Uno sguardo dal picco
I Forconi smettono di occupare strade e autostrade e passano a strategie più dure: il blocco delle raffinerie e dei porti siciliani. Mezza Italia resterà senza carburanti.

L'avevo ipotizzato una decina di giorni fa, quando si parlava di Forconi e di caro carburanti: non serve bloccare le strade di mezzo Sud, creare disagi alle famigerate vecchiette che vanno al supermercato, prendersela con i crumiri che non scioperano.
La Sicilia è l'hub energetico italiano. Importa 30 miliardi di metri cubi di gas attraverso i gasdotti di Gela e Mazara del Vallo; produce 26 milioni di metri cubi di gas, a fronte di un consumo interno medio di circa 4 milioni; importa il 25% del petrolio che arriva in Italia, nei porti di Augusta, Milazzo, Priolo Melilli e Gela; produce il 10% del greggio nazionale (al secondo posto dopo la Basilicata); raffina il 40% dei carburanti venduti sul territorio italiano, circa 32 milioni di tonnellate annue, a fronte di un consumo interno di circa 2 milioni tra benzina e gasolio.
Prendendo atto di tutto ciò, per protestare in modo duro è sufficiente limitarsi a bloccare qualche punto strategico, ottenendo però una ricaduta immediata sul territorio nazionale: io ho evitato di dirlo e me lo sono tenuto per me, ma i Forconi ci sono ugualmente arrivati da soli.
Annunciano infatti, da lunedì prossimo, il blocco dei carburanti in uscita dalla regione siciliana. Il blocco sarà attuato presidiando le raffinerie di Priolo, Milazzo, Gela e Termini Imerese, nonché fermando i porti grazie alla partecipazione dei pescatori. Se la protesta funziona, la carenza di carburanti su tutto il territorio nazionale non tarderà a farsi sentire.
Non tarderà a farsi sentire neppure la risposta dello Stato. Se finora il governo ha fatto finta che i Forconi non esistessero, attendendo che la protesta si esaurisse da sola per stanchezza e per i disagi del popolo siciliano, stavolta non potrà girarsi dall'altra parte. Le raffinerie, i gasdotti, i porti sono infrastrutture strategiche per la Nazione, e il blocco di una raffineria può prevedere persino l'intervento dell'Esercito.
Nella foto: litorale di Gela con raffineria
Foto: Panoramio
un blocco solo annunciato. invece hanno "occupato" i municipi, in attesa di entrarci con legittimazione elettorale...
SIETE GRANDI,PERCHE FINALMENTE...GRAZIE A VOI,COMINCIANO A SVEGLIARSI TUTTI...CONTINUATE,VOI DAL SUD,CHE CI SONO QUELLI CHE VI SEGUONO A RUOTA AL NORD...VOSTRI CONTERRANEI,CALABRESI ,PUGLIESI NAPOLETANI...TUTTO IL REGNO BORBONICO..E FINALMENTE RIUNITO...DIAMOCI DENTRO RAGAZZI...SARA LA VITTORIA.....
a coloro che pensano che i siciliani stiano cercando un pretesto per attuare una scissione voglio solo dire "NON AVETE CAPITO UN CAZZO"...se pagare quacosa più del doppio di chiunque altro vi sembra una cosa normale vi sfido a scendere in Sicilia e a fare un pieno...quando l'Italia rimarrà all'asciutto allora forse lo Stato smetterà di far finta di esser cieco e credo che verrà incontro alle richieste dei Forconi
dai, che i forconi danno una mano a bossi. Ma che facciano quel che volgiono.. autonomia, per esempio!
Mariano Ferro ha dichiarato che i Forconi "per cambiare la classe politica entreranno nel Palazzo". L'ho visto su una tv locale e letto su Corriere online. Con questa operazione di blocco essi chiedono che si applichi lo Statuto siciliano nella parte in cui prevede la defiscalizzazione dei caburanti. Io non voglio smorzare i vostri entusiasmi -o forse sì...- ma ben presto vi accorgerete da soli che la storia della benzina da scontare, oltre ad essere un semplice palliativo rispetto ai seri problemi di competitività che rischiano di compromettere per il futuro l'agricoltura del sud Italia, è l'arma populista per spingere voti elettorali verso un movimento che sfrutterà il giusto malcontento contro la classe politica per cercare poltrone e favorire alcuni settori economici delusi dalle promesse di Berlusconi. Altro che Rivoluzione. Ascoltate un fesso.
Capisco la protesta, ma quando sento gente che chiede gasolio a 80 cent mi viene il sospetto che abbiamo fallito sul piano della comunicazione. Non sono loro che sono tonti: siamo noi che non abbiamo proprio saputo spiegare agli altri la natura del problema. Sob.
michele, non è che basta fare una telefonata alla raffineria spagnola e dire "ehi, ci incartate tre barili di benzina?" per veder arrivare le petroliere ehhh
non funziona mica come Ebay...
ci sono contratti da onorare, ci vuole un casino di tempo per prenotare e farsi spedire carburanti e raffinati. i francesi sono diversi da noi, se c'è uno sciopero sono tutti compatti e vanno a piedi senza fiatare. invece qui no, ehhhh, qui tutti a chiagnere per i cattivi siciliani.....
la foto è semplicemente ECCEZZIONALE complimeni davvero
il contenuto dell'articolo è ancora meglio, è questa la grande informazione che voglio dal mio amato petrolio, mooooolto prima che ci arrivino i media mainstream
ma che dici! Intervento dell'esercito? Ma poi di quale? Non certo del nostro, costituito al 90% da siciliani e meridionali, che si alleerebbero coi forconi, altro che contrastarli. Poi per me è tutta una manovra per far mancare i raffinati, che tra non troppi anni mancheranno da sè.
Protesta inutile in quanto:
1)da anni tutte le raffinerie italiane viaggiano ben sotto le loro potenzialita'. Per cui sono perfettamente in grado di supplire alla mancanza di prodotto proveniente dalla Sicilia.
2) l'Italia e' in mezzo al mediterraneo dove vi sono decine di raffinerie che con un basso costo di trasporto possono far arrivare i prodotti ovunque.
A prova di cio' quando 2anni fa in Francia le raffinerie hanno scioperato per oltre un mese, i carburanti in Francia c'erano lo stesso in quanto li fornivano quelle italiane, spagnole ...
In altre parole l'unico effetto che si otterra' e' come al solito mettere in difficolta' l'economia gia' traballante della Sicilia.
Se davvero riescono a bloccare, per almeno una settimana, l'afflusso di raffinato al centro ed al nord, vedremo i carburanti oltre i 2 € al litro per un bel pezzo. Credo scorrerà il sangue. La Francia ha tenuto una settimana senza carburanti nello sciopero di circa un anno fa, non appena è scomparsa l'ultima goccia di gasolio in area parigina è intervenuta la polizia nei vari blocchi delle raffinerie ed era pronto l'esercito in caso di resistenza prolungata. Cosa accadrà in Italia? Ci sono migliaia di aziende sul punto di chiudere, altre disperate a causa della mancanze materie prime per trasformazione (dovuta a chiusura valichi per neve, etc), un caos carburante ora sarebbe la goccia che fa scattare le rivolte ovunque...
speriamo... ma per scaramanzia non diciamolo troppo... ci crederò solo se lo vedrò lunedi
ciao ciao italia
Intervento dell'esercito? Che faranno, spareranno ad altezza d'uomo? Se la gente del movimento dei forconi rischierà, questa specie di governo fantoccio impostoci dalla finanza rischierà ancora di più in credibilità democratica se dovesse ricorrere a mezzi repressivi tipici delle dittature o dei governi assolutistici. E allora a tutti sarebbe chiaro, anche agli idioti che pensano che rigor montis sia l'uomo che salverà questa repubblica delle banane, che la democrazia non esiste più. Magari ci svegliamo una volta per tutte e proviamo a decidere finalmente del nostro destino come popolo non più sottomesso ai diktat del bilderberg and company.
Lo so che questo genere di manifestazioni metterebbe in sofferenza tutti, ma qui siamo arrivati a un punto tale che davanti allo strapotere della finanza globale bisogna fare qualcosa di clamoroso. E non solo in Sicilia...
Chiudono comunque le raffinerie
http://mercatoliberonews.blogspot.com/2012/02/lembargo-iraniano-potrebbe-velocizzare.html
alle 13:31
Salvatore Azzaro
""Vento culturale dei Forconi, nei nuovi Vespri Siciliani.
In mezzo al Mare Nostrum,
nella Terra più a sud,
il cuore riprende a pulsare,
brivido alla schiena
per tutto lo stivale.
Si è svegliato dal torpore
e si batte con fermezza
il Popolo siciliano,
tendendo con Amore
ai più deboli... la mano.
Poesia di: Salvatore Azzaro da Giarratana, poeta e cantautore impegnato
contro le mafie.""