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Manovra: aumentano ancora le accise

Lunedì 5 Dicembre 2011, 10:31 in Italia di

Non è stato precisato alla conferenza stampa di ieri sera, ma arriva un nuovo aumento delle accise sulla benzina per finanziare i trasporti pubblici. Una decisione "verde"? Non è detto

buspreferenziale.jpg

Si tratta di un "piccolo aumento", ma tornano in auge le accise. Non che siano mai tramontate, in realtà.

Dopo la levata di scudi per il taglio ai trasporti pubblici, pari al 75%, che metteva in ginocchio Comuni, Regioni e soprattutto i cittadini, sembra che il governo abbia fatto marcia indietro e optato per una soluzione diversa.

Non solo si è deciso di non procedere alla devastazione dei mezzi pubblici (ne avevamo parlato qui), ma di consentire alle amministrazioni locali di finanziarle con l'aumento della tassa sui carburanti.

Questo significa che la benzina aumenterà ancora, con gli effetti recessivi che conosciamo, anche considerando che lo Stato nulla sta facendo per tamponare gli aumenti continui alla pompa che già si subiscono. Come sappiamo, questo accade quando occorre fare cassa, mentre quando ci sono elezioni imminenti si tende a calmierare il prezzo. La benzina si avvia a costare 2 euro al litro, mentre il prezzo del barile non accenna a diminuire.

Però, c'è un però. Fa riflettere il totale cambio di rotta del governo: dal taglio dei trasporti pubblici, al finanziamento dei medesimi da parte del trasporto privato. Da un approccio liberista, ad uno "verde". Ciò fa ben sperare? Mica tanto. La sensazione è che non siano granché esperti del ramo e che si facciano guidare dalle reazioni dei cittadini più che da una linea prestabilita. Insomma, stavolta è andata così, la prossima chi lo sa.

Foto - Google

12
12 commenti
12
05 Dic 2011
alle 18:34

fausto

Alla fin fine anche Monti e Passera avranno realizzato che la nafta consumata da un gippone basta per muover un autobus. Sarei curioso di sapere se hanno avuto qualche dritta da quel peakoiler incallito di Tremonti; quello che finanziava, per intenderci, la rottamazione dei mezzi agricoli con riacquisto di mezzi di metà potenza.

11
05 Dic 2011
alle 17:34

daniele.spagli

E' da un po di tempo che trovo più conveniente prendere il treno che usare la macchina per andare a Pisa e Firenze (entrambi a più o meno 40 km di distanza).

E non mi trovo neanche male.

10
05 Dic 2011
alle 17:17

andreaX

oh oh, il prezzo del greggio è sopra i 100 dollari al barile, aggiungiamoci il cambio euro /dollaro sfavorevole, questo aumento delle accise ecco che da qui a poco la benzina arriverà ai due euro al litro.

Secondo voi è questa la soglia (non solo psicologica) per innescare il crollo irreversibile dell'economia italiana? , se no quanto sarebbe?.

9
05 Dic 2011
alle 14:00

poldo alias marco

Leggevo l'ipotesi che lo scopo di questi politici è acuire la crisi, non risolverla, al fine di contenere i consumi e le nascite per preservare la terra dall'inquinamento. Se così fosse il massacro del ceto medio è il prezzo che occorre pagare non per rimanere in europa, chissenefrega, ma per salvare la terra dalla distruzione.

Allora sia, forza ici forza benzina a 2 euro forza pensioni non rivalutate per l'inflazione.

8
05 Dic 2011
alle 13:16

Karagounis78

Alla faccia di voi disfattisti che urlavate già alla catastrofe, il trasporto pubblico resta e viene rifninziato. Certo, personalmente di pagare di più la benzina per garantire gli autobus che giànon prendo non mi interessa molto. Meglio sarebbe una tassa locale così che il margine di guadagno resti nella città e questa sia incentivata a migliorare il servizio per pesare meno sui cittadini.

7
05 Dic 2011
alle 12:46

clambfr

Paolo: la benzina e i carburanti in genere sono sempre aumentati negli anni, eppure il trasporto privato è aumentato di pari passo (solo la saturazione delle strade e gli effetti perversi della immobilità da traffico hanno posto qualche freno...mica le polveri sottili). Per i più, se l'automobile serve non c'è aumento che tenga: tocca pagare e zitti. Il sistema dei trasporti è vicino al collasso e siccome non ci sono fondi per finanziare direttamente il TPL li si prendono dalla 'concorrenza'. A me sta benissimo così, tanto mi muovo in bicicletta.. ;-)

6
05 Dic 2011
alle 12:16

francesco ganz

..Quelli di ASPO dicono che bisogn puntare tutto sulle linee ferrate elettrificate ed in particolare sui sistemi ibridi ferro tram nelle città medio grandi : i bus non sono termodinamicamente sostenibili e quindi tutto ciò che è lontano dalla ferrovia ( vedi le nostre meravigliose colline) dovrà tornare ad essere non coperto dal pubblico per ragioni termodinamiche : se è così. e non vedo perchè non debba esser così, si parli chiaro...Intanto nel 2011 - 9 % di vendita di auto sul 2010, ormai siamo a - 30 sul 2008...

5
05 Dic 2011
alle 11:41

steu

E come fanno ad essere esperti del ramo? i dirigenti dei ministeri mica vanno sul tram, al massimo sul tav. Ma anche nei comuni non sono messi meglio. Quando ho fatto notare all'assessore ai trasporti del mio comune, Chieri, che rischio la vita ogni volta che prendo la bici, per mancanza di mezzi pubblici, lui ha consigliato di usare l'auto. E' un terno al lotto, se ti va bene, bene, se no, lo sfascio, come in qualsiasi campo in questo paese. Non c'è un piano, un obiettivo, ognuno ha la sua ricetta, come ieri ha dimostrato la puntata di Report sul patrimonio artistico. E i trasporti pubblici, il traffico, l'inquinamento sono sullo stesso piano. In piemontese si dice che siamo al "pian dij babi", cioè al piano dei rospi, al suolo.

 

4
05 Dic 2011
alle 11:39

paolo p.

@2

La diminuzione dei consumi non darebbe automaticamente una diminuzione del gettito fiscale se, contemporaneamente, viene aumentata la parte di aliquote.

ESEMPIO

Quantità venduta             Accise incassate           quota ind petrolifera       tot

50                                 50                              50                               100

40                                 60                              40                               100

A parità di incasso per litro venduto da parte dell'industria petrolifera (nell'esempio 1 unità monetaria per 1 unità di combustibile) nel primo caso lo stato incamera 50 unità monetarie su 50 unità di combustibile vendute. Nel secondo caso incassa 60 unità monetarie su 40 unità di combustibile vendute (diminuzione dei consumi del 20%).

Naturalmente, nel primo caso il prezzo finale per l'utente è di 2 unità monetarie per ciascuna unità di combustibile acquistato, mentre nel secondo caso è di 2,5 unità monetarie per ciascuna unità di combustibile acquistato.

La politica può funzionare con i seguenti caveat:

1) I fondi guadagnati DEBBONO PER LEGGE ESSERE REINVESTITI NELL'EFFICIENTAMENTO DEI TRASPORTI PUBBLICI e non utilizzati per altre finalità.

2) Bisogna contenere gli effetti inflattivi indotti (l'aumento del prezzo dei carburanti si riflette in tutti i prodotti).

3
05 Dic 2011
alle 11:26

Mammifero Bipede

Da perfetto incompetente ritengo che esistano categorie di "consumi" che premiano il paese e chi ci lavora (p.e. quelli in alimentari locali e di qualità) ed altre categorie di consumi che lo penalizzano (p.e. comprare il petrolio all'estero per andarci in giro in macchina "ad cazzum"). Per me se la benzina arrivasse a 5€ al litro dopo qualche mese di geremiadi e stracciamento di vesti ci organizzeremmo per usare meno le automobili e vivremmo meglio di prima.

2
05 Dic 2011
alle 11:15

Paolo B.

Forse scrivo una cavolata, ma scoraggiando il trasporto privato (con l'aumento delle accise sui carburanti), non si consumerebbero meno benzina e gasolio e di conseguenza ci sarebbe meno gettito fiscale? E allora come si può parlare di finanziamento del trasporto pubblico? Qualcuno conosce i numeri relativi?

1
05 Dic 2011
alle 11:08

Phitio

Qua altro che esperti del settore, stanno agendo da semplici economisti, e, peggio ancora, da economisti da shock economy.

Tasse su case, massacro sulle pensioni, un buffetto agli evasori, e una finta di riduzione dei costi della politica. Liberalizzazioni? Boh? Caccia agli evasori? Boh?

Sostegno alle famiglie? Chi l'ha visto?

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