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Non resta che il Cicap.

Martedì 23 Agosto 2011, 13:08 in Risorse di

il-pifferaio-magico.jpg Dopo aver letto questo post, dalla Facoltà di Fisica dell'Università di San Diego, e questo articolo da The Oil Drum, mi è sopravvenuto un pensiero sconfortante. Ovvero, che esiste una credenza popolare talmente radicata, talmente diffusa, e talmente pervicace che è impossibile da smuovere. Malgrado il fatto che ci stia portando direttamente alla rovina tutti e 7 miliardi quanti siamo.

Il mito della crescita economica ed energetica perpetua è contraddetto da ogni legge della fisica, eppure ci viene propinato come vangelo e su esso si basano le decisioni dei governi che influenzano pesantemente la nostra vita quotidiana. E' un credo propalato da certi indiscussi santoni dell'economia, che atteggiandosi a scienziati di una scienza "esatta" hanno tratto in inganno il mondo intero che sta allegramente rotolando verso l'abisso pur di non mettere in discussione tale credo.

Se rileggete quest'ultimo paragrafo, tutto ciò rientra perfettamente nella mission del Cicap. E' ormai assodato che gli sforzi di un pugno di scienziati, coadiuvati da giornalisti e attivisti, per dimostrare dati e studi alla mano che il paradigma non regge, sono ampiamente insufficienti allo scopo. Nessuno li calcola, in pratica, anche perché i loro studi sono faticosi da leggere e complicati da capire. Molto più semplice (e utile) continuare a confidare nella fata dei denti rappresentata dalla crescita perpetua.

Non resta allora che il Cicap. Persa tra le nebbie delle discussioni sull'omeopatia e i cerchi nel grano, l'accolita di scienziati che ha da sempre una garantita presenza e autorevolezza presso TV e stampa dovrebbe dedicarsi invece a smantellare questa ennesima bufala e questo abuso della credulità popolare. Il Mago Otelma fa sicuramente meno danni di tali miti economici ed energetici.

Immagino un programma TV dove all'ignorante politico che invoca "crescita", o al furbo economista che la promette, venga contrapposto uno sghignazzante Cicappino che li prenda per i fondelli, e li sputtani pubblicamente con la sua autorevolezza di scienziato plurilaureato. "La crescita perpetua? Hahaaaaa! E' contraddetta da ogni legge della fisica! E' una favoletta per l'asilo! Hahaaa! Solo i fessi credono a questa fuffa! La scienza è un'altra cosa! E' come credere a Babbo Natale, basta con questa fuffa che prende in giro la gente onesta! Dovrebbe essere vietato!"

Insomma tutto il repertorio Cicappino. Funzionerebbe: sghignazzargli in faccia è certamente più conclusivo che sciorinare chilometri di numeri e grafici incomprensibili, come dimostrano anni di attività del Cicap che chiude felicemente ogni querelle grazie allo sghignazzo. Per una volta, potrebbero mettere tale abilità al servizio dell'umanità, e salvare davvero gli ingenui dalla loro stessa dabbenaggine e dai furboni che spacciano fuffa per guadagnarci su.

Mi piacerebbe, ma ho qualche dubbio che ciò accadrà mai. Un conto è pigliarsela con gli ufologi e i guaritori, un conto è pestare i piedi a economisti, politici, governi, industrie, banche, finanza. Temo che il mondo andrà a ramengo a causa di una legge della fisica che fingono tutti di ignorare, mentre tanti scienziati sono tutti presi a sbugiardare i cerchi nel grano.

D'altronde, anche l'amore per la Scienza ha i suoi limiti, e finisce spesso dove comincia il potere.

19
19 commenti
19
15 Gen 2012
alle 14:53

Ash

A chi sfugge il nesso: certamente molta ricchezza generata dalla nulla, ma esistono cose molto reali che hanno un valore abbastanza oggettivo e che non sono infinite, il petrolio, per esempio, ma anche lo spazio a disposizione (che comunque è ancora molto), gli ettari di terreno necessari per sostentare un essere umano etc. Certo è anche vero che le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche possono cambiare di molto l'energia a disposizione, lo spazio necessario etc, si pensi ad esempio alla fusione atomica: se si riuscisse a raggiungere la fusione controllata i problemi energetici praticamente sparirebbero dall'oggi al domani ed avremmo tutta l'energia che ci serve da qui alla fine del mondo, probabilmente. Per come stanno le cose ORA, però, il limite è piuttosto stretto e ci stiamo pericolosamente avvicinando.

18
09 Set 2011
alle 10:25

Davy

Sinceramente mi sfugge un nesso, che evidentemente tutti gli altri commentatori afferrano : qual'è il nesso tra fisica ed economia/finanza? tutti qui sembrano dare per scontato che le leggi della fisica possano applicarvisi, ma a mio avviso un mondo (quello della finanza/economia), fatto di "soldi finti" e di beni immateriali, difficilmente può essere spiegato dalle leggi della fisica.

Qui si sta cercando di far credere che leggi riguardanti la fisica delle particelle (il "nulla si crea e nulla si distrugge", ad esempio) possono applicarsi ad un mondo dove spesso il lavoro produce "servizi", viene pagato con "accrediti bancari" che poi vengono spesi con "carte di credito": tutto questo non ha smosso un singolo protone, come la mettiamo?

17
30 Ago 2011
alle 17:02

Andrea

Significa che quelli del Cicap sono prezzolati ? o che hanno paura dei famigerati "poteri forti" ? 

16
28 Ago 2011
alle 18:55

Fabio Guerrini

Ho scoperto questo blog oggi per caso, nel tentativo di approfondire uno speciale di Rainews24 sull' E-catalyzer di tale Rossi.

Non voglio andare fuori tema, dico solo che dopo aver letto tre post (questo è il terzo) ho capito di aver trovato finalmente un luogo abitato dai "miei simili".

Da tempo ho elaborato pensieri sorpendentemente simili a quelli dell'autrice e condivido in pieno i contenuti di questo post di Debora.

Mi permetto solamente di dissentire su di un punto. A mio parere non occorrono infatti "chilometri di numeri e grafici incomprensibili" per spiegare l'assurdità del credo economico moderno e ne ho le prove.

Ebbi il piacere di conoscere gli scritti di un personaggio veramente speciale, il Professor Bartlett dell'Univeristà di Boulder in Colorado, un Fisico con un vero e proprio "dono" per la comunicazione. Quando poi un paio di anni dopo riuscii a trovare una sua emblematica lezione pubblicata su YouTube, iniziai a proporla ad alcuni amici e gli effetti furono dirompenti. Riesce a ridestare anche le menti più assopite.

Modestamente lo propongo anche a voi, sperando di fare cosa gradita

http://www.youtube.com/watch?v=F-QA2rkpBSY&feature=list_related&playnext=1&list=SP6A1FD147A45EF50D

Cordialità.

Fabio

PS: Le conseguenze ultime delle logiche deduzioni di Bartlett sono semplici da comprendere ma molto dure da accettare. Provare per credere.

15
24 Ago 2011
alle 16:21

Panda

Il Panda teme che il Cicap ed i tanti pifferai magici non siano poi tanto distanti tra loro. Non si tratta di oscuri patti segreti, ma di semplice conservazione delle proprie nicchie d'ascolto. Il Cicap come tanti altri operatori mediatici salvaguardia la propria credibilità ed autosussistenza tentando di non disturbare troppo i poteri forti. Questa, s'intende, è solo una supposizione del Panda.

La crescita economica infinita non è possibile fisicamente, ma lo è sul piano persuasivo: è una frottola che si auto-vende. Nessuno (né politici, né industriali, né sindacati, ecc.) ha interesse a porre fine alla frottola. La complessità sociale insita nella nostra civiltà che ha generato la politica, l'industria, i sindacati, ecc. deriva dal petrolio e quindi da quella frottola. Non si può convincere il macellaio a smettere di vendere carne senza almeno offrirgli un’alternativa CONCRETA. Al di là dei tanti “complottismi” si tende a scordarsi inoltre che cambiare è semplicemente faticoso. L'antico impero romano, di fronte ad una crisi sistemica analoga alla nostra si tenne stretto un'economia fatta d'espansionismo militare e schiavismo (il petrolio dell’epoca). E’ improbabile che nessun romano dall’allora si accorse che il militarismo e lo schiavismo imperiali erano ormai totalmente fuori luogo, com’è improbabile che sull’isola di Pasqua nessuno si accorse che ci sarebbero stati alcuni problemucci a disboscare completamente l’isola su cui essi stessi vivevano isolati da tutti e da tutto. Questa consapevolezza “teorica” non impedì però all’impero romano di collassare o agli abitanti dell’isola di Pasqua di sfiorare l’estinzione. Conoscere i rischi ed i problemi aiuta, ma deve esserci una visione alternativa sufficientemente allettante da convincere ad abbandonare le proprie abitudini nocive chi (si perdoni la franchezza) “non ha voglia di pensare troppo”. Serve appeal per persuadere qualcuno e prospettargli solo una catastrofe orribile non è certo molto allettante. Servono esempi concreti e di successo che indichino una strada diversa e percorribile e si devono riunire tutti questi esempi insieme a formare una visione positiva, coerente e facile da immaginare proprio per chi “non ha voglia di pensare troppo”.

Bisognerebbe creare una massa critica di esempi positivi, allegri ed alternativi alla crescita economica infinita. Entusiasmare e far fantasticare il prossimo, è un potente strumento operativo che consente di motivare i distratti, i paurosi e tutti coloro che sfruttano quelle distrazioni e paure. Nessuno è un nemico, nemmeno il petroliere o l’economista. Tutti sono un’opportunità e un potenziale da sfruttare come i giacimenti di petrolio.

Temo che se non saremo in grado di far ciò, tutto quel che finiremo col fare non sarà altro che raccontarci delle bellissime (ma inutili) idee all’interno di una piccola élite di appassionati a questi argomenti. Un élite di questo tipo è l’analogo delle truppe scelte in ambito militare: efficaci, ma esigue. Non si vince nessuna guerra con solo le truppe scelte, serve anche il resto dell’esercito. In fin dei conti la nostra civiltà pullula di infelici e disadattati che odiano profondamente i suoi difetti e che sarebbero ben lieti di far qualcosa per cambiare se solo gli si prospettasse un’alternativa consistente.

Buon futuro a tutti dal Panda

14
24 Ago 2011
alle 14:06

Cataldo

@ Terenzio L.

Condivido il senso del post, volevo approfondire due punti, il primo è sullo status demografico, in quanto l'europa sembra abbia ripreso a crescere in natalità, sulla spinta di base del rimescolamento sponda sud sponda nord, tra popolazioni con indici di partenza diversi. Attenzione quindi a tutte le condizioni di verifica del discorso demografico, e delle reazioni al cambiamento* di aspettative di base dei sistemi economici .

Il secondo sulle "capacità imprenditoriali" che mi sembra espressione troppo ambigua per avere determinanti statisticamente rilevabili.
Se per capacità imprenditoriali si intende la capacità di rendere ottimali l'utilizzo delle risorse a disposizione e dei mezzi per trasformarle**, dovevano essere campioni i nostri antenati come i Neanderthal, che si aggiravano nelle tundre  di una pesantissima glaciazione. Può darsi che la crescita di complessità del nostro sistema di vita abbia creato limiti alla nostra possibilità di trovare percorsi ottimali, ma entriamo nella metafisica, forse.

 

* alcuni anni addietro si era anche parlato di una verifica sul medio termine delle aspettative di vita come misura di impatto del convergere delle crisi, è tempo di verificare questo parametro, visto che tra gli scenari di allora sono rimasti in piedi solo i più "catastrofici"

**nel tentativo di sottrarre il termine alle vulgate dominanti del momento

13
24 Ago 2011
alle 13:01

stefano

o forse hanno ritirato i soldi per andare in ferie... in fin dei conti sarebbero circa 1700 euro a capoccia...

12
24 Ago 2011
alle 08:32

medo

Dal bollettino n.65 di Bankitalia, sono 140 i miliardi spariti dai conti correnti bancari italiani negli ultimi 12 mesi con una impennata della fuga da giugno 2011... Non succede niente, gli italiani sono inguaribili ottimisti e riempono e riempiranno le spiagge ed i serbatoi dei loro SUV sempre più grandi per i secoli dei secoli amen.

link: ...://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec

11
24 Ago 2011
alle 04:52

Alby

Medo, ti ringrazio per la cortesia, la prossima volta non ti rompero' più i maroni.

10
23 Ago 2011
alle 21:21

Golem

Risulta ormai addirittura stucchevole sentire decine di volte al giorno quella parola che sgorga dalle labbra di economisti, imprenditori, politici, ecc... Si è costantemente e di parecchio al di qua della consapevolezza necessaria, o forse cercano di vendere fumo finchè ancora c'è qualcosa da immolare sull'altare della crescita. Credo che occorrerà bypassare, magari proprio grazie alla diffusione di internet, quella muraglia umana di ambigui e fatui personaggi che non hanno alcun interesse a cambiare paradigma. Sul piatto della bilancia non c'è tanto il dubbio se si andrà o meno (o quando) in una ancor più seria fase di decrescita, ma come sarà gestita, e per questo ogni giorno trascorso a trastullarsi con le vecchie certezze è un giorno perso. Occorrerebbe arrivare direttamente alla gente, alle persone, ai vicini di casa, agli amici, affinchè si crei una spinta bottom-up che metta un pò di pepe proprio in quel posto ai nostri geniali dirigenti. Dall'altra parte, non c'è speranza di fare breccia alcuna. Quindi Deborah, barra al centro e avanti tutta.

9
23 Ago 2011
alle 20:55

medo

Cercati le cose da solo la prossima volta. Sul sito di Bankitalia ancora non è ufficiale. Ma sarà reso noto nei documenti mensili e trimestrali consultabili on-line certo per chi ha voglia di fare una ricerca.

Link: MINI FUGA DAI CONTI CORRENTI ...milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1728795&codiciTestate=7&titolo=In%20Italia%20minifuga%20dai%20conti%20correnti

8
23 Ago 2011
alle 19:36

Alby

@Meod: "La corsa allo sportello è ora ufficiale nei dati di Banca d'Italia."

mi linki 'sti dati, che ho curiosità di leggerli?

Grazie

7
23 Ago 2011
alle 18:52

medo

Quoto totalmente l'ultimo commento di Terenzio Longobardi.

Aggiungo inoltre che gli italiani stanno mettendo nel materasso o in cassette di sicurezza una media di 25 miliardi al mese da giugno. La corsa allo sportello è ora ufficiale nei dati di Banca d'Italia. Collasso massivo in vista, in barba agli ottimisti dell'ultima ora.

6
23 Ago 2011
alle 18:49

terenzio longobardi

Come ho scritto di recente sul blog di Aspoitalia, secondo me l'impossibilità della crescita economica illimitata non è connessa solo alla limitatezza delle risorse planetarie, ma anche a un limite intrinseco dello stesso meccanismo economico: lo sviluppo industriale modifica i comportamenti riproduttivi nel senso di una stabilizzazione e successiva decrescita demografica. In una società con popolazione stabile o in decrescita, che ha raggiunto alti livelli di benessere e consumo i soggetti della produzione e i comportamenti economici seguono lo stesso andamento. Ad esempio, i soggetti dotati di capacità imprenditoriali sono statisticamente determinati e non possono aumentare artificialmente, i consumi oltre determinati livelli di soddisfacimento non sono più desiderabili e via dicendo. Quindi il sistema implode dall'interno. Hanno cercato in questi anni di rianimarlo artificialmente con la finanziarizzazione e con l'esplosione del debito privato, ma la bolla gli è scoppiata in mano. Quindi, a mio parere, è riduzionista affrontare il tema della decrescita solo dal lato del picco del petrolio e del calo delle risorse minerali.  

5
23 Ago 2011
alle 17:51

paolo p.

"perché l'economia non si basa sulla fisica, ne fa solo uso" - l'economia non si basa sulla Seconda Legge della Termidinamica, ma, ovviamente, ne fa solo uso... e nel caso in cui la Serconda Legge preveda che l'economia così com'è non può funzionare, invece di cambiare l'economia, smetteremo di usare la Seconda Legge - tutto molto semplice.

4
23 Ago 2011
alle 17:09

Phitio

Quelli de Cicap non possono confurare le teorie economiche attuali, perche' fino a prova contraria dei principi dell'economia attuale ne fanno uso quotidiano, lavorando, usando le banche, facendo mutui, comperanado nei supermercati.

Sarebbe come se sbugiardassero i santoni mentre vanno tutti i giorni a farsi benedire da uno di loro.

O se facessero campagna antifumo con la sigaretta accesa in bocca.

Impossibile!

Il problema siamo noi, che ascoltiamo i profeti ed esperti che ci piace sentire.

 

3
23 Ago 2011
alle 16:12

karagounis78

Non credo che ci siano leggi fisiche in grado di smentire il teorema della crescita continua, perché l'economia non si basa sulla fisica, ne fa solo uso. In fondo cosa significa crescita energetica? E' possibile e con che limiti? SE spalmo pale eoliche sul mare e fotovoltaico su ogni tetto, vuoi mettere quanta energia produco? Magari vado a scapito dell'ambiente o di una parte dell'ecosistema, ma non mi pare che ciò rientri nell'equazione iniziale. Occorre quindi definire anche i limiti entro cui si vuole e si deve operare prima di poter smontare una simile tesi, che per sua natura non pone limiti di nessuna natura.

In più la crescita economica si trasforma insieme con la società. Se domani esaurissimo tutte le nostre risorse, siccome la necessità aguzza l'ingegno, ecco che qualcuno proporrà di usare i vecchi rifiuti come materia prima. E poi basta voler mettere seriamente un piede nel sistema solare perché la disponibilità risorse si decuplichi in poco tempo.

Io concordo che si debbano mettere dei paletti, magari fermarsi un attimo, riflettere e scegliere una via di crescita più sostenibile, più attenta alla persona e al suo qambiente, alla qualità di vita e non alla quantità della stessa. Tuttavia non ritengo corretto che una teoria sia demonizzata solo perché non si è d'accordo; ogni teoria ha i suoi detrattori. In più economia e scoietà non sono scienze esatte, forse on sono nemmeno scienze, e la loro gestione spetta all'insieme di ingenui ed illuminati. 

2
23 Ago 2011
alle 16:06

fabio

".... Un conto è pigliarsela con gli ufologi e i guaritori, un conto è pestare i piedi a economisti, politici, governi, industrie, banche, finanza"

"... anche l'amore per la Scienza ha i suoi limiti, e finisce spesso dove comincia il potere."

Non confonderei i guaritori con politici, banche, finanza, ecc

Nel caso dei guaritori infatti l'amore per la scenza finisce putroppo dove comincia il potere delle multinazionali del farmaco.

1
23 Ago 2011
alle 15:26

Simone

Begli articoli, grazie per averli diffusi. Non posso dire che mi abbiano illuminato la giornata, certo. Ho la sensazione sempre più marcata che la nostra intera società viva in una specie di stato di negazione: tutti inconsciamente consapevoli del fatto che la fine è sempre più vicina, cerchiamo di ignorarlo perché nessuno ha la più pallida idea di cosa diavolo fare per scongiurarla. 

 

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