Uno sguardo dal picco
Cinesi e sauditi si accordano per costruire insieme una megaraffineria: 400 mila barili al giorno, pronta nel 2014. E' un primo passo verso l'addio ai petrodollari?

La notizia sembra essere sfuggita a tutti, ma non ad un attento blogger americano, che la riprende dal China Daily di un paio di mesi fa: Cina e Arabia Saudita hanno firmato un contratto per costruire una raffineria di dimensioni monstre.
Il più grande esportatore di petrolio del Medio Oriente ha avviato una partnership con il secondo consumatore di petrolio del mondo per costruire una gigantesca nuova raffineria, e i media statunitensi non si sono accorti di nulla. La raffineria "mammuth" sarà pienamente operativa nella città portuale del Mar Rosso Yanbu, nel 2014.
L'investimento è per la cospicua cifra di 8,5 miliardi di dollari, e la raffineria, che coprirà un'area di 520 ettari, è già in costruzione. Una volta completata, potrà processare ben 400 mila barili al giorno. E visto che si tratta di cinesi, non ho dubbi che esattamente tra un anno e mezzo la raffineria andrà a pieni giri.
Il blogger di Economic Collapse fa altre interessanti osservazioni. Ad esempio: perché Arabia e Cina, che fanno ormai enormi affari, dovrebbero continuare a mantenere in piedi il sistema dei petrodollari? Chi impedirebbe loro, a questo punto, di usare le proprie valute o altre che tornano loro comode? In fin dei conti, Russia e Cina l'hanno già fatto. Economic Collapse ritiene che la crisi economica in USA potrebbe dare la spinta definitiva all'Arabia per svincolarsi dal sistema che va avanti dal 1973.
E' vero altresì che di questo "complotto" anti-petrodollari fra arabi e cinesi si parla da tempo (ne riportò persino Robert Fisk), finora senza esito.
Ma la domanda che non si pone è però: converrebbe tale mossa alla Cina? La Cina è strapiena di dollari sul cui reale valore presente e futuro si nutre più di un dubbio; in qualche modo deve pur spenderli. E quale modo migliore che garantirsi petrolio? Dal 2007, in cui la "spesa" cinese cominciò a diventare evidente, sono stati fatti parecchi passi avanti: dai pochi secchi rimediati in Africa, ai business record coi sauditi. Se continuano così...
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Ma se continuate a dire che il petrolio è finito cosa raffinano?
@Cataldo: cosa diavolo é qulla palla d'oro sul tavolino in mezzo alla foto che hai linkato qui????
Su petrolio avevamo commentato il megaaccordo illo tempore
http://petrolio.blogosfere.it/2012/02/grafico-storico-prezzo-del-barile---gennaio-2012-1.html
Ivi si parla anche delle novità reali dello storico incontro.
Ricordiamo anche che la location della megaraffineria è nell'ambito sempre della redistribuzione interna dei flussi di cui parliamo da anni, nel quadro dello status del golfo persico e di hormuz.
Lasciateli fare... Come tutti i mammuth, questa raffineria entrerà in funziona ma si estinguerà presto. Il futuro è dei ratti e degli scarafaggi, non dei mammuth. Ratti e scarafaggi si adattano meglio. Se avete un SUV siete in pericolo, se siete già poveri, forse ce la farete a resistere ai razionamenti energetici in arrivo.
La Cina ci sa fare nel convincere i paesi produttori con le lusinghe miliardarie. Niente opzione militare ma semplicemente montagne di denaro (anche sottoforma di infrastrutture).
E sì, al giorno d'oggi non basta avere l'esercito più potente del mondo per imporsi a livello internazionale...
Vero che la Cina e la Russia sono pieni di Dollari e che non gli conviene, ma è anche vero anche che l'ultima difesa USA sul piano commerciale era il Petrolio.
Adesso il presidente Russo e quello Cinese possono far di tutto, persino chiamare il presidente Americano e tiragli le orecchie e il naso!!!
Cosa possono fare gli Americani? la Guerra??? La Cina che è alleta con la Russia (e vari Paesi) può distruggere in un battibaleno l'armata Americana che tra l'altro è troppo sparsa e troppo impegnata su troppi fronti! Il ritorno al riarmo Russo e Cinese ora gli consente di fare questo e altro.
Nota. Chi è che diceva che in Arabia non si può costruire una raffineria???
Ciao
solo alcune considerazioni:
1. la raffineria si trova nel mar rosso, ben lontano dal golfo persico
2. La cina fa affari con l'iran e con il suo nemico arabia sudita (e sulla spregiudicatezza del governo cinese non c'erano dubbi). Tuttavia, se la cina trovasse abbastanza approvvigionamenti in SA forse (ripeto, FORSE) potrebbe anche togliere sostegno all'iran in seno all'onu.
3. Perche' costruire una raffineria invece che semplicemente comprare petrolio? questa non me la spiego.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/bluff-delloro-nero-della-lucania-sono-lavoro-soldi-giovani-emigrano/200899/
Dire che l'avevi detto non sta bene? :-)
Nel PIL della Cina c'è un 10% legato alla consumazione di petrolio, raffinati del petrolio e gas naturale. Aggiungeteci il PIL "da carbone" e vedrete una cosa terribile: sono già come noi, il loro è un PIL di consumo, quasi quanto di produzione di valore. Ergo: la Cina sta distruggendo se stessa ed il mondo. L'illusione è che si sviluppi il famoso mercato interno per rivendere a loro prodotti che le imprese europee già producono là. Assurdo. Stupido. Entro una decina d'anni non vedo altro che l'immensa bolla cinese scoppiare assieme al debito mondiale...
Anche noi dovremmo investire nelle nostre raffinerie se vogliamo affrontare con consapevolezza il lungo periodo di transizione che ci aspetta...
Altro che TAV....altro che trasporto....
Raffinare con efficienza i greggi difficili per arrivare con un po' di fiato al "mondo nuovo" delle rinnovabili che ci aspetta al di là del guado...
ciao
sinbad
SE e' vero l'America vendera' cara la pelle, ovviamente con i suoi soliti metodi...
ma SE e' vero non e' un controsenso investire una cifra del genere su una risorsa in declino?
Mah...valli a capire
alle 07:51
Cataldo
@ Gnurant
Sembra una sorta di mappamondo aureo, comunque da il senso della portata del colloquio, sono segni a cui tengono sia i Saud che i Cinesi, non a caso è una foto "ufficiale" di agenzia.