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Cargo, il nuovo pensiero globale

Domenica 4 Dicembre 2011, 00:04 in Esperti di

Le innovazioni future del trasporto marittimo. Sempre se continuerà ad esserci, un trasporto marittimo

kolding.jpg

Mentre leggevo con molto interesse la classifica dei Top 100 Global Thinkers del 2011, pubblicata da Lo Spazio della Politica, ho scoperto con sopresa addirittura al 13° posto il simpatico Eivind Kolding, CEO della danese Maersk Line. La motivazione della sua rilevanza è la seguente: per il suo manifesto "The new normal",  in cui si tracciano le innovazioni future del trasporto marittimo su scala globale.

Siccome sono consapevole che questo blog ospita dei fuori di testa che vanno pazzi per cose come il Baltic Dry Index, e non sono mai sazi di notizie sullo shipping marittimo, eccovi il link all'imperdibile lavoro di Kolding. Qui, via Google Docs.

Ho dato una scorsa: si parla di rispetto dell'ambiente, di just in time, di affrontare nuove sfide, di cambiare il modo di fare business. Non si parla di costi energetici, se non per dire che "il prezzo del petrolio fluttua all'insù e all'ingiù", non si parla di crisi, insomma sicuramente è colpa mia che non ho approfondito abbastanza per capire dove mai siano espresse idee innovative e visionarie.

Sono sicura che voi le troverete.

7
7 commenti
7
05 Dic 2011
alle 13:13

Karagounis78

Dovessero tornare ai galeoni il trasporto via mare non tramonterà mai. Le navi posono benissimo funzionare ad energia solare o con sistemi misti. Magari ci impiegheranno più tempo a fare la tratta prevista.

Io penso che fosse per voi anche le biciclette andrebbero in soffitta, perché sono fatte di metallo, il quale necessita di alti forni per essere prodotto e quindi carbone, etc...

6
05 Dic 2011
alle 10:45

Phitio

Ovviamente tutto questo che si paventa accadra', salvo catastrofi geopolitiche, tra un cospicuo numero di anni. Se tenete sempre fermo loscenario del club di Roma, la produzione industriale procapite crolla tra il primo ed il secondo decennio del 2000, ma il pil continua a salire per circa 30 anni ancora. Secondo me, questo effetto e' dovuto allo sforzo sovrumano che si fara' di ridurre gli sperchi, la ricerca di efficienza che sara' questa volta imposta a tutti per eitare il paradosso di Jevons, e al saccheggio terminale delle risorse terrestri.

Poi , la notte inizia.

5
04 Dic 2011
alle 18:57

fausto

La nave è il mezzo più economico quando devi spostare un grosso carico. Permette di percorrere un mare di chilometri con poca spesa (di energia!). Lo sapevano bene gli antichi Romani, che preferivano far arrivare marmo da cave disposte sulle coste greche e turche piuttosto che dalle Alpi Apuane. Semplicemente costava meno percorrere centinaia di chilometri scivolando sull'acqua che non pochi chilometri lottando con il fango e le pietre. Le navi vinceranno, e non capisco come mai siamo così imbecilli da non voler sfruttare il nostro patrimonio di coste e mari.

4
04 Dic 2011
alle 17:51

medo

Certamente i cargo continueranno a viaggiare (per poco) quando l'ultima auto privata avrà smesso di farlo. Ed è per questo che il signor in questione non parla di crisi... Arriverà da sola, a lui arriverà molto più avanti che agli altri.

3
04 Dic 2011
alle 15:02

Pierluigi

conosco abbastanza Maersk per pensare che l'unica cosa che gli importa e' fare soldi. E' una azienda estremamente conservatrice, se ci entri ti sembra di essere in un romanzo di Huxley.

2
04 Dic 2011
alle 11:51

massimo

da Mondo elettrico: dopo il Giappone, anche la Corea del Sud promuove riduzioni nel consumo di energia elettrica. Si comincia a fare sul serio, ossia la balla che non ci sono i soldi per la crescita viene sostituita dalla constatazione che manca l'energia per alimentare la crescita e addirittura in questo caso per avviare la decrescita. Basta che non finisca come le domeniche a piedi, che non sono servite nè a ridurre l'inquinamento, nè i consumi di raffinati. Il simpatico Eivind può continuare a sorridere e a fare progetti ancora per qualche anno, purtroppo.

1
04 Dic 2011
alle 11:22

persenaro

Io ho un altro manifesto da esporre; riduciamo al minimo il vagabondare di questi mostri sugli oceani, incrementiamo quanto necessario il traffico dei bit, realizziamo una rete di trasporto merci il più possibile vicina al concetto di Km. zero.

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