricompensa dovremmo averla.

Però, se quel che ci preoccupa è la disponibilità di greggio per il Belpaese, non credo che per noi ci sia molto da festeggiare. E' ovvio che gli azionisti ENI stappino champagne: l'azienda passerà il suo share da un miserrimo 12% a... chissà quanto, il 70%, l'80%, tutto è possibile quando si va e si acchiappa a piacimento con la firmetta di un governo puppet. (Qui tutta la questione share, ovvero il motivo essenziale della guerra in Libia a mio avviso).

Capiamo così, che se anche l'output libico verso l'Italia si dovesse dimezzare, il ricavo ENI sarà comunque quadruplicato rispetto ad oggi. E questo includendo anche le eventuali maggiori spese per la sicurezza, i contractors o (più comodo) le nostre forze armate come accadeva a Nassirya.

Il Paese avrà meno petrolio rispetto a prima, questo è indiscutibile. Ma l'ENI guadagnerà di più, e con lei tutte le altre compagnie. Incluse quelle che in Libia non erano per nulla ben viste finora.

6
6 commenti
6
30 Ago 2011
alle 10:12

classe

Ciao Debora,

segnalo che nell'articolo sul Fatto i link ai cablo sono tutti rotti.

5
29 Ago 2011
alle 23:04

medo

LIBIA, ENI : "PRODURREMO COME PRIMA TRA 6-18 MESI"

dichiara (ma solo sulla stampa francese) che ci vorranno tra 6 e 18 mesi per produrre "come prima" in Libia. Forse. Alla Borsa Italiana è bastato che Scaroni andasse a fare un giretto e firmare un accordo perchè il titolo salisse. Invece di certezze non mi pare ce ne sia nemmeno mezza.

Link: ...lemonde.fr/afrique/article/2011/08/29/le-groupe-petrolier-italien-eni-va-reprendre-ses-activites-en-libye_1565075_3212.html#ens_id=1481986

4
29 Ago 2011
alle 22:50

Mauro

Decrescita!

3
29 Ago 2011
alle 21:41

medo

ot: PENURIA MEDICINALI... IN FRANCIA

Un mercato "just in time", la chiusura progressiva di gran parte delle imprese medio-piccole del settore ed i costi delle materie prime alle stelle, tra cui farmacologicamente l'importantissimo petrolio, stanno causando ripetute e preoccupanti assenze di medicine in farmacie e magazzini. Il governo non sa che pesci pigliare.

Benvenuti nel secolo della carestia di tutto quel che c'era prima.

Link: ...lemonde.fr/societe/article/2011/08/29/medicaments-les-raisons-d-une-penurie_1565056_3224.html

2
29 Ago 2011
alle 20:57

zio tibia

la carenza di petrolio potrebbe risvegliarci dal magico sogno petrolifero per farci finalmente sbattere verso qualcosa di diverso, l'efficienza e una diminuzione generale dei consumi inutili?

Certo, dovremmo prima liberarci di sto migliaio di ladri seduti nei palazzi romani nonchè di quelli seduti nelle regioni, nei comuni... mi sa che potevo evitare di farla sta domanda.

1
29 Ago 2011
alle 18:35

medo

Hm, tutto molto discutibile. Il signor Scaroni mi pare si rechi in Libia già questa settimana di persona, in fretta e furia quando nulla è ancora stabilizzato. Se tutto fosse a posto, come dice e ripete da giorni a giornali e tv, ed i contratti saranno sicuramente onorati da chiunque arriverà a dirigere la nuova Libia, non credo si muoverebbe ora in una città completamente devastata con cadaveri in putrefazione in giro.

C'è molto che non va in queste decisioni ed in queste mosse. Va là ed i mercati lo interpretano come un "la produzione ripartirà tra pochi giorni evviva", invece credo che per stabilizzare il paese, far tornare il personale in loco e far uscire prodotto dal paese ci vorranno tre mesi, ma solo SE il CNT avrà stabilizzato la situazione (che stabilizzata non è visto che in Libia è guerra civile al momento con infiltrazioni certe di cellule islamiste, tribù alla resa dei conti, etc etc).

Ovvero ENI avrà di nuovo il prodotto, non certo al 100% di capacità che credo possiamo scordarci per un bel pezzo o forse per sempre, proprio nel pieno del double dip di collassi economico-finanziari che confermeranno la recessione, in autunno 2011. Quando avremo altro a cui pensare. Ed ai mercati la buona novella parrà una gocciolina nel mare.

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