blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Effetto Seneca: continuano i segnali di cedimento strutturale

Martedì 31 Luglio 2012, 15:21 in Current Affairs di

Mentre ci occupiamo di finanza e politica, ovvero realtà virtuale, in sala macchine continuano a uscire le crepe. Meccanici, in giro, non ce n'è.

canadair5.jpg

Nel clan di Facebook si parla oggi molto di Effetto Seneca (sì, su FB ho amici parecchio sui generis), ovvero di quel fenomeno secondo cui una civiltà cresce lentamente, ma poi collassa con estrema rapidità. La teoria è stata elaborata dall'esimio prof.Bardi, ed è lodevole da parte del prof. fiorentino rendere omaggio al grande filosofo romano ispirandosi ad una sua frase.

Fine del campanilismo. Qualora aveste voglia di cliccare e leggere (molto qualora), vi consiglio assai caldamente uno dei miei miti assoluti, ovvero Dmitri Orlov. Trovate qui una sua disquisizione proprio a proposito dell'Effetto Seneca. Orlov va sempre ascoltato attentamente, perché ha vissuto in prima persona il crollo improvviso dell'Unione Sovietica e ne ha fatto un'analisi precisa che ha messo al servizio della comunità occidentale delle Cassandre.

I segnali di cedimento, che andiamo raccogliendo da tempo -vedi i numerosi post su Crisis sulla sorte di Detroit, il "ground zero" della crisi come la chiama appunto Orlov- arrivano anche dai giornali di oggi, proprio mentre leggo di Seneca. A Roma, scoppiano incendi e i pompieri arrivano con mezz'ora di ritardo mentre mezza città è sotto una pioggia di ceneri che manco a Pompei; intanto, il capo della Protezione Civile lancia l'allarme Canadair, che a causa dei soliti tagli rischiano di rimanere a terra. Le Ferrovie continuano a stoppare treni causa misteriosi "guasti", mentre altri titoloni dall'India annunciano che non si riesce a contenere i blackout elettrici che rischiano persino di ammazzare i minatori.  (foto:infophoto)

Si testa la resilienza del sistema. Mentre siamo occupati su disquisizioni finanziarie o peggio "politiche" (la politica europea merita come minimo le virgolette), ovvero quella realtà virtuale che nella nostra follia riteniamo sostenga il mondo, tutta la struttura che regge l'ambaradam scricchiola e mostra le crepe. Nessuno si sta occupando della sala macchine, nessuno sta andando a battere il martello sulla meccanica per vedere se regge ancora. Il cedimento strutturale di cui parla Orlov sta avvenendo sotto i nostri occhi, frega niente a nessuno.

LINK UTILI

Modellizzare il proprio collasso

Guida alla crisi di civiltà... e a come salvarla

Sanità: i limiti delle risorse colpiscono al cuore

Collasso, complessità, rifornimenti ed infrastrutture

5
5 commenti
5
01 Ago 2012
alle 15:21

Federico Moccia

articolo preso da un sito
"Popolosa sicuro, illuminata non ancora: già per rispondere alla domanda attuale il sistema è sotto del 10%. Bisogna considerare che oltre 300 milioni di indiani oggi non hanno neppure una lampadina da accendere. Vivono in case senza elettricità. Il blackout di ieri ha avuto, se non altro, un certo effetto democratico. La «livella» energetica: tutti al buio, come gli ultimi contadini nei villaggi senza luce. Ma cosa accadrà domani, quando diventeranno anche loro (si spera) classe media con l'aria condizionata? Il piano del governo è aumentare del 44% in cinque anni la produzione di energia. Per migliorare le infrastrutture servono almeno 110 miliardi di dollari.
Il problema immediato ha un nome: carbone. Più della metà della capacità energetica indiana (205 gigawatt) si basa su combustibili fossili (e quasi al 50% sul carbone). Le centrali idroelettriche, che secondo i padri della nazione come il Pundit Nehru dovevano essere «i templi della nuova India», concorrono soltanto per il 12% della produzione mentre il nucleare è fermo al 3%.

Il paradosso è che l'India è al quarto posto per l'estrazione del minerale nero. Eppure non ne estrae a sufficienza per il crescente fabbisogno interno. L'azienda «Coal India Ltd» è il maggior player mondiale con quasi 400 mila dipendenti. Detiene, per legge, il monopolio dell'attività estrattiva. E i monopoli, si sa, spesso non sono sinonimo di efficienza. Poi ci sono i prezzi dell'energia al consumo mantenuti bassi dai politici, i ritardi nell'apertura di nuove miniere dovuti ai (sacrosanti) vincoli ambientali. Energia, ecologia e democrazia non sempre fanno rima. Il doppio blackout dell'estate 2012 servirà a dare una scossa al governo dei rimpasti al buio?"

di carbone ne avranno anche tanto, è un paese enorme, ma non è davvero troppo basare metà della produzione di energia sul carbone?

4
31 Lug 2012
alle 21:01

Anonymous User

"La teoria è stata elaborata dall'esimio prof.Bardi"

E sai cosa bevi...

"Nessuno si sta occupando della sala macchine, nessuno sta andando a battere il martello sulla meccanica per vedere se regge ancora."

Mi raccomando, non vi venga il dubbio che QUALCUNO provochi queste crisi, non vi venga MAI il dubbio che qualcuno lucri dalle emergenza, non vi venga MAI MAI MAI il dubbio che ci siano precise finalità politiche e di controllo e ingegneria sociale dietro a tutto questo.

E la mafia, di passaggio non esiste.

Non c'è niente da vedere, non badate, MIO DIO NON BADATE all'uomo dietro il sipario, sono "cause naturali", "picchi di tutto", "così va la vita".

Siete pregati di accettare il fato, continuare a farvi fottere il 70% di quel che guadagnate muti e mansueti - ammesso guadagnate ancora qualcosa - e rannichiarvi in un angolino aspettando di morire. O di essere mandato a vivere in una ecosostenibile piccola capanna di fango e paglia.

E mi raccomanda: per mangiare, frugate nei cassonetti! E' la moda del Nuovo Ordine Mondiale! :'D

Ma come fa a esserci gente che si beve 'ste cazzate, è davvero inconcepibile...

3
31 Lug 2012
alle 19:43

Andrew TheBoss

"una civiltà cresce lentamente, ma poi collassa con estrema rapidità."
A me non pare proprio che la nostra società sia cresciuta lentamente.
Gli ultimi 100 anni sono stati incredibili.
Da 1,5 Mld di persone siamo ben oltre i 7Mld.
La tecnologia è balzata in avanti in maniera portentosa.
Quindi il collasso sarà devastante.
E pure imminente.

2
31 Lug 2012
alle 16:27

Federico Moccia

ho girato molti stati dell'india del nord negli anni passati e già allora capitava che ogni tot ore toglievano la corrente per qualche ora, si capiva che la rete era vecchia e totalmente insufficiente per reggere a quella mole di richiesta (sopratutto estiva).

la cosa che non dicono negli articoli è che moltissimi villaggi non hanno la corrente di notte stanno totalmente al buio.....pertanto una parte del subcontinente non è in decrescita ma semplicemente non è mai cresciuta...e saranno questi paesi boderline i primi a capitolare purtroppo.


Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere