Uno sguardo dal picco
Tullio Fanelli, il nuovo sottosegretario all'Ambiente, è un esperto di petrolio. C'è da ben sperare? Nella competenza, sicuramente; come opinioni, invece, siamo alle solite.

Leggo che tra i sottosegretari nominati oggi c'è un esperto petrolifero. Ottima notizia in ogni caso, almeno è qualcuno che non confonde idrocarburi e carboidrati, parlando di energia. Sembra una stupida battuta, ma dopo le gelminate a cui siamo abituati c'è da aspettarsi di tutto.
Si chiama Tullio Fanelli, proviene da ENEA, Ministero dell'Industria e Autorità dell'Energia. Già questo genere di carriera ci dice che non può, ahinoi, essere un peakoiler, ma che di sicuro è competente. D'altronde, lo dicono anche gli "Ecodem" (ossignur), che gli riconoscono autonomia di giudizio.
Quali sono le opinioni di Fanelli sull'attuale situazione economica?
Le troviamo in una sua relazione del 2009. Sono opinioni petroliocentriche: secondo Fanelli, la crisi è dovuta al prezzo crescente del greggio sui mercati, che ha provocato aumenti a cascata in tutti i settori economici. Opinioni originali: di questa ricaduta hanno risentito principalmente gli Stati Uniti, che trovandosi a scegliere tra mantenere il consumo intensivo di energia o le case comprate coi subprime hanno optato per la prima soluzione facendo saltare il banco. Opinioni da aspirante Cassandra: Fanelli già nel 2009 sosteneva che la crisi sarebbe presto arrivata in Europa, e che andava fermata "bloccando il prezzo del petrolio".
Ed ecco la sua soluzione, pienamente in linea con il nostro illustre amico Leonardo Maugeri e la vulgata corrente: il petrolio costa perché si sono fatti pochi investimenti tecnologici, che ci avrebbero consentito di trivellare comodamente sotto le rocce oceaniche, nelle tundre artiche, spremendo le sabbie, e di trovare fiumi di petrolio che ci avrebbero assicurato benzina a poco prezzo in saecula saeculorum.
A parte il fatto che i costi di tali operazioni sono talmente alti da non consentire certo prezzi popolari all'utilizzatore finale, a parte che non è garantito affatto che così si trovino fiumi di greggio presto e bene, non si considera per nulla la terribile ricaduta ambientale che ha il "petrolio estremo", ricaduta che abbiamo già più volte assaggiato.
Ma in fin dei conti anche Fanelli è un sottosegretario all'Ambiente, cosa volete gliene importi delle ricadute ambientali?
Via - L'Essenziale
Foto - Il Post
E' stata distrutta la Libia per assicurarsi il suo prezioso petrolio, ora lo stesso copione viene riadattato alla Siria. A questo link si puo' firmare la petizione
" Siria. No alla guerra. Si ai diritti umani."
che in tre giorni ha raccolto l' adesione di 550 persone, quella della Fiom nazionale e di molte associazioni locali.
Questo il link:http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=91&id_topic=4
Purtroppo siamo all'interno della caduta lineare delal civiltà industriale e nessun successo industriale ci aspetta, appunto, solo giganti insuccessi ed i danni ad esso correlati... Lo sanno bene gli stessi laureati in chimica d'Europa, più che altro petrolchimici, che ormai trovano lavoro solo in Asia e vedono coi loro occhi che per 1 barile prodotto ce ne sono 100 di danni socio-economici e soprattutto ambientali che non vengono e non verranno mai risolti.
Be', contentiamoci che almeno l'analis è corretta. Non sono molte le persone che si sono rese conto che la crisi attuale è dovuta (anche) agli alti prezzi del petrolio. E che non ci sono speranze si risolva finché i prezzi restano alti.
Ora c'è solo da spiegargli la seconda parte della storia, quella del picco, inelasticità dell'offerta, e le cose che noi picchisti sappiamo bene. Sono troppo ottimista?
Conosce il problema (sotto il punto di vista economico) MA la soluzione è peggiore del guaio... Bé ci vuole metà strada per portarlo ad una consapevolezza e non una intera come gli altri.
Ciao
Avrei preferito Uriel Fanelli.
Non conosco le opinioni del sottosegretario, ma quelle del presidente del consiglio sì. Tagliare i redditi da lavoro e le pensioni senza pietà, abolire ogni diritto sindacale e come per incanto ci sarà una favolosa ripresa dell'economia. Che genialata!
alle 09:29
andreaX
Sia i tecnici sia i politici sono perfettamente a conoscenza del problema, ma FANNO FINTA di non saperlo.
Perchè questo?, perchè chi sta al potere non può ammettere di avere un problema senza fornire anche una soluzione, che figura ci farebbe nei confronti dell'opinone pubblica?, scatenare le paure, per non dire il panico, non giova a nessuno, tantomeno a chi governa.
Inoltre chi governa non può mettersi contro le potenti lobby dei petrolieri, che cercheranno sempre in tutti i modi di guadagnarci il più possibile fino all'ultima goccia di petrolio che riusciranno a vendere.
Se poi consideriamo il fatto che chi sta al potere spesso viene messo li proprio grazie al sostegno delle lobby non può certo mettersi contro chi lo ha sostenuto.
Quindi chi governa preferisce fare il finto tonto, negare che esista il peak oil, dal punto di vista suo è meglio.