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L'Artico, una questione locale?

Giovedì 6 Ottobre 2011, 18:04 in Geopolitica, Peak Oil di

santa-will-work-for-oil.jpg

Un articolo di Foreign Policy titola: "Quando si tratta di perforazioni nell'Artico, tutta la geopolitica diventa locale".

Ce ne siamo sempre occupati, qui, di trivelle al Polo. Sembra che nulla potrà fermare le esplorazioni, anzi si va sviluppando una vera corsa all'oro. In Russia, dove basta la firma di Putin, la Exxon ha siglato un accordo per esplorare sotto il Mare di Kara, mentre gli Stati Uniti stanno per autorizzare la Shell a studiare il mare di Ciukci di fronte all'Alaska, dove si sbandierano ben 15 miliardi di barili di riserve estraibili (fabbisogno mondiale: circa sei mesi).

Ma tutte queste novità vengono assai dibattute e contrastate a livello locale, sia negli States che in Russia, dove il petrolio è in mano pubblica. E con qualche ragione: le trivellazioni nell'Artico potrebbero condurre al paventato "risveglio dell'etrusco", ovvero i temutissimi idrati di metano. Qui, qui e qui un po' di bi e ba in proposito.

Non solo. I costi di produzione in zone polari raggiungono livelli stellari, e per rendere conveniente tale attività bisogna pagare il petrolio assai al di sopra dei 100 dollari al barile, con quel che ne consegue. Quanto alla geopolitica, non c'è da fidarsi troppo che come sostiene il Foreign Policy sia tutta una questione di hippies che protestano localmente: c'è la Cina che ha già messo gli occhi sulle tundre, la Russia che brontola per la militarizzazione della zona e fa alzare i caccia, e gli altri Paesi che affacciano sull'Artico (Canada, Danimarca, USA) che non hanno certo voglia di farsi soffiare le risorse.

Non solo: il petrolio artico non cambierebba di una virgola il problema picco, e potrebbe darsi che quel greggio non venga estratto mai. Come mi confermò qui un anonimo esperto di vostra conoscenza...

35
35 commenti
35
10 Ott 2011
alle 10:08

Phitio

Wow? Che fai, parli come la Carmen Russo? :D

Io sono un appassionato si di GdR, ma quelli veri, quelli fatti di carta, matita e soprattutto capacita' di immaginare e raccontare storie.

Per il resto, bello il mio mezzotrollo, i grafici che ho linkato sono nel sito della Nasa, e sono serie storiche aggiornate.

Se quello che vorresti fare tu e' presentarmi un pezzettino di grafico di pochi anni dicendo "e' piatto" allora potrei mettermi a piangere per la delusione, mi aspettavo molto di piu' da te.

Se guardi i grafici che ho linkato, anche io potrei dirti che dal 1940 al 1980 l'andamento e' stato praticamente piatto! Bel sistema, il data picking, vero?

 

 

34
07 Ott 2011
alle 19:45

Hiei

@mezzonerd qua sotto

Ripeto, i grafici che hai linkato della NASA mostrano tutti una flessione della curva delle medie nell'ultimo decennio, cazzo ma li hai almeno GUARDATI? :'D

Vabbè, continua pure a fare il buffone da solo e a raccontartela (mezzotroll? stealth? Ma molla WoW, esci da casa dei tuoi e fatti una ragazza! :'D ), tanto c'è già un nuovo topic e la memoria storica che già prima era cortissima su Internet s'è accorciata ancora di più...

33
07 Ott 2011
alle 17:03

Phitio

Il mezzotroll Hiei entra in stealth mode passando vicino a Phitio, un combattimento coltellino da formaggio (hiei) contro ascia bipenne (Phitio) non fa al caso suo, quindi meglio non attirare la sua attenzione e cercare qualche vittima meno pesantemente armata e soprattutto piu' ignorante...

LOL

 

32
07 Ott 2011
alle 16:17

Hiei

"Volevo dire, allegando delle pagine web, che l'europa ha appena passato l'autunno più caldo dei suoi ultimi 150 anni, se non è GW questo."

Parli del 2011? Perchè il 2010 proprio no e ti sconsiglio di fare la cazzata che anno fatto l'anno scorso di dichiarare - guarda caso - il 2010 l'anno più caldo degli ultimi 150 anni prima dell'inverno, trovandosi a dichiararlo mentre tutta l'Europa era nella morsa del gelo per le peggiori nevicate degli ultimi due secoli e un gelo senza precedenti in alcune zone ancora da più tempo come in alcune zone dell'Inghilterra dove decine di migliaia di abitazioni rimasero senz'acqua per l'esplosione degli acquedotti con temperature fino a -24.

Si sente ancora l'eco del coro di pernacchie (a cui seguì imbarazzante ritrattazione), ma tanto assieme a ironia e sarcasmo, dignità e compagnia bella da tempo giace anche la vergogna e il vilipendio di cadavere è stato depenalizzato a quanto pare.

Quest'anno, prima di fare altre figure di merda, aspettate almeno dicembre...

31
07 Ott 2011
alle 16:12

Hiei

"Il problema è che le immissioni attuali in atmosfera sono potenzialmente catastrofiche, come è dimostrato dalle serie storiche dei ghiacci e delle rocce, è questo è un fatto."

Balle, tanto per cambiare: le serie storiche dei ghiacci non solo mostrano scarsa correlazione col CO2 ma anche periodi con concentrazioni nettamente superiori a quelle attuali...

"Le modifiche ambientali antropogeniche sono di conseguenza più pericolose, in potenza, di quelle naturali."

Poi magari ti esplode un bel vulcano sotto al culo e finisci con le palle al gelo per qualche anno a guardare i tuoi bei pannelli solari che senza il sole diventano puramente decorativi e ti senti proprio un cogl... :'D

"I grafici della nasa di cui vai sparlando ( diciamo meglio, millantando) sono qui"

E mostrano tutti una flessione negli ultimi anni a quanto pare.

Quanto alla temperatura nel 1910...ahahahah, me la immagino oltre un secolo fa la rete globale di termometri di precisione con accurati rivelamenti stagionali, come no... :'D

Barzellette, as usual: comunque chi vuole divertirsi può inserire in un qualsiasi motore di ricerca "NASA admit cooling" e farsi due risate.

Sconsigliato agli spacciafuffa e ai fanatici settari.

(non è che la cosa renda di per sè una buona idea continuare a trivellare petrolio e gas nei modi più dementi o mantenere un modello industriale ridicolmente osoleto a beneficio esclusivo dei soliti noti, solo da essi non farsi bellamente prendere per il culo a oltranza: quando uno vede tutti i giorni più volte al giorno spot su Euronews contro il global warming SPONSORED BY SHELL o EXXON...controllare per credere).

30
07 Ott 2011
alle 15:28

Paolo B.

@24 ziomaul

E quella del riscaldamento globale è la verità sacrosanta, vero? Ha parlato dio (con la d minuscola)...

29
07 Ott 2011
alle 15:05

Cataldo

OT - Autunni
Non è l'autunno caldo che attesta un trend, cosi come non è la NASA ad avere il quadro della situazione effettiva del riscaldamento.
Il problema è che le immissioni attuali in atmosfera sono potenzialmente catastrofiche, come è dimostrato dalle serie storiche dei ghiacci e delle rocce, è questo è un fatto.
Anche le ultime rilevazioni su periodi di riscaldamento precedenti, quelli che hanno lasciato tracce leggibili, attestano che un rilascio in atmosfera di cosi grandi quantità di prodotti della combustione in cosi poco tempo non ha precedenti, almeno dal triassico in poi.
Solo pochi anni addietro si pensava infatti che nel passato ci fossero stati eventi di riscaldamento ultrarapidi, ma gli studi recenti hanno confutato questa ipotesi. In altri termini la produzione energetica attuale dell'umanità non solo e su un ordine di grandezza almeno paragonabile, come impatto,  agli eventi geologici ed astrali che hanno accompagnato la storia climatica del pianeta, ma i tempi umani non sono quelli geologici:  la biologia non alcuna possibilità di eventuali adattamenti.
Le modifiche ambientali antropogeniche sono di conseguenza più pericolose, in potenza, di quelle naturali.
Che il dibattito su questi fenomeni sia inquinato non deve farci perdere la bussola dei fatti acquisiti nel tempo, risultano evidenti le manipolazioni sul GW, e le politiche fallimentari che ne sono derivate, come quella sul bioetanolo in USA, o i programmi di "riforestazione".
PS
Tra i fenomeni ad effetto soglia che possono essere innescati in tempi rapidi non c'è solo quello degli idrati in fondo al mare, ma anche quello del permafrost, che potrebbe modificare il modello attuale, che invece vede per il nord un beneficio dato dall'estensione delle foreste, gli ultimi calcoli mostrano che l'apporto del permafrost in forma di rilascio di metano sopravanzerebbe di gran lunga quello dell'accresciuta copertura forestale. Intanto ho raccolto gli ultimi pomodori da terrazzo, che forse arriva l'autunno :)

28
07 Ott 2011
alle 14:52

Phitio

Forza Hiei, dimmi di quale grappa ad alto tasso alcoolico ti sei fatto ultimamente, da quale esperto spacciatore di grafici ti sei andato a rifornire, e soprattutto dimmi che numero del dado da 6 ti esce quando replicherai, giusto per capire se avro' di fronte la meta' Troll o quell'altra, qualunque essa sia.

I grafici della nasa di cui vai sparlando ( diciamo meglio, millantando) sono qui

http://data.giss.nasa.gov/gistemp/graphs/

E a quanto pare dicono qualcosa di *leggermente* diverso da quello che affermi

Saluti alla parte non troll.

27
07 Ott 2011
alle 14:42

Cataldo

Il petrolio in artico deve essere visto sempre in una prospettiva strategica, il fatto stesso che si vada a fare i prospetti mette in moto la catena del supporto, si attivano i comandi militari, etc etc. In questo quadro i termini di ritorno degli investimenti non si calcolano in prezzo dei barili.
Il tesoro principale dell'artico è nel controllo delle rotte transoceaniche, sul piano delle risorse, oltre al futuribile petrolio, c'è il pescato, ma il motore primario dell'interesse è altro.

26
07 Ott 2011
alle 14:39

andreaX

Il server non mi pubblica il commento se metto dei link.

Volevo dire, allegando delle pagine web, che l'europa ha appena passato l'autunno più caldo dei suoi ultimi 150 anni, se non è GW questo.

25
07 Ott 2011
alle 14:26

mariodue

Senza le "big banks" non si porterà a termine nessun mega-progetto nell'Artico

medo ma che stai a di? da quando in qua la russia per estrarre petrolio ha bisogno degli occidentali? stai a scherzà??? semmai quando sono arrivate le banche occidentali la produzione russa crollò... 

24
07 Ott 2011
alle 14:21

ziomaul

"miii almeno tenersi aggiornati sulle minchiate da sparare... :'D! Quella della bufala del raffreddamento è spassosissima!

Ciao

 

 

 

23
07 Ott 2011
alle 13:39

Hiei

"Dico semplicemente che il GW gioca a favore delle esplorazioni petrolifere"

Quello che anche la NASA ormai ammette essersi fermato quasi 10 anni fa?

Ciccio, non te li hanno dati i prestampati nuovi? Il pianeta si sta raffreddando da almeno 8 anni quindi adesso la propaganda la dovete fare sul "Climate Change", il "Global Warming" è stato cassato ufficialmente - miii almeno tenersi aggiornati sulle minchiate da sparare... :'D

22
07 Ott 2011
alle 13:27

medo

Senza le "big banks" non si porterà a termine nessun mega-progetto nell'Artico. Se è vero che il "first oil" deve uscire tra circa 12 anni, beh tra 12 anni di big banks ce ne saranno poche e gli investimenti per il petrolio artico saranno un'idea come un'altra, del passato e che nel passato resterà...

21
07 Ott 2011
alle 12:23

andreaX

Dico semplicemente che il GW gioca a favore delle esplorazioni petrolifere (ma anche delle rotte commerciali) dell'artico. Forse un giorno il GW avrà reso invivibile il resto del mondo e magari proprio i poli saranno diventati le nuove terre temperate.

20
07 Ott 2011
alle 12:13

Paolo B.

@19

Documentati sullo stato della corrente del golfo e le implicazioni, e sull'attività solare e poi vediamo se sei ancora così convinto che il GW sia un semplice riscaldamento di tutto. Ed i discorsi sui costi di estrazione e di quello del barile li hai letti? 

Dai, non essere così semplicistico...

19
07 Ott 2011
alle 12:08

andreaX

@16

Mica tanto, il global warming rende il polo nord sempre meno freddo e le sue acque sempre più navigabili, questo a sua volta incentiva l'estrazione in loco di petrolio, la quale aumenta il global warming....  e così via, il circolo vizioso può proseguire.

18
07 Ott 2011
alle 12:00

Paolo B.

OT

Intanto la Grecia brucia di proteste popolari http://www.beppegrillo.it/2011/10/atene_brucia/index.html .

Forse che il governicchio B. non prende i provvedimenti consoni alle richieste della strozzina BCE perché ha un occhio agli avvenimenti greci? Paura di bruciarsi il culo con l'incazzatura delle persone? Anche se siamo gli indolenti Italiani oggi, a furia di essere presi a calci dai maggiordomi politici della finanza, domani potremmo davvero arrabbiarci.

Tutta l'Europa dei popoli è una polveriera potenziale pronta ad esplodere sotto il culo dell'europa delle banche...

17
07 Ott 2011
alle 11:54

silviu'

"Come mi confermò qui un anonimo esperto di vostra conoscenza.".

Ah! I bei tempi di Geppetto, altro che Hiei...

16
07 Ott 2011
alle 11:46

Paolo B.

Tutta aria fritta il petrolio all'artico. Stanno facendo le grandi manovre i paesi che vi si affacciano, ma i costi immensi di estrazione, il prezzo del barile davvero insufficiente a giustificare un avventura artica ai limiti della fantascienza(ed oltre i 100 dollari manda all'aria l'economia) ed un 'incognita clima che è incognito più che mai (la corrente del golfo ai minimi storici, l'attività solare ad un massimo molto debole, condizioni che fanno pensare più ad un  raffreddamento globale prossimo venturo che al contrario), congiurano contro le riserve teoriche artiche, decisamente delle nane rispetto agli elefanti su cui si regge questo lercio paradigma.

Non sanno più dove appigliarsi per mantenere il moribondo business as usual...

15
07 Ott 2011
alle 10:43

Gianluca

Da me nonostante il prezzo della benzina al litro sia arrivato a liveli mai visti, ieri, come oggi e come domani (Sabato) io vedo sempre gente che va in giro a fare spese, a muoversi incessantemente ad ogni ora del giorno, con clacson che strepitano, urli di chi è stato bloccato da macchine in doppia fila, SUV e macchinone ultracostose che sfrecciano . . . . . l'unica cosa che è cambiata è che è più evidente la sperequazione di reddito, sulla Tiburtina c'è più gente che chiede l'elemosina, una signora che chiede caffè, pane, latte, una povera ragazza che si mette in ginocchio indossando il cartello "ho fame, vi prego, qualcosa per vivere" che mi fa una pena immensa, il resto della gente, quella che ha il portafoglio gonfio (almeno all'apparenza, a quanto vedo io) spende e spande, continua a correre tronfia di borse della spesa, di vestiti di marca e non vuole vedere altro che lo strombazzare della propria vanagloria. Tutto il resto, l'iniquità, le disuguaglianze di potere, reddito, la povertà strisciante che abbraccia più persone di prima, non gliene frega proprio niente, almeno fino a quando non sono loro stessi ad esserne colpiti.

14
07 Ott 2011
alle 10:22

Phitio

Hai ragione quando dici che 15 miliardi di barili sono 6 mesi di consumi mondiali attuali, ma devi portare il ragionamento tenendo conto di due twist:

1) quelli pensano che quel petrolio serva solo per l'economia domestica: non ci pensano nemmeno ad esportarlo

2) quelli pensano che quel petrolio serva per assicurarsi un vantaggio geopolitico (leggi con quel petrolio ci facciamo volare i nostri aerei, camminare i carri armati e navigare le nostre flotte)

 

Puro delirio, ovviamente. Eppure stanno ragionando esattamente cosi'.

 

13
07 Ott 2011
alle 09:39

mariodue

La Teoria del Medo dice: "alla fine dell'Umanità rimarrà un solo capitalista possessore del 100% di capitale, peccato che non lo saprà mai e morirà nella solitudine più solitaria mai immaginata".

ah ma se sei comunista potevi dirlo subito! (solo che non morirà in solitudine, ma in un carcere siberiano...). però secondo me eccedi un po' troppo con l'ecologismo che, per quanto abbia le sue buone ragioni, molte volte è servito più che altro per riciclare certa sinistra

12
07 Ott 2011
alle 09:28

andreaX

Se arrivano fino al polo nord ad estrarre il petrolio è chiaro che lo fanno perchè gli conviene, per quanto scomodo o rischioso possa essere.

Anche se il prezzo salisse oltre qualsiasi soglia è chiaro che perlomeno le forze armate continueranno a volere quello rimasto per se, quindi perlomeno l'esercito comprerà sempre petrolio, altrimenti come la fanno la guerra?.

11
07 Ott 2011
alle 09:25

Hiei

"La Teoria del Medo dice: "alla fine dell'Umanità rimarrà un solo capitalista possessore del 100% di capitale, peccato che non lo saprà mai e morirà nella solitudine più solitaria mai immaginata"."

Cazzate se ne sentono tante: una più una meno...a proposito:

"Tra pochi giorni imploderà tecnicamente l'Euro ed Erdogan dovrebbe approfittare per un vero attacco ad Israele."

Medo, 17/10/2011

Ciao, bello... :'D

10
07 Ott 2011
alle 06:32

C@se

Guarda qua, neanche un mese è durato. Hanno distrutto una nazione per niente... che mortificazione.

Fermi i 15 pozzi di Abu Affel, 130mila barili al giorno

L’imprea italiana ENI ha comunicato che il suo maggior giacimento di petrolio in Libia, noto come Elephant, è stato distrutto dalle truppe del colonnello Gheddafi, cosa che complicherà il ritorno del Paese africano sul mercato internazionale. Il complesso industriale, da dove prima delle operazioni militari si estraevano 130mila barili al giorno, è ora distrutto. E’ in polvere il
El ejército libio destruye el mayor yacimiento petrolero de la impresa italiana ENI
suo aeroporto e le importanti attrezzature indispensabili per il controllo automatizzato, oltre al sistema elettrico. “Non possiamo promettere che il giacimento torni a funzionare prima della fine del presente anno. L’esercito libico ha distrutto tutto”, ha segnalato Mustafa Abugfiifa, responsabile esecutivo dell’ENI in Libia.


La riattivazione può essere più lunga del previsto perchè quell’area è teatro di scontri tra i ribelli e le truppe leali a Gheddafi. A fine settembre, l’ENI ricominciò le operazioni di estrazione del petrolio nei 15 pozzi di Abu Attifel, situato a 300 kilometri a sud di Bengasi. Fu la prima compagnia a reiniziare le attività nel Paese africano, dopo che dal 1959 mise in Marcia vari progetti riguardanti gli idrocarburi

9
07 Ott 2011
alle 05:40

Davide

finche' ghe' ne'...viva il RE

8
06 Ott 2011
alle 22:50

medo

Ancora la cantilena di estrarre ovunque possibile per salvare almeno le competenze ed i posti di lavoro del settore petrolifero??? Mi sembra di sentire Unilever quando negli anni '90 prospettava decenni di oro per se stessa e lavoro per milioni di persone. Invece hanno dimezzato gli addetti in 11 anni ma i profitti si sono moltiplicati... "E' il futuro, baby!"

La Teoria del Medo dice: "alla fine dell'Umanità rimarrà un solo capitalista possessore del 100% di capitale, peccato che non lo saprà mai e morirà nella solitudine più solitaria mai immaginata".

7
06 Ott 2011
alle 22:21

Hiei

"I cattivi non sono tanto le compagnie petrolifere ma gli utilizzatori finali coi loro diritti individuali, compresi i nostri familiari ed il vicino della porta accanto"

Giusto, per "salvare il pianeta" dai casini inventati o creati ad arte dagli stati corporativi, bisogna privare la gente della sua libertà individuale - da manuale della dittatura, siamo proprio al classico e senza fronzoli: così ti voglio.

La mettiamo assieme al bombardare per la pace e il resto della paccottiglia.

6
06 Ott 2011
alle 22:10

francesco ganz

Anche io sono molto preoccupato per il futuo dell'ecosistema artico, non tanto però per lo sfruttmento delle risorse fossili, quanto per l'effetto serra : mi risulta che se anche cessassimo oggi di immettere co2 in maniera totale, comunque fra 50-100 le temperature medie sono destinate ad alzarsi di almeno un altro grado e mezzo...Ecco allora che chi ha voluto la mobilità privata di massa ed i servizi alla persona di massa avrà contribuito ad allestire un banchetto di conseguenze...Opinioni al riguardo ? ( I cattivi non sono tanto le compagnie petrolifere ma gli utilizzatori finali coi loro diritti individuali, compresi i nostri familiari ed il vicino della porta accanto)

5
06 Ott 2011
alle 20:36

ziomaul

Quel petrolio costa troppo estrarlo e rimane in quel posto. Con buona pace degli indotti lavoratori del petrolio e della ridistribuzione nel tempo.

Quando il petrolio supera i 100$ si è visto che scatta la crisi globale che non può permettersi di pagare di conseguenza quei prezzi.

Ma possedere un valore lo fai valutare in qualsiasi banca come dollaroni in contanti!!! Poco importa se quel valore non puoi averlo basta che non lo sappia il banchiere...

Ciao

 

4
06 Ott 2011
alle 19:49

alexa

OT sembra che il giacimento Eni in Libia ,quello chiamato "elephant" sia stato distrutto.Ma Eni non aveva detto che andava tutto bene

3
06 Ott 2011
alle 19:48

Bernardo Mattiucci

L'indotto petrolifero produce tanti posti di lavoro. Fermare le trivelle significherebbe mettere sulla strada migliaia e migliaia di lavoratori, direttamente e indirettamente.

E questo, un po in tutto il mondo, non possono permetterselo.

L'eventuale estrazione del petrolio, poi, e' cosa secondaria!

2
06 Ott 2011
alle 19:43

giancarlo

ormai il sistema sta collassando......secondo me il petrolio in artico starà tranquillo....

1
06 Ott 2011
alle 19:18

Mario95

6 mesi di consumo globale sembrano una sciocchezza,perchè sembra che si rimanda solo di 6 mesi il problema. ma se questi barili li ridistribuisci per colmare una percentuale di carenza nella produzione,durano molto di più.

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