Uno sguardo dal picco
Il picco del petrolio in un ampio articolo su Nature. Non resta che sperare che venga letto dai sedicenti "tecnici".

Il picco del petrolio sdoganato ufficialmente anche dalla scienza. Quella mainstream, intendo, perché di scienziati che se ne occupano è pieno il mondo.
Nature è forse la più importante rivista scientifica del pianeta, e sull'ultimo numero esce un articolo che non lascia proprio più spazio a discussioni: Il punto di non ritorno del petrolio è passato.
Trovate la traduzione in italiano su Le Scienze. E leggendola, si scopre che finalmente si punta il dito su una scomoda verità, quella di cui si è spesso parlato qui: risparmiare energia, ridurre i consumi dei combustibili fossili è un problema molto più legato alla disponibilità di petrolio che non al clima.
Scrivono infatti gli autori:
Può esserci una ragione più persuasiva per abbassare le emissioni globali: l'impatto del calo dell'offerta petrolifera sull'economia.
E poi:
Solo allontanandoci dai combustibili fossili possiamo, al tempo stesso, assicurare più solide prospettive economiche e affrontare le sfide del cambiamento climatico.
L'articolo poi prosegue esaminando tutti i temi a noi cari, come il segreto sulle riserve probabili, i dati gonfiati delle compagnie petrolifere, la depletion in USA e nei Paesi OPEC, i problemi delle "nuove tecnologie". E l'impatto sull'economia, mettendo una seria ipoteca sulla famigerata "crescita":
Se la produzione di petrolio non può crescere, ciò implica che non può crescere neppure l'economia. E questa è una prospettiva così spaventosa che molti hanno semplicemente evitato di prenderla in considerazione.
Visto che si è finora dimostrato che gli "esperti" di cui si servono i governanti non leggono né i nostri umili blog, e neanche i più autorevoli documenti prodotti da fior di ricercatori ed Università, non rimane che sperare che diano una scorsa almeno a Nature o a Le Scienze. Altrimenti non si capisce proprio come possano continuare ad essere considerati "esperti" (o meglio... tecnici).
Foto - Nature cover
Della 'finitezza' delle risorse, si parla dalla crisi petrolifera del'73 e dal famoso 'Limiti della Crescita'. Orbene, ci vogliamo guardare indietro e prendere atto di cosa si è fatto?
1. Si è introdotta massicciamente la produzione nucleare; anzi, per un bel po', si è ritenuto che l'atomo potesse sostituire il petrolio.
2. Si è continuato a sprecare sempre di più e sempre peggio in tutti i settori: trasporti, casa, industria.
3. Solo con fatica si è buttato un occhio alla crescita demografica, con mille opposizioni (e nel frattempo siamo raddoppiati)
Ma la cosa peggiore, a mio avviso, è che sono nate (e morte, per fortuna, ma sempre troppo tardi) le nuove religioni: l'idrogeno, la fusione fredda, le macchine ad aria, il biofuel, il desertec, le auto elettriche; davanti al baratro, NON ci si è minimamente preoccupati di contenere i consumi e di cambiare il modello! No, si è preferito dar credito al santone di turno, pur di credere 'fideisticamente' nel BusinessAsUsual. Nel frattempo abbiamo sprecato 40 anni; quanti ne vogliamo sprecare ancora? A quanti pifferai magici stile Rifkin daremo ancora retta? E quando il cielo si farà buio, daremo fuoco a Saro per avere luce? (Asimov)
Debora ci faresti quache volta un articolo sulle potenzialità del'l hydraulic fracturing per il petrolio?
Ne hai parlato in passato ma non mi sembra mai in modo esauriente, ma anche sul sito di aspoitalia non ho mai trovato dettagliate analisi del fenomeno, devo dire.
Se dite che ha poche potenzialità per sostituirsi al crude oil in continua diminuzione di output avendo raggiunto il picco, perchè non motivate per bene queste affermazioni?
Non capisco
Saluti e sempre grato per il tuo blog
A maggio 1998 su "Le Scienze" uscì un articolo molto autorevole:
La fine del petrolio a buon mercato.
Firmato da C. J. Campbell e J.H. Laherrere.
Quindi l'articolo su Nature arriva un tantino in ritardo.
Saluti.
Bernardo, si può dire lo stesso di obesi cardiopatici, diabetici, di drogati, alcoolizzati ecc, ecc. Bastasse la ragione a indirizzare i comportamenti non esisterebbe questo sito.
l'articolo in questione è pubblicato sul numero di questa settimana di "Internazionale"
Beh, in nome della ripresa della fantomatica crescita la finanza globale sta massacrando la Grecia (e poi noi e gli altri PIIGS e oltre). E ho la nettissima sensazione che quei lerci individui super ricchi lo sappiano del picco generalizzato delle risorse...
Sossoddisfazioni
Deborah, dopo vari tentativi ora riprovo cambiando nome e email...
ma perchè mi hai censurato (=bannato) dal tuo blog? Forse per un mio commento uno poco gentile verso le beghe visibili sul sito di ASPO?
E' mai possibile?
Massimo, se vai davanti al cancello della curva degli Ultra' romanisti e spieghi loro che sono liberi di entrare e guardarsi in santa pace la partita... ma a costo di morire di fame domani, sono sicuro che nessuno di loro entrerebbe! (spero)
massimo,
ma a tuo figlio, che vuole le stesse cose dei suoi coetanei saresti stata così brutale da dirgli che da ora in poi poteva SCORDARSELE, mentre ancora ce n'era la disponibilità?
A mio figlio, fin dalla più tenera età, è stato spiegato che può godersi tutto quel che vuole ma che deve essere preparato al fatto che un giorno potrebbe non avere più le comodità a cui è abituato, e quindi a non darle per scontate.
Credo che una popolazione intera non sia più sciocca di un seienne. Basta spiegarlo in tempo.
Certo, a sentire l'EIA sembra che per diversi decenni ancora non c'è da preoccuparsi.
Credo che invece che questo articolo rappresenti il primo passo "ufficiale" affinchè l'intera società mondiale si adoperi seriamente a rivoluzionare la struttura energetica ancora troppo petrolio-dipendente.
Di alternative ce ne sono già molte (ho fiducia anche nella fusione fredda) ma serve una volontà ferrea.
L'ASPO dovrebbe redigere un documento da inviare al presidente della repubblica, al presidente del consiglio, ai ministri, ai segretari di partito, gli organi di comunicazione di stato; se non addirittura chiedere un incontro con il governo Monti, così come il governo che si formerà nel 2013. Chi, se non l'associazione che si occupa dello studio del picco del petrolio e del gas. In democrazia è così che funziona.
Scusa, Deborah, ma a tuo figlio, che vuole le stesse cose dei suoi coetanei saresti stata così brutale da dirgli che da ora in poi poteva SCORDARSELE, mentre ancora ce n'era la disponibilità? Lo stesso stanno facendo i nostri politici- tecnici, fin dalle crisi 2007/2008. Non tutti i bambini sono buoni e accettano quello che viene loro detto e imposto. Sembra che faccia parte del comportamento umano, quando ci manca qualcosa, anche di superfluo, di andarlo a togliere al vicino, con le buone o con le cattive. Il BAU attuale è figlio delle tendenze profonde dell'animo umano, cambiarlo colle buone non è possibile, se uno non ha fatto un lungo cammino di lotta interiore contro queste tendenze e alla fine ne è uscito vincitore. Secondo te, quanti l'hanno fatto? Anche fossero 1 su 100 sarebbero troppo pochi,ma penso che la % sia molto più in basso, grazie al gossip, alle veline, alla moda, al calcio come sport degradato di oggi e di ogni altra passione usata dai media per lobotomizzare le persone dall'animo cattivo, ma così facendo hanno lobotomizzato , inquadrandone il modo di pensare, anche quelle migliori.
E così ufficialmente il peak OIL diviene mainstream nella scienza. Con solo 20 o 30 anni di ritardo, ma che volete che sia. Fra qualche anno sarà lo stesso per i media, e improvvisamente questo argomento da eretico e osteggiato diverrà il new normal. Peccato che sia troppo tardi per evitare di soffrire tutti come cani durante i prossimi decenni.
Beh l'articolo, ben fatto e esaustivo, termina con la raccomandazione di usare più energia nucleare
Mah.. secondo questo articolo non c'è da preoccuparsi .....
Fra le altre cose, Deb, hai notato che gli autori dell'articolo prendono proprio l'Italia come esempio di un paese particolarmete danneggiato dal picco petrolifero?
L'articolo su Nature l'ho commentato sul mio blog
http://cassandralegacy.blogspot.com/2012/02/fate-of-new-truths-peak-oil-appears-on.html
Per ora è solo in inglese, la traduzione in italiano è in preparazione
stavo proprio per postare il link,ma chi informerà i nostri tecnici?
Credo sia il caso di scrivere una lettera aperta, ufficiale, ai principali "tecnici" del nostro "amato" Governo... e metterla in Copia anche a Napolitano e ai maggiori organi di informazione!
alle 21:19
Alessandro
Ma di quale picco stiamo parlando? non certo della produzione di petrolio che sta ancora crescendo immagino..le riserve attuali sono più di mille miliardi di barili..con un consumo di 80 milioni l'anno..e tenendo conto che il petrolio rappresenta il 33% dei consumi mondiali..a detta di persone molto esperte e non di ciarlatani come Rifkin l'era del petrolio durerà x altri 30 40 anni..e sarà poi sostituita dall'era del gas naturale che si stima diventerà la fonte primaria..ragazzi informatevi con dati veri prima di parlare di rinnovabili con il domani..fra 100 anni di sicuro sarà cosi..