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Cina: Obama cambia la strategia militare/1

Domenica 11 Dicembre 2011, 17:11 in Geopolitica, Peak Oil di

La Cina si preoccupa del picco, e Obama si preoccupa della Cina. Grandi manovre politiche e militari in Asia e Pacifico

map_america_china.jpg

Kjell Alejklett, Presidente di ASPO International, è stato intervistato da Radio China. La trovate qui. Per noi, sono più interessanti le domande delle risposte. Ecco cosa hanno chiesto i cinesi riguardo al picco del petrolio.

Anzitutto, il loro interesse è rivolto verso le oscillazioni del prezzo, e le conseguenze sull'economia cinese. Poi hanno chiesto qual è l'atteggiamento delle grandi compagnie petrolifere verso lo sviluppo sostenibile e il futuro dell'umanità, e se le tecnologie alternative sono in grado di sostituire il petrolio. Ma la domanda più interessante e maliziosa a me è parsa l'ultima. Eccola qua:

La guerra in Iraq ha testimoniato una grande domanda di petrolio. Possiamo allora sostenere che le guerre contribuiscono al boom degli investimenti e dello sviluppo nel settore petrolifero?

Kjell non ha avuto tempo di rispondere, ma porsi un interrogativo del genere dimostra da parte cinese una consapevolezza sulle guerre occidentali, in corso e potenziali, molto più approfondita di quanto non si pensi.

D'altronde hanno ben donde a porsi tali quesiti sul petrolio, visto che nel mese di Novembre le importazioni cinesi hanno battuto un altro record: 5,52 milioni di barili al giorno, con un +8,5% su base annua.

Ma soprattutto, riporta Al Jazeera, Obama dal parlamento australiano annuncia la sua nuova visione geopolitica. Che non contempla affatto il Medio Oriente, commenta l'autore Michael Klare, ma

Gli Stati Uniti concentreranno ora la loro potenza in Asia e Pacifico. Mentre gli ufficiali dell'amminsitrazione Obama insistono che questa nuova politica non è concentrata in particolare sulla Cina, le implicazioni sono abbastanza chiare: da ora in poi, il focus primario della strategia militare americana non sarà l'antiterrorismo, ma il contenimento di quella nazione che vive un boom economico - a qualsiasi rischio o costo.

E così, ecco che gli USA firmano nuovi trattati con le Filippine, mandano marines nelle basi australiane, vendono F-16 all'Indonesia, migliorano i rapporti diplomatici con Thailandia, Vietnam, Singapore. D'altronde, la Clinton aveva recentemente dichiarato su Foreign Policy che gli USA, economicamente indeboliti, non possono più sperare di dominare varie regioni contemporaneamente, e quindi devono scegliere i loro campi di battaglia con cura per ricavarne i maggiori vantaggi. Ciò significa, la Cina.

L'articolo di Michael Klare prosegue esaminando l'aspetto energetico e quello del dominio delle rotte commerciali, ne parleremo.

(Ancora lì a guardare l'Iran?)

Mappa - Limes

18
18 commenti
18
13 Dic 2011
alle 08:16

Cataldo

@ Medo

Veramente si era segnalato il dispositivo USA nelle sue componenti attive per tempo, ad oggi cambia poco. Intanto il centro delle attività è la Siria, la Bush ha passato Suez, il Bataan, che dovrebbe esaurire a breve la sua autonomia operativa, è nel Mar Rosso con l'altro gruppo portaerei. Una pressione seria, ma senza rincalzo e profondità evidenti, sembra, perchè c'è sempre Il caveat sulla maggiore fuirtività dei dispositivi di proiezione USA, conseguenza della lezione Libica, grande accelleratore della corsa agli armamenti globale.
Come segnalato gli altri principali gruppi, per quello che ci è dato di intravedere, incrociando le varie fonti pubbliche, erano in fase di ricarica, tutto sommato una attività inferiore al solito. Ricordiamo sempre di inquadrare le fonti.
I frequentatori più assidui ricorderanno le discussioni anni addietro sul rapporto USA IRAN, sulla impossibilità, allora, dello scontro che si paventava (non da noi) imminente, sul mark-up del prezzo ed altri ammennicoli ;)
Da allora, come ricordato in vari commenti che non ripetero qui, le cose sono molto cambiate.
Per esperienza si puo dire che la strada verso la primavera ventura nel golfo sarà tracciata nelle prossime settimane, nel senso che una preparazione seria dovrebbe iniziare a formare un'impronta allora.

17
12 Dic 2011
alle 18:30

fausto

I cinesi avevano venduto poco tempo fa una partita di aerei da guerra al Pakistan; hanno le risorse e la usano per farsi degli alleati. Gli statunitensi non hanno risorse, ma solo armi; potranno continuare ad usarle per togliere risorse a qualcuno e darle a qualcun altro, almeno per un po.

16
12 Dic 2011
alle 17:40

daniele.spagli

http://www.linkiesta.it/cina-tensioni-mar-cinese-meridionale

http://www.linkiesta.it/con-i-marines-australia-obama-circonda-la-cina

Dove c'è petrolio c'è guerra, ma anche dove c'è cibo tra un po... nel mar della Cina si spara sui pescherecci Vietnamiti, Malesi ed Indonesiani che pescano in acque internazionali.

I Cinesi sono molto pragmatici, non c'è da stupirsi se hanno ben presente il problema risorse.

15
12 Dic 2011
alle 16:58

daniele.spagli

@medo

Ma anche no. Significa che non si butteranno più soldi in nuovi progetti nel nucleare e forse li spenderemo in qualcosa di più redditizio e sostenibile dal punto di vista energetico... oppure li butteranno in armi per conquistare qualche barile in più.

14
12 Dic 2011
alle 16:38

LucaS

La crescita della Cina è tutta teorica, esiste solo sulla carta. Hanno un eccesso di capacità produttiva di acciaio e cemento e cosa fanno... continuano a costruire fabbriche di acciaio e cemento che devono vendere in perdita il tutto per dare lavoro ai moltissimi disoccupati e poveri che altrimenti si rivolterebbero e cosi via.... questa è la follia dell'economia cinese! La Cina non può permettersi un benessere diffuso perchè quando le persone stanno bene vogliono i diritti, vogliono la libertà e questo significherebbe la fine dell'establishment cinese che opprime il suo popolo. 

13
12 Dic 2011
alle 14:58

medo

Puntualizzo che dall'ultimo dispaccio "Stratfor" non risultano quattro portaerei dirette verso il Golfo Persico. Anzi, ne risultano due dirette verso Filippine (e Mar della Cina)... Se ci sono preparativi o provocazioni in atto, sono degli U.S.A. nei confronti della Cina, non di forze NATO verso l'Iran. Anche sul discorso Siria, gli Stati Uniti stanno diminuendo la loro presenza nel mediterraneo e la stessa NATO ha riposto nel cassetto le manovre militari... Quindi, dico ai vari commentatori: che diavolo state dicendo??!

12
12 Dic 2011
alle 14:48

mario2

la cina è il posto in cui il capitale americano possiede una marea di fabbriche e di schiavi. non vedo proprio perchè dovrebbero attaccarlo. la leadership cinese è al servizio di wall street (lo è sempre stata, la cina è storicamente anti-russa)

l'accerchiamento americano è diretto tutto contro la russia (nelle ultime settimane c'è stata una escalation). poi c'è il problema ebraico che gli americani vogliono risolvere al pari degli iraniani. la guerra scoppierà, ma quali siano le vere intenzioni e le vere alleanze non è mica chiaro

11
12 Dic 2011
alle 14:13

Cataldo

Il "focus" sul pacifico non era mai venuto meno,  ma il ruolo cinese sta cambiando. Abbiamo ben evidenziato la prima operazione off-shore dei cinesi proprio in apertura della guerra libica, per dire che i teatri sono sempre comunicanti.
Le consapevolezze cinesi, sul piano strategico, sono amplissime, la differenza con il passato è che si iniziano a rendere espliciti i passaggi, in questa chiava il "focus" obamiano è quasi imposto.
In realtà, il passaggio più importante, ovvero il mantenimento di una credibilità di teatro per le forze taiwanesi, è ancora in alto mare, a ben vedere. Spero di poter approfondire più avanti.

10
12 Dic 2011
alle 12:39

medo

Per chi sperava in un futuro nucleare, avete letto in giro sui giornali che il gigante del nucleare AREVA sta cancellando il 25% del personale per evitare il crac??? Sapete cosa significa il crac e la statalizzazione di Areva? Che ci ritroveremo una Europa molto più al buio di oggi, molto più inquinata e con centrali che non saranno mai smantellate, sciacalli dei rifiuti radioattivi e materiali radioattivi faranno soldi spargendoli ovunque nel mondo... E' proprio finita. Guerra o non guerra, ci ritroveremo comunque in un incubo nucleare. Si salva solo chi oggi va a vivere in Antartide?

9
12 Dic 2011
alle 11:49

daniele.spagli

Ma della guerra della pesca in atto nel mar cinese ne vogliamo parlare? Perché se l'america si porta avanti non è che la cina sta a guardare.

8
12 Dic 2011
alle 11:11

Mauro

E' una visione interessante, daltronde se il petrolio sta per finire(così sembra..) e i cinesi hanno un ritmo di crescita troppo elevato..la coperta sembra troppo corta, le premesse sono tutte negative, a sto punto sperare in un rivoluzione energetica sembra davvero l'ultima risorsa, sperando poi in un leggero cambio di paradigma.

Il capitalismo così aggressivo non porta nulla di buono a una terra "finita".

7
12 Dic 2011
alle 10:29

Alex

La presenza di troll nei commenti di un articolo/post, per me, è indice di affidabilità.

Se poi uno/a scrittore/ice sono costantemente soggetti a "trollamenti" vuol dire che quello che dicono c' è qualcosa in grado di infastidire seriamente chi ha tutti gli interessi a mantenere questo stato di disinformazione globale.

Il trolling è diventata una pratica considerata strategica anche in ambito politico (qualcuno si ricorda il reclutamento di troll alla vigilia delle elezioni in canada non molto tempo fa? Era trapelata da mail interne a un partito).

L' impostazione dei post dei troll è caratteristica: allontanare dal discorso principale concentradosi su dettagli (o distorcendo il senso del discorso), indurre ai flames (polemiche gratuite), delegittimare fonti o competenza dell' autore (indipendentemente dai contenuti).

Trollare richiede competenza, occorre apparire credibile per trascinare il gruppo lontano dal discorso costruttivo dentro uno sproloquio polemico.

Può essere anche un sostenitore degli argomenti trattati o dell' autore stesso. In questo caso l' obbiettivo è introdurre contenuti poco credibili da associare in maniera verosimile ai contenuti dell' articolo commentato. Questo cavallo di Troia ha lo scopo di delegittimare gli argomenti o l' autore stesso del testo. 

Quando metà dei post sono una risposta a un commentatore e non al testo dell' articolo allora al 99% abbiamo un troll che sa fare bene il suo mestiere :) 

6
12 Dic 2011
alle 08:35

mia

Filone che Engdahl focalizza  da tempo....Guerra alla Libia (evacuati 35 000 Cinesi) e „Primavera Araba“ sono interpretate in  in questa ottica :

L’obiettivo finale degli Stati Uniti è prendere le risorse dell’Africa e del Medio Oriente sotto il loro controllo militare per bloccare la crescita economica di Cina e Russia, tenendo così l’intera Eurasia sotto controllo, spiega lo storico William F. Engdahl.

http://www.eurasia-rivista.org/la-%E2%80%98primavera-araba%E2%80%99-serve-alla-nato-per-controllare-l%E2%80%99eurasia/11978/

La Cina avvanzava pure in Grecia... centra qualche cosa?Un pensiero del tutto selvatico di lunedìmattina presto.

http://www.presseurop.eu/it/content/cartoon/727401-privatizzazioni

 

5
12 Dic 2011
alle 06:57

massimo

Deborah, non essere così dura con Heie, in fondo la libertà assoluta non esiste. Forse in Paradiso, ma nè qui, nè da Heie. Ognuno si fa condizionare da ciò che gli pare più giusto, piacevole, concorde con i propri sentimenti ed emozioni. Ognuno ha il suo livello di libertà. C'è chi corre dietro al sesso o alla famiglia, ai figli, al gioco, al calcio, ai soldi, allo sballo, alla musica, al cibo, alle vacanze, alla cultura, alla religione, a tutte od alcune di queste, ma tutti sono da comprendere e compatire, anche quel buon diavolo di Heie, però fino ad un certo punto, come è giusto. Buona giornata a tutti.

4
12 Dic 2011
alle 00:17

Debora/Petrolio

Hiei,

non cerco di distogliere il tuo sguardo dall'Iran, come non cerco di distogliere il tuo sguardo dal Grande Fratello 10 o dai discorsi di Calderoli. Cerco solo di mostrare qualcosa di diverso da ciò che invece tutti vogliono farti guardare.

(Questa osservazione scema ti costa altri 4 anni di ban. Peccato. Potevi farcela.)

:P

3
11 Dic 2011
alle 23:07

Phitio

Debora, certo che guardiamo l'Iran, visto che dallo stretto di Hormuz continua a passare  circa il 33% del greggio mondiale.

Ovviamente in questo contesto diventa importantissimo anche un secondo stretto, quello vicino Singapore. Di li passa il 66% del petrolio che va in cina, e ho detto tutto.

 

2
11 Dic 2011
alle 19:25

Mark Tamagnini

Beh Giulietto Chiesa lo scriveva già nel 2001 che gli USA si preparavano per la Cina e ora siamo alla corda…

1
11 Dic 2011
alle 19:19

Hiei

(Ancora lì a guardare l'Iran?)

Sì, finchè dai dispacci Stratfor risultano quattro portaerei dirette lì nell'ultima settimana, in Siria è guerra quasi aperta come fu in Libia e gli iraniani dopo la strana cattura del drone "minacciano ritorsioni" fuori dai loro confini.

Ma tu perchè ci tieni tanto che distogliamo lo sguardo?

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