blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Il prezzo della benzina

Domenica 18 Dicembre 2011, 00:17 in Current Affairs di

La vignetta della domenica

benzinaguerre.gif

Attualizzando: 4 bambini e 7 adulti in Siria o in Iran. Con questi prezzi, Iraq e Niger non bastano più.

Vignetta - Mauro Biani

2
2 commenti
2
22 Dic 2011
alle 13:41

Gianluca

Non mi pare che il prezzo sia così alto da scoraggiare abusi e consumi eccessivi, in questo periodo prenatalizio, sulla Tiburtina, ho visto fiumi di macchine e ingorghi pazzeschi, tanto che ho dovuto attendere 45 minuti per prendere il 309 che da Piazza Bologna mi ha portato sulla Tiburtina (lanciandogli vaff***** e li mort*********, oltre che "si sono divertiti a ficc****** nel c****") e una bella 20na di minuti, forse mezz'ora per percorrere a passo di lumaca il tragitto. Anche stamane, fiumi di macchine, 1 persona in una macchina, qualche volta una coppia, fiumi paralleli di motorini, i consueti SUV e macchine big parcheggiate in doppia fila, quindi non venite a parlarmi di crisi o di maggiore sobrietà, perchè - perlomeno per quanto riguarda l'ambito dei trasporti - tutti continuano a prendere la macchina e a straabusarne come se nulla fosse, come se la benzina costasse come l'acqua o anche meno.
O la gente è piena di soldi (cosa che mi pare strana) oppure la spiegazione è che pur di non rinunciare alla comodità del mezzo e alla inveterata pigrizia, piuttosto si levano il pane di bocca per continuare a mettere benzina nel serbatorio o si indebitano. Da me hanno appena aperto una finanziaria Findomestic, al posto di un negozio che c'era prima e la gente ci entra per chiedere prestiti. Tutta questa gente che vuole vivere al di sopra delle proprie possibilità e non vuole capire che la realtà ci sta ponendo davanti dei limiti e delle conseguenze che ora dovremo pagare, meritano solamente di essere espropriate di tutto e di finire in mezzo ad una strada.
Ancora c'è menefreghismo e indifferenza totale.

1
19 Dic 2011
alle 08:17

Cataldo

OT - Panetta battezza la nuova Libia

In prima persona, Leon Panetta, da capo del pentagono arriva nella nuova  Libia restituendo una parte non ben precisata dei beni della nazione all'estero, comunque sembra inferiore ad un decimo delle cifre note, per la "ricostruzione", dopo la revoca delle sanzioni.
Arriva nello stesso mare dal quale era partito suo padre, un cerchio che si chiude con questa presenza inedità. 
Forse qualcosa della genetica prudenza calabra nel parlare di persone e fatti deve averlo aiutato nella sua carriera atipica, che lo hanno visto presente a snodi importanti della storia recente.
Panetta le cose le sa perchè c'è stato dentro, fanno ridere le remore di chi lo vedeva povero di esperienza in fatti di intelligence quando fu nominato capo dell'agenzia, proprio lui che aveva partecipato alla più grande operazione coperta di tutti i tempi contro l'URSS, nel suo punto centrale finanziario ed economico, sfruttando la sua conoscenza intima dei meccanismi di bilancio federali ed internazionali. 
La svolta recente in campo tattico, la maggiore furtività delle operazioni, la dissimulazione delle forze in essere, sono la sua impronta.
Seguendo le sue tracce nella storia degli ultimi vent'anni degli USA si sfiora sempre il lato oscuro dell'amministrazione, l'ombra che avvolge anche l'11/9, e  gli scenari di dieci anni prima, questi sempre meno nascosti, alla luce anche delle rivelazioni recenti di protagonisti di allora ammorbiditi dal ventennio trascorso. 

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere