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Dove c'è Barilla... si fa l'inceneritore.

Martedì 18 Ottobre 2011, 16:24 in Italia di

Dove costruirebbe Belzebù un inceneritore a Parma? Esatto: a due metri dal pastificio Barilla, e da almeno 3 caseifici del Parmigiano Reggiano, così oltre alla pasta avvelenano anche il condimento.

tumblr_lg62zcJUzR1qgv2pjo1_500.jpg Ancora sbalordisco, quando leggo di queste notizie. Eppure sono una convinta assertrice della teoria del diavolo. Che ha colpito ancora: dove costruirebbe Belzebù un inceneritore a Parma? Esatto: a due metri dal pastificio Barilla, e da almeno 3 caseifici del Parmigiano Reggiano, così oltre alla pasta avvelenano anche il condimento.

Si tratta di un "termovalorizzatore " dei rifiuti da 130 mila tonnellate, in zona Ugozzolo, il cui camino erutterà ad appena 1300 metri dalla Barilla. Racconta Il Cambiamento, in un articolo assai approfondito sulla questione:

Questo impianto erutterà 144.000 metri cubi all'ora di fumi da combustione contenenti anche diossine, furani e metalli pesanti, per 8 mila ore all'anno. (...) Quest'area, fortemente antropica e produttiva, è stata considerata, dai miopi redattori del progetto del Paip, "a bassa densità abitativa". Secondo alcune stime prudenziali accoglie invece, nel solo raggio di 2 km dal camino, quasi 10.000 lavoratori, di aziende grandi, e di aziende piccole (SPIP, Chiesi, Barilla, 3 caseifici del Parmigiano-Reggiano, solo per citarne alcune). (...) Un impianto che continua ad essere venduto come perfetto, ma che mostra, nei territori dove è stata adottata una simile tecnologia, storie di sequestri, chiusure, procure in allarme, sversamenti di diossine 14 volte oltre i limiti, come nel caso dell'inceneritore di Pietrasanta.

Sono sicura che bombolotti e biscotti resteranno quelli di sempre, ma poco mi stuzzica l'appetito l'idea che siano prodotti sotto una perenne nuvola di furani. Non c'era un'idea migliore? Per esempio, evitare del tutto la costruzione di impianti altamente inquinanti nella zona a più alta produzione alimentare d'Italia. Ma si sa, il diavolo fa le pentole, e poi butta la pasta.

19
19 commenti
19
27 Ott 2011
alle 05:37

Marco Arvey

Per TroppoVecchio

Premetto che io non faccio parte del GCR, ma tutto quello che si vuole conoscere sul progetto Rifuti-Energia per Parma la puoi trovare qui: gestionecorrettarifiuti.it/no-inceneritore/alternative.html
in particolar modo nella versione web da sfogliare.

Come si può dire che non si conoscono i benefici del "Progetto rifiuti zero"? I benefici sono ovvi..... arrivando a non produrre quasi più alcun tipo di rifiuto, non c'è più la necessità di avere nè incenritori nè discariche con un ENORME guadagno per tutto ciò che riguarda l'ambientale e la salute dell'uomo.
Vorrei qui menzionare brevemente le tristissime vicende legati a vari inceneritori come quello di Pietrasanta, (grazie al cielo chiuso ora), che ha portato un fortissimo inquinamento, sopratutto nei due torrenti a fianco dell'inceneritore, avvelenato dalle emissioni dell'impianto, per passare a quello di Melfi a quello di Terni e a tanti altri, tutti colpevoli di un incremento di inquinamento, in particolar modo di diossine, furani e metalli pesanti che hanno portato, come logica conseguenza di ciò, ad un netto incremento di casi di tumore e di altre patologie in chi vi abita o lavora nelle vicinanze, sopratutto tra le donne. E non si salva nessun inceneritore, perchè le nanoparticelle, sopratutto quelle di diametro più piccolo, emesse dagli inceneritori che bruciano rifiuti ad elevatissime temperature, non sono trattenute da nessun tipo di filtro e si disperdono nell'atmosfera insinuandosi dovunque e avvelenando tutto. E tutto quello che invece viene trattenuto dai filtri, ovvero le particelle dal diametro più grande, finisce comunque in discarica sotto forma di "rifiuto pericoloso".
Viene da sè, solo per queste logiche e semplici considerazioni, che gli inceneritori non risolvono proprio nulla, perchè i rifuti non li eliminano, ma li trasformano solamente, e li trasformano in composti ultrafini nettamente più pericolosi dei rifuti solidi stessi. La via quindi è quella dell'eliminazione stessa del concetto di "rifiuto", ovvero che nulla è rifiuto ma tutto può essere riutilizzato e riciclato, senza eccezzione.

Con una raccolta differenziata porta a porta spinta, si può arrivare tranquillamente all'80% del recupero di materiali.
Per quella parte di rifuto che non si può, al momento, ancora riciclare, il cosidetto "secco" residuo, si può operare un ulteriore selezione dei materiali recuperabili attraverso una selezione meccanica che recupera plastiche ed altri materiali che sono finiti nel "secco". Infine, attraverso un estrusore, ovvero un macchinario che omogenizza per sfregamento il materiale residuo si ottiene una preziosa sabbia sintetica, molto ricercata sul mercato, col quale si possono fare un infinità di cose.
Con tutto questo si può arrivare ad una riduzione dei rifiuti del 98%, quindi la quasi totalità. Il restante 2% è una briciolina di materiale inerte che si può tranquillamente accantonare.

I costi di tutto questo? Nettamente inferiore a quelli di un inceneritore! Considera che l'inceneritore di Parma doveva costare sui 180 milioni di euro (poi lievitati, a quanto pare, a circa 300 milioni, motivo per cui l'affare è diventato antieconomico e il Comune di Parma se ne è accorto, per cui ora non vorrebbero più farlo), mentre un estrusore costa circa 10 milioni di euro. Tale macchinario è già adoperato a Vedelago, in cui esiste un centro di compostaggio apposito, per cui esistono dati di riferimento e certificati in proposito. Stiamo parlando di cifre assai inferiori a quelle di un inceneritore, addirittura irrisori se messi a confronto.

I tempi? L'obiettivo di Parma, così come quello di tutti i comuni che hanno aderito al progetto "Rifiuti Zero" (oltre 50 per ora, ma destinato a crescere ulteriormente) è di arrivare a questo risultato nel 2020. Ovviamente ci vorrà del tempo, ma intanto, più passa il tempo, e più la quota di eliminazione dei rifiuti senza discariche ed inceneritori aumenta progressivamente.

Al di là di dati puramente numerici, di costi e tempi, il motivo principale per cui si deve seguire questa strada è e rimane la salvaguardia della salute dell'uomo e del nostro pianeta.... questo è e deve essere la base di tutto! Pensiamo solamente a quanto Co2 viene risparmiato, non utilizzando inceneritori....

Esperienze simili a queste stanno avvenendo naturalmente in altre parti del mondo, su tutte San Francisco (una città da 800mila abitanti) e in Olanda, dove stanno progressivamente chiudendo tutti gli inceneritori. Dati ed esperienze estere ci sono quindi, sebbene che il progetto rifuti zero sia in evoluzione in tutto il mondo, e la stessa città di Parma è molto vicina al modello olandese del trattamento dei rifiuti, tanto che lo stesso Sindaco di Parma Vignali è stato invitato in Olanda a vedere come stanno risolvendo il problema dei rifuti.
E in America, tanto per dirne una, non costruiscono più inceneritori dal 1995.

Come si può ben vedere da tutto questo e da tanto, tanto altro ancora, gli inceneritori, oltre ad essere strumenti di elevatissimo danno ambietale, sono ormai assolutamente obsoleti e superati. In una società che deve tendere verso l'eliminazione stessa del concetto di rifiuto, non si capisce proprio più a che cosa possano servire gli inceneritori. Che Parma voglia costruirne uno (non i cittadini di Parma, intendiamoci) è una cosa totalmente assurda, che non ha nessuna ragione di essere, e in totale controtendenza con quello che sta avvenendo in altre parti del mondo.

18
25 Ott 2011
alle 11:35

ForseTroppoVecchio

@Marco Arvey

Intervento interessante. Ho letto il materiale prodotto dal GCR. Alcune delle affermazioni ivi contenute non le ritengo condivisibili, o per lo meno non vedo dati a supporto. Tuttavia non ho trovato uno straccio di business case. Come si può valutare l'alternativa se non ne si conoscono (quantitativamente) costi e benefici? Quali scenari, quali tempi? Se fossi io il politico chiamato a decidere sulla base degli elementi prodotti, vi chiederei un serio supplemento di indagine. E ve lo chiederei perchè sarei entusiasta di una soluzione alternativa che funzioni meglio! Ma così come esposta, non è neanche valutabile. Perchè non chiedete il supporto a chi questi impianti li produce per un'analisi più completa e dettagliata? Almeno loro dovrebbero avere tutto l'interesse a spendere tempo e competenze in tal senso. Oppure chiedere riassunti e cifre dalle esperienze estere (magari roba certificata).

Considera che questo commento viene da uno he ha vissuto tutta la vita in estrema prossimità di inceneritori, raffinerie ed arterie stradali di rilevanza nazionale. Sarei oltremodo felice ci fossero alternative razionali. Ma come cittadino e persona, spero, seria pretendo la forza dei fatti e delle cifre a supporto.

@zio tibia

Cosa speri di ottenere quando esordisci insultando gente che non conosci? E cosa ottieni invece, di solito?

17
24 Ott 2011
alle 22:46

Marco Arvey

Rispondo a ForseTroppoVecchio.

Caro amico forse non lo sai (forse perchè sei TroppoVecchio come dice il tuo nick), ma le alternative solide, documentate e più condivisibili in alternativa all'inceneritore ESISTONO eccome.

Prima di tutto bisogna potenziare la raccolta differenziata porta a porta che, come dimostrato per esempio nel comune di Noceto, il più virtuoso della provincia di Parma, può superare l'80%. La restante parte di indifferenziato che ancora si può recuperare, attraverso processi di estrusione a freddo, viene trasformata in preziosa sabbia sintetica con la quale si possono realizzare una moltitudine di cose.
Questo è quello che sta avvenedo a San Francisco negli USA, è quello che avverrà in Olanda dove la società Van Gansewinkel Groep (la Iren olandese che ha abbracciato questo progetto) smantellerà in breve gli inceneritori presenti sul territorio nazionale, ed è la strategia che hanno abbracciato ben 57 comuni nel nostro paese e che viene denominata "Strategia Rifiuti Zero".
Questa è la strategia che anche noi di Parma vorremmo adottare e che è stata già depositata dal GCR (Gestione Corretta Rifiuti) di Parma in alternativa all'inceneritore, di cui non ci sarebbe alcun bisogno, così come non ci sarebbe più bisogno di alcuna discarica.




16
20 Ott 2011
alle 06:51

Hiei

"TEPCO ha dichiarato che le operazioni di raffreddamento e spegnimento "alternativo" dei reattori danneggiati proseguiranno ancora almeno dieci anni"

Quanto lavoro per tanti operai! Keynes dimostra ancora una volta il suo valore! :'D

15
19 Ott 2011
alle 21:11

zio tibia

@12

faccio finta che non sei un troll idiota: la soluzione è la raccolta differenziata SPINTA.

Se le fanno a Capannori non vedo perchè non si può fare da altre parti. Che palle dover scrivere sempre le stesse cose, informatevi un po' prima di scrivere le prime cose che i vostri due neuroni vi suggeriscono

14
19 Ott 2011
alle 19:46

medo

ot: FUKUSHIMA: TEPCO RAFFREDDERA' ANCORA 10 ANNI

TEPCO ha dichiarato che le operazioni di raffreddamento e spegnimento "alternativo" dei reattori danneggiati proseguiranno ancora almeno dieci anni prima di poter eventualmente estrarre e trattare il combustibile coinvolto dall'incidente. TEPCO ha aggiunto che invece le operazioni di bonifica e demolizione dell'intera centrale di Fukushima dureranno ancora "parecchi decenni"... 

link: ...actualites-news-environnement.com/27246-fermeture-froide-reacteurs-Fukushima.html

13
19 Ott 2011
alle 16:04

Max Bertoni

Far chiudere gli inceneritori si può! Ve lo dice uno che sta a pochissimi chilomeri da Pietrasanta.

Grazie per averci citato come esempio! Un po' di sostegno non guasta mai... :-D

12
19 Ott 2011
alle 16:03

ForseTroppoVecchio

E quindi dove lo realizziamo? Sindrome Campana? NIMBY?

Se gli abitanti o chi per loro hanno alternative solide, documentate e più condivisibili, perchè non le condividono? Se la società civile, così ricca di esperti (le molecole di ferro cosa?), non riesce a produrre proposte che stanno in piedi tecnicamente, economicamente e politicamente, farà sempre l'impressione di un gruppo di bambini che batte i piedi perchè è ora di mettere a posto la cameretta.

11
19 Ott 2011
alle 15:40

medo

Cosa volete che sia un po' di diossina nel formaggio, nella pasta o direttamente nelle carni dei lavoratori limitrofi? E' il futuro, è il progresso, è l'industria che muove l'Italia...

10
19 Ott 2011
alle 14:09
9
19 Ott 2011
alle 13:34

Mike

OT era ora che mettessero un filtro ai commenti, non se ne poteva più dei troll. ridiventerà un blog decente. speriamo che anche su crisis succeda la stessa cosa!

8
19 Ott 2011
alle 00:00

Mauro

@7: fatto immediatamente!
Anche se temo che a loro delle email non ne fregherà un granchè.Loro guarderanno di quanto caleranno i consumi (penso non di molto, visto che la gente non è

informata). 

7
18 Ott 2011
alle 20:58

Parmigiano Grattugiato

Basta passare al trentingrana, facendoglielo sapere in anticipo: 

staff@parmigiano-reggiano.it

Testo suggerito:

"la zona di produzione è, per me, troppo vicina all'inceneritore. Non appena entrerà in funzione l'inceneritore sarò costretto, mio malgrado, a passare al trentingrana. Se tenete a me potete fare quello che ritenete opportuno per fermare i lavori. Se pensate invece che io non sia interessante per voi ignorate questa mail. Cordialmente"

6
18 Ott 2011
alle 19:52

zio tibia

cittadini di Parma... fate le barricate contro il cancrovalorizzatore! A Torino ci hanno appena (quasi) finito di costruire un mostro in periferia e si svelano i giochi di potere... per mantenerlo Fassino e co. stanno privatizzando le municipalizzate dei rifiuti e dei trasporti senza il minimo rispetto del quesito refenderario di qualche mese fa, contro il parere della corte dei conti e contro il buonsenso, indebitando ulteriormente la città più indebitata d'Italia. Questi politici sono dei FIGLI DI PUTTANA (Debora perdonami ma ci vuole), dobbiamo liberarcene più presto

5
18 Ott 2011
alle 19:19

mattia

Grazie Debora per aver reso noto la vergogna che sta avvenendo nella mia città...

NO ALL'INCENERITORE !!!!!!!

4
18 Ott 2011
alle 18:53

Kaio

Ai Castelli Romani, a 25/30 Km da roma, vogliono fare un inceneritore tipo. La zona è popolata da almeno 300.000 persone nel raggio di 8/12 Km. L'immondizia arriverà anche dall'Urbe Romana e li sarà bruciata. Il danno che riceveremo è facilmente immagginabile. Stiamo resistendo affinché questo inceneritore non parta con cortei organizzati da associazioni molto agguerrite. Si è capito solo una cosa: bisogna alzare la voce contro gli interessi sporchi di pochi. Io, per ritornare al discorso dell'inceneritore vicino alle fabbriche, dal mio canto non compro pasta Barilla e suoi affini gia da moltissimi anni. Non mi piacciono i suoi proprietari, non sono corretti con i consumatori, cosa che ci si aspetterebbe da una azienda di tale genere, non scrivendo mai sulle confezioni se le loro farine sono o non sono ogm e da dove provengono (temo che si riforniscano anche in Ucraina, dove c'è Cernobil). Hanno una massiccia produzione di generi alimentari che vengono inquinati da molecole di ferro rilasciate dal consumo dei loro macchinari. Queste molecole di ferro non sono assorbite dal nostro corpo che le riconosce come agenti da distruggere. Le molecole però, in quanto ferro, non si lasciano distruggere e si infiltrano nei nostri tessuti. Da li verranno i tumori. Dura ma è realtà. Ora mi dite che si aggiungeranno furani, diossine e altre schifenze varie alla lavorazione dei loro prodotti e allora, dico io, aumenterà la diffidenza dei consumatori a danno di posti di lavoro. Dovete scendere in piazza, organizzarvi, iniziare a fare i nomi dei profittatori e dei politici collusi. Azione in questo caso è prevenzione, prima che sia troppo tardi.   

3
18 Ott 2011
alle 18:46

alexa

un fatto simile l'aveva denunciato Gianni Lannes tempo addietro e ,se ben ricordo,aveva avuto grane con gli avvocati della Barilla.(Dopo aver letto ciò avevo inserito anche Barilla nella lista di marchi da boicottare,lista che diventa sempre più lunga)

2
18 Ott 2011
alle 18:41

Hiei

Curiosità: ma i Barilla non hanno niente da dire? Se ne sbattono? Pare strano...

[OT]

Sono appena rientrato a casa e c'ho la neve praticamente 50-100 metri appena più in quota - e non sto a tremila metri ma a meno di duecento s.l.m. - quindi per quel pirla a cui avevo detto che a sparare la vaccata del "autunno più caldo degli ultimi 150 anni" senza aspettare nemmeno novembre avrebbe fatto una colossale figura da pirla, solo una cosa: PIRLA! :'D

Comiche viventi, gli inglesi che rientrano in mini-era glaciale apprezzerando conoscendo il loro humor:

http://yidwithlid.blogspot.com/2011/10/global-warming-update-britain-faces.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Meno felici i giappi visto che il reattore uno ogni tanto fa i gayser radioattivi a quasi 5 sievert l'ora:

http://fukushima-diary.com/2011/10/breaking-news-water-vapor-splashed-at-reactor-1-4-7svh/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+FukushimaDiary+%28Fukushima+Diary%29

Debbie, te che sei rimasta a "38 ore alle fusione se mio zio in carriola smette di innaffiare", prima che diventi fosforescente senza manco accorgertene magari dacci un occhio... :'D

1
18 Ott 2011
alle 17:08

massimo

non lo farano. Intorno all'inceneritore di Montale PT sono 15 anni che progettano megainceneritori, che vengono stoppati dalla rivolta popolare. Non so perchè li annunciano, forse per far correre le pecorelle impaurite dal politico di zona, che dimostra la sua disponibilità ad ascoltarle e poi ad accontentarle. Anche questo porta voti. Per inciso, tra qualche anno non ce ne sarà nemmeno più bisogno. Vedrete che alla fine anche del 2012 come saranno calati i consumi.

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