Uno sguardo dal picco
Lo sconto weekend ENI, dopo un inverno di prezzi folli. Governo e compagnia stanno modulando i prezzi tra bisogno di accise e rilancio dei consumi.
Leggo l'interessante post di Medo sulla situazione dei carburanti in Italia. Condivido ovviamente molto, specialmente per quanto riguarda la crisi delle raffinerie.
D'altronde si era detto negli anni scorsi: a chi lamentava in tutto il mondo raffinerie vecchie, obsolete, cadenti rispondevamo che l'investimento in una raffineria si ripaga in vent'anni, e non avevamo certo altri vent'anni di sperpero petrolifero davanti a noi. Chi doveva investire lo sapeva, ed infatti oggi direttamente chiude.
Il crollo dei consumi per i prezzi stellari viene ora compensato da interventi di marketing, per incoraggiare la "ripartenza" di un mercato che ha visto una contrazione di oltre il 10%. Secondo Medo però queste azioni "celano l'assenza decisionale del governo in merito a quel che già oggi si dovrebbe fare in Italia", e cioè procedere al razionamento.
Io non sono tanto convinta che il governo sia assente. Viceversa, da sempre sostengo che il prezzo dei carburanti in Italia sia fortemente "guidato" da decisioni congiunte dei governi e dell'ENI. In poche parole, a volte la compagnia sacrifica profitti in favore delle accise, altre volte alla compagnia è consentita libertà di manovra qualora i consumi scendano troppo.
Ed è esattamente quello che sta accadendo. A prescindere dalle oscillazioni del prezzo del barile (sì: a prescindere), si sono mantenuti i prezzi molto alti sacrificando la domanda pur di incamerare tasse fresche; nel momento della "driving season" -in cui negli anni scorsi assistevamo regolarmente ad aumenti dei prezzi- si sta liberando il ribasso sia per non uccidere la stagione turistica, sia per dare un po' di respiro alla compagnia nazionale oltre che ai cittadini.
Per quanto si potrà andare avanti guidando aumenti per rimpinguare le casse, alternati a sconti per aiutare l'economia? Credo che il governo e l'ENI cercheranno di seguire questa strada il più a lungo possibile, o almeno finché saranno aiutati dal barile a prezzi umani che consente maggior libertà di manovra. (foto:ENI)
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aumentare il prezzo della benzina equivale indirettamente a razionarla....
ecco allora la risposta al quesito del mio post "per non saper nè leggere nè scrivere" di 10gg fa: http://liberididecrescere.blogspot.it/2012/06/le-regole-del-mercato.html
collusione tra governo e compagnie petrolifere. D'altra parte non è possibile che, a distanza di un mese dall'annuncio dell'aumento dell'accisa per "finanziare" i terremotati, anzichè un prevedibile aumento ci sia una corsa al ribasso di ENI, Q8 e compagnia bella.
P.S.: Quel necrofilo ipocrita di medo, per la cronaca, non è quello che fa il catastrofista d'accatto a fini politici nascondendosi dietro menate ambientalista poi se leggi il blog è sempre in giro in aereo e ha l'impronta ecologica di un dannato mammuth?
Quel gran furbone che oltre un anno fa diceva testualmente "Erdogan nelle prossime settimane attaccherà Israele approfittando del collasso dell'euro"? E tante altre buffonate tipo citare improbabili studi sull'esaurimento delle risorse facendo la piagnina che i dati presi a casaccio chissà dove dell'anno scorso erano "sovrastimati del 100% e oltre" - che vuol semplicemente dire che chi fa certi studi se ha margini di errore di oltre il 100% da un anno all'altro non ha la minima idea di cosa diavolo stia parlando e solo chi va in cerca di facili strumentalizzazioni da sciacallo può prenderlo sul serio.
Sempre di roba seria si parla da 'ste parti, eh?
Meglio che guardare all'aggressione sempre più imminente della Siria cercata in tutti i modi che aprirà la strada verso l'Iran: non vogliamo mica disturbare vero Debbie? Meglio fare da palo ai vampiri del governo Goldman Sachs dicendo che in fondo fare la fame è bello e salutare!
"Secondo Medo però queste azioni "celano l'assenza decisionale del governo in merito a quel che già oggi si dovrebbe fare in Italia", e cioè procedere al razionamento."
Fammi capire: i consumi crollano perchè lo Stato RAPINA con le tasse mettendo accise su accise, QUINDI dovrebbe intervenire col razionamento DOPO che ha speso i soldi delle dette accise per BOMBARDARE POVERACCI con cui avevamo accordi commerciali e PETROLIFERI oltre che un trattato di non aggressione.
Altro? Campi di concentramento per dissidenti politici niente, magari?
Miseria ladra e collettivista ma non avete proprio uno straccio di vergogna??
alle 23:50
Giorgio Blanc
mah....