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Il report annuale EIA.

Lunedì 31 Ottobre 2011, 10:25 in Esperti di

E' da poco uscito il report annuale dell'EIA, l'Energy Information Administration americana. Una montagna di dati leggibile e scaricabile da qui, per chi vuole divertirsi a scoprire le "chicche" nascoste.

Una di queste, ad esempio, è il grafico che riporta lo storico dei costi da sostenere per aggiungere un barile di petrolio alle riserve. Nel grafico viene usatà l'unità di misura COE, crude oil equivalent, ovvero 5,8 milioni di BTU a prescindere se la fonte sia petrolio, gas o gas liquido. Da notare il balzo all'insù che tali costi mostrano a partire dal 2005, rispetto ai 30 anni precedenti: ciò coincide con il picco nella produzione, e con l'avvento del greggio più difficile da estrarre, come le sabbie, il petrolio oceanico e quello polare.

Expenditures-Per-Barrel-of-Reserve-Additions-1975-2008-Three-Year-Moving-Average.png

Se scoprite altri grafici interessanti, segnalateli nei commenti.

8
8 commenti
8
04 Nov 2011
alle 08:51

anacho

Il balzo all'insù è stato determinato dalla crescita delle tariffe degli impianti quando i prezzi del greggio sono saliti, per dire una semisub di 3^ generazione come lo Scarabeo 3 è passata da tariffe tra i 50 e 60.000 USD/day a 180.000, e non vi dico cosa prende una drilling ship. I costi sono cresciuti di brutto e quindi il costo al barile scoperto è schizzato, poi gli investimenti hanno iniziato a dare il loro frutti e il costo al barile scoperto è diminuito considerevolmente.

7
02 Nov 2011
alle 08:06

Cataldo

@ andreaX 1

Si confermano le analisi sul numerario, che cammina completamente avulso dall'andamento della domanda dei paesi industrializzati. Con buona pace di chi parlava di crollo sotto i 60, etc.
Ma ormai il problema del numerario del petrolio, della sua relazione con le esposizioni bancarie, del circo dei contratti di carta,  è in secondo piano, con i vari nodi che stanno venendo al pettine nel 2011, come ben anticipato al solito dal team GEAB nei bolletini di fine 2010.

6
31 Ott 2011
alle 21:28

abc

Già perchè quel crollo a fine linea? e se il report è del 2011 com'è possibile che il grafico sia aggiornato solo fino al 2008?

5
31 Ott 2011
alle 19:56

massimo

@2 è un errore tranquillizzante?

4
31 Ott 2011
alle 19:39

alexa

interessante articolo di Oil-Man :http://petrole.blog.lemonde.fr/2011/10/31/lempire-romain-et-la-societe-dopulence-energetique-un-parallele/

lanostra società opulenta destinata al declino a causa della sua troppa complessità

3
31 Ott 2011
alle 19:30

paolo zamparutti

il balzo all'ingiu' è legato al crollo del prezzo del petrolio e al temporaneo surplus dell'offerta

infatti termina al 2008

se continuasse fino al 2011...

2
31 Ott 2011
alle 15:22

Hiei

"Da notare il balzo all'insù che tali costi mostrano a partire dal 2005, rispetto ai 30 anni precedenti: ciò coincide con il picco nella produzione, e con l'avvento del greggio più difficile da estrarre, come le sabbie, il petrolio oceanico e quello polare."

E il balzo all'ingiù altrettanto repentino subito seguente a cosa coincide?

1
31 Ott 2011
alle 15:04

andreaX

Lentamente il barile è risalito sopra i 90 dollari...


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