Uno sguardo dal picco
Quindi abbiamo la certezza: il fracking può causare terremoti. E' il caso di pensare bene se praticare una simile attività anche in Italia, con buona pace di chi invoca "le nuove tecnologie estrattive" come panacea per i problemi energetici del Belpaese.
Polemiche negli States, questa settimana, per il terremoto record di magnitudo 5,6 che ha scosso l'Oklahoma, ultimo di una serie di fenomeni analoghi in una zona che è considerata da sempre geologicamente tranquilla. Il Los Angeles Times ha posto sul tavolo la questione del fracking, estrazione di gas di scisti, come causa potenziale, seguito da molti altri giornali del Paese.
Anche l'Oklahoma Geological Survey ha studiato uno sciame sismico nella zona di Garvin, a gennaio scorso, concludendo che:
La forte correlazione nel tempo e nello spazio, così come la ragionevole coincidenza con il modello fisico suggeriscono che ci sia una possibilità che questi terremoti siano causati dall'hydraulic fracturing.
Non c'è voluto molto perché gli esperti si affrettassero a smentire, sostenendo che il terremoto dell'Oklahoma è stato troppo forte perché la responsabilità fosse del fracking. Insomma, il solito balletto di "fa male-non fa male", con rimpalli tra esperti come accade spesso per attività pericolose ma redditizie.
Stavolta, però, subentra la variabile impazzita: ovvero, una compagnia petrolifera che si occupa di fracking e che ammette nero su bianco che le sue trivellazioni causano terremoti, come da titolone su Business Insider. Il comunicato della Cuadrilla Resources dice infatti:
L'attività di fracturing del pozzo Cuadrilla's Preese Hall-1 ha scatenato un certo numero di eventi sismici minori. Gli eventi sismici sono stati causati da un'inusuale geologia al sito del pozzo combinata con la pressione esercitata dalle iniezioni d'acqua previste dalle operazioni.
Quindi abbiamo la certezza: il fracking può causare terremoti. E' il caso di pensare bene se praticare una simile attività anche in Italia, con buona pace di chi invoca "le nuove tecnologie estrattive" come panacea per i problemi energetici del Belpaese.
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@ Cataldo
Da qualche giorno avevo gli stessi dubbi (mettici poi lo strano comportamento di Debka...).
Aspetto, preoccupato a dir poco.
@ Silviù
Veramente non ci coglie di sorpresa che il petrolio ritorni a questi valori.
Sul rischio guerra la dichiarazione dell'EIA è comunque una prima bomba. Come qualcuno ricorderà negli anni passati l'analisi degli assetti militari e della situazione generale ci aveva fatto scrivere che non ci sarebbe stata alcuna guerra con l'Iran, ricorderete certamente il periodo del confronto nel golfo persico. Questa volta però le cose sonoo molto diverse per tre motivi che provo a riassumere
1) Il "disimpegno" in Iraq ed Afghnanistan, meglio descrivibile come riorganizzazione della presenza militare, con il completamento delle basi e la concentrazione in queste, fa si che non sia più necessario alcun tacito accordo con gli iraniani, che sappiamo essere stato indispensabile per la guerra e comunque necessario fino ad ora su tutto il fronte.
2) L'enorme impegno dei Saud per ridefinire il ruolo dei terminali del Golfo, i lavori in Oman per permettere l'espansione delle linee che bypassano Hormuz, sono andati avanti per 4 anni, con risultati molto importanti sul piano strategico generale degli equilibri nella penisola arabica, cosa che non è secondaria nella nuova grande offensiva Saudita e nella riorganizzazione della "cooperazione" del Golfo
3) I relativi successi delle più recenti trasformazioni della macchina bellica USA, che ha visto negli ultimi mesi un collaudo generale piani operativi di rinnovamento delle capacità di intelligence militari, l'affermarsi dei moduli di gestione dei droni armati, la riconversione delle poderose forze di attacco strategiche in convenzionali, ed altre meno eclatanti performance, concorrono a creare una finestra di opportunità. Queste capacità raggiunte saranno difficili da mantenere nel tempo, vediamolo come un picco della capacità operativa, congiunto anche alla affermazione di un controllo mediatico che ha dato impressionante prova nella guerra Libica.
Non ho avuto ancora modo di verificare cosa stanno muovendo nel concreto gli USA, vedremo se riesco a breve a fare un quadro approssimativo dei dispositivi messi in moto per valutare nel concreto lo stato della crisi.
Secondo me col il declino della produzione di petrolio, tutti i problemi ambientali, dai terremoti alle maree nere, verrano sempre più ignorati. La sete di petrolio ci porterá a considerarli come mali necessari.
Cosa vuol dire che il fracking spreca energia?
Per fratturare l'energia richiesta è minima.
I terremoti prodotti da fracking non sono una novità, vome ben sanno a Basilea.
In ogni caso quelli diretti sono molto deboli, per arrivare a un grado 5 bisogna presupporre un meccanismo di "carica" sismica che potrebbe anche verificarsi, in particolari condizioni.
Le iniezioni di fluidi nel sottosuolo alterano lo stato di sforzo sui piani di faglia; ed inducono quindi tanti piccoli sismi. Il fatto è perfettamente noto dagli anni '60, è stato studiato in lungo e in largo.
Quello che sfugge ai più è che questa azione non genera ex novo ulteriore energia sismica: si limita a liberare quella esistente in modo diverso. Frazionandola in eventi più piccoli. Tanto che a qualcuno era venuta l'idea di iniettare fluidi sulle faglie californiane per ottenere tanti piccoli terremoti al posto di un grosso evento distruttivo.
Però non funziona: la scala richter è logaritmica, passare da magnitudo 5 a 6 significa incrementare l’energia liberata di circa 31,6 volte. Se passiamo da 6 a 8 nella scala richter, l’energia liberata – solo quella connessa alle onde elastiche nel terreno – si accresce di 1000 volte. Impossibile spezzettare il "big one", è troppo grosso.
Effetto blandamente positivo ma irrilevante, scambiato per effetto negativo rilevante. Mi spiace, è un equivoco mai sradicato.
Tu hai solo la certezza che si creino terremoti di piccola entità (3 gradi richter sono prprio poco) in zone localizzate. Non puoi da questo desumerte che un terremoto da 5.6 sia generato da fenomeni umani di semplici estrazioni. Soltanto test atomici sotterranei riescono a sprigionare tanta energia.
Cn questo non sono d'accordo con il fracking perché pare uno spreco di energia, tuttavia bisogna essere oggettivi nelle valutazioni non solo leggere le parole che vogliamo vedere scritte.
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Fracking induced... una voce non ufficiale che illustra...
@3
Io infatti mi aspetto, guerre a parte, nuovi scricchiolii di questa truffaldina economia finanziaria globale. E' un assunto matematico ormai che, ogniqualvolta il prezzo del barile sale e rimane stabilmente su valori elevati (sotto i 100 $/b ormai), seguono disastri delle borse, fallimenti bancari, ecc, conditi da recite tragicomiche di alti papaveri della finanza internazionale e della politica.
Con la crescita ridotta ai minimi termini in occidente e quella apparente dei paesi emergenti (apparente perchè nel contesto del declino delle risorse non durerà ancora per molto), deflagreranno molti altri debiti sovrani nell'area euro e non.
Ciao ciao all'UE delle banche e forse a qualche unione federale di stati...
O.T. (?)
Le quotazioni del petrolio sono tornate in salita, senza che nessuno ne parli, forse per le minacce di guerra contro l' Iran. Il Brent e' superiore a 115$ il barile, il Wti e' 96 $ . Cosa succederebbe se davvero ci fosse un attacco o solo se la tensione salisse ancora ?
Siamo ad un punto tale che qualsiasi tecnologia estrattiva, volta a mantenere la produzione globale agli attuali livelli, ci si ritorce contro in termini ambientali e di sicurezza, oltre che economici.
Eppure basterebbe che tanto popolo bue mondiale riducesse ai minimi termini l'uso dell'automobile (nelle situazioni in cui se ne può realmente farne a meno) per veder collassare la febbre di ricerca di petrolio per ogni dove.
I pochi ricchissimi cacciatori di profitto sono colpevoli del baratro che si sta aprendo sotto i piedi della nostra specie, ma gli 'immodificabili' stili di vita di noi tutti ci mettono sullo stesso piano di responsabilità...
quelli pro fracking si difendono dicendo " in fondo è solo una scossetta di 3 gradi richter,cosa vuoi che sia"
alle 13:31
Massimo Della Schiava
Relativamente alla genesi del terremoto in Emilia, in primis in Italia non ci sono fracking attivi, poi gli “eventi idraulici” non generano quel tipo di terremoto, ma in genere sciami sismici in quanto inducono una fratturazione delle rocce che impedisce l’accumulo di grosse quantità di energia e ne favorisce il rilascio tramite sismi di piccola entità.
http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2012/05/terremoto-in-emilia-romagna-ml59.html