Uno sguardo dal picco
Il Parlamento bulgaro dice no al fracking della Chevron. Per sane preoccupazioni ambientali.

Il trafiletto è piccolo, ma la notizia importante: la Bulgaria ha messo al bando, per legge, tutte le attività di fracking sul suo territorio. Riporta il Corriere della Sera che:
nonostante la Bulgaria sia fortemente dipendente dalla Russia per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico
il Parlamento di Sofia ha negato il permesso alla Chevron per gravi rischi ambientali.
E' interessante vedere che ci sono Paesi in cui ci si preoccupa dell'ambiente, dell'approvvigionamento idrico (le attività di fracking inquinano in profondità le falde acquifere), e persino del rischio sismico, prima dei soliti discorsi "Ma ci conviene, ma si guadagna". Forse un piccolo segnale che la mentalità europea sta cambiando?
Foto - Flickr
Io vorrei tanto pensare proprio così: che la mentalità europea stia cambiando, che esistano vere campagne che promuovono la problematica ambientale... ma... Purtroppo, torniamo sempre al discorso del guadagno, del profitto, dell'usufrutto... Comunque, molto interessante e puntuale il tuo articolo, complementi!
Saluti di Enrica Prestiti
Per chi non lo sapesse la Bulgaria è fortemente sismica!!!
Negli Usa il numero di rig in attività è crollato da tempo; il velocemente eauribile shale gas probabilmente sta per regalare un declino veloce nelle produzioni. Vediamo.
un pozzaiolo ha detto che nei pressi di un deposito di macchinari per l'edilizia i pozzi a 50 m tirano su acqua e olio da motori. Penso proprio che i 30 milioni di abitanti dell'Italia dell'epoca ante guerra siano un sogno ormai perduto. Avanti col BAU o morte.
Mi pare che lei confonda gli ultimi sussulti di un'agonia con i vagiti del neonato.
alle 05:42
Anonimo codardo
Voglio vederli scaldarsi d'inverno con i soli pannelli solari... ed immagino che tutti i bulgari potranno permettersi costose ristrutturazioni edilizie a suon di tripli vetri e cappotti termici.