Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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Non cederanno senza combattere. Non cederanno su nulla: dalla produzione elettrica, alla mobilità automobilistica, ai rifiuti. Il Business As Usual deve continuare ad ogni costo, perché è un business loro.

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Quando, anni fa, alcuni amici aspisti mi proposero di partecipare ai loro investimenti sul fotovoltaico, risposi: “Non ci penso neppure. Non mi fido per niente del Conto Energia, e non investirei mai su qualcosa il cui ritorno economico dipende dal buon cuore delle compagnie elettriche e dalle loro attività lobbistiche sull’attività legislativa dello Stato.”

Fui criticata assai, in quanto non disposta a metter quattro soldi in qualcosa che per prima propugnavo. Oggi mi tocca aver ragione. Non solo gli incentivi vengono mandati rapidamente a ramengo, perché all’ENEL non convengono più, ma succede persino di peggio.

Riporta Qualenergia:

Prima dell’esplosione del fotovoltaico dell’ultimo anno alla Borsa elettrica c’erano due picchi di prezzo, uno di giorno, verso le 11 di mattina, e uno di sera, verso le 18-20. Ora il picco delle 11 di mattina è praticamente scomparso, ma in compenso il picco di prezzo serale è schizzato alle stelle. Quel che succede è che il fotovoltaico, assieme alle altre rinnovabili, producendo a costi marginali nulli (non serve più combustibile per dare un kWh in più), di giorno fa concorrenza alle centrali tradizionali e riesce a contenere il prezzo dell’energia.

E quindi:

Un fenomeno che si spiega con l’autodifesa dei produttori da fonti convenzionali dalla concorrenza delle rinnovabili e soprattutto del fotovoltaico.

Non so se è chiaro: i produttori tradizionali fanno in modo di aumentare il prezzo serale per compensare i “mancati guadagni” diurni dovuti all’energia gratuita. Così, invece di beneficiare del grande impulso al fotovoltaico degli ultimi anni, ce la prendiamo ugualmente in saccoccia.

Non cederanno senza combattere. Non cederanno su nulla: dalla produzione elettrica, alla mobilità automobilistica, all’agroalimentare, ai rifiuti. Il Business As Usual deve continuare ad ogni costo, perché è un business loro. Con buona pace del cambio di paradigma e del mondo diverso possibile.

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Foto - Fotovoltaico aspista

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  • nickname Commento numero 1 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    In pratica, la tua proposta \"ambientalista\" e i tuoi ideali sono belli e buoni ma non cacci un euro finchè non sei sicura di poter ciucciare dalla mammella di Stato la tua porzione e per ora la concorrenza è troppo agguerrita. Direi che non ci sono commenti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Io l\'investimento l\'ho fatto nonostante abbia fatto le tue stesse considerazioni. però ho anche pensato che se lo stato si sarebbe rimangiato tutto prima dei 20 anni mi sarebbe comunque rimasto l\'impianto sul tetto e che in tempi di crisi nera con black out frequenti avrei potuto riconvertire ad uso privato. E poi aver lasciato quei soldi in banca sarebbe stato rischioso comunque.   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Simpatico post. Che dovrebbe mostrare ancora una volta come non ci dovrebbe essere intromissione dello Stato nell\'economia in quanto sottrae risorse alla popolazione per dirottare in investimenti del cavolo. Se sei tanto sicura della indiscussa necessità e superiorità del fotovoltaico non credo proprio ci sia bisogno di aggrapparsi alla refurtiva fiscale, in un libero mercato dell\'energia sarebbe una fonte competitiva contro i dinosauri destinati all\'estinzione. Peccato ci sia lo Stato di mezzo. Certo, \"loro non si arrenderanno senza combattere\" suona singolare da chi non intende scucire nemmeno un soldo per finanziare la battaglia: \"armiamoci e partite\"? Quale serietà... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Bee , sul fatto che si sarebbero arresi senza combattere non ci credeva nessuno , ora questa manovra prevedibile altro non serve che a fargli guadagnare un po\' di tempo , ma il destino finale è ineludibile oltre che ineluttabile. Nello specifico il picco serale è in parte dovuto anche alla tariffazione che premiava , ora in misura minore i consumi nella fascia oraria successiva alle 18 ed è riducibile oltre che modificando la stessa facendo uso degli accumuli idroelettrici attualmente sottoutilizzati , occorre vedere se c\'è la volontà di farlo o se prevarranno i soliti interessi... Un saluto Claudio Bini Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Per quanto sia a favore del FV il problema non e\' il cartello.. o non solo quello. Durante il giorno le centrali tradizionali devono stare spente perche\' l\'energia FER ha priorita\' di dispacciamento. Quando e\' ora di prendere il posto del FV e\' necessario farlo con centrali che entrano a regime alla svelta. Questo e\' possibile SOLO con le TurboGas le quali hanno i costi di produzione piu\' alti in assoluto. Poi i produttori per rientrare dei costi di costruzione delle centrali le mantengono in funzione marginando il piu possibile. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    \"Quando, anni fa, alcuni amici aspisti mi proposero di partecipare ai loro investimenti sul fotovoltaico, risposi: \"Non ci penso neppure. Non mi fido per niente del Conto Energia, e non investirei mai su qualcosa il cui ritorno economico dipende dal buon cuore delle compagnie elettriche e dalle loro attività lobbistiche sull\'attività legislativa dello Stato.\" \" molto male per te! fino ad ora le cose per chi a già investito nel fotovoltaico con il conto energia sono andate benissimo, tanto bene che ahimé i primi investitori erano banche. Il fatto che il picco dlle 11 nn esista più è una dimostrazione di come il conto energia ha funzionato bene. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Sono essenzialmente d\'accordo. Però i produttori di energia da gas o da petrolio hanno investito un sacco di soldi e quindi non gli si può dire a loro grazie ci siete serviti fin\'ora adesso non ci servite più a mezzogiorno, ci servite solo di sera e di notte (e nei casi in cui le rinnovabili non sopperiscano al carico) quindi fate i prezzi di prima. Non funziona così. Anche in Italia se voglio un lavoratore per 8 ore al giorno pago un prezzo orario ma se lo voglio per 10 ore all\'anno ne pago un altro. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    conciliare il BAU col peak oil mi pare impossibile. Ovviamente le lobby, che lo sanno benissimo, sono composte di persone che non si arrendono mai, molto determinate e psicologicamente preparate, pronte a distruggere tutto e tutti pur di raggiungere il loro scopo. Il loro condizionamento mentale è potentissimo, ma spero che qualcuno o qualcosa riesca a fermarli, prima che questo pianeta vada in frantumi. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Debora, tutto ciò non mi sembra un buon motivo per arrenderci noi senza combattere per un futuro migliore e darla vinta a \"loro\"! Avevano ragione i tuoi amici aspisti, e meno male che tanti non hanno fatto come te altrimenti neanche questo po\' di fotovoltaico saremmo riusciti ad avere. Per i prossimi venti e rotti anni questa produzione di energia da FV c\'è e ci sarà, basta che il sole continui a sorgere ogni mattina!  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Oggi ti tocca aver amaramente torto, invece, perchè quelli furbi (io e i tuoi amici), han capito subito che era un\'occasione irripetibile, e l\'hanno fatto. E adesso (ancora un attimo di pazienza, per la verità) ci guadagnamo un bel po\' di soldini. Chiunque avesse fatto due conti sapeva benissimo che non sarebbe durata... e infatti ci si son buttati come da nessun altra parte al mondo: ma poteva durare? 6.5 miliardi l\'anno per un totale di 130 nel ventennio non bastano, come incentivo per lo \'start-up\' di una tecnologia? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Però siamo alla resa di conti: Quanto possono resistere i petrolieri? Per me max 5anni e poi come TUTTE le vecchie tecnologie queste saranno sostituite dalle nuove. Lo Stato sarà costretto dall\'anarchia del bisogno come accadde per le antene TV contro radio o i cavalli contro auto o macchine da scrivere contro stampanti, ecc. . Ciao Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Mettendo pannelli fotovoltaici su 1/3 delle ferrovie si produrrebbe il 5% dell\'energia elettrica consumata.Una joint-venture di Enel Greenpower + Ferrovie Dello Stato + un gruppo di imprese del settore impianti fotovoltaici potrebbe rilevare gli impianti tedeschi per la produzione di pannelli (che stanno chiudendo), trasferire la produzine in Italia e autoprodursi le infrastrutture che si ripagheranno in 15 anni (senza chiedere gli incentivi) ma chiedendo la detassazione degli utili reinvestiti nelle infrastrutture fotovoltaiche e per il miglioramento della rete elettica nazionale. 1) Si eviterebbe di far alzare il prezzo dell\'energia elettrica2) Si aumenterebbe l\'occupazione3) Si diminuirebbe l\'import di gas e petrolio migliorando la bilancia commerciale4) Si aumenterebbe il PIL Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Scusa Debora, ma i cambiamenti epocali non avvengono mai senza spargimenti di lacrime sudore e sangue, sia figurati che reali. E quindi non stiamo troppo a stupirci, e\' tutto nell\'ordine delle maledette cose. Un pensiero positivo, e\' che quanto riporti e\' sicuro indice di cambiamento in atto Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    appena comprate le celle 6\"x6\" policristalline per 1Kw ....a giorni partirà la costruzione del mio primo pannello.....che me ne faccio del conto energia se poi non ti concedono nemmeno di superare i 3Kw.....naaa naaa isola isola....e batterie per la notte a costi di un terzo e oltre Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Vedi Debora, il settore delle rinnovabili non è altro che il più subdolo e ambiguo in tutto il suo genere. E\' solo un malaffare perchè porterà nuovo inquinamento, distruzione del paesaggio, distruzione degli habitat di svariate specie animali, distruzione di tanti tratti di costa marina. E\' solo un grande busines per quelle multinazionali, finte ambientaliste, che lo sorreggono e traggono anche vantaggi economici e clientelistici da queste ditte appaltatrici dei lavori che, a loro volta si trovano poi impecolate in giri corrotti e malavitosi, Calabria docet. Di scandali se ne vedono e sentono tanti, da quelli in Molise (vedi l\'Infiltrato.it) alla Spagna, dove hanno trovato generatori di corrente che sostituivano i cali di energia notturna prodotta da una centrale fotovoltaica. Secondo tanti punti di vista, mio compreso, l\'eolico è da bandire e il fotovoltaico andrebbe installato solo sui tetti di abitazioni e capannoni industriali su richiesta dei singoli privati e con incentivi economici agli stessi. Discorso chiuso. L\'energia del futuro che andrebbe sostenuta e che, secondo noi (tanti), è la fusione fredda. Ovviamente in Italia sarà boicottata per i soliti motivi di interessi privati, ma all\'estero (USA), i nostri studiosi italiani che a Bologna l\'hanno sperimentata con successo, hanno già mostrato enorme interesse per questa grande scoperta. Un saluto.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Wohooo Debbie...0 commenti?? Stavolta l\'hai sparata talmente grossa che hai dovuto censurare TUTTI? :\'D Vabbè, della situazione delle forniture petrolifere da Iran a Europa non c\'è proprio modo di cavare un ragno dal buco...fesso io che ho fatto un salto sul tuo blog \"dalla disperazione\" tanto figuriamoci se su un blog che si chiama \"petrolio\" si parlava di questo... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    A scanso di equivoci: non è che non ho \"investito\" quelle tremila lire perché \"i contributi pubblici non erano abbastanza\", al contrario! :D Io non ho mai creduto nei contributi pubblici per il fotovoltaico. Sono convinta che possa funzionare benissimo da solo, e senza soprattutto dipendere da allacci con le compagnie. Investirei volentieri, qualora dovesse capitarmi di avere di nuovo le tremila lire (improbabile), in un impianto standalone che basti a se stesso e senza contributi di nessuno. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    A proposito di impianti stand-alone, forse c\'è qualcuno che sa dirmi perchè diamine le mie batterie da 120Ah abbiano un calo di tensione dopo poche sole ore di funzionamento? Ho un piccolo impianto con cui, tramite modifica del quadro elettrico fatta fare su richiesta, posso alimentare casa da fotovoltaico installato sul tetto: - 3 pannelli trina 230W cadauno (in attesa di installarne almeno un altro) - 2 batterie da 12V per 120Ah di capacità - Inverter Steca che converte da 24V delle due batterie a 220V per un carico massimo continuo di 2,1KW - con picco sopportabile di credo 5KW circa. Ora tutto ciò per far andare le luci, il frigorifero, laptop ecc. viaggia tranquillamente anzi produco già quasi più corrente di quanto effettivamente consumi infatti le batterie sono arrivate a piena carica ormai. Però se non sono alimentate dai pannelli la tensione in uscita dopo una decina di ore massimo - anche molto meno se ci sono forti consumi - scende fino a quando, a 22V circa, l\'inverter si scollega in automatico. Di norma non mi crea problemi avendo appena ultimato l\'impianto ma è chiaro che con  il sole invernale o prolungato maltempo mi ritrovo a non poter avere l\'impianto in funzione 24 ore su 24 nonostante le batterie siano cariche al 100%. Quindi se c\'è qualche tecnico o qualcuno con impianti analoghi che abbia riscontato questo tipo di situazione mi sa dire se c\'è qualche anomalia di sorta o se è risolvibile? Inoltre l\'alimentazione alle batterie passa attraverso un regolatore di carica (sempre modello Steca, da 30A) quindi non dovrebbero esserci problemi ma vorrei chiedere anche se avere le batterie al 100% e ugualmente sotto carica può dare problemi o avarie nel lungo termine. Grazie in anticipo a chi avesse risposte utili. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    anche io aspetto che i prezzi scendano ancora un pò per installare un impianto stand-alone e mandare a quel paese Enel & Co. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    @Debora e Arturo (15,17) Secondo me sbagliate (tecnicamente) a puntare sugli impianti stand alone e sperare di mandare a quel paese l\'Enel. Anche se la Vs aspirazione e\' comprensibile e ve lo dice uno che ha il FV da prima del conto energia. Ormai ho rinunciato a controllare se i pagamenti per lo \"scambio sul posto\" sono corretti... tanto ogni trimestre se ne inventano una per mettertelo in saccoccia tra tassa sul nuovo contatore,sul nuovo contratto,su questo,su quello... una volta addirittura mi hanno conteggiato 300!!! euro in meno. Comunque resto convinto che il sistema ideale non e\' lo stand-alone ma il grid-connect con ANCHE LE BATTERIE IN RETE. Semmai l\'obbiettivo per il dimensionamento delle batterie deve essere  MINIMIZZARE l\'entrata di energia dalla  rete, ma ma non annullare la connessione. Siamo alle solite...il problema e\' la burocrazia dello scambio sul posto. @14 MA VAFFANCULO!!  (scusa Debora, se ritieni censura pure ma ricorda che ormai e\' una parola sdoganata :-)  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    io al conto energia, il primo del 2007 ci ho  creduto, il governo Berlusconi non ha fatto solo stupidaggini, ad oggi ho prodotto 11MWh, oggi a mezzogiorno 8 KWh. E abito al nord. Anche i tedeschi non sono affatto stupidi e ci hanno creduto Bisognava iniziare da qualche parte e non continuare a ciacolare sui blog. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    io al conto energia, il primo del 2007 ci ho  creduto, il governo Berlusconi non ha fatto solo stupidaggini, ad oggi ho prodotto 11MWh, oggi a mezzogiorno 8 KWh. E abito al nord. Anche i tedeschi non sono affatto stupidi e ci hanno creduto Bisognava iniziare da qualche parte e non continuare a ciacolare sui blog. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Rinnovabili: non cederanno senza combattere

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    Ho il F.V. Capisco l\'articolo, capisco il contorno di pubblicità a favore dell\'ENEL che combatte il F.V. (TUTTI TENGONO FAMIGLIA), ma non capisco perchè  mettiate il tutto sulla stessa pagina (un colpo al cerchio ed uno alla botte?) . Nessuno supervisiona quello che stampate? Arrivederci. pippo     Scritto il Date —