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Sciopero benzinai: ecco l'opinione dei gestori

Domenica 6 Novembre 2011, 16:17 in Italia di

Ho chiesto al mio insider (peraltro una bella signora, per giunta decrescitista) di chiarirmi con parole sue quali siano i motivi di questo imminente sciopero, che certo non contribuirà all'amicizia tra il gestore e l'automobilista. I motivi qui spiegati a me non sembrano affatto banali.

Old_gas_station.gif Non penserete mica che non sia attrezzata. Ho l'insider anche nel magico mondo dei benzinai, categoria tra le più vituperate e per questo a me simpatica. Ho chiesto al mio insider (peraltro una bella signora, per giunta decrescitista) di chiarirmi con parole sue quali siano i motivi di questo imminente sciopero, che certo non contribuirà all'amicizia tra il gestore e l'automobilista. I motivi qui spiegati a me non sembrano affatto banali. Le ho fatto poi qualche domanda per chiarimenti, che troverete nel prossimo post, insieme ad eventuali vostre domande. Buona lettura.

Lo sciopero è indetto per due motivi, entrambi importanti.
Vogliamo che il governo prenda coraggio e faccia una vera liberalizzazione nel mercato dei carburanti con l'approvazione di quell'articolo 48 introdotto nella prima bozza del ddl sviluppo, che aveva come obbiettivo quello di avvicinare il prezzo della benzina dei grandi marchi a quello praticato dalle pompe no logo.
Quell'articolo prevedeva il divieto per le compagnie petrolifere di gestire direttamente gli impianti di distribuzione.

Entro due anni dall'entrata in vigore di quel dispositivo, le attività di gestione degli impianti di distribuzione posti lungo le strade e le autostrade e di vendita al dettaglio di carburanti non potranno essere esercitate da soggetti attivi, direttamente o attraverso società partecipate, controllate, controllanti in almeno uno dei seguenti comparti all'ingrosso: ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; raffinazione, importazione o commercializzazione di prodotti finiti; produzione e commercializzazione di benzine, petroli, gas.

Questo sarebbe permesso dalla nascita di una Borsa carburanti dove il Gme, che diventerà Gmec (gestore dei mercati energetici e dei carburanti), "definisce un mercato organizzato all'ingrosso dei carburanti nel quale sono negoziati, con listini almeno settimanali, prodotti petroliferi per l'autotrazione". Le misure contenute appena menzionate permetterebbero di "ottenere un più avanzato livello di competitività che contribuisca a realizzare il prezzo al consumo più contenuto su tutto il territorio nazionale".
I gestori degli impianti, cui non potranno essere imposti "vincoli unilaterali tesi a limitarne la libertà di approvvigionamento", potranno infatti "rifornirsi liberamente attraverso il servizio assicurato da AU".

Inoltre la stessa bozza prevede l'eliminazione dei cartelloni che pubblicizzano uno sconto attualmente poco comprensibile per i consumatori ma che spesso nasconde una sorta di pubblicità ingannevole.
Un altro problema al centro delle richieste dei gestori è l'avere un'agevolazione forfettaria del reddito d'impresa per il ruolo che ricopriamo come riscossori, per conto dello Stato, del 60% circa di imposte varie che stanno nel prezzo dei carburanti e questo lo facciamo con nostre dirette esposizioni bancarie, onerose fidejussioni di garanzia, esposizioni fisiche che possono arrivare alla perdita della vita sugli impianti.
Questa agevolazione che lo stato riconosce dal '93 come quota fissa, nonostante continui a riconoscerla, non potrà onorarla per molto perchè priva di adeguata copertura finanziaria.
Senza tale agevolazione insomma potrebbe chiudere per fallimento l'80% dei gestori.

E' importante questo sciopero anche perchè qui si gioca realmente il futuro della distribuzione dei carburanti che se data in mano esclusivamente ad un solo soggetto come le compagnie petrolifere che se ne occuperebbero così dalla nascita alla morte commerciale del prodotto carburante, avrebbero un ruolo monopolistico e dominante che non farebbe bene al consumatore in termini di prezzi.

A rischio c'è il fallimento di 25 mila imprese e la perdita di lavoro di 14 mila addetti. Inoltre, con la riforma, vi sarebbe la possibilità di avere un prezzo più basso rispetto all'attuale, abolendo anche tutte le varie campagne promozionali con gadgets inutili che attualmente gravano sul prezzo per circa 2 cent.


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5 commenti
5
07 Nov 2011
alle 15:30

Massimouuuu

@ Lucas

ma come, sei di Gorizia e non sai che in Slovenia c'è anche l'OMV?

E poi sono sicuro che ci  sono anche altri marchi, ora però non ricordo.  

Io è da almeno 5 anni che non faccio il pieno in Italia (salvo piccole emergenze da 5/10 euri) però che nostalgia per i cari vecchi buoni! Lì sì che era una pacchia!Da quanti anni saranno stati tolti? una decina credo...vero?

Un mio compagno di scuola fregava pacchi di buoni ai suoi genitori per rivenderli direttamente al benzinaio in modo da arrotondare la paghetta...bei tempi.

 

 

 

3
07 Nov 2011
alle 11:08

medo

#1

La Slovenia dispone di una sola raffineria, per la cui sopravvivenza è indispensabile lo sviluppo petrolifero ulteriore dei Balcani, soprattutto Bosnia e Croazia, e dei giacimenti scoperti nell'ultimo decennio, come il giacimento di Tuzla (400 milioni di barili) che da solo potrebbe soddisfare il bisogno in benzina di tutta la regione per un biennio... Ma i russi hanno da tempo abbandonato la regione a se stessa senza investimenti ulteriori, restano solo capitali ungheresi (MOL Group) e poca altra sostanza: il divario fra costo carburanti sloveno ed italiano dovrebbe assottigliarsi nei prossimi anni (sempre che non tornino controlli alle frontiere, visto che i trattati europei dipendono dalla stabilità dell'Euro come mai prima di questi giorni...).

2
06 Nov 2011
alle 21:34

Lucas

ah volevo ricordare che per quanto sappia io, in Slovenia c'è UN SOLO MARCHIO di distributori, la Petrol (ex azienda della Jugoslavia socialista). Non ci sono tanti distributori piccoli e sparsi dappertutto come in Italia, ma meno (il che non vuol dire pochi) però con più personale (fanno i turni, come ho detto h24, e sono sempre in 2 o 3 per turno).
La situazione è certamente diversa da quella italiana, perchè nella ex-Jugoslavia fino a un ventennio fa la benzina, gli impianti era tutto statale, anche i dipendenti dei distributori erano dei dipendenti statali.

Però andare a far benzina di là è sempre convenuto, almeno fin a quanto si spingono i miei ricordi da bambino (anni Sessanta). C'erano certo i "buoni di benzina" (in carta) distribuiti alle popolazioni locali per incentivare (tenere in piedi) i distributori italiana; ma da quando la Jugoslavia è diventata Slovenia (con maggiore facilità di attraversare il confine) ormai non c'è più partita...

Quel che mi meraviglia sono i distributori di benzina in Italia praticamente quasi sempre vuoti...e che non hanno ancora chiuso tutti quanti...

1
06 Nov 2011
alle 21:24

Lucas

abito a Gorizia e nessuno qui va fare benzina dai distributori italiani, nonostante una specie di incentivo statale che (per gli abitanti locali) dovrebbe far costare la benzina in Italia tanto quanto in Slovenia (ma il prezzo non è mai allineato, infatti non ci casca nessuno).
I motivi sono semplici:

-un pieno mi costa 15 euro meno che in italia;
-i benzinai sono sempre aperti (in alcuni casi perfino 24/24, 7 giorni su 7);

-non c'è più la dogana al confine e in 2 minuti sei di là.

Eppure a Gorizia ci sono, su 35mila abitanti, una dozzina di distributori, tutti di grandi marchi ovviamente. Siccome aprono solo in orari convenzionali, se vuoi far benzina in Italia dopo le 19 dovresti cercare un automatico. Se vuoi far benzina di sabato o di domenica, in Italia, siccome ci sono le chiusure per turno, dovresti prendere il giornale e cercare dov'è il distributore di turno..

Tanto per dire le differenze.

rif.:
http://www.prezzibenzina.it/province/slovenia


http://bora.la/2011/11/06/sconti-sulla-benzina-brussa-chiede-di-introdurre-un-ulteriore-sconto-di-3-centesimi/ 

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