Uno sguardo dal picco
Tutti si flagellano per via che abbiamo fatto una figuraccia con la UE, che ci aveva chiesto misure e riforme strutturali "per la crescita" ottenendo invece soltanto una letterina in stile Totò e Peppino. D'altronde, non si può negare che sia in corso una grande morìa delle vacche.
Nessuno però, neppure tra i più critici, si sofferma a pensare quanto sia opportuno continuare ancora con questo magico mantra della crescita. Mantra, perché sembra proprio che occorra evocarla almeno dieci volte al giorno per fare sì che resti tra noi e non ci abbandoni proprio adesso.
Invece, sembra che malgrado le continue orazioni e i buoni propositi, la crescita sia fisiologicamente destinata ad lasciarci molto presto, forse nel 2012. I numerini li mette insieme Gail the Actuary di TOD, e non sono tranquillizzanti. Gail isola sette crisi convergenti:
Richiamandosi a "Limiti dello sviluppo" del 1972, uno dei libri più bipartizanamente infamati della storia (gli ufficialisti l'hanno definito "sbagliato", i complottisti "pericoloso"), Gail ricorda che la situazione è persino peggiore: gli autori del testo non considerarono infatti né l'impatto del debito, né quello dei prezzi del petrolio e delle altre risorse sul sistema. Questo è il grafico dei limiti:
Una convergenza di fattori: aumento di popolazione, nascite e inquinamento, crollo delle risorse, del cibo, della produzione industriale, picco dei servizi pro capite, a cui vanno aggiunti appunto il debito e i prezzi dell'energia. Dice Gail:
Il modello non considera la possibilità di spostarsi da una situazione di "debito crescente" a una di "debito decrescente". Se ciò accade proprio quando siamo al limite delle risorse, ci si possono aspettare curve e discese più ripide di quelle che vediamo nel modello.
Tutto ciò ha buone chances di verificarsi nel 2012. Entriamo nel 2012 con molte nuvole sulla testa, conclude Gail. Ha senso allora basare tutti i nostri programmi per il futuro su un'improponibile e irrealizzabile "crescita"? Stiamo sprecando il nostro tempo nel perseguire strade e consigli sbagliati, pretese sbagliate, dottrine del tutto sbagliate. Il guaio è che la sensazione è che gli addetti ai lavori non siano nell'incoscienza, ma viceversa ne siano perfettamente al corrente. Perché allora continuare a far finta di credere in questa favoletta, che la bacchetta magica della crescita tutto risolverà? Non si sa. Forse perché come si fa con i bambini, dire la verità mette paura.
Manca
8. Il cambiamento climatico e i suoi costi immediati (Liguria, Texas, Somalia...) e a lungo termine.
Vogliono la crescita nominale, ovvero l'inflazione. Sono anni che cercano di far ripartire l'inflazione ma hanno ìavuto delle difficoltà, ma ci riusciranno a farla ripartire. Con l'inflazione non hanno bisogno di tagliare le pensioni, continui a mandarli in pensione a 50 anni ma con 1.200 euro di (buona) mensilità ci riempi un carrello al supermercato alcolici esclusi. Nienti scioperi niente violenze, due sberle in faccia e il ceto medio non si accorge del calo del potere di acquisto della moneta, continua a parlare di auto blu e di escort. L'importante è che sia felice così....
@Paolo B.
..... Se poi credi che sia il caso che i politici, qualunque essi siano, si sveglino una mattina e dalla televisione ci dicono: Beh!? la situazione è quella che è: andrà sempre peggio e inevitabilmente dobbiamo rivedere al ribasso tutto il nostro sistema occidentale basato sul benessere diffuso. Se pensi che questa sia la strada e che tutto il popolo dica: ah!? va bene grazie che c'è l'avete detto ora siamo più tranquilli....
Se pensi che vada così pensa pure che dico stronzate. Io non ne sono così sicuro
a Paolo B.
I ricchi e gli straricchi, c'erano prima dell'era del petrolio, ci sono durante e ci saranno pure nel periodo post picco, così come i politici cazzoni.
Quelli che fanno la differenza sono i popoli occidentali che per 50 anni hanno benestato a discapito del resto del mondo. E questo credo che quì lo sapete bene.
Per me si possono pure azzerare stipendi e benefit alla classe politica.
Che poi questo risolva i problemi strutturali portati da in sistema in naturale evoluzione... beh!?... francamente non credo.
@16
E poi diventati scarsi anche gli alberi da tagliare, i pesci, gli animali da mangiare, la popolazione decrescerà (ma il processo sarà cominciato già da prima), fino a raggiungere un numero compatibile con le risorse rimaste. Nel 1930 eravamo circa due miliardi, ma in una società in crescita economica, nel nuovo medioevo, in un mondo prosciugato della maggior parte delle risorse, chi lo sa, ma è sicuro che con le premesse attuali (a politiche di decrescita dolce nulle) il crollo demografico sarà rapido (pochi decenni) e devastante...
#16
...Ma non capisco come un futuro popolo di giovanissimi (malati e poveri) del futuro potrà pescare in alto mare con imbarcazioni a vela, visto che quando saranno tantissimi, l'industria della pesca conterà solo su qualche mega-nave e tutto il resto dei pescatori non potrà uscire perchè in mancanza perenne di carburante. Insomma: ci sono discrepanze. Puoi cacciare tutto quel che vuoi, con fucili, ma costruire un proiettile è un'operazione industriale molto complessa che si svolge in sempre meno industrie nel mondo già ora, figuriamoci a cosa servirà un fucile tra un secolo quando non esisteranno praticamente più munizioni...
@medo
La sinusoide non torna piu` su perche' quando (secondo il modello) ci sara` il doppio della popolazione odierna, la gente per cucinare seghera` e peschera` in barba a qualunque legge, direttiva, normativa, divieto o come i lungimiranti governi del futuro la chiameranno.
Il grafico rivisto dei "Limiti dello Sviluppo", postato su TheOilDrum.com ed anche qui, ha un problema nel considerare l'andamento delle risorse... Non si capisce l'equipollenza tra risorsa energetica o materie prime. E pare che fino al 1900 si sia consumato "mondo" in maniera trascurabile, cosa che non è vera guardando alle foreste originarie scomparse totalmente e che in gran parte non torneranno mai. Bisogna anche aggiungere che invece altre foreste torneranno, che gli stock di pesce nei mari potrebbero ri-aumentare dopo l'overshoot in corso, quindi non capisco perchè la sinusoide del grafico viene giù in quel modo e non torna più in alto...
@6
Come innumerevoli volte sottolineato qui e altrove il problema non è la SCARSITA' DI RISORSE quanto piuttosto la SCARSITA' DI RISORSE A BASSO COSTO, dove con costo si intende COSTO ENERGETICO (sforzo che devo fare per ottenere il risultato).
I GUADAGNI IN EFFICIENZA fanno si che, a parità di sforzo ottengo un risultato migliore, oppure che ottengo lo stesso risultato a sforzo minore.
Finchè GUADAGNI IN EFFICIENZA > AUMENTO COSTO ENERGETICO allora la giostra continua a girare. Quando la condizione non è più vera, allora la giostra comincia a frenare (Sindrome del GIOCO CHE NON VALE LA CANDELA).
Per una iperbole di quanto sopra, consultare questo articolo:
http://physics.ucsd.edu/do-the-math/2011/10/stranded-resources/
@2
Ma i nostri governanti europei (italiani inclusi) vengono strapagati per dire le stronzate che dicono e che fanno (seppur in ottica decrescita di cui non ci parlano e che portano avanti nel peggiore dei modi possibili). Stanno facendo pagare il prezzo della decrescita interamente alla gente comune, mica ai ricchi e straricchi, ed è per questo motivo che ti dico che hai scritto la più grande stronzata dicendo che si comportano in modo corretto.
Ma per piacere...
@6
Interrogati sui costi (effettivi e ambientali) crescenti per estrarre carbone e shale gas (quello che deprime i prezzi), oltre che i disastri ambientali e i costi relativi agli scisti canadesi e mettili in ottica picco. Le ere non finiscono per la reale scarsità delle risorse ma per i costi non più economicamente convenienti al fine di renderle consumabili. E questo limite dei costi è molto vicino.
Piccola precisazione: il picco del carbone è previsto intorno al 2025 ai consumi attuali, una manciata di anni che diminuiscono se ipotizziamo l'aumento dei consumi...
la penso come arturo.... gli usa,grazie anche al sud america,non hanno problemi di petrolio ed ora con il gas che hanno trovato stanno praticamente sereni per decenni.
Pertanto fino a quando staranno così perchè dovrebbero minimamente pensare di abbassare la crescita? poi parliamo dello stato liberista per eccellenza...ormai quella mentalità a meno di catastrofi non la cambi.
Per me i primi problemi si vedranno in europa , alcuni stati non possono andare avanti con il costo del petrolio così alto noi sopratutto.Personalmente abito a Roma che ha mezzi pubblici non adatti e per motivi logistici sono costretto a prendere la macchina....nell'ultimo anno è diventato proibitivo... pertanto il primo passo da fare e puntare sulla mobilità pubblica, ma voi credete che da noi lo faranno?
@ Fabio G
Non so cosa sia la "illicenziabilità" ma sicuro non esiste in Italia, basta guardare le statistiche dei licenziamenti in atto, magari camufatti sotto varie diciture.
Se c'è un problema di classi dirigenti inamovibili e corrotte non si risolve "mobilizzando" gli altri.
La mobilità deve essere agevolata ai livelli alti, non a livello della riduzione ulteriore dei redditi del lavoro.
Se ci va bene, a noi sazi e obesi ci toccherà un rientro amaro.Ma credo che dovremo lasciare qualche zuccherino ai cinque settimi dell'umanità che masticano amaro da tempo, se vogliamo che il nostro rientro non sia di fiele.
Il fango lunigiano di queste ore dovrebbe ammonirci efficacemente.
Solo le menti dei pecuniocefali megalomani salmodiano incessantemente la litania della crescita indiscriminata.I sani di mente hanno capito che che quel neo-liberismo neo-capitalismo non è solo un neo come quello tirabaci in voga nelle corti del settecento, ma è in realtà un letale carcinoma epiteliale.
E che all'ultimo stadio porta inesorabilmente alla tomba.
Marco Sclarandis
allora, il governo sta massacrando le classi più deboli e l'europa applaude, la stessa europa salva ( forse per l'ultima volta ) le banche: e poi?
cosa pensano di fare? dove credono di andare? stiamo rischiando di brutto, l'implosione della società, la barbarie...nonostante non sia più giovane mi sorprendo ancora della ferocia di questa gente, di questo maledetto sistema e credo anche sia chiaro che non siamo alla fine ma all'inizio di un casino di proporzioni sconvolgenti.
attendo trepidante il commento di ottimo massimo... :-)
D'accordo in linea di massima, ma a ben guardare nel celebre studio sui limiti della crescita si prevede, nello scenario1 quello più probabile, che tutto sia dovuto alla crescente scarsità di risorse. Ora, anche se prezzi ed estrazione delle risorse sono disaccoppiati fra loro, la prduzione non segna ancora una forte riduzione nel volume. A parte una fase di "plateau" del petrolio, si estraggono ancora a piene mani gas e (purtroppo) carbone: infatti di picco di carbone non se ne parla proprio e di gas naturale c'è un oversupply che deprime anche i prezzi ... insomma, motivi finanziari a parte, non mi sembra che la crisi attuale sia generata (ancora) da scarsità delle risorse naturali.
ma NOOOOOO ma cosa dici mai..... codesti sprovveduti non considerarono neanche il fracking, la meraviglia dello sviluppo che ci salvera´ ........e ci permettera´ di continuare a crescere all´ infinito, sempre se non diamo retta a quei cattivi bolscevichi travestiti da ambientalisti; ecco una chicca imperdibile:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9206
Avevano ragione i Maya visto, e' come dice Giacobbo
" Perché allora continuare a far finta di credere in questa favoletta, che la bacchetta magica della crescita tutto risolverà? " ... forse perché il potere politico è basato sul consenso ?
Più che "crescita" la ricetta UE di Draghi & C. sottointendono misure per attenuare il progressivo e inevitabile impoverimento.
Garantire l'illicenziabilità per i lavoratori privati e soprattutto statali se andiamo incontro ad una irreversibile crisi del sistema mi pare per lo meno una stronzata no?
Così come garantire la pensione ad uno che vuole andarci prima dei 60 anni, quando cmq questo per campare, in un mondo che come dite spesso quì è arrivato alla frutta del suo benessere, dovrà cmq arabbattarsi in qualche modo non è poi così saggio no?
I diritti costano e non c'e li possiamo più permettere o cmq vanno usati ma con parsimonia.
Punto.
I nostri governanti europei lo sanno e mi sembra che si comportino in modo corretto indorando con la parola crescita la pillola dell' inevitabile precarietà futura.
La decrescita felice (se si vuole davvero) passa anche e soprattutto da quì, facciamocene una ragione.
Ecco lo Riotta-pensiero sui limiti dello sviluppo e non solo:
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/426578/
alle 21:36
mariodue
beh questa vi dovrebbe interessare...
http://www.whatdoesitmean.com/index1533.htm