Uno sguardo dal picco
E' stato nominato il nuovo Presidente ASPO, ovvero l'amico Luca Pardi. Tosco cinico dal cuore tenero, ex-vicepresidente, chimico e ricercatore del CNR, ma più che altro tifoso della Fiorentina. Succede allo storico ed illustre Presidente Ugo Bardi.
Si è appena concluso il 5° convegno ASPO Italia a Firenze, a cui ahimé stavolta non ho potuto partecipare. Trovate qui qualche immagine ed un breve resoconto.
Tra le altre cose è stato nominato il nuovo Presidente ASPO, ovvero l'amico Luca Pardi. Tosco cinico dal cuore tenero, ex-vicepresidente, chimico e ricercatore del CNR, ma più che altro tifoso della Fiorentina. Succede allo storico ed illustre Presidente Ugo Bardi, e prima che qualcuno ipotizzi chissà che lotte intestine per tale redditizia poltrona, vi garantisco che il prof.Bardi andava supplicando da anni che qualcuno lo sollevasse dall'impegnativo incarico. Abbiamo fatto orecchie da mercante il più a lungo possibile.
Qui il saluto del nuovo Presidente. Che nell'inaugurare il nuovo corso sta cercando qualcosa di ancora più difficile da reperire del petrolio abiotico:
Penso in questo momento, ad esempio, alla necessità di intraprendere un certo livello di interlocuzione con l'economia e la sociologia, almeno per colmare le differenze di linguaggio e trovare piattaforme comuni. Per quanto sia difficile trovare economisti "non convenzionali", è forse possibile intraprendere un dialogo con alcuni economisti che non siano dogmaticamente crescisti e che quantomeno abbiano a cuore il destino dei popoli piuttosto che quello delle oligarchie finanziarie.
Se ASPO riesce a trovare un economista non crescitista, saremo pronti per la rivoluzione.
Economista non convenzionale?
Basta trivellare abbastanza a fondo...
Steve Keen, uno fra i migliori, se non il migliore. E' conscio sia del problema del peak oil che della sovra-popolazione e overshoot:
http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Keen
http://www.debtdeflation.com/blogs/
Ha appena pubblicato la seconda edizione del suo noto "Debunking Economics":
http://www.amazon.com/Debunking-Economics-Revised-Expanded-Dethroned/dp/1848139926
http://debunkingeconomics.com/
Personalmente ritengo che Keen sia una delle ultime speranze per evitare che l'economia faccia la fine dell' Alchimia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Alchimia
dopo gli anni di ottima guida del prof.Bardi non c'è che da auguarare buon lovoro a Pardi, anche con idee nuove
Al netto del peso delle locomotive (l'avevo letto, non le avevo personalmente pesate, può darsi che chi porta qui altri dati abbia fonti migliori) la mia domanda voleva essere: crescita economica e consumo di risorse hanno sicuramente un rapporto, ma è necessariamente e strettamente proporzionale? La cultura, la conoscenza, l'arte, possono - ad esempio - generare crescita economica senza pesare in termini fisici sulla realtà delle cose? Se la locomotiva non vi piace, vogliamo parlare delle radiografie, che vengono mandate direttamente dal laboratorio al monitor del dentista senza passare per nessuna lastra/carta/acidi-o-quel-che è, nei casi più avanzati che dovrebbero diventare norma? Ammesso che la decrescita sia una conseguenza inevitabile e abbastanza dura da affrontare, ha senso che diventi un obiettivo, il nuovo paradigma, addirittura un'ideologia? Non è "realtà fisica" anche il fatto che la decrescita produce miseria e disoccupazione, e che tornare tutti nei campi è impossibile anche logisticamente? E' una coperta troppo corta, e temo che porre la questione intorno ai poli crescita/decrescita sia semplicemente un'alternativa tra due inferni ideologici: forse occorre trovare strade nuove. (che magari porteranno anche alla decrescita economica - se non altro da principio - ma che non necessariamente se la prefiggono come scopo)
@DeboraBilli Propongo la scuola di Bioeconomia di Nicolas Georgescu-Rogen. Purtroppo è morto ma vi è un certo filone di studiosi. All'università di Verona c'è qualcuno...
Fatevi una risata che dalle curve dei limiti dello sviluppo non si scappa http://www.youtube.com/watch?v=ucSBr3c96AA&feature=related (Amedeo Nazzari è morto!!)
intanto un in bocca al lupo al nuovo presidente.
Ma con questi disastri ormai settimanali inizio a pensare che i grandi della terra che si preoccupavano pubblicamente dell'effetto serra più che del picco delle risorse avessero ragione...
Ah, beh...un tabagista... promette bene, neh! ;-)
Lavandaia, l'economista non serve a noi, serve a "loro". A meno che tu non confidi nella rivoluzione del proletariato decrescitista, in tal caso auguri.
Alby, grazie della preziosa informazione. Ci ero cascata anch'io, nell'illusione che oggi facessero locomotive più leggere. Ogni volta tocca disilludersi. ;-)
@rosaluxemburg : si, siamo proprio sicuri; e lo siamo (lo sono, per lo meno) per via della sproporzione tra risorse e fabbisogni. Per fartene un'idea, diventa un minuto (un minuto solo, lo so che magari ti fa ribrezzo) un nuclearista convinto. Allora supponi che in questo minutino ti fai abbagliare e dici... casso, il nuke risolve ogni problema. Dato che sai far di conto, prendi le 300 centrali che in qs momento pompano energia, suppergiù il 5% dell'EE prodotta al mondo, e vedi che ne servirebbero 6000 solo per l'EE; eh, ma l'EE è meno di un terzo del totale dell'energia che ci serve, quindi, facciamo 18.000 per coprire tutto il fabbisogno ATTUALE; eh, ma ci sono almeno 6miliardini di persone che meritano un po' più delle briciole, vero? Diciamo almeno il triplo del poco che hanno adesso? Mal contati (ma hai solo un minuto di pazzia, non è che lo puoi spendere in calcoli elaborati)... facciamo che ne servono altre 18.000 ???
Ok, adesso rinsavisci... 36.000 centrali non le avremo MAI. I consumi che ci consente il petrolio non li rimpiazzeremo MAI. Non resta che decrescere.
@2 hai scritto:
"Nella costruzione di un treno, non veniva impiegato più ferro con le locomotive a vapore, che con quelle attuali?"
Non scriviamo vaccate: se consideriamo la locomotiva a vapore 740, che era quella più in uso per treni merci tra le due guerre, essa pesava 66,5 t contro le 82 di una E405 attuale.
Economista? Ma siamo sicuri che abbiamo ancora bisogno di un economista per passare ad una economia sostenibile, o , melgio ancora, per fare quel che serve? Quando mai una società si e' riformata grazie ad un economista? FORSE abbiamo bisogno di qualcuno che abbia un poco studiato economia. ma molto molto molto forse.
L'efficienza e' un bene, e aiuta. Ma non salva. Esistono i "Limiti dell'efficienza", ben noti da molto prima dei "Limiti dello sviluppo".
Un articolo divulgativo sul perche' l'economia non puo` crescere illimitatamente indipendentemente dalla quantita` di risorse disponibile lo trovate qui (la prima parte):
http://www.theoildrum.com/node/8155
Saluti
Per Paolo B.
La questione del picco per me non è in discussione e comunque il petrolio di qualunque origine possa essere sarà sempre più difficile da estrarre e l'inquinamento, al di la delle teorie sul global warming, dovrebbe essere un deterrente sufficiente.
Quindi non preoccuparti non credo ai rettiliani, tranne qualche raro caso ;-) .
Antonio, l'economista non convenzionale ci serve VIVO. :D
rosaluxemburg, mah, magari hai ragione. Però nell'800 si faceva un treno pesantissimo e andava 1 volta al giorno da Roma a Milano. Adesso si fanno belli leggeri, ma se non ne parte uno ogni mezz'ora gridiamo al disservizio e alla barbarie. E' un po' paradosso di Jevons anche questo... ;-)
@8
Se credi al petrolio abiotico cerca di credere anche alla fine di questo mondo così come lo intendi. Ancora qualche anno di paradigma petrolifero e la nostra specie si estingue. Ma non esiste il petrolio abiotico, fidati...
Se cerhi veramente un economista non crescista, basta che lo cerchi in austria.
Trovato: http://www.locchiodiromolo.it/blog/ :-)
Beh, a parte la battuta sul petrolio abiotico (visto che per me è ormai certo che esista e che sia pure tantissimo), benvenuto a Luca Pardi e buon lavoro.
La difficoltà di trovare un ecnomista non crescista dimostra, ancora una volta, il prevalere dell'aspetto finanziario su quello economico. Mi spiego: il fatto che l'economia debba essere in continua crescita deriva dalla finanza, in quanto è nella finanza, come la intendiamo in occidente, che si deve crescere per generare un flusso di denaro al fine di pagare gli INTERESSI. Ed è da qui tutta la menata del PIL in perenne crescita.
In effetti l'economia, in senso stretto, prevede anche periodi di riflesso e di stasi, la finanza non può prevedere ciò perchè altrimenti il flusso rallenta e non si creano le condizioni per pagare gli interessi.
Lo so che il mio discorso è un pò confuso, ma se ci pensate è proprio così
Ciao
Per come la vedo io, gli economisti convenzionali sono delle emerite teste vuote, perchè il concetto di crescita infinita (irrealizzabile) in un sistema a risorse finite, dovrebbe essere alla portata di qualsiasi persona mediamente istruita e con un'intelligenza normale. Non riuscire minimamente a coglierlo è sintomo di un gravissimo gap intellettivo. O di lavaggio del cervello operato dalle lobby.
Comunque credo che non ci sia più tempo per cercare di creare una piattaforma ideologica di massa (ed estesa anche agli ambienti che contano nel potere) che si opponga ai dogmi di questo suicida (per tutti noi) paradigma economico. O si agisce ora nella direzione della sostenibilità o la decrescita ci travolgerà letteralmente. Ora come ora la seconda possibilità è purtroppo la più probabile...
P.S. Auguri al nuovo presidente Aspo
Economista non crescitista?
E' come la casalinda di Voghera (casalinda,casalinda).
Tutti sanno che deve esistere,perchè vi ci abita la casalinga di Voghera ma nessuno sa quel'è il vero indirizzo.
Marco Sclarandis
Eugenio Benetazzo?
Ma è proprio vero che ci si trova di fronte ad uno scontro tra fisica ed economia (che verrebbe indubitabilmente vinto dalla fisica) ? La crescita economica è necessariamente legata al consumo di risorse "fisiche"? Nella costruzione di un treno, non veniva impiegato più ferro con le locomotive a vapore, che con quelle attuali? E l'informatica non dovrebbe portare con se un risparmio (carta, trasporti) di risorse piuttosto che un incremento? Premesso che dobbiamo incrementare e promuovere il risparmio di risorse e la denatalità, siamo proprio sicuri che il minore consumo di risorse implichi necessariamente una decrescita economica? Sono dubbi e domande.
Beh gli economisti non convenzionali sono forse difficili da scovare, ma ci sono. Vedrai che ti sorprenderò Debby! :-)
alle 14:28
anacho
Ce ne ho per tutti, oggi.
La 740 pesava meno della E405 ma andava a 65 Km all'ora contro 200 e aveva una potenza di 720 Kw contro 6.120, il calcolo va fatto sul peso per Kg di merca trainata.... certo per un merci sarebbe l'ideale una locomotiva che andasse a 65 all'ora, pesasse poco e trainasse molto.
Non mi otccate la scuola austriaca, divento una bestia, se avessimo ascoltato Mengerk e Von Mises ci saremmo risparmiati tanti guai; l'economia non crescista esiste, leggetevi Georgescu-Roegen se non ci credete.
Luca Pardi ha fatto le scarpe a Ugo Bardi, terribile, chi poteva immaginare che il suo comportamento gioviale e la battuta pronta nascondessero una tale sete di potere?
Adesso niente potrà impedirgli di difentare imperatore di mondo, ja.