Uno sguardo dal picco
Nel 2006 la crisi del gas ci costò 400 milioni. E quest'anno? E' probabile che vada anche peggio.
Rientra l'ennesimo allarme gas, di cui si è tanto parlato in occasione del grande gelo delle scorse settimane.
Le centrali a olio combustibile vengono gradualmente spente, i rigassificatori tornano a pieno regime, dei rubinetti russi non si parla più. E quindi è il momento di fare i conti.
Nel 2006, quando ci fu l'ultima grande crisi del gas per via delle scaramucce tra Russia e Ucraina, si accesero anche allora le centrali a olio e per le tasche degli italiani fu un disastro. Ci costò 400 milioni di euro in più, e pagarono ovviamente le famiglie e le imprese con la bolletta.
La stessa cosa accadrà quest'anno... se saremo fortunati: nel gennaio 2006 il barile costava appena 65 dollari (e ci sembrava tanto), contro i circa 100 del febbraio 2012. E' molto probabile che il salasso sia ancora maggiore. Proprio quel che ci voleva.
Foto - Montalto di Castro
OT - Cineserie a margine del viaggio di Xi in USA
Riporto questo link che riassume la complessa vicenda di Wang Lijun, un segno che il rinnovamento in vista dei vertici cinesi è meno fluido di quanto voglia far sembrare il viaggio di Xi, condotto ovviamente nel segno della continuità nei rapporti.
Il coinvolgimento diretto degli USA in questa vicenda è un segno molto forte, si arricchisce la gamma degli "inaudita" per chi segue l'evoluzione della politica Cinese. Alle prime analisi l'unica cosa certa è che trasmette un senso di debolezza della leadership, il tempo dirà se questa sensazione riflette una realtà o è una nuvola d'oppio diffusa ad arte.
Come suggeriscono molti picchisti e sostenitori dei paradigmi sostenibili, il rilancio dell'economia in questa repubblica delle banane non può non avvenire senza la ristrutturazione energetica di tutti gli immobili esistenti, tra uffici e abitazioni private, dall'enorme ricaduta occupazionale. Altro che la cementificazione selvaggia del territorio come predica la solita fortissima lobby del cemento.
La vera crescita del paese non può non passare attraverso un grandissimo risparmio energetico.
Ma non mi sembra proprio che il governo impostoci dalle banche abbia questo traguardo tra i suoi obbiettivi. La ricetta che propongono è la solita sostenuta dal più becero neoliberismo, ovvero contenimento del debito pubblico con l'aumento delle tasse (sui soliti noti) e il taglio dello stato sociale, oltre che la flessibilizzazione del mercato del lavoro (leggi precarizzazione e schiavizzazione dei lavoratori). Recessione sicura e nuove manovre lacrime e sangue all'orizzonte, e nessuna ripresa economica. Come nel resto d'Europa.
E lo spettro di inverni al freddo e al buio è sempre più palpabile.
Non ci vuole un genio per capire che il governo Monti ci sta conducendo sulla china greca, ovvero verso il collasso del paese.
Ma questo il popolo bue non l'ha affatto capito...
Spendi spandi effendi di Rino Gaetano
Essence benzina e gasolina"pagarono ovviamente le famiglie e le imprese con la bolletta."
cioè guarda caso chi usò quell'energia, che strano che lo abbiano anche pagato
Il bello è che sono rimaste in stato d'attesa. Per questo sono soldi incassati ma non spesi dai produttori elettrici.
alle 11:46
medo
Personalmente i miei consumi invernali sono stati aumentati del 50% rispetto alla media degli ultimi 4 inverni. Niente di travolgente. Ma a livello di nazione, c'è da avere i brividi... E' tutta ricchezza (denaro/energia) che se ne va, in gran parte per sempre, un giorno avremo capito che per continuare la vita sul Pianeta dobbiamo capire che il denaro non è che un tramite e solo l'energia esiste, senza di essa non essendoci possibilità di estrazione, o riciclo, e trasformazione delle materie prime. Il mondo che ha come obiettivo il denaro crea mostri.