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Desertificazione, ci mancava solo questo.

Mercoledì 12 Ottobre 2011, 12:50 in Italia, Scenari di

Tutti coloro che domenica hanno visto la bell'inchiesta di Riccardo Iacona sullo smantellamento dell'agricoltura in Italia, hanno avuto lo stesso pensiero: "E se succede qualcosa?". Se lo è chiesto anche uno dei contadini intervistati, peraltro: "Se succede una crisi, una guerra, con questi campi abbandonati come faremo a sfamare la popolazione?" Non si sa. D'altronde, le multinazionali dell'agroalimentare hanno tutto il diritto di fare business e muoversi nel mercato, quindi perché lamentarsi se poi non c'è da mangiare?

Siccome non siamo paghi di tale pessima prospettiva, l'ONU ne aggiunge un'altra: l'Italia è uno dei Paesi europei a maggior rischio desertificazione. Se ne parla in questi giorni a Changwon, in Corea, dove si tiene la decima Sessione dell'UNCCD, l'agenzia ONU che si occupa dell'argomento.

Le regioni italiane più colpite sono Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata e Sardegna, ma anche altre "insospettabili", come Piemonte, Liguria, Abruzzo e Toscana, di cui ci dice in dettaglio qui Marco Pagani.

La causa della desertificazione non è il destino ingrato, e neppure, udite udite, il solo cambiamento climatico. La verità è che anche i suoli sono una risorsa non rinnovabile, a differenza di quel che potrebbe sembrare. Per formare uno strato di qualche centimetro di terra fertile ci vogliono secoli, e solo pochi anni di sfruttamento intensivo bastano a rendere il suolo del tutto sterile. Non solo: anche l'abbandono delle terre, specialmente in zone calde, porta ad erosione e desertificazione.

Così, sommando i terreni ormai abbandonati e incolti a quelli progressivamente sempre più aridi, si potrà ottenere la misura di quanti italiani sarà possibile sfamare autonomamente nel giro di qualche anno. Io questo conto non oso farlo.

(La mappa qui sotto, dal sito ONU, mostra la situazione della desertificazione in tutta l'area del Mediterraneo al 2009. Più ancora della situazione italiana, preoccupa lo stato critico dei suoli al di là del Mediterraneo. Decine di milioni di persone senza più terra da coltivare...)

desertificazione1.jpg

35
35 commenti
35
19 Ott 2011
alle 21:09

condor

Mi sembra una stronzata la notizia. Sull'appennino cadono 1500-200 mm di pioggia. Basta costruire dighe e acquedotti.

34
16 Ott 2011
alle 13:01

giu7

Quanto costa un dromedario ?

33
13 Ott 2011
alle 15:10

persenaro

Paolo B.

E' chiaro che è tutto da verificare, ma partendo da un regime di autoproduzione, e non essendo vincolati ai desiderata della speculazione apolide, qualcosa di più e di meglio potevano fare. Magari le ragazze avrebbero potuto disporre un po' di paccotiglia che invidiavano all'occidente, senza magari offrirsi al turista, che in questi casi, esibiva il meglio della moralità e della cultura in cui era immerso.

 

32
13 Ott 2011
alle 13:42

Paolo B.

@29

Di certo non sono 'dignitosamente' poveri, visto come  i poveri di ogni età letteralmente assediano (e ragazzine e donne che si offrono) i turisti...

31
13 Ott 2011
alle 13:37

Paolo B.

@30

Mica tanto! E' proprio per le sanzioni pretese dal loro vicino a stelle e strisce ed impostegli da decenni, che i Cubani sono stati costretti ad ingegnarsi nel paradigma senza petrolio. Diversamente avrebbero sposato allegramente il business as usual dopo il crollo sovietico, ed oggi non parleremmo affatto del 'modello cubano'...

30
13 Ott 2011
alle 12:48

persenaro

Certo che per i livelli di sviluppo occidentali, Cuba può essere definita povera, dignitosamente povera, ma non miserabile, come accade nei paesi del terzo e quarto mondo, dove si è imposto il nostro modello.

Se non fosse per le sanzioni e l'ostilità che la circonda da 50 anni, avrebbe senza dubbio sviluppato in modo ancor più evidente l'alternativa al nostro paradigma che ferocemente la combatte.

Comunque sia, nel post colasso che sembra profilarsi, credo che non saranno pochi coloro che vorrebbero trovarsi laggiù a godersi lo spettacolo da quella tribuna.

 

 

29
13 Ott 2011
alle 12:30

Davide

@PAolo B.

forse sostenibilita' un po' troppo estrema :-)

Anche questa "paurosa poverta'" comunque potrebbe anche essere vista sotto diversi punti di vista...per esempio... erano "paurosamente" poveri perche' invece del SUV mercedes-bmw hanno ancora le carrette americane dei tempi di Batista o erano "paurosamente" poveri per scarsita' ben piu' importanti come il cibo?

28
13 Ott 2011
alle 12:25

Paolo B.

@24

Ho parlato con persone che sono state a Cuba per svariati motivi e tutti mi hanno riferito di una povertà paurosa. Se questa è sostenibilità...

27
13 Ott 2011
alle 12:24

Davide

Visto Prodi su La7?

http://www.youtube.com/watch?v=4K9Mk72Fzpc

 

26
13 Ott 2011
alle 12:06

Luigi Lucato

@persenaro

Torniamo sempre la, al nocciolo della questione che è l'impronta ecologica. Secondo gli standard degli USA applicati alla Terra, sarebbero necessari 5 pianeti, ma se prendiamo Cuba, abbiamo l'esempio concreto di cosa sia lo sviluppo sostenibile.

e di quanto è dura ...


25
13 Ott 2011
alle 11:50

Paolo B.

@13

Concordo Cataldo. Grandi manovre USA in vista. Il solito casus belli per intervenire militarmente. Noi non ci crediamo, ma i media stanno facendo pubblicità a tamburo battente contro l'Iran e a favore dei 'buoni' yankee.

Mi fa venire il voltastomaco questo occidente succube di Washington (o della finanza angloamericana?)...

24
13 Ott 2011
alle 11:45

persenaro

Luigi Lucato

Torniamo sempre la, al nocciolo della questione che è l'impronta ecologica. Secondo gli standard degli USA applicati alla Terra, sarebbero necessari 5 pianeti, ma se prendiamo Cuba, abbiamo l'esempio concreto di cosa sia lo sviluppo sostenibile.

23
13 Ott 2011
alle 11:45

Paolo B.

@22

E' chiaro mi pare, che si vada verso una carestia alimentare mondiale, quindi non risolvibile con l'emigrazione. E senza questa primaria valvola di sfogo, le conseguenze sarebbero denutrizione di massa, rivolte popolari, e crollo demografico, anche nei paesi sviluppati.

Poi è tutto da capire se un'agricoltura senza petrolio potrebbe sostenere 7 miliardi di abitanti (tutt'ora in aumento) e più. Qualcuno più o meno esperto dice di sì, qualcun'altro dice no, altri ancora dicono nì. Poi ci sono quelli che dicono che si possano sostenere 30 miliardi e più di abitanti su questo pianeta. Chissà in quale paese delle favole vivono.

La verità è che è solo teoria. Ma i fatti (che nessuno può prevedere) li vedremo presto... 

22
13 Ott 2011
alle 08:58

Luigi Lucato

@19 massimo ... Ergo possibilità di cibo per 15 milioni ...

@20 michele ... l'Africa ... i terreni diventano aridi ed incolti ...

la Libia aveva appena terminato un bell'acquedotto ... bombardato ... per aiutare la popolazione.

@21 poldo alias marco ... Quando poi i prezzi dei generi alimentari dovessero aumentare i contadini faranno i soldi e non si lamenteranno più, per il momento molti falliscono e le banche dovranno vendere le terre all'asta. ... Chi vuole investire nella terra deve farlo per sè e per i propri cari... A meno che non si muoia tutti di fame .

I problemi sono tanti e molti non hanno soluzione ...

alcuni problemi sono puramente fisici ... manca il terreno fertile , mancano i contadini (veri) mancano le sementi di una volta ... a ripartire ci vuole comunque TEMPO la campagna non è una FABBRICA .... Chi vuole investire nella terra deve farlo per sè e per i propri cari... ecco solo per la propria famiglia e senza contare tempo e fatica ... ma è per pochi , i conti li ha fatti massimo , anche perchè a livello (industriale ) non è facile cambiare gli equilibri Libia ... 

quanto la situazione attuale sia stata creata,  o quanto sia conseguenza di egoismo incompetenza ecc... la situazione è gravissima ... e non sperate molto sul cibo che viene dall'altro capo del mondo ... il petrolio non abbonda.


 

 

21
13 Ott 2011
alle 02:09

poldo alias marco

L'abbandono delle campagne viene spiegato con il fatto che i prodotti a basso costo importati dall'estero spingono in basso il prezzo dei prodotti italiani, quindi i contadini falliscono e smettono di coltivare. E' lo stesso che accade con i televisori le cineserie e tutto il resto. Quando poi i prezzi dei generi alimentari dovessero aumentare i contadini faranno i soldi e non si lamenteranno più, per il momento molti falliscono e le banche dovranno vendere le terre all'asta.

Il prezzo dei terreni deve calare insieme al costo del cibo importato, non mi importa nulla se l'arancio che mangio è stato raccolto in spagna da uno schiavo africano pagato 2 euro al giorno, nè mi importa se il proprietario dell'agrumeto italiano fallisce.

Quello che conta per me è il prezzo dell'arancio, deve costare poco. Chi vuole investire nella terra deve farlo per sè e per i propri cari, perchè difficilmente si arricchirà.

In Africa c'è molta terra e ci sono molti schiavi, il cibo abbonderà in futuro, ma finchè non avremo schiavi anche in italia non lo produrremo da noi.

A meno che non si muoia tutti di fame, ma questo è un altro discorso.

20
12 Ott 2011
alle 23:39

michele

Prendete in considerazione l'Africa che possiede coltivazioni di cotone; vengono sovvenzionati dagli Stati Uniti che per produrre di più prestano miliardi di dollari ai produttori che ovviamente li intercettano come manna dal cielo, sempre più ovviamente non riescono ad onorare il prestito.

I nostri cari fratelli occidentali allora, magnanimi, dicono: Se non riuscite a ridarci i soldi che vi abbiamo prestato siete obbligati a darci il cotone ad un prezzo stracciato, ad un prezzo inferiore del costo di produzione. (ciò avviene con tutte le materie prime petrolio compreso)

Nel frattempo la monocultura del cotone ha impoverito migliaia di produttori costretti ad aumentare la produzione disboscando terreni, ed ove c'era una foresta ora c'è cotone, la fine di ciò la conoscete tutti... i terreni diventano aridi ed incolti, vengono abbandonati e poi la desertificazione aumenta!? che strano...grazie America. Non è un caso che l'America abbia come cavallo di battaglia la lotta al cambiamento del clima le cui conseguenze sono da lei stessa create, il messaggio che passa al resto del mondo è sempre lo stesso: Siamo noi i padroni del mondo ed è abbastanza imperialista se permettete.

19
12 Ott 2011
alle 22:48

massimo

@ 16 la risposta al tuo dubbio è purtroppo molto semplice: Italia anni 30 bocche da sfamare 30 milioni, terra disponibile tutta quella che Dio ci aveva dato in perfetto stato di fertilità, perchè coltivata a rotazione delle colture. Italia  anno 2011 60 milioni, terra di pianura distrutta (la più produttiva e fertile) per più della metà da cementieri & affini (edili, geometri, costruttori, proprietari avidi, ecc.), quella rimanente in pessime condizioni, ma recuperabile con l'antica pratica della rotazione della colture, al netto di inquinamenti e rovine varie però. Ergo possibilità di cibo per 15 milioni, ergo 45 milioni devono emigrare verso una terra che non c'è o morire di fame. Purtroppo i risultati delle azioni gravi si vedono sempre dopo tanto tempo e poi le risorse non hanno da finire all'istante. Un bel risparmio di risorse dovrebbe venire almeno qui da noi dal tanto desiderato governo tecnico a guida Profumo. Ma forse è quello che ci vuole, perchè chi visse sperando (nella decrescita dolce) morì ca.......Buona notte a tutti.

18
12 Ott 2011
alle 22:18

steu

La colpa è unicamente degli italiani. nulla vieta di comprarsi un pezzo terreno con i soldi destinati alla mega auto ultraaccessoriata e coltivare. non è nemmeno troppo faticoso con l'aiuto di un motocoltivatore.

17
12 Ott 2011
alle 19:59

Gestione Hotel

Le uniche terre veramente perse sono quelle cementificate.  Invece quelle desertificate basta un poco d'acqua e avviene il miracolo. In 2-3 mesi si pososno raccogliere patate, e già con queste si può mettere in tavola qualcosa. Ma bisogna che ci sia l'acqua, vero grande problema, e poi ovvioamente, sapere coltivare le patate, ma è facilissimo e si impara subito.

16
12 Ott 2011
alle 19:56

Luigi Lucato

concordo con michele

purtroppo troppa monocultura per troppi anni

le pianure sono quelle messe peggio ... e che non daranno piu frutti

rimane la collina e la montagna

ma sono da sempre terre povere

diventa difficile anche il confronto con la situazione prima della guerra

allora i terreni coltivabili erano molti di più e di buona qualità

deserto o steppa per la padania la vedo male.

 

15
12 Ott 2011
alle 18:29

michele

Non oso immaginare che penisola disperata avremo trà non molti anni... basta solo pensare alla pianura padana (dove stò) sovraffollata, piena di macchine, strade, camion, asfalto e cemento ecc... ma provate a pensarci bene: che io ricordi non mi pare d'aver visto da nessuna parte un pezzo di terra che non appartenga a nessuno che non sia inquinato, asfaltato, cementificato il resto sono campi soggetti ad inquinamento dai trattamenti che ogni contadino è obbligato a fare per assicurarsi il raccolto.

Sopratutto nella mia zona ci sono campi che saranno coltivati almeno da 30 anni a mais perchè è il prodotto più versatile e meno dispendioso.

Chi può mai pensare che con meno petrolio l'intera pianura padana possa cambiare rotta verso un'agricoltura sostenibile, chi mai toglierà le migliaia di case che stanno costruendo, chi mai toglierà il cemento di tutte le nuove aree industriali (inutili) che propio ora stanno progettando

Guardando al futuro del posto dove vivo ora che conosco la situazione energetica, vedo desertificazione sicura, abbandono di mega progetti industriali lasciati come cattedrali nel deserto, inquinamento, poco cibo, poca acqua potabile principale fonte di malattie, insomma una bomba ad orologeria che prima o poi dovrà scoppiare presentando il conto di decenni di sfruttamento, incuria, inquinamento ecc...

Un posto da dove si dovrà scappare...

14
12 Ott 2011
alle 16:47

sender666@filzmail.com

@4 io lo sto già facendo da anni! E non ho visto alcuna puntata di Presa Diretta (dal momento che non ho la tv)

13
12 Ott 2011
alle 15:59

Cataldo

OT - Strano, molto strano

Il caso del complotto iraniano che avrebbe dovuto eliminare l'ambasciatore saudita in USA, è molto strano. Gli iraniani avrebbero contattato un narcotrafficante, che invece era un agente dell'FBI (sempre la stessa storia, notate) il quale avrebbe dovuto agevolare un contatto con gli Zetas, pare, per far uccidere l'ambasciatore. Certo che un servizio segreto come quello iraniano che cerca aiuto dai narcotrafficanti messicani, ai quali gli USA hanno financo dato le armi ;) mi pare veramente una minchiate oltre il livello solito. Eppure ... è già un casus belli

12
12 Ott 2011
alle 15:58

Luigi Lucato

purtroppo la desertificazione ... semplicemente non più coltivabile

deriva dall'abbandono dell'agricoltura tradizionale ...

solo agricoltura pseudo industriale e in base a direttive Europee

stabilite da chi è seduto in un ufficio ....

il poco terreno rimasto poi viene consumato da cementificazioni varie

e se provate a torare nei campi ... non vi lasciano fare nulla

regolamenti normative ecc ...

sei iscritto a questo o quell'ente

altrimenti non puoi fare

...

si mangeranno le carte di questo mondo virtuale

decrescita molto rapida ... e non dolce.

 

 

11
12 Ott 2011
alle 15:49

clambfr

Vedo con sollievo che la Campania - nella quale risiedo - non è nell'elenco delle zone a rischio. Di qusto forse dobbiamo ringraziare la lungimiranza disinteressata delle imprese del Nord, che con i loro rifiuti tossici hanno 'arricchito' i terreni della mia regione. Altro che desertificazione...
Insomma, di questo o di quello, qui siamo condannati.

10
12 Ott 2011
alle 15:35

persenaro

inink

E' evidente che tu ritieni ininfluente il numero dei commensali, rispetto a quello che può offrire il pianeta in risorse minerarie, energetiche e alimentari.

500 milioni o 500 miliardi da sfamare ogni giorno presentano le stesse difficoltà; basta saperlo e mettere in pentola la giusta quantità di pasta quando l'acqua bolle.

 

 

9
12 Ott 2011
alle 15:31

andreaX

@8

Perchè molti non pensano nemmeno alla decrescita.

Che sia fattibile dolce o meno meglio poporla in questa chiave altrimenti verrebbe bocciata subito.

8
12 Ott 2011
alle 14:50

Paolo B.

Le brutte notizie si sprecano in questo blog, non ultima quella sulla desertificazione del mediterraneo e della nostra repubblica delle banane, risaputa da tempo. 

Che dire, i propositi di cambio del paradigma verso la sostenibilità si sprecano, a parole, a fronte del peggior business as usual persistente e reiterato che ci sta portando velocemente al collasso della (in)civiltà. 

Come si fa a pensare che sia ancora possibile una decrescita dolce?

7
12 Ott 2011
alle 14:40

zio tibia

devo dire che sti bildberg attuano proprio alla grande i loro piani visto che la popolazione sta arrivando a 7 miliardi... che paura.

6
12 Ott 2011
alle 14:36

inink

i seguaci del mainstream continuano a insistere che la permacultura e' un lusso per intellettuali benestanti e non basta a sfamare i miliardi presenti e futuri etc. etc. e non hanno capito ancora che e' l'unica agricoltura possibile senza sterilizzare il suolo.

i campi abbandonati possono essere recuperati in pochi anni e sono una salvezza in caso di collasso economico, ed ecco perche' fanno e faranno tutto il possibile per strapparceli via con metodi ai confini della legalita' (equitalia, espropri per "opere di-dubbia-pubblica utilita', e cioe' autostrade discariche inceneritori e tav, etc. etc.);

vi ricordo che tra i progetti della setta bilderberg (che ci si creda o no) c'e' anche la riduzione della popolazione mondiale ad un massimo di 500 milioni non uno di piu' .   credete forse che in questi 500 milioni ci siete anche voi???

5
12 Ott 2011
alle 14:11

persenaro

Del fatto che valanghe di cemento e asfalto si riversino sul territorio, sottraendo prezioso terreno fertile all'agricoltura, nemmeno a parlarne. Ci sono le opere "indispensabili" che vanno realizzate al più presto, "valorizzando" gli ultimi brandelli di verde che miracolosamente sono scampati al massacro. Avanti così, fra qualche anno non avremo più di questi patemi, perchè l'orrenda crosta di cemento avrà completato la sua nefasta opera.

L'importante è la "crescita" della produzione industriale e della popolazione, a fronte di una impronta ecologica che per l'Italia vale un deficit di due territori uguali a quello nei quale insistono 60 milioni di persone.

 

 

 

4
12 Ott 2011
alle 13:53

zio tibia

dopo la puntata di Presa diretta di domenica ho promesso a me stesso di non comprare mai più pasta prodotta con grano estero. Ho già trovato un bel marchio piemontese che usa solo grano duro bio siciliano... e se proprio dovesse servirmi al supermercato, quella della linea bio della coop è di grano italiano.

Stessa cosa per la conserva di pomodoro e via dicendo

3
12 Ott 2011
alle 13:47

carmine pongelli

Non è così insospettabile il Lazietto nostro, cara Debora.

La parte più esterna, partendo dai colli albani in giù, è smembrata da cave e martoriata da incendi.
Adesso che comincia (o che dovrebbe cominciare) la "stagione delle piogge" quel poco di strato pedologico che resta verrà a trovarci in pianura, fortemente e caoticamente antropizzata. 

2
12 Ott 2011
alle 13:44

Debora/Petrolio

La prossima volta studierò di più, signora maestra.

:D

1
12 Ott 2011
alle 13:41

medo

Non mi pare ci sia assolutamente nulla di nuovo in queste righe. 

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