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Stretto di Hormuz e venti di guerra in Iran

Lunedì 12 Dicembre 2011, 17:20 in Geopolitica di

Arriva l'annuale allarme dallo Stretto di Hormuz, Iran, da dove transita il 30% del petrolio mondiale. Gli iraniani chiuderanno lo Stretto? Poco probabile

hormuzstretto.jpg

Molti lettori novellini -o pigri- di questo blog non sanno che di Stretto di Hormuz si è discusso già quasi fino alla nausea. D'altronde, ogni volta che si parla di guerra in Iran (almeno una volta l'anno, come il Natale) viene fuori questa storia che gli iraniani bloccheranno lo Stretto da cui passa il petrolio di tutti e succederà l'apocalisse. Qui un altro recente riepilogo sull'Iran -uff-, qui qui e qui i precedenti su Hormuz. Lo Stretto è poi apocalittico di per sé, visto il nome che porta. In questo post si racconta:

Hormuz è un altro nome di Ahura Mazda, divinità del Pantheon zoroastriano dalle origini antichissime, proto-indo-iraniche. Ahura Mazda, o Ohrmaz, Hormuz, è lo Spirito Creatore, il dio che ha generato il mondo e lo ha permeato di bontà. Ma nel pantheon duale zoroastriano, nemico di Ahura Mazda è Angra Manyu, più noto come Ahriman, spirito della dissoluzione e del male. I due sono destinati a combattersi per eoni, senza che nessuno riesca a sopraffare l'altro, fino alla battaglia finale che vedrà finalmente vincitore Ahura Mazda.

E il fatto che lo Stretto della resa dei conti del mondo porti il suo nome, lascia ben sperare.

Nel 2011 Hormuz mancava ancora all'appello, ma mai perdere le speranze. Eccolo timbrare l'annuale cartellino in extremis: riporta Zerohedge che gli iraniani starebbero facendo manovre militari nello Stretto. E fin qui, lo Stretto è il loro, non c'è da sbalordire se lo usano per le esercitazioni. Quello che desta allarme è però la dichiarazione di un deputato iraniano ad un'agenzia studentesca, secondo cui l'esercito si allena in realtà a chiudere lo Stretto. Io non so chi sia questo deputato, ma anche gli iraniani avranno i loro Calderoli.

Si tende a dimenticare è che in Iran c'è un Parlamento e ci sono elezioni regolari, e quindi molte dichiarazioni allarmanti sono a mero scopo di politica interna. Per prendere voti di fesserie se ne dicono tante, noi dovremmo saperlo bene, e in Iran sono molto gettonati i politici che fanno i duri con l'Occidente. Paese che vai.

Io semplicemente non credo che scoppierà la guerra all'Iran, visto che lo vado sentendo da anni, e se qualche rischio c'è, poco ma sicuro che non succede d'inverno. Ai nostri giornali piace continuare con questa solfa, che continuino: io invece sono stufa e ne riparlerò quando e se succede qualcosa di davvero rilevante. Speriamo mai.

13
13 commenti
13
18 Dic 2011
alle 19:10

DonatoM

viva la non violenza,viva la non violenza,viva la non violenza.

12
14 Dic 2011
alle 17:25

Luigi Lucato

sembra una strada a senso unico

http://intermarketandmore.finanza.com/alert-world-war-iii-lo-scacchiere-e-pronto-38508.html

non se ne esce con il confronto e con l'economia

... serve cuore e amore ... dispersi ?

 

10
13 Dic 2011
alle 09:38

Cataldo

In generale condivido il senso del post di Debora, ma con qualche avvertenza.
Gli ultimi anni ci hanno fatto comprendere la complessa relazione USA IRAN, si è riusciti sempre ad evitare le isterie mediatiche, in generale il quadro della situazione delineato dava un senso agli eventi. Ma le cose si evolvono, ripeto i punti principali che danno una prospettiva diversa ai più o meno soliti eventi

1) La presenza sul territorio iracheno degli USA è concentrata in pochi grandi centri pesantemente difesi, aviorifornibili, non c'è più il tallone di achille dell'accesso dal mare per rifornire le truppe che hanno occupato la mesopotamia.

2) Il ruolo di Hormuz sul piano della capacità di esportazione è stato potenzialmente ridimensionato dai megalavori sulle pipeline arabiche di cui parlammo già 4 anni addietro, confermati da fonti dirette successivamente, inoltre negli ultimi anni tutti i principali importatori hanno aumentato le loro riserve strategiche, ed in generale la capacità di stoccaggio dei vari nodi petroliferi è aumentata.

3) I Sauditi, o meglio, i Saud ed i loro fattorini anglofoni, hanno iniziato ad utilizzare le loro immobilizzazioni in armamenti, ed hanno fatto sfoggio di un interventismo di grande profondità, con l'utilizzo sapiente degli scherani del golfo.

4) La Turchia è dentro a tutto campo nel piano di destabilizzazione della Siria, che sembra arenato almeno nella sua prima versione, ma continua senza remore.

Questo quadro, che lega le mani ed i piedi ai persiani, vede maturare una serie di eventi di sabotaggio, con una virulenza più profonda, ricordiamo che lo stesso Obama, senza imbarazzi, ha detto che bisognava intensificare queste operazioni, specie oggi che le eventuali ritorsioni sono impossibili in Iraq e controproducenti in afghanistan, dove sarebbe garantita una risposta NATO ad eventuali azioni di qualche portata.
Anche osservatori prudenti, come Bhadrakumar su Asian Times, che era nel giusto quando scriveva di un attacco impossibile negli anni passati, registra cambiamenti sostanziali che aprono prospettive ampie ai pianificatori di guerra, specie tenuto conto di come hanno trasformato nel tempo la guerra stessa, vedi Libia, aumentando a dismisura le opzioni percorribili grazie al controllo ferreo dell'informazione.
Sul piano militare ho scritto a commento del post precedente, una azione di vasta portata in primavera dovrebbe inizare a breve i preparativi di base.
Sul piano politico gli avvenimenti europei saranno molto importanti, l'understatement tutto british imposto dal main stream alla svolta dei 26 avrà breve durata, se i continentali saranno conseguenti le ripercussioni avranno una portata amplissima anche sulla politica estera.

9
13 Dic 2011
alle 09:28

medo

Le portaerei americane presenti nella 5th Fleet* non sono altro che la quantità normale dalla fine dell'attacco all'Iraq nel 2003. Detto questo, vero è che gli U.S.A. si stanno preoccupando di quel che accade nella regione e che sbavano per avere il petrolio iraniano (da anni e anni), ma di novità vere sul fronte della guerra mondiale eventuale ce ne sono poche**.

*...://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Fifth_Fleet

**...://www.globalsecurity.org/military/library/news/2011/12/12-12_index.htm

8
13 Dic 2011
alle 08:44

Bernardo Mattiucci

Fino a qualche anno fa, l'inverno era considerato il momento meno ideale per muovere le truppe. Il freddo e il cattivo tempo, con nebbie basse e persistenti, limitavano l'eventuale avanzata della fanteria e questo procurava non pochi problemi. Combattere in un terreno ostile, in terra straniera, senza conoscerne i minimi segreti e particolari, richiede abilita' e visibilita'. L'inverno non garantiva ne l'uno, ne l'altra condizione. E questo imponeva scelte particolari da parte dei generali al comando.

Oggi le cose sono cambiate.

Le guerre ormai si combatteranno sempre piu' a tavolino, con droni sia in volo che via terra (e' in avanzata fase di test un carro armato teleguidato). Ma l'Esercito piu' grande del mondo sta mettendo a punto anche dei robots umanoidi, sempre teleguidati, per combattere al fronte.... specialmente nelle intrigate stradine delle citta' nemiche.... dove l'avanzare della fanteria equivarrebbe ad un camminare su un campo minato. Ci vorranno ancora alcuni anni prima di vederli all'opera... Ma i droni "volanti" gia' esistono... e presto arriveranno anche quelli cingolati!

Molto si e' fatto invece sul piano missilistico.

Prima il tempo necessario tra l'allarme e il lancio di un missile intercontinentale in stand-by nel suo silos in patria, era di alcune ore. Poi il missile doveva partire e impiegava altre ore, diverse ore, per colpire il suo bersaglio in giro per il mondo. Piu' era distante l'obiettivo, e piu' ore ci volevano per raggiungerlo.

Oggi le cose sono cambiate drasticamente. Bastano pochi minuti tra l'allerta la partenza del missile intercontinentale... e ne bastano meno di 30  per colpire un qualsiasi punto della superficie terrestre con partenza dal suolo americano. Questa nuova generazione di missili e' detta "ipersonica" e viaggiano a velocita' che variano tra gli 8.000 e i 27.000 km/h. E hanno potenze distruttive allucinanti.

Gli ultimi test hanno dato esiti piu' che positivi..... impiegando solo pochi minuti per "decollare" dal Nevada e colpire il bersaglio alle Hawaii.

Questo significa che un'ipotetica guerra all'Iran... che secondo il sottoscritto verra' provocata da Israele non prima di un'attacco alla Siria ...potrebbe vedere all'opera anche soltanto mezzi piu' o meno corazzati. E missili... tanti missili.

L'Iran infatti e' dotato di missili a corto e medio raggio... e nulla potrebbe contro i nuovi missili ipersonici.

 

Per quanto riguarda il Drone... non so se crederci... a me sembra un giocattolo... non dimentichiamoci pero' che i programmatori e gli hacker iraniani sono tra i migliori del mondo. Forse la guerra sottobanco tra USA e IRAN, combattuta a suon di virus, ha fatto segnare un 1 vs 1 inaspettato!

7
13 Dic 2011
alle 01:33

Giovanni Orrù

Una cosa invece è certa. Se DOMANI scoppiasse una grossa guerra convenzionale, ovunque fosse, questa "dissotterrerebbe" immediatamente le conseguenze del picco petrolifero, seppellite fino ad oggi dal crollo dei consumi di carburante seguito ai megalicenziamenti nel mondo..  un "Abrams" pesa un tantino, ed anche un Galaxy C5 a "pancia piena", tanto per fare qualche esempio

6
13 Dic 2011
alle 00:45

ziomaul

Devo dar ragione ad @Hiei!

In quelle zone, strategicamente, è meglio l'Inverno ... Per gli occidentali però! Perchè non sono attrezzati (altre guerre in zona lo hanno pienamente dimostrato) al caldo come gli arabi. 

Ciao

 

5
12 Dic 2011
alle 22:48

michele

...spera non sia una guerra mediatica!

4
12 Dic 2011
alle 22:31

Francesco

...questa volta è diverso Debora...

3
12 Dic 2011
alle 21:04

Debora/Petrolio

mario2, di queste bagattelle ne sono successe altre centomila negli ultimi sei anni. clicca, clicca, che ti fa bene. comincia ad essere ridicolo questo gridare al lupo ininterrottamente.

parlerò della guerra in Iran quando comincerà una guerra in Iran.

2
12 Dic 2011
alle 20:05

mario2

ne riparlerò quando e se succede qualcosa di davvero rilevante

beh, hanno fatto saltare una base missilistica iraniana, un'industria non meglio precisata è saltata a isfahan, l'iran non si sa bene come è entrato in possesso del più avanzato drone americano, la siria è in guerra civile e teme un'invasione... no tranquilli non è niente di rilevante. ordinaria amministrazione :)

1
12 Dic 2011
alle 19:17

Hiei

"poco ma sicuro che non succede d'inverno."

Invece, se lo scopo è sfoltire la popolazione mondiale per bene con una bella guerra non-nucleare che sarebbe dannosa, l'inverno è il momento IDEALE.

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