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Crisi Grecia: la svendita dell'energia, forse alla Cina

Lunedì 13 Febbraio 2012, 11:45 in Energia di

Lo Stato cinese compra il mercato elettrico portoghese. Succederà lo stesso in Grecia? E poi le chiamano "privatizzazioni"...

china-three-gorges.jpg

Nelle pieghe del piano anti-crisi approvato stanotte dal Parlamento greco su ordine della troika UE-BCE-FMI, si trovano molti dettagli interessanti.

Oltre a licenziamenti, tagli delle pensioni, salari e sanità, pare ad esempio che la Grecia non potrebbe essere salvata senza la liberalizzazione delle guide turistiche; ma ci sono anche particolari succulenti:

Verranno messi in vendita i gioielli appartenenti allo Stato, come le quote pubbliche delle società petrolifere e del gas, quelle dell'acqua e delle lotterie.

Venderanno tutto. Ed è inclusa, sul ricco piatto, l'apertura del mercato energetico agli investimenti stranieri.

Spiega il quotidiano conservatore Ekathimerini che il mercato dell'energia greco è stato finora ingessato dalla presenza pubblica, da privatizzazioni che non sono state "veramente liberiste" (le stesse fesserie che sentiamo qui in TV), che insomma lo Stato dovrebbe farsi da parte una buona volta. E probabilmente lo farà, visto che in Grecia lo Stato praticamente non esiste più.

Cosa succederà?

Per la gioia di tanti liberisti che neppure se ne rendono conto, probabilmente il mercato dell'energia greco finirà comunque saldamente nelle mani di uno Stato, molto più forte e tosto di quello greco: lo Stato cinese. Vi sembra improbabile? Eppure è appena successo in Portogallo, il Paese europeo che pare destinato a seguire le orme della Grecia. Il 25% della rete elettrica nazionale è stato appena venduto alla China State Grid (ovvero Rete Statale Cinese, che ridere la "privatizzazione"), mentre la Energias de Portugal aveva già ceduto il 21% alla China Three Gorges Corporation, che malgrado il nome è statale pure quella.

La Cina si è insomma allegramente accaparrata il controllo del 26% del debito pubblico portoghese, semplicemente attraverso il mercato energetico.

Chissà se accadrà lo stesso alla Grecia, o all'Italia. Nel sacro nome delle privatizzazioni, si passa dal controllo di uno Stato a quello di altro. Solo che, quest'ultimo, è uno Stato straniero. Si chiamano affari di Maria Calzetta, qui a Roma.

Foto - Three Gorges Corp.

11
11 commenti
11
16 Feb 2012
alle 15:22

Phitio

Quello che succedera', pero', sara' che cadranno i governi Portoghese e Greco, e in quelli successivi verranno stracciati tutti gli accordi precedenti.

Seguiranno conflitti politici, embarghi commerciali,  e infine cose molto meno piacevoli, come l'intervento militare per tutelare dei "legittimi interessi economici".

10
14 Feb 2012
alle 10:08

riccardo

allora ci meritiamo tutti di diventare schiavi dei cinesi, e a tenerci buoni ci pensiamo da soli, con 'eurogenfor :)

9
14 Feb 2012
alle 08:37

GiBi

@AndreaX

Beh, direi che, quando acquisti qualcosa, la controlli e, in più, ne prendi i proventi. Qui non si tratta di risorse, ma della loro distribuzione, e dei guadagni ad esse relativi.

Quindi, se acquisti Enel, la controlli e ne trai i guadagni relativi, ad esempio.

Credo sia così, se mi sono sbagliato, ulteriori chiarimenti saranno graditi!

 

8
14 Feb 2012
alle 03:30

ziomaul

CAVOLI!  La Grecia ci rifornisce di energia elettrica (con un prezzo bassissimo) con un elettrodotto verso la Puglia (ci rifornisce tutta la bassa Italia) che adesso deve essere raddoppiato  con uno ad alto potenziale per consentire la fornitura d'energia elettrica attraverso al Turchia!!!

http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Carte/500_4_ReteElettrica_Italia.jpg

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/desertec.jpg

Siamo nella M.....

Ciao

 

7
14 Feb 2012
alle 01:08

kurdt

@AndreaX : Significa che la Grecia, come tutti i paesi sviluppati, controllava assets energetici, l'Italia ha Eni ad esempio, che controlla una quantità di energia mostruosa, per quanto sul territorio nazionale non ce ne sia.

Stanno rubando i gioielli dal cassetto della signora grecia, e nessuno farà niente per impedirlo.

6
13 Feb 2012
alle 20:52

fausto

I greci hanno prodotto nel 2010 (e consumato in casa) carbone per l'equivalente di 8,5 milioni di t di petrolio. Immagino che questa risorsa sia stata espropriata.

5
13 Feb 2012
alle 18:42

francesco ganz

...R fonti di energia: se vogliamo escludere il calore endotermico e la forza vapore dei manifestanti, ci sarebbero da implementare sole e vento, che crdo abbiano in abbondanza, visto anche che non credo ad un turismo europeo anche solo nel medio termine, visto che farsi 1000-2000 km di viaggio per volare in grecia costerà sempre di più, appunto togliendo ancora spesa publlica in servizi e prebende varie che è appunto la ragione delle manifestazioni...

4
13 Feb 2012
alle 16:25

astabada

@andreaX

La Grecia dispone di qualche risibile centrale idroelettrica e trascurabili riserve di gas naturale. Quello che pero` sara` in vendita sono le centrali termoelettriche e la rete distribuzione.

Si tratta di attivita` che per definizione fanno profitto, quasi al pari dei panettieri. Pero` se il panettiere esagera coi rincari puoi sembre cambiarlo o farti il pane in casa, mentre la gente sembra estremamente restia a cambiare fornitore di energia.

Ecco perche` queste attivita` fanno gola: permettono di mungere il popolo bue (anzi mucca) quasi al pari della riscossione delle imposte (anche quella, a breve, oggetto di gare d'appalto, vedrete).

3
13 Feb 2012
alle 16:16

lucaspazio

Non vende energia, vende la rete. Ciò che ci passa, foss'anche criceti, dipenderà dalla buona volonta Cinese quindi. Anche avessero energia, ma non pagassero la tassa i Cinesi bloccherebbero i valvoloni.

2
13 Feb 2012
alle 15:53

Cataldo

@ andreaX
Provo a sintetizzare almeno alcuni punti di una risposta

Il mercato energetico è una rete, le fonti sono solo una parte del sistema, la rete in se è una componente del valore estratto dall'energia sul mercato.
Il controllo delle reti* di distribuzione interna ai vari sistemi è di primaria importanza, in quanto determina il grado di autonomia possibile nelle politiche di distribuzione, stante che i nodi che la compongono non sono duplicabili a piacere,  ci sono spesso dei monopoli naturali insiti ai vari layer delle reti.

Tornando al punto, le reti, per loro natura, oltre al caveat sui monopoli naturali, sono sempre difficilmente stimabili dai numerari utilizzati nella composizione dei bilanci degli stati e delle aziende, si tende sempre a sottovalutare la componente storica di stock di capitale che vi si è accumulata,  questo è solo uno dei tanti motivi per cui è sempre consigliabile che siano sottoposte al controllo della politica economica nazionale, altrimenti diventa difficile attuarne una, qualsiasi essa sia.

*Allargando lo sguardo  le reti determinano le strategie complessive delle potenze economiche attuali, pensa solo all'importanza dei colli di bottiglia nei flussi, cosa te ne fai del petrolio se non puoi portarlo a chi lo compra :)

1
13 Feb 2012
alle 12:48

andreaX

Ma che senso ha questa cosa?, la grecia non ha fonti proprie di energia, cosa vende?, quello che comunque deve comprare da qulcun'altro?.

Proprio non capisco, spero che qualcuno si faccia avanti per spiegarmi.

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