Uno sguardo dal picco
Daniel Yergin, capo del CERA Cambridge Energy Research Association, è un po' la bestia nera per i peakoilers. Non tanto perché sia un osso duro, quanto perché le sue sempre rosee e tranquillizzanti previsioni vengono rilanciate volentieri da tutta la stampa mondiale. Come sostiene anche il Financial Times, Yergin è un grande ammiratore e sostenitore dell'industria petrolifera e del gas, quindi perché stupirsi.
La notizia è che è uscito un nuovo libro di Yergin, un tomo di 800 pagine dal titolo The Quest. Un libro in cui, naturalmente, racconta di come abbiamo davanti tanti splendidi decenni con fiumi di petrolio a disposizione, o di come sia promettente lo shale gas. I motivi del suo ottimismo sono molti, ad esempio la revisione all'insù di molte delle riserve mondiali, anche se non si considera che per rivedere le riserve all'insù, in ogni Paese produttore, basta prendere una penna e cambiare una cifra. Inoltre, come notano anche su TOD, Yergin non fa alcuna distinzione tra greggio convenzionale e greggio non convenzionale, tra il petrolio da 30 dollari al barile e quello da 500 dollari al barile. La sua fiducia nella magica tecnologia delle compagnie petrolifere gli fa dimenticare i costi. E per finire, conta i biocarburanti nella produzione mondiale, sommando arance con mele.
Per chi vuole sapere di più sul personaggio, il 13 luglio 2006 è stato dichiarato il "Daniel Yergin Day". Yergin aveva previsto per il 2005 un prezzo massimo del barile a 38 dollari, quello che secondo lui è il prezzo giusto di mercato per il petrolio così abbondante. Risultò poi che, per l'anno in questione, il prezzo minimo fu proprio 39 dollari (il massimo oltre i 60). Un vero profeta.
Da allora, è stata "coniata" anche una moneta per misurare il prezzo del barile, in concorrenza al dollaro: lo Yergin, del valore appunto di 38 dollari. Ad oggi, il barile vale 2,28 Yergins.

pompare acqua nei pozzi di petrolio in un paese che ha gia´ abbastanza problemi di scarsita´ idrica, e´ veramente una cosa stupenda, un segno del progresso e dell´ evoluzione, gli assetati ringraziano di cuore
stanno per iniziare (energy bullettin del 19/9) a pompare acqua nei giacimenti iracheni con spese miliardarie. Ma non era il paese che doveva produrre 12m/g? E hanno già bisogno dell'acqua per non ridurre la produzione?
alle 22:17
alkile200
@3 Non è che ti sfugge che quella che pompano è acqua salata? Di quella non hanno penuria.