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Prezzo barile: in crescita fino al 2014, e la produzione cala

Martedì 21 Febbraio 2012, 15:11 in Peak Oil di

Prezzo del barile inesorabilmente in salita. E' l'Unione Petrolifera Italiana si arrende: il picco del petrolio è alle nostre spalle

serbatoi.jpg

Molti lettori arrivano qui per cercare informazioni sulla corsa al rialzo del prezzo della benzina. Vedere 1,83 al distributore è uno choc per tutti. Io stessa, stamattina, ho messo i soliti 4 euro nel ciclomotore e ne ho ricavato poco più di due litri. Ci vado avanti diversi giorni, ma è comunque un brutto colpo (mi toccherà salire a 5 euro hehe).

La notizia è che molto probabilmente non vedremo scendere il prezzo, forse mai più. Pessimismo cosmico? No davvero. Un'importante banca di investimenti USA, la JP Morgan, ha alzato le previsioni sui prezzi fino al 2014. 111 dollari al barile, WTI, per il 2012 e fino a 122 dollari per tutto il 2013. Il Brent arriverà fino a 125.

E il bello è che, date le esperienze degli anni precedenti, le previsioni delle banche si sono sempre mantenute sull'ottimismo soft. Da brividi.

L'Unione Petrolifera Italiana, inoltre, nel suo preconsuntivo 2011 si arrende al picco petrolifero. Racconta QualEnergia:

Dal preconsuntivo 2011 dell'Unione Petrolifera sull'attività petrolifera emergono chiaramente conferme dello stallo in cui versa la coltivazione delle riserve convenzionali di petrolio su scala mondiale. Il dibattito aspro sulla collocazione temporale del picco di produzione del greggio sembra appartenere al passato.

E poi si afferma anche quello che diciamo su questo blog dal giorno 1:

La produzione di petrolio quindi non riesce più a sostenere l'aumento della domanda che, malgrado il rallentamento dell'economia, ha fatto registrare comunque nel 2011 un aumento di 0,9 milioni di b/g (+1%).

La sofferenza del rapporto offerta/domanda, ormai in deficit dal 2009, segnala probabilmente il compimento del percorso che ha condotto al limite superiore di produzione del petrolio convenzionale.

Insomma, l'Unione Petrolifera Italiana ammette ufficialmente il picco. E a causa della domanda tradizionalmente anelastica, i prezzi aumenteranno: nonostante la crisi, e rendendola ancora più dura.

Foto - Flickr

15
15 commenti
15
23 Feb 2012
alle 23:02

michele

La ringrazio per la sua maleducata risposta, peccato che la domanda di petrolio in europa e usa è stabile dal 2005, per quanto possa non piacerci i gas non convenzionali vengono estratti lo stesso o pensa che le compagnie energetiche ci vogliono bene e il loro primo problema e non inquinare o creare terremoti? Una della causa dell'aumento può essere anche l'enorme massa di denaro immessa dalle banche centrali che sta creando alla fine inflazione, quella vera che porterà ad una recessione ancora più terribile, ma l'importante è salvare le banche.

14
23 Feb 2012
alle 18:56

Gianluca

Update dalla Tiburtina : macchine a tutto spiano, forse un pò di meno rispetto a qualche anno fa, l'ho percepito, la gente più arrabbiata, sono aumentati gli zingari, ora che sta venendo il beltempo stanno costruendo bivacchi da ogni parte.

13
23 Feb 2012
alle 15:05

Debora/Petrolio

bisognerebbe parlare dello shale gas e delle sabbie bituminose

Haahahahahaaaaaaaa! :D

In questo blog se ne parla dal 2005. Clicca sugli archivi, dai, mica è fatica, prima di fare la figura dell'inutile maestrino.

12
23 Feb 2012
alle 14:36

michele

Articolo incompleto bisognerebbe parlare dello shale gas e delle sabbie bituminose, in europa ci sono giacimenti enormi e anche negli stati uniti, l'impatto sull'ambiente è devastante ma le tecniche diventano migliori e più economiche, altro che picco, chi può sta cercando di guadagnare l'impossibile.

11
23 Feb 2012
alle 06:50

Marco85

Per quanto sia anche io un paranoico e totalmente daccordo sulla questione fine del petrolio mi trovo in disaccordo su quanto tice Paolo B. (commento #1). Quelli che sono in alto a tirare i fili non sono stupidi e le cose le sanno.

Sanno sicuramente meglio di noi quanto petrolio c'è o meno, è solo che non capisco a che gioco vogliono giocare.

Figurati che non si preocupano della risorsa unica che per ora permette questa economia. E' la prima cosa da vedere e valutare. Fidati lo sanno.

10
23 Feb 2012
alle 00:51

Michele

Divisione delle classi sociali, ricchi e poveri, ceto medio scomparirà totalmente e c'è chi comunque con il barile a 200 dollari e un aproduzione di petrolio in continuo declino se la passerà bene con pancia piena e benzina nel serbatoio del suv o della barca, ci sarà chi invece non avrà neanche le lacrime per piangere, tanto meno soldi per mangiare, dapprima poca gente, in futuro sempre più persone si aggiungeranno ai vagabondi e disperati che di tutto faranno per cercare istintivamente di soppravvivere organizzandosi in gruppi di assalto intenzionati a far saltare i sistemi di approvvigionamento alimentare dei ricchi, purtroppo ci riusciranno scoprendo che il sistema non riesce a sfamare tutti, anzi, produce sempre meno un pò per il barile un pò per l'impossibilità di trasportare merci dovute a tumulti e contrasti sociali un pò per la difficoltà a produrre o trovare acqua potabile per non parlare di fertilizzanti e pesticidi non più convenienti perchè troppo costosi. È così che comincerà l'inizio della fine.

9
22 Feb 2012
alle 23:47

Luigig

Ci aspettano morte, miseria, guerra e rivolte, altro che macchinette a idrogeno, aria o elettricità.

8
22 Feb 2012
alle 12:59

Cataldo

Non so che numero prenderà il commento, volevo  precisare che la banda di oscillazione nella ratio gold/oil presumibilmente dovrebbe assestarsi in futuro tra 15 e 10 e non più tra 15 e 20, non ricordo se era nel post questo inciso, purtroppo si scrive sempre di fretta e non potersi rileggere subito complica le cose.

7
22 Feb 2012
alle 11:16

Paolo B.

@5

Non è tanto importante ragionare sul rapporto JP Morgan, se fasullo o no, quanto invece è importantissimo ragionare sulle ammissioni UP. Queste sì che sono un segno dei tempi del turbocapitalismo terminale e dell'agonia del paradigma economico attuale...

6
22 Feb 2012
alle 10:57

Cataldo

L'andamento del numerario del petrolio riflette le dinamiche delineate a partire dalla cirsi del 2008, non si è verificata nessuna delle "previsioni" di crolli del prezzo, che pure tanti commentatori davano per certe nelle varie fasi. Anzi ...
Per dire tutta la verità, se si volesse fare una analisi vera dei fondamentali, il numerario dimostra che il petrolio è sottostimato, e di parecchio. Basta analizzare l'andamento della ratio con l'Oro, per capirlo, oggi siamo circa a 16 - 17, barili per oncia, che è poco sopra la fascia bassa della media storica, che è tra 15 e 20. C'e tanto spazio per aumenti nella ragione di scambio, solo il condizionamento strategico potra trattenere le legittime richieste dei produttori, e sappiamo che questo è il background primario delle guerre imperiali.

PS
Con la Nigeria è partita l'ennesima destabilizzazione di un paese che produce light crude, dopo Iraq e Libia, sembra essere uno dei fattori che attira la democrazia imperiale ...

5
21 Feb 2012
alle 23:55

alice

Questo vuol dire che il prezzo crolla!!le banche spacciano sti rapporti solo per prendere posizioni contrarie e speculare sugli allocchi!!

a maggior ragione se lo dice JPMorgan che a dicembre prevedeva un crollo delle materie prime per tutto il 2012, cosi tutti vendevano e lei comprava e ora?ora dice che rialzano lei vende e guadagna!

copper docet!!!

 

finalmente l'oil scende quindi, buone notizie x noi guidatori!!!

4
21 Feb 2012
alle 18:01

medo

Mah... Le previsioni di JP Morgan... Io vedo due strade che ci conducono al 2016 : un barile a 120 $ con altri 10 milioni di disoccupati in Europa (parlo di EU-15) oppure un barile a 90 $ con altri 20 milioni di disoccupati. Capiamoci: se non c'è inflazione, anche quel poco credito che gira ancora, finirà. Stop. In ogni caso, per i giovani (under 35) è finita. E pure per gli over 70 si mette parecchio male: niente più servizi, che ci fai con pensioni al ribasso costante? Mah...

3
21 Feb 2012
alle 17:39

Les Paul

quindi adesso guerra

2
21 Feb 2012
alle 16:25

Phitio

Caro il mio mezzotroll mezzo yeti, dove sei?

Vabbe'...

Chissa' se qualche giornale rilancera' la notizia, avendola pure capita ( il che sarebbe anche troppo).

Ok. I segni del decadimento sono tutti intorno a noi. Dalla polizia senza benzina per le pattuglie, alle donne in coma tenute 4 giorni nell'atrio del PS, ai carceri stragonfi un'altra volta, alla RAI che cerca di scorticare pure le imprese, passando per cose piu' ovvie e banali, quali la benzina a 1.8, la grecia in default duro, i venti di tempesta mediorientali, etc etc... un pout purri di brutti segnali.

E questi qui che sperano di "riattivare la crescita" (sic) per il 2014.

 

Maddeche'.

 

Sara' tanto se non ci ritroviamo nelle pesche di un conflitto armato mediterraneo/mediorientale, per il 2014, altro che riattivare la crescita.

 

Ma che riattivassero il cervello, piuttosto

 

1
21 Feb 2012
alle 16:02

Paolo B.

Quando sentirò ai TG di regime questa notizia, forse già il traffico caotico di oggi sarà un ricordo. Finchè il paradigma attuale non comincerà a crollarci addosso con visibilità per tutti, in TV si continuerà a parlare ancora di politiche per la crescita, di creazione del lavoro (sempre tipologie legate a questo insostenibile paradigma), di flessibilità, di riduzione della spesa pubblica e di prestiti capestro agli stati, e tante altre cazzate allegate. E allora tanti idioti con gli occhi chiusi oggi, sbatteranno il muso contro una realtà che mai si sarebbero immaginati.

Già, perchè è evidente ormai che il sistema non attuerà mai delle serie politiche per la decrescita. Andiamo filati come un treno ad alta velocità, la massima velocità, verso il muro invalicabile dei limiti dello sviluppo secondo i dogmi liberisti.

Fine dell'impero globale, di seguito il medioevo prossimo venturo (qualcuno lo chiama età della pietra post industriale) e poi, forse, un nuovo inizio...

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