blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Stretto di Hormuz: chi comanda davvero?

Giovedì 29 Dicembre 2011, 14:07 in Geopolitica di

Minacce iraniane, controminacce USA. Ma chi ha davvero il controllo dello Stretto di Hormuz, e chi può far rispettare le leggi?

Strait_of_Hormuz.jpg

Avevo promesso di non parlare più dello Stretto di Hormuz fino almeno allo scoppio della guerra termonucleare globale. Ma chi non legge il blog insiste, e quindi credo di far cosa utile nel cercare lumi su come funzioni davvero questo fatidico braccio di mare.

Non sto a ripetere cose stradette (1, 2, 3, 4, e soprattutto 5). Ma gli iraniani continuano con le spacconate ("Chiudiamo lo Stretto!"), e gli USA replicano minacciando di scatenare le armate di Mordor. Così, è venuto naturale chiedermi chi comandi davvero su questo accidenti di Stretto.

E' territorio iraniano, e quindi l'Iran ha tutto il diritto di bloccarlo a suo piacimento? E' per caso acqua territoriale statunitense e io non lo sapevo, beata ignoranza? E' terra di nessuno, fascia di sicurezza ONU, proprietà privata di un pescatore, insomma come funziona?

Ebbene lo Stretto di Hormuz, nella sua parte più assottigliata, è largo appena 22 miglia. 11 miglia appartengono all'Iran, e 11 all'Oman. Per quanto riguarda le aree limitrofe (l'entrata e l'uscita, per capirsi) c'è un po' di discussione in corso, in quanto il diritto marittimo stabilisce che, qualora vi siano isole, le acque territoriali partano dalle isole e non dalla terraferma. Ne consegue che le isolette lì posizionate sono oggetto di diatriba mai risolta.

Non solo. Il diritto internazionale marittimo stabilisce che, nel passaggio di uno stretto, le navi mercantili godono di diritti inviolabili da parte dello Stato a cui appartengono le acque; persino le navi da guerra hanno diritto a mantenersi in stato di allerta, seppur monitorate da chi controlla lo Stretto.

Hanno ragione gli Stati Uniti, allora, a minacciare guerra contro chi ritiene di poter chiudere stretti a piacimento?

Qui arriva il paradosso divertente, che non manca mai. Ebbene: gli Stati Uniti non hanno mai ratificato il diritto internazionale marittimo. Non è una legge che riconoscono. Perché diamine allora si sentono in diritto di ergersi a paladini?

Mah. C'è anche da considerare un ultimo dettaglio sullo Stretto di Hormuz, un dettaglio geografico. Sembra che le sue acque siano troppo poco profonde perché le petroliere possano agevolmente passare: si trovano costrette ad una specie di zigzag per pescare i fondali più alti. E indovinate da che parte si trova il fondale profondo, nella parte più piccola dello Stretto? Esatto: proprio nelle acque iraniane. Una faccenda complicata, eh.

(Se siete interessati allo spiegamento militare iraniano in zona, trovate tutto qui, arma per arma.)

Fotot - Zerohedge

16
16 commenti
16
07 Gen 2012
alle 23:55

sagem

come vorrei che gli usa comincino un programma di smilitarizazzione,e con essi italia francia germania cina ecc ecc.

 

15
30 Dic 2011
alle 22:06

anacho

Gli USA a sbloccare lo stretto ci mettono cinque minuti, nella guerra navale l'Iran è privo di qualsiasi possibilità.

Per sapere come andrà a finire consiglio la lettura di L'occhio sotterraneo, di Alan Altieri:

http://www.tealibri.it/scheda.asp?idlibro=1391

14
30 Dic 2011
alle 17:11

Alex

Come vorrei che gli iraniani chiudessero lo stretto e gli americani non facesser niente.Un sogno.Un bello shock petrolifero e finirebbero subito i discorsi sull`imperialismo americano, sugli Usa impero del male.Improvvisamente i poveri ayatollah  diventerebbero de gli egoisti guerrafondai che per espandere la loro influenza fanno aumentare il prezzo del pane, della carta della luce del gas a tutto il resto del mondo.

Il bello di critica l`America e` che durante gli ultimi 80 anni l`ha fatto dovendosi schierare nell`ordine con regimi  nazisti/fascisti, comunisti islamisti.  

13
30 Dic 2011
alle 16:57

massimo

comunque una finta guerra da quelle parti basterebbe a mascherare il peak oil per molti anni, se non bastasse la crisi economica a ridurre sufficentemente il consumo di oil. Idea affascinante, dopo la fase 1 a valenza finanziaria, la fase 2 con la armi, gli eroi e l'onor di patria, il coraggio. In fondo è già successo colla guerra del Kippur ed ha funzionato benissimo! Giravano solo bici o cavalli in quelle domeniche del anni 72/73. Stavolta anche negli altri giorni della settimana!!

12
30 Dic 2011
alle 15:03

phitio

Ovviamente Surak qui ha ragione su tutta la linea. I sedicenti paladini dei valori democratici saranno anche firmatari della dichiarazione universale dei diritti Umani, ma poi malauguratamente si dimenticano sistematicamente di applicarla.

Guardate qua

http://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani_negli_Stati_Uniti_d%27America

 

Giusto per pestare i piedi a quegli ipocriti dei filo americani d'accatto.

11
30 Dic 2011
alle 12:01

fausto

Gli iraniani hanno atteggiamenti pelosi: dicono di voler fare la guerra, e si preparano da decenni alla guerriglia costiera - navale. Però non hanno mai fiatato contro i traffici di petrolio gestiti dagli amici degli americani: già, perché in realtà anche l'Iran commercia con chiunque abbia soldi per pagare! Le compagnie petrolifere europee che fanno affari con i persiani sono spesso partecipate da compagnie americane.

La guerra aperta sullo stretto è uno scenario futuristico. Se deve essere guerra nell'immediato, gli iraniani faranno come sempre: ordineranno ai loro amici in Libano (Hezbollah) di inscenare uno scontro con gli israeliani. Per adesso è più che sufficiente a romperci le scatole. Per quale motivo dovrebbero mettersi nei guai quando possono mandare un altro a farsi male al posto loro?

Diversa la posizione Usa: loro sono pazzi, per davvero. Sono scesi al livello di razionalità esistente nella Germania degli anni '30. E' possibile che da parte loro arrivi qualche iniziativa improvvida. Che pagheremmo anche noi, ovviamente.

10
30 Dic 2011
alle 11:49

kurdt

Debbie, mi dici come trovo le informazioni sulla navigabilità dello stretto e la profondità?  Thanks ;)

9
30 Dic 2011
alle 10:15

Cataldo

@ Francesco Ganz
Un assaggio di uranio e polveri mortali lo abbiamo gia avuto dalla sponda adriatica ed ora da quella a libeccio, speriamo non arrivi anche la portata principale del Cafe Atomico in salsa persiana. E' garantito che i libici saranno colpiti per generazioni da questa guerra, a breve vedremo gli aggiustamenti del loro export land model, come avvenuto per l'Iraq. Se si vedono le cose in questa prospettiva l'opzione nucleare diretta non sarebbe utile ai predatori, meglio proseguire nello schema attuale, anche perchè alla lunga l'embargo limita le possibilità di difesa "convenzionale" della preda.

Sul fatto tecnico di "chiudere" il canale, questa è una espressione impropria, In ragionamento puramente di scuola:

l'Iran necessita di colpire chi non rispettasse un divieto di transito, ma il divieto in se sarebbe un atto formale di guerra, non servono nemmeno le pagliacciate ONU.

A questo punto l'Iran dovrebbe essere capace di colpire chi attraversa il canale anche dopo la inevitabile risposta armata dei contraria.

24 o 48, ore dopo che si avviasse questa danza tutti i possibili bersagli militari Iraniani sarebbero sotto il possibile attaco di una serie di paesi vicini e lontani. La stratificazione delle difese Iraniane potrebbe mantenere questa capacità di colpire le navi in transito solo a prezzi enormi, distruzioni immani, e comunque solo per pochi giorni, senza aiuti esterni.
Con aiuti esterni che attivano positivamente le possibilità di colpire dei persiani, le cose, sul piano militare e delle distruzioni, andrebbero anche peggio. Se l'impero si vedesse colpito nei suoi assetti  importanti, nel corso dell'azione di "contrasto al divieto"  si aprirebbe del tutto  il vaso di pandora della guerra, spero che i cerebri  non siano cosi obnubilati.


 

8
30 Dic 2011
alle 09:39

Cataldo

Per non pestare l'acqua nel mortaio,  gli aggiornamenti specifici su quanto scritto negli anni relativamente al Golfo sono nei post linkati ordinatamente da Debora.
A parte le coincidenze elettorali USA con queste crisi nel golfo persico, ed è già una riflessione, vediamo alcuni elementi presenti negli anni passati in nuce che ora  si sono ora dispiegati, dei quali non si trova traccia nel dibattito generale, ormai si  è acclarato come uno sforzo inane, confutare quanto discusso nel main stream. Vi auguro un buon 2012 con questo ultimo papiello annuale nella bottiglia.

1) L'attivismo dei SAUD, già nel 2008 si vedeva uno sforzo diplomatico di largo respiro, che nel tempo ha creato i reali presupposti per quanto è accaduto in Libia, ad iniziare dal voto all'ONU iniziale, e accade ora in Siria. Nell'equazione stanno rientrando, come già scritto, gli immensi accumuli in materiale bellico operato dai SAUD, una massa critica che esula dalla semplice deterrenza, e si incammina su un percorso di attivazione: le esercitazioni con gli USA sono ormai frenetiche, abbiamo visto bel corso della storia recente che queste fasi difficilmente si spengono senza conseguenze.

2) L'attivismo di Panetta, con  la rimodulazione dell'apparato militare USA. Un criterio importante che ci ha sempre dato frutti è stato disegnare il percorso degli incontri importanti, a disegnare quello di Panetta sul globo negli ultimi mesi, tracciando con una matita sul planisfero, ritroviamo tutto l'arco delle crisi in corso, una serie di percorsi, sia sull'inner circle dei fidati alleati nel medio oriente e in quello lontano, sia nel circolo esterno, dei clienti più incerti. Raramente un cambio al vertice del pentagono ha generato un tale attivismo, segno che l'impero sta cercando di ridsegnare le politiche a breve e medio termine, con cambiamenti sostanziali sul piano politico, ad iniziare da un ricompattamentio interno all'amministrazione*.
Il dossier Iraniano quindi viene inserito in un contesto diverso, nel quale sarà determinante, molto più che nel passato, il sostegno aperto di Russia e Cina,visto che, come descritto in altri post, le opzioni dei persiani sono sempre di minor peso strategico, anche la sostanziale espulsione delle forze USA dall'Iraq, che pure è stupefacente come finale provvisorio della tragedia mesopotamica, nasconde insidie micidiali per l'Iran**. A tutto questo si aggiunge la rinnovata potenza di controllo dei media esplicata dalle forze imperiali.

3) Nel corso degli anni abbiamo sempre cercato di individuare i legami tra le pianificazioni militari e gli accadimenti politici, con qualche successo di interpretazione. Negli ultimi tempi l'esperienza libica ci ha mostrato l'enorme grado di flessibilità operativa ottenuto dalle forze di proiezione USA sul piano della disarticolazione delle difese avversarie. Queste possibilità rendono possibili oggi ancora più opzioni potenziali ai pianificatori, si fa strada l'idea di un intervento "limitato" di ridimensionamento della macchina bellica persiana (per quello che vale). E' evidente il rischio di questo modo di pensare, ed il rischio pincipale in questo caso è che la Russia stia supportando davvero le forze iraniane; ma se cosi fosse*** la percorribilità politica dell'opzione "limitata" sarebbe pari a zero, la Russia sarebbe costretta a mostrare le capacità effettive dei suoi sistemi, un fallimento totale segnerebbe la fine della sua influenza fuori dai confini della "Rodina".

*Panetta ha uno spessore diverso dai suoi predecessori, ricordiamo solo che ha partecipato alle operazioni coperte più determinanti degli ultimi 30 anni, traversando varie amministrazioni, non è un fantoccetto delle lobby messo a paravento come ne abbiamo visto, basta vedere la Libia 2012 per capire come si muove, senza fronzoli ha messo in luce la sua letalità come sicario imperiale.

**Purtroppo il discorso è impossibile da sintetizzare in questa sede, anticipo solo che è semplicistico vedere nell'ampiezza del "ritiro" USA una "vittoria" dei persiani.

*** La storia del sentinel dirottato va in questa direzione, con i caveat di cui ho scritto la settimana scorsa

PS @ Debora se puoi mettere pulci in questi duri orecchi :)
Ho letto l'articolo sull'F35 in prima pagina del Il Fatto, per avere il lancio in prima mi è sembrato veramente fiacco e senza sostanza, il programma è strategico, per questo va ben analizzato sul piano tecnico militare.
La decisione ufficiale di non sviluppare il nuovo motore F136 toglie alla nostra partecipazione molta sostanza, cosi come l'affossamento della versione B,e, indirettamente, l'arrivo dei giapponesi. Su questi punti centrali si può e si deve coagulare il consenso alla revisione oltre gli autismi politici.

7
30 Dic 2011
alle 08:48

zio tibia

OT

toh, e chi l'avrebbe mai detto... siamo il paese + idiota del mondo (dopo gli USA)

http://www.repubblica.it/economia/2011/12/30/news/petrolio_tripoli_gela_l_eni_modificheremo_i_contratti-27380683/?ref=HREC1-5

6
30 Dic 2011
alle 01:44

Mario

I grandi eroi della storia moderna se ne stanno andando uno dopo l'altro. Ormai ci rimane solo Ahmadinejad, speriamo che ci faccia sognare.

5
29 Dic 2011
alle 23:08

Mago

Hanno ragione gli USA. Ora vi spiego perchè.

Leggendo su wiki alla voce "Acque territoriali" di più leggere che, secondo il diritto: "lo Stato costiero non può impedire il passaggio inoffensivo di navi mercantili o da guerra straniere, purché tale passaggio "non arrechi pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero".

Quindi un blocco sarebbe un atto ostile nei confronti di CHIUNQUE voglia passare di li (Sauditi, ed altri arabi in primis). "Sturare" lo stretto ostruito sarebbe quindi cosa più che legittima!

(questo anche senza considerare il fatto che quando gli Iraniani parlano di bloccare lo stretto non mi risulta abbiano specificato che intendono limitarsi alle loro acque o che altro, ma semplicemente usano la cosa come minaccia di carattere militare contro il mondo)

4
29 Dic 2011
alle 21:38

franco44

Magari faremo bene a ricordare che dietro l'Iran c'è la Cina, che le atomiche le ha già e da un bel pò.

Su un sito americano (rense.com) ho letto qualche giorno fa, ma non riesco a ritrovarlo, la dichiarazione di uno dei governanti cinesi per cui loro sono disposti ad appoggiare l'Iran sino ad arrivare alla guerra.

Beh, cosa volete, diciamo AUGURI.

3
29 Dic 2011
alle 19:35

Surak 2.0

Bah, come se agli Usa interessasse qualcosa degli eventuali diritti altrui.
Se può,  s'inventa un pretesto anche cretino, va, bombarda, occupa quello che vuole, mette su chi gli garba e gli fa firmare che gli USA avevano ragione.

L'unico freno è "se può"

2
29 Dic 2011
alle 18:53

francesco ganz

Credo che se provasssero davvero a chiuderlo  gli iraniani si troverebbero belli e pronti immensi giacimenti di silicati vari per le immense temperature generate nelle esplosioni termonucleari; le organizzazioni umanitarie allora sponsorizzerebbero i prodotti artistici made in Iran di vetro radioattivo; se invece avessero la forza per chiuderlo, come potrebbe avere solo la russia o la francia od israele o uk se fossero dirimpettaie allo stretto, allora la prossima mensilità dei dipendenti pubblici italiani verrà pagata in BOT, con l'inghippo che tornerremmo comunque alla lira con una inflazione galoppante per rendere sostenibile il debito pubblico...

1
29 Dic 2011
alle 18:51

persenaro

"Ma gli iraniani continuano con le spacconate"

Non mi sembra che si tratti di spacconate, gli iraniani minacciano di chiudere lo stretto, se verrà attuato il blocco delle loro esportazioni di greggio, per dar corso alle sanzioni proposte dagli esportatori di pace e democrazia


Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere