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Un insolito peakoiler.

Venerdì 30 Settembre 2011, 23:56 in Peak Oil di

wakeup.jpg Chi l'ha detto?

La produzione dei giacimenti esistenti declina del 5% all'anno, mentre le riserve si esauriscono, tanto che il mondo dovrà aggiungere l'equivalente di 4 Arabia Saudita o di 10 Mari del Nord nei prossimi dieci anni, solo per mantenere l'offerta al suo attuale livello, anche senza considerare un aumento della domanda.

Peter Voser, amministratore delegato della Shell.

Qui l'intervista del Financial Times. Ciapa su.

18
18 commenti
18
03 Ott 2011
alle 19:10

sender666@filzmail.com

@10: e sarebbe anche ora! Ma quando? Sarà sempre troppo tardi.

17
02 Ott 2011
alle 12:04

massimo

per i paesi PIIGS il plateau è già finito, questo a causa dei consumi petroliferi in continuo calo. E' ovvio che il petrolio occorre dove si produce e non dove serve per darsi alla pazza gioia. Il problema è anche che si è chiuso il settembre più caldo della storia italiana. Sono convinto che se si spengessero tutti, per prova empirica, tutti i motori endotermici, elettrici, aeronautici per qualche giorno a parità di condizioni atmosferiche, si assisterebbe al calo della temperatura di diversi gradi. E poi vi immaginate che silenzio e che buio la notte. Sono convinto che si smetterebbe di vendere gli ansiolitici.

16
02 Ott 2011
alle 10:53

Golem

Domandina da un trilione di $:

Secondo Voi, quanto dovrebbe/potrebbe durare ancora la fase di plateau?

Una rispostina magari corredata da qualche spiegazione che colleghi geologia ed economia mi farebbe oltremodo felice. Premetto che sto sentendo numeri che vanno da zero (praticamente da domattina!) a più di una decina di anni. Ringrazio in anticipo per le cortesi risposte.

15
02 Ott 2011
alle 10:15
14
02 Ott 2011
alle 08:50

Davide

OT domanda per Anacho se e' all'ascolto (o chi sa rispondere)

Quando si pompa acqua nei pozzi molto profondi ed in via di esaurimento, una parte torna su in forma di vapore?

13
01 Ott 2011
alle 19:30

Filippo Zuliani

Veramente Voser da' un'origine molto diversa del peak-oil. Sul FT, Voser infatti dichiara che:

"The problem was not a lack of oil and gas in the ground, he said, but inadequate investment, following cuts by many companies since the start of the financial crisis.

“While demand tends to pick up in one or two years, a typical cycle for a good big oil and gas project is six to eight years,” he said."

Insomma, petrolio ce n'e' ma non si puo' o vuole scavare abbastanza. Che e' il solito mantra delle compagnie petrolifere (lasciateci perforare in pace).

12
01 Ott 2011
alle 18:54

Debora/Petrolio

Metto nei commenti la mia personale osservazione sulla vicenda.

Le compagnie petrolifere, pur di convincere i governi ad aprire al fracking, al deepwater, alle sabbie e alle trivellazioni in ogni parco naturale, ghiacciaio e foresta, annuncerebbero anche il picco delle ciabatte di gomma.

Lo dico così, per malignare. :D

11
01 Ott 2011
alle 17:41

zio tibia

@Pietro Cambi

lascialo perdere, rispondere agli idioti è una perdita di tempo

10
01 Ott 2011
alle 16:50

Paolo B.

5% o 2% di calo della produzione globale? La verità probabilmente sta nel mezzo, come anche è lecito supporre che allo stesso tempo la shell stia facendo pressioni su Obama per avere le concessioni artiche.

Ma inevitabilmente i costi di estrazione crescono e le tecnologie impiegate devono essere sempre più sofisticate. Fino a quando sarà conveniente estrarre petrolio , soprattutto, quale stratosferico prezzo del barile potrebbe sostenere quei costi sempre più alti? Non è che l'era del petrolio sia alla fine; in realtà è l'era del petrolio di massa che è arrivata al capolinea.

Fine dell'automobile per tutti, del turismo di massa, della globalizzazione, ridimensionamento dell'agricoltura fossile dipendente e demografico globale, ecc,ecc. Ma tanto sono cose di cui si è già detto tanto in questo blog... 

9
01 Ott 2011
alle 16:38

pietro cambi

#1. Le persone serie in momenti come questi sono da schivare come la peste.

Sono quelle che, con la loro serietà non sono in grado di vedere un palmo oltre il loro naso, essendo tanto tanto tanto tanto serie, specializzate, ma tanto tanto tanto specializzate ed esperte ma tanto tanto tanto. tanto esperte su poche cose.

Al limite, onniscenti sul nulla.

In ogni caso, deo gratia, sulla base di cosa basi la tua affermazione, che invece che all'inutilissima serietà punta ad una presunta competenza che ad essa dovrebbe associata?

Cosa ti fa pensare che una persona, oibò, poco seria come il sottoscritto ( alleluia!!!) debba pure essere, per misterioso non sequitur, pure incompetente?

Cosi, tanto per saperlo.

 

8
01 Ott 2011
alle 15:11

massimo

@7 sì, prima contro l'ambiente con pozzi ultra deep water a 8-9000 metri, anche se non so cosa ci troveranno data la temperatura di 200 gradi a quelle profondità, poi con pozzi artici, poi magari antartici, dopo aver forato 2000 metri di ghiacci vecchi di decine di migliaia di anni. Alla fine cominceranno guerre di sterminio per ridurre il numero dei consumatori. Però spero sia fantapolitica, ma fino ad un certo punto visto che hanno aumentato il numero dei consumatori da 3 a 7 miliardi in 40 anni. Allora perchè non ridurlo in ugual misura in 20 o 30. O ancora più drasticamente a pochi milioni di individui, con le bombe termonucleari al cobalto, che sono lì pronte all'uso da 50 anni.

7
01 Ott 2011
alle 12:50

alexa

tra l'altro sembra che tutti gli altri "petrolieri" facciano previsioni ancor più pessimistiche:serviranno altre guerre?

6
01 Ott 2011
alle 12:43

Luigi Lucato

il grafico è sbagliato non siamo al culmine ...

con questi comunicati ... che ormai si ripetono

vuol dire che il plateau è finito e comincia la discesa ...

con tutte le sue  rapide conseguenze ... e invece di fare si continua a parlare.

 

5
01 Ott 2011
alle 08:17

marcosclarandis

Orrore e sgomento!

Non solo m'è sfuggito pure un "pel "al posto di "bel",freudianamente una svista enorme, ma nell'affannoso tentativo di correggere l'errore, ho proprio sbagliato l'ortografia del verbo "rileggere" e del mio stesso cognome.

Gli dei devono avere decretato la mia prossima fine.

Che abbiano misericordia di me.

Marco Sclarandis

4
01 Ott 2011
alle 07:54

marcosclarandis

Come volevo appunto dimostrare.

Pur rileggiendo il post tre volte m'è scappato un verbo essere senza accento e un "tracgicomico".

Pazienza per il verbo essere.Ma tracgicomico deve essere uno scherzo dell'inconscio in questa situazione di  tricks e crack generalizzato..........

Marco Sclaransis

3
01 Ott 2011
alle 07:45

marcosclarandis

Vedi Mario, la questione sta nel fatto che qualunque cosa cresca del tre per cento l'anno, che siano capelli, unghie, o la speranza nell'immortalità dell'anima, come inesorabilmente due più due fa quattro, inesorabilmente quella crescita porta al raddoppio di ciò che cresce in meno d'un quarto di secolo.

Ma fin qui, abbiamo guardato le cose con un occhio solo,  cosa che andrebbe ancora bene.E' che bisogna guardare le cose con tutti e due gli emisferi cerebrali, e qui le cose si fanno infide e controintuitive.

Se il pianeta avesse una superficie di dieci alla centesima ombre umane zenitali quadrate (pressapoco un quarto di metro quadro) non avremmo di che preoccuparci di alcun raddoppio, e per un pel pò di secoli nemmeno con crescite del trenta per cento al trimestre fatte salve tutte le altre caratteristiche planetarie.

Sfortunatamente per la nostra volontà di potenza, anzi onnipotenza, la superficie della Terra e di solo cinquantuno miliardi di ettari, ovvero duemilioni quarantamila O.U.Z.

Sta in questo rapporto la tracgicomica svista dell'econimista, positivista, populista,da patinata rivista.

Marco Sclarandis

 

 

 

2
01 Ott 2011
alle 04:03
1
01 Ott 2011
alle 03:57

Mario

Finalmente un articolo in linea col titolo del blog. Secondo me ti dovresti trovare un aiutante che parlando di petrolio, e magari anche del settore minerario in generale, abbia una minima concezione di quello che scrive, senza offesa eh. Uno tipo Cambi, ma meglio se stavolta una persona seria.

A proposito, la nuova fiamma del settore, Aldous e periferia, potrebbe rivelarsi un giacimento grande anche per gli standard dei bei tempi che furono del Mare del Nord. Di solito di questi tempi gli aggettivi si sprecano per giacimenti che sono un decimo dei grandi vecchi, quello che accadde con Skrugard pochi mesi fa. Ad esempio nei roboanti comunicati Eni, che di quella licenza detiene il trenta percento.

Il bello e' che il reservoir e' elementare, il mare poco profondo, il mare relativamente tranquillo, le infrastrutture gia' nelle vicinanze. Con le tubature che passano proprio li' sotto, con una piattaforma di quelle semplici semplici potrebbero metterlo in produzione in tempi rapidissimi. Il sogno di ogni compagnia.

E pensare che negli anni settanta, in quella zona perforavano tutti come dannati, e in diversi mancarono il pozzo giusto per un paio di metri, e che in tre giri di distribuzione di nuove zone quel pezzetto di mare poi non se lo prese proprio nessuno. Un'occasione persa per il glorioso cane a sei zampe.

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