Uno sguardo dal picco
Sussidiare i carburanti? Giammai! Tranne una piccola eccezione: come compenso per chi subisce le conseguenze dell'industria petrolifera
Su questo blog si è sottolineata molte, moltissime volte l'idiozia di chi ritiene la benzina a basso costo un "diritto umano". Non lo è. E' vero che l'economia occidentale è interamente basata sulla mobilità individuale, è vero che abbiamo a tal punto introiettato l'uso dei veicoli come parte indispensabile della nostra vita da ritenere di non poter vivere, appunto, senza carburanti a sufficienza. Ma tutto questo è un'assurda distorsione della realtà.
La benzina e i carburanti sono un lusso, come è un lusso il saltare in auto e andarsene a spasso a piacimento. Un lusso reso possibile dal petrolio a basso prezzo, grazie a un insieme di congiunture irripetibili. Una di queste, l'abbondanza, è finita da quel dì.
Insomma chi protesta perché vuole i carburanti a basso prezzo, sta protestando perché smetta di piovere. Questo è lapalissiano, ahinoi.
Ma esiste una, e una sola, eccezione.
Almeno per come la vedo io, le aree in cui si produce o si lavora il petrolio dovrebbero essere compensate per lo sfruttamento delle risorse o per l'impatto ambientale. E infatti lo sono: in Canada ad esempio, dove le famiglie incassano circa 6000 dollari l'anno per il disturbo recato dall'industria petrolifera.
Non succede invece nella martoriata Basilicata a cui si fa l'elemosina, e neppure in Sicilia. La Sicilia riceve buona parte del gas e del petrolio nazionale come terminal di gasdotti ed oleodotti, lo raffina in Regione (con i tumori del caso), ha anche qualche giacimento offshore (con cui potremmo estinguere il 25% del debito), e da tutto questo i siciliani non ricavano un bel nulla. NULLA. Peggio che in Nigeria. Io da picchista non faccio certo il tifo per la benzina sussidiata: ma le rimostranze dei camionisti e dei pescatori siciliani credo vadano immediatamente accolte. Gasolio da autotrazione sussidiato a mò di compensazione, altro che il più caro d'Italia come sono costretti a pagare.
Certo, è dura da far digerire. Si fanno persino guerre pur di non pagare il dovuto a chi produce petrolio, figuriamoci se si sarà mai disposti a riconoscere che i siciliani vadano compensati. Ma era comunque importante dirlo.
Foto - Petrolchimico di Gela
LINK UTILI:
Sicilia, la rivolta contadina del movimento dei forconi.
Movimento dei Forconi: manifestazioni e blocchi in Sicilia dal 16 al 20 gennaio 2012.
Movimento dei Forconi: flop a Crotone e ombre sulla matrice neofascista.
Faccio notare che i traspostatori sono GIA' sussidiati, infatti viene loro rimborsata larga parte delle sole accise (depurate di iva), adesso addirittura ai tre mesi anzichè ogni anno come era prima.Sono daccordo che stanno lottando contro la pioggia, ma anzichè ulteriori sovvenzioni a loro serve un VERO ombrello, ossia una radicale riconversione del tessuto industriale che privilegi il trasporto marittimo e ferroviario verso la terraferma, non solo il trasporto via camion, che fra poco farà la figura del dinosauro sull'alba del tramonto.
Debora, in linea di massima il tuo ragionamento filerebbe anche...il problema e' che il gasolio che vuoi defiscalizzare non serve a trasportare solo arance ma anche cianfrusaglie... insomma la solita stortura del mercato. Senza contare il paradosso di Jervons (credo sia lui) ... visto che costa meno (o e' abbondante che poi e' lo stesso) sprechiamone di piu'...
PS: curiosita':il tuo "accaloramento" al commento 6 e' forse dovuto a qualcosa che noi non vediamo, tipo commenti censurati? Te l'avevo detto io di non moderare, che poi ci confondi ... :-))
Un conto è dire che il petrolio rincara, altra cosa è caricare di tasse gasolio e benzina come fossero le sigarette.
Perchè tante tasse sui carburanti?
Per finanzanziare lo stato sociale. Ma non sarà che il picco non è delle risorse, ma dello stato sociale che ci rende poco competitivi rispetto a paesi che di sanità pensioni sussidi ai poveri carceri istruzione, giustamente, se ne fregano?
Prima sfoltiamo uno stato sociale che non riusciamo più a sostenere e dopo, eventualmente, risparmiamo sulla benzina.
I camionisti (come i tassisti, i pescatori, i contadini, specie quelli con serre) hanno GIA' forti sconti sui combustibili. Questi sconti sono sotto forma di rimborsi, per cui questi devono anticipare di tasca propria le accise, che poi vengono rimborsate l'anno successivo, dopo richiesta all'Agenzia delle Dogane. Una delle richieste della protesta dei "forconi" è proprio la possibilità di non dover anticipare il prezzo pieno del carburante oltre che un'ulteriore riduzione delle imposte sui carburanti e delle autostrade per le ditte siciliane. E qui a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Viene da chiedersi, come mai? a regime non dovrebbe essere lo stesso?
Ma, con tutto il rispetto per i padroncini del trasporto, io non vedo il motivo per cui la "compensazione" per avere 4 raffinerie e mezzo in sicilia se la dovrebbe mettere in tasca un autotrasportatore di Trapani e non io, che vivo a qualche chilometro in linea d'aria da una di queste raffinerie, me la piango 52 settimane all'anno e cerco lo stesso di usare i mezzi pubblici e la mia biciclettina che qui, ti assicuro, non fa affatto snob. Piuttosto, la Regione mi versi un bell'assegno con quanto sta incassando di addizionali regionali e provinciali (che qui non sono state ancora abolite, grazie al federalismo fiscale). Lo versi a ME, come fanno in Canada, e non a forconi o autotrasportatori o altri presunti Che Guevara che vogliono fare gli imprenditori sovvenzionati con i soldi delle mie tasse.
E non tocchiamo la questione delle tariffe autostradali. Metà delle autostrade siciliane sono GIA' gestite dall'ANAS e quindi a spese dello Stato e gratuite. Il risultato è che in tutta la provincia di Palermo non esiste un casello, mentre a Messina, per andare in fretta nei quartieri ("villaggi") tirrenici, spesso tocchi prendere l'autostrada a pagamento.
Il fatto è che la questione non è tanto semplice: l'argomento "compensazione" ambientale è stato spesso tirato fuori, durante la campagna elettorale, proprio da Lombardo, il Presidente della Regione che ne ha fatto una battaglia populista. Lombardo però chiedeva che i soldi delle accise finissero in toto allo Regione (addirittura chiedeva l'importo delle accise della benzina "prodotta" sull'isola, che però sempre in maggior parte viene inviata e consumata all'estero). Parte di questi importi finiscono già nelle casse della Regione, che quindi ricava un pochino più di NULLA ma che ritiene che tali cifre siano insufficienti e ne chiede ancora di più.
Il fatto è che mi prudono l mani quando vedo la regione Sicilia che chiede "altri soldi". Sarà perchè ho visto trasformare la sanità siciliana in una macchina per riempire le tasche di pochi noti, mentre la maggior parte dei siciliani non solo sono obbligati al "turismo ospedaliero" al Nord, ma subiscono pure la beffa di una tassazione maggiorta rispetto al resto d'italia per "ripianare il buco"... Sarà dopo aver visto le strutture della regione diventare una specicie di ammortizzatore sociale e uno stipendificio per 20.000 dipendenti, salvo non avere assunto abbastanza ingegneri per trattare una pratica di fotovoltaico in tempi decenti o chimici ARPA per il monitoraggio dell'inquinamento dei fiumi... Sarà per questi e per altri motivi, ma l'idea che questi fondi che non finiscano direttamente nelle tasche dei cittadini mi da' un certo fastidio.
Però lo sconto sulla benzina, cara Debora, proprio no. Piuttosto un assegno, uno sconto sulle addizionali Irpef, sui ticket sanitari, su qualcosa che ricompensi tutti i cittadini di questa regione su criteri di equità, ma non, ancora una volta, l'ennesima volta, il riconoscere che questa regione debba essere consacrata al trasporto su gomma.
Il trasporto merci deve esser portato su ferro: giusto. Qualche centinaio di km le merci lo devon pur fare, quidni nel frattempo ed in parallelo dobbiamo accompagnare i camionisti alla decrescita, che però significa appunto sussidiarli, ma vncolando i sussidi ad un programma di trasferimento su ferro.; le risorse, visto che parliamo di Sicilia e non solo, si prendano in quelle regioni e dalla loro eneorme spesa pubblica e numero di dipedenti pubblici; ancora più importante è togliere le accise sul gasolio agricolo....Qui nesuno ha detto da dove prendere le risorse: in epoca di decrescita per far crescere qualcosa bisogna far decrescere dopiamente qualcosaltro...
Strana questa tua posizione.
In effetti la sicilia GIA' riceve una quantità spropositata di sussidi, che almeno paghino il petrolio come noi nordisti.
bye
pienamente d'accordo con te, Debora: la benzina è un lusso. però mi par di capire che la protesta sia rivolta alla TASSAZIONE del carburante.
non dimentichiamoci che su un litro di gasolio/benzina il 70% circa del prezzo è costituito dalle famose accise
forse sarebbe meglio raddoppiare il prezzo delle sigarette, legalizzare (e tassare) le droghe leggere, e aspettare che sia il prezzo del petrolio a soffocare definitivamente il trasporto facile.
allora sì che si protesterà perchè smetta di piovere
L'ambientalismo integralista temo sia frutto della stessa economia dell'abbondanza che crede ciecamente nella crescita economica infinita. Non è un peccato, è il frutto di un clima economico/culturale creato dalla disponibilità a bassissimo costo di carburanti, energia e materie prime in generale per un lasso di tempo sufficientemente lungo. E’ facile essere indifferenti alle difficoltà materiali altrui quando non le si è mai sperimentate in prima persona. Il concetto si applica bene tanto ai disastri ambientali, quanto ai bambini che muoiono di fame in Africa così come, con minor drammaticità, per le oggettive tribolazioni dei camionisti italiani di oggi. Va però anche detto che, rimanere perfettamente equilibrati mentre il mondo cade letteralmente a pezzi, non sembra meno utopico ed irrealistico, o più vicino alla realtà psicologica di noi miseri esseri umani di qualsiasi altra forma d'estremismo. La tolleranza verso opinioni difformi è quindi un bene prezioso a prescindere da chi tollera e chi viene tollerato. Detto ciò non credo che ulteriori sovvenzioni al trasporto su gomma, indipendentemente dalla loro validità e giustificazioni etico/morali, siano una soluzione (neppure parziale) al problema che saremo costretti ad affrontare. L’Italia (e non solo lei) ha sbagliato 60 anni circa di politiche infrastrutturali legate al trasporto su gomma, il che, tra l'altro, implica che praticamente tutte le nostre città sono state costruite a misura di camion e di automobile, non certo per pedoni, biciclette, tram o treni. Cambiare rotta non è semplicemente difficile: è al limite della fattibilità teorica (e forse oltre). Purtroppo per tutti noi (ambientalisti estremi e non) cambiare non è però affatto una scelta. Non possiamo stabilire se farlo oppure no, ma solo in che modo farlo. Senza energia e materiali a basso costo, è ovvio che saremo costretti a rivedere presto l’intero assetto economico/sociale, camionisti siciliani inclusi. La solidarietà o l’indifferenza verso questa o quella categoria non centrano, la depletion sì. Come incoraggiare, anticipare e sostenere un cambiamento positivo (o meno traumatico possibile) dovrebbe essere più importante di stabilire chi ha delle colpe e chi ha delle responsabilità per il passato o per il presente. Le disquisizioni impostate su punti di vista principalmente o esclusivamente morali, temo abbiano paradossalmente il vizio di fallire nel loro principale intento che, credo, dovrebbe essere il far star meglio (o meno peggio) tutti quanti.
Confidando più nella vostra intelligenza che nella mia, vi lascio quindi senza una soluzione per i poveri camionisti, ma con alcune domande: data la situazione attuale, quale potrebbe essere la strategia migliore per far si che il gasolio non sia più un problema né per i camionisti siciliani né per tutti gli altri italiani? Esiste una sola strategia che possa consentire un tale miracolo? E se non dovesse esistere, come far convivere pacificamente una serie variegata di strategie difformi in modo da raggiungere effettivamente l’obbiettivo finale? Sono possibili convivenze e sinergie?
Grazie a tutti.
Un saluto dal Panda
scusa, ma sembri un troll del tuo stesso blog. nessuno nei commenti ti ha accusato di essere una merda o ti ha insultato. la tua reazione sopra le righe è francamente incomprensibile. io poi la bicicletta non ce l'ho nemmeno.
Debora #6: Ditto.
Grazie!
Anche in Sardegna la situazione carburanti è paradossale. A fronte della raffineria di Sarroch e del petrolchimico, la benzina è carissima, non c'è il metano, le bombole di gas per cucinare costano un botto, eccetera...
E adesso vogliono pure iniziare a trivellare!
Io quando vedo un cittadino in bici penso che non stanno inquinando e sono come un fiore nato nella grigia città. Non credo che i trasportatori su gomma si inventino uno sciopero in tutta Italia per caso quindi non dire assurdità(la protesta è nazionale). un pedone italiano.
ma se si facessero fatturare 1000 litri e ne mettono 500, un qualche risparmio lo avrebbero senza fare troppi blocchi. Ah, già. Un eminente prelato ha detto in questi giorni che evadere, ma mi pare anche rubare, anche se ad un governo ladro, è peccato. Forse perciò non lo fanno.
Se c'è una cosa che odio, è l'ambientalismo integralista. Io devo andare con la mia biciclettina, quindi che si fotta l'agricoltura, che si fottano i camionisti, che si smetta domani di estrarre petrolio, e se non sei d'accordo sei una merda.
Non funziona così. Se volete occuparvi sia di ambiente che di picco e postpicco, vi tocca imparare ad avere una visione un filino più generale della situazione. Pensare alla vostra biciclettina è utile quanto chi pensa solo al pallone: porta alla catastrofe.
Decrescitiamo, sostenibiliamo, facciamo le belle ferrovie, ma intanto dobbiamo mangiare (e io preferisco arance siciliane ad arance cinesi, da picchista), e abbiamo i camionisti in piazza. Camionisti che hanno il diritto al carburante sussidiato, perché siciliani.
Il resto sono chiacchiere da abbracciaalberi, e io mi dissocio.
Proposta giustissima, oltretutto la sovvenzione al gasolio è molto meglio che dare le royalties alla regione Sicilia che se li mangerebbe tutti e ai cittadini non tornerebbe proprio un bel nulla!!!! Invece così almeno ne godono camionisti e pescatori. E oltretutto non si potrebbe nemmeno imbrogliare, mica si può andare apposta in Sicilia per fare benzina come fanno i lombardi a Chiasso! Hahahaha
(Io pure tifo per la decrescita, ma non è che se non dai le sovvenzioni allora smettono di trivellare petrolio! Quelli continuano a trivellare e la gente a prendersela in quel posto, anzi a decrescere per forza!!!)
Che sia opportuna una compensazione mi sembra sacrosanto. Ma se fosse riconosciuta sotto forma di sconto sui carburanti per i residenti vedremmo un fiorire di false residenze, inventate al solo scopo di riceve i sussidi. E poi questo vorrebbe dire escludere chi tra i residenti sopporta le conseguenze nefaste per poi magari muoversi in bicicletta!
A me non sembra davvero una buona idea. Anzi mi sembra proprio un assecondare il delirio che ci ha portato fin qui.
Mi stupisce molto da parte di una picchista (anche se con grandi simpatie per i forconi).
Perché piuttosto non compensare i siciliani con ferrovie all'altezza di un paese europeo che potrebbero anche ridurre la nostra dipendenza dal trasporto su gomma?
Questo è il risultato (pessimo) della politica industriale della FIAT e dei politici a questa vicini. Si voluto sviluppare all'inverosimile il trasporto su gomma a discapito di quello ferroviario, con risultati negativi in fatto di efficienza economica, ambientale e strutturale! non mi pare si voglia invertire la rotta....
Dal punto di vista dei camionisti il discorso è ineccepibile: se è più quello che spendiamo di carburante che quello che ci guadagniamo sopra come facciamo ad andare avanti?, perciò sciopero, ognuno bada ai suoi interessi.
La benzina è un lusso, ma serve per trasportare anche quelle cose che un lusso non sono, ad esempio proprio i generi alimentari. Quindi che facciamo?, diciamo ai camionisti:
"signori miei, è inutile, cambiate mestiere, perchè tanto per voi non si può più fare nulla" ?.
alle 02:04
iano
scusami debora ma condivido solo in parte.
va bene compensare i popoli colpiti dalle conseguenze dell'inquinamento da petrolio, ammesso che sia veramente possibile individuare un compenso sufficiente.
ma farlo sostenendo un comparto come il trasporto di merci su gomma, che deve e ripeto deve essere ridotto, proprio quando il mercato lo sta per fortuna riducendo, è anacronistico. servono invece investimenti per ridurre le necessità di trasporto, per spostare quanto più possibile la parte indispensabile su rotaia e poi, al limite, sovvenzionare la frazione rimanente ove serva a portare il necessario dalla prima stazione fin nelle località dove il treno non arriva.
dal lato sociale, gli autotrasportatori colpiti (come persone e famiglie, non come comparto) siano aiutati finchè non trovano altro da fare.
e per l'agricoltura serve una riconversione verso prodotti che non debbano viaggiare duemila km per essere venduti (o gabbati da quelli stranieri)
resuscitare l'autotrasporto mai! il novecento è finito!